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Un nuovo drammatica massacro e’ stato compiuto dal regime siriano alla periferia di Damasco. In una serie di bombardamenti aerei compiuti dall’aviazione di Damasco nell’area di Douma, hanno distrutto anche un mercato di frutta e verdura, colpendo oltre 200 innocenti, 100 dei quali hanno perso la vita. Tra loro, donne e bambini colpevoli unicamente di voler portare a casa un po’ di cibo per la famiglia. Le vittime, quasi sicuramente, sono più di cento, ma cento sono i corpi che sinora sono stati identificati con un nome e cognome (@RamiSafadi93). Secondo quanto riportano alcuni media siriani, una parte delle vittime e’ stata già sotterrata in fosse comuni. Funerali di massa che sono avvenuti mentre il regime continuava dall’alto a scaricare barili bomba sui civili (Syria Direct). Il 14 agosto scorso, quindi, Medici Senza Frontiere ha denunciato che il regime di Assad continua a bombardare volontariamente gli ospedali, soprattutto nella zona di Idlib. Qui, secondo l’organizzazione internazionale, ben nove ospedali sono stati colpiti in soli quattro giorni, uccidendo 11 persone, tra cui personale medico (MSF). Il recente massacro di Douma e’ stato talmente orribile, che lo stesso Vicesegretario ONU per gli Affari Umanitari, Stephen O’brien, si e’ detto “assolutamente inorridito” (UNOCHA).

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Tutto ciò, purtroppo, avviene mentre il regime iraniano – con il beneplacito dell’inviato ONU per la Siria De Mistura – prova a lanciare una offensiva diplomatica per salvare Bashar al Assad. Dietro la scusa del cessate il fuoco e del coinvolgimento delle Nazioni Unite, Teheran ha provato a far accettare anche ai sauditi un piano di “pace” che, volontariamente, evitava di dire a chiare lettere che Bashar al Assad doveva lasciare il potere ed essere giudicato dalla Corte Penale Internazionale per i suoi crimini orrendi. Il piano di pace, cosi come e’ nato, e’ già fallito (Gaiaespana). Per quanto riguarda De Mistura, la sua credibilità in Siria e’ pari a zero: ricordiamo che l’inviato ONU si e’ fatto fotografare mentre celebrava l’anniversario della rivoluzione Khomeinista nell’ambasciata dell’Iran a Damasco…(Good Morning Iran).

Chi in Italia non demorde e chiede direttamente al Ministro degli Esteri Gentiloni di riallacciare i rapporti con Bashar al Assad e’ il Movimento Cinque Stelle. In una interrogazione presentata il primo luglio in Parlamento, primo firmatario Manlio di Stefano, il M5S chiede al Ministro Gentiloni di riallacciare le reazioni diplomatiche con la “Repubblica araba siriana”, in nome della lotta ad Isis e agli altri Paesi della regione, colpevoli a detta dei grillini di sostenere il terrorismo islamico (Banca Dati Camera). Come riprova delle loro parole, quindi, i pentastellati inseriscono anche nel testo un link proveniente da Irib Italia, ovvero l’agenzia di stampa del regime iraniano in lingua italiana. Praticamente, come sostenere la bonta’ di Hitler presentando un articolo scritto direttamente da Mussolini…Come abbiamo già diverse volte detto – e dimostrato – la lotta ad Isis e agli altri gruppi terroristi presenti in Siria, nulla c’entra con Bashar al Assad.

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Purtroppo, al contrario di quanto sostengono Di Stefano & Co., sia il regime iraniano che Assad, approfittano di Isis per attaccare i gruppi ribelli non jihadisti ed eliminare la vera opposizione ancora presente in Siria (primo fra tutti l’Esercito Libero Siriano). Tra le altre cose, come dimostrato dalla stessa Unione Europea, un consigliere di Assad fa direttamente affari con i jihadisti al servizio del Califfato (No Pasdaran). La sola via per la fine della guerra siriana e’ la fine dell’occupazione iraniana della Siria, il ritiro di tutte le milizie settarie (prime fra tutti quelle sciite) e, soprattutto, la fine della Presidenza di Bashar al Assad. Senza l’uscita di scena di Assad e del cerchio che lo protegge, nessun gruppo ribelle siriano – tantomeno i miliziani jihadisti sunniti e i loro fiancheggiatori – accetteranno di deporre le armi.

Concludiamo constatando che, ancora una volta, nessuna condanna del nuovo massacro di Douma e’ stata pubblicata sul sito della Farnesina. Speriamo di sbagliare e di essere presto smentiti. Per questa, questo nuovo silenzio sull’alleato di Teheran a Damasco, ci risulta drammaticamente assordante…

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Iraqi Shia fighters salute the shrine of Sayyida Zeinab in Damascus.

I leader iraniani lo hanno detto chiaro: per salvare Bashar al Assad e il suo regime, Teheran e’ davvero pronto a tutto. In una intervista con il giornale pro Hezbollah “al Akhbar”, Ali Velayati – ex Ministro degli Esteri e attuale Direttore del potente Centro di Ricerca Strategica – ha dichiarato che “la sicurezza della Siria e la sua indipendenza sono una parte inseparabile della sicurezza della Repubblica Islamica“. Incontrando lo Speaker del Parlamento siriano Mohammad Jihad al Laham, giunto in visita a Teheran per conferire con i massimi vertici iraniani, il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Shamkhani, ha affermato che “la Siria rappresenta la prima linea di difesa delle terre mussulmane contro il regime sionista“. Infine, ad intervenire sulla Siria e’ stato lo stesso Presidente Hassan Rouhani che, senza girarci troppo intorno, ha ribadito l’impegno iraniano a restare al fianco di Bashar al Assad fino alla fine.

Sul terreno in Siria, pero’, la situazione per Bashar al Assad si e’ fatta negli ultimi tempi davvero disperata. Teheran ha dovuto dislocare in Iraq molti jihadisti sciiti impegnati, inizialmente, nella guerra siriana. I ribelli e i jihadisti pro al Qaeda di al Nusra, quindi, nonostante il doppio fronte su cui combattono (contro Isis e contro Assad), sono riusciti a sfondare in diverse aree molto vicine all’enclave Alawita. Proprio per questo, come noto, il centro della battaglia e’ divenuta la città di Aleppo, ove l’aviazione di Assad, praticamente, combatte al fianco dei terroristi dell’Isis (si legga il tweet dell’Ambasciata USA in Siria). Proprio allo scopo di evitare la caduta di Bashar al Assad, il Generale iraniano Qassem Soleimani – dopo essersi fatto almeno 100 selfie in Iraq – e’ stato costretto a ritornare velocemente in Siria, stavolta senza smart-phone al suo fianco.

L’esito della visita di Soleimani, secondo le indiscrezioni che e’ possibile raccogliere sui media sarebbe questo:

  • Secondo il quotidiano libanese Daily Star, l’Iran avrebbe già inviato 15000 jihadisti sciiti in Siria (Iraniani, Iracheni e Afghani). I mercenari sarebbero stati dispiegati nell’area di Latakia, a difesa dell’enclave Alawita e in proiezione di Aleppo. Soleimani stesso, avrebbe visitato l’area di Latakia;
  • Soleimani avrebbe nominato un Generale Pasdaran (probabilmente il suo nome e’ “Afara”) come coordinatore tra quello che resta dell’esercito siriano fedele ad Assad e i jihadisti di Hezbollah (fonte Al Hadath News);
  • 7000 mercenari sciiti, in larga parte iracheni, sarebbero stati dispiegati a difesa della capitale Damasco. La notizia e’ stata diffusa dalla agenzia AFP e la fonte sarebbe direttamente un rappresentante delle forze di sicurezza fedeli al dittatore Assad.

In conclusione e’ importante riportare la denuncia del Future Movement-FM libanese – il partito politico di Saad Hariri e Fouad Siniora – contro le iniziative di Hezbollah nella Valle della Bekaa. Secondo il FM, infatti, il Partito di Dio starebbe pianificando di creare una nuova milizia nella Valle della Bekaa, modellata sulla milizia irachena della Forza Popolare di Mobilitazione. Un piano che, se realizzato, porterebbe anche il Libano – nuovamente – all’interno del conflitto settario tra Sciiti e Sunniti e all’espulsione delle comunità arabe non sciite dal sud del Libano. Per il Parlamentare libanese Mohammad Hajjar, l’obiettivo di Hezbollah sarebbe quello di “ripetere in Libano la strategia iraniana di creare distruttive milizie settarie, come avvenuto in Siria, Iraq e Yemen”.

Aviazione di Assad bombarda i civili di Aleppo, in aiuto ai jihadisti di Isis

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