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Qualche giorno addietro, avevamo denunciato come i nuovi contratti petroliferi approvati dal Governo iraniano (e confermati dal Parlamento ), nonostante l’intento di attirare investimenti esteri, stessero in realtà favorendo gli interessi economici di Khamenei e dei Pasdaran.

I primi contratti firmati con i nuovi IPC, infatti, sono stati sottroscritti dalla NIOC con compagnie quali la Persia Oil and Gas Industry Development Company, controllate dalla holding come la SETAD, riconducibile direttamente alla Guida Suprema Ali Khamenei. Si legga: “Se il Governo Rouhani vende petrolio a Khamenei, No Pasdaran, 4 November 2016“.

Non basta: quello con la Persia Oil and Gas Industry Development Company non è il solo contratto firmato dalla NIOC dell’era Rouhani, con settori dell’economia iraniana legata alle frange più estremiste. Secondo quanto riporta al-Arabiya, infatti, la NIOC ha firmato altri importanti contratti petroliferi con compagnie legate alle Guardie Rivoluzionarie.

Tra queste, il sito menziona la compagnia “L’Ultimo Profeta” – compagnia sussidiaria dei Pasdaran, con un nome a chiaro riferimento millenaristico all’Imam Mahdi – che ha firmato con il Ministero del Petrolio un accordo per l’espansione dell’oleodotto di Azadegan, nella regione a maggioranza araba dell’Ahwaz. Nell’oleodotto di Azadegan è coinvolta anche la francese Total, a dimostrazione di come sia facile per le compagnie Occidentali ritrovarsi a dover convivere con quelle dei Pasdaran (Reuters).

Ancora una volta, il Presidente Rouhani sta apparentemente combattendo la fazione dei Pasdaran e di Khamenei, ma praticamente rifornendo le loro casse di vantaggiosi e lucrosi contratti nel settore pertrolifero. Lo scopo è chiaro: corrompere le Guardie Rivoluzionarie e la Guida Suprema, allo scopo di riottenere la benedizione per un secondo mandato presidenziale (le elezioni sono previste per la fine del 2017).

Per non dimenticare #FreeIran

Adesso è praticamente ufficiale: pur non parlando direttamente di squalifica, la Guida Suprema iraniana ha pubblicamente dichiarato che Ahmadinejad non potrà candidarsi alle prossime elezioni Presidenziali. Secondo quanto dichiarato da Khamenei, davanti alla richiesta di una sua opinione di “una certa persona” (ovvero di Ahmadinejad stesso), egli avrebbe risposto che non era il caso di candidarsi al fine di non favorire drammatiche divisioni e ledere l’interesse del Paese.

Solamente un ignorante – in questo senso, colui che ignora – della realtà politica iraniana, potrebbe essere sorpreso di questa decisione. Perchè le elezioni Presidenziali iraniane, sono una farsa che serve unicamente al regime per dare una parvenza di democraticità al suo totalitarismo. La Guida Suprema, infatti, decide per tempo chi sarà il prossimo Presidente iraniano, considerando gli interessi tra le fazioni in gioco, ma soprattutto considerando cosa serve al regime per autoperpetuarsi.

Ecco allora come si spiegano i fenomeni Khatami, Ahmadinejad e Rouhani, solamente per parlare delle ultime tre elezioni Presidenziali. Quando fu eletto Khatami nel 1997, oggi caduto in disgrazia, il regime era duramente sotto pressione per le conseguenze della fine della Guerra Fredda e soprattutto per le informazioni che iniziavano ad essere diffuse sul programma nucleare del regime. Khatami fu il volto pulito che Teheran mise a disposizione dell’Occidente per rifarsi il look. Il Presidente riformista, quindi, favorì la firma di un accordo farsa sul nucleare, di cui all’epoca si occupò lo stesso Rouhani, attuale presidente iraniano. Quella di Khatami fu una Presidenza che permise a Teheran di reprimere la rivolta degli studenti di Teheran senza conseguenze diplomatiche di rilievo e consentì a Teheran ompletare alcuni siti nucleari quali Esfahan in piena libertà, come ammeso dallo stesso Rouhani.

Ovviamente, e qui esiste la sola grande lotta all’interno dell’establishment iraniano, la linea “riformista” prevedeva un progetto economico fatto di privatizzazioni. Un progetto in linea anche con le posizioni di uomini chiave come Rafsajani, ricchissimo Ayatollah iraniano, personalmente interessato ad conquestare una bella fetta dell’economia iraniana. Per farlo, però, doveva competere con gli interessi economici dei Pasdaran, interessi che egli stesso aveva favorito durante gli anni della sua Presidenza.

Ecco allora l’inizio delle pressioni e delle minacce per mezzo di lettere pubbliche a Khatami, da parte di alcuni Generali Pasdaran. La Guida Suprema, anch’essa economicamente interessata, privo dei timori relative alla sopravvivenza del regime, permese quindi l’arrivo al potere del negazionista Basij Mahmoud Ahmadinejad nel 2005. La sua sarà una presidenza fatta di minacce, di accellerazione nel programma nucleare e soprattutto di contratti senza limite concessi alle compagnie legate ai Pasdaran. Ahmadinejad risulta essere un Presidente perfetto fino a quando non accadono tre cose: 1- lo sviluppo del programma nucleare e missilistico determina l’approvazione di importanti e pesanti sanzioni contro l’Iran; 2- i giovani iraniani si ribellano alla rielezione di Ahmadinejad (Onda Verde); 3 – la cerchia intorno ad Ahmadinejad prova a “laicizzare il potere”, tentando di nazionalizzare la Repubblica Islamica, allo scopo di arrivare a nominare la prossima Guida Suprema.

Khamenei è furbo. Grazie ai Pasdaran riesce a reprimere l’Onda Verde tra il 2009 e il 2011, ma capisce anche che le compagnie dei Pasdaran non sono in grado, da sole, di reggere l’urto delle sanzioni internazionali e di garantire un minimo di sviluppo economico all’Iran. Ahmadinejad era divenuto ingombrante e serviva una nuova faccia pulita per riqualificare il regime. Ecco allora l’inizio delle trattative segrete tra USA e Iran in Oman nel 2012, concluse con la firma dell’accordo nucleare nel luglio del 2015. Non prima di aver fatto eleggere Hassan Rouhani alla Presidenza dell’Iran, rimettendo la lancetta in equilibrio tra gli interessi della cerchia di Rafsanjani e quella delle Guardie Rivoluzionarie.

Quale futuro per la Presidenza dell’Iran? Khamenei ha le idee chiare: Rouhani (o chi per lui), deve continuare ad essere la faccia internazionale del regime, per fare da “garante” all’accordo nucleare e alla fine di buona parte delle sanzioni internazionali. Nel frattempo, in piena libertà, i Pasdaran continuano a reprimere i diritti umani in Iran e sponsorizzare il terrorismo in tutto il Medioriente. Abusi che vengono compiuti nel pieno silenzio internazionale e talvolta anche con la complicità di chi vede nel regime iraniano un nuovo partner “per la stabilizzazione”.

La vera incognita per l’Iran non è la Presidenza, ma la nomina della future Guida Suprema, ovvero colui che prenderà il posto di Khamenei alla sua morte. Ovviamente, chiunque verrà eletto, non rappresenterà un vero cambiamento per il popolo iraniano. Il regime khomeinista, infatti, esiste solamente a patto che sia aggressive, promuova un nemico esterno costante e non permetta una eccessiva apertura culturale al suo interno. Ecco perchè, la sola libertà per il popolo iraniano arriverà quando la Velayat-e Faqih verrà superata e si realizzerà un vero processo democratico, federalista e pluralista. Il resto è solo illusione…

Video ufficiale di Khamenei, in cui invita l’Occidente a piegarsi al sistema politico-economico islamista

 

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Hassan Rohani è il nuovo Presidente dell’Iran. Fino a qui, ad ormai tre giorni dalla sua elezioni, niente di nuovo. Non è neanche una novità il giubilio della popolazione iraniana alla notizia dell’elezione di Rohani e – chiaramente – l’immediata disponibilità delle diplomazie occidentali ad aprire le porte ad una “nuova stagione di rapporti  con l’Iran”.

Per quanto riguarda noi – nonostante l’empatia che proviamo per i giovani iraniani finalmente liberi da Ahmadinejad – abbiamo il dovere di rimanere saldi nella nostra battaglia per la democrazia in Iran e di non farci prendere da alcun entusiasmo ingiustificato. Hassan Rohani, certo, è un moderato e un riformista. Allo stesso tempo, vogliamo ricordarlo a tutti voi, Hassan Rohani è un uomo del regime e come tale è stato ammesso alla fase finale delle elezioni Presidenziali, unicamente perchè il Consiglio dei Guardiani ha ritenuto che egli avesse l’opportuna fedeltà ai pricinpi dittatoriali della “velayat-e faqy” e soprattutto alla Guida Suprema Ali Khamenei.

Inoltre, proprio dalle colonne di questo blog, diversi mesi addietro avevamo parlato di Hassan Rohani, evidenziando il suo ruolo centrale nel programma nucleare del regime iraniano. Nell’ottobre del 2011, infatti, Rowhani rilasciò una intervista in cui ammise candidamente di aver portato l’Iran a firmare l’accordo per la sospensione dell’arricchimento dell’uranio nel 2003 (cosiddetto Accordo di Teheran), unicamente per permettere al regime di completare la costruzione dell’impianto di Isfahan senza alcuna pressione internazionale. Non solo, nella stessa intervista, Rowhani rimarcò che quell’accordo permise a Teheran di continuare il lavoro nell’impianto di Arak, una centrale che potrebbe servire al regime per produrre una bomba al Plutonio. Queste posizioni, si badi bene, Rowhani le ha ribadite anche durante la campagna elettorale, rigettando le accuse di debolezza mosse da Saed Jalili. Rowhani, infatti, ha sottolineato come ogni sua mossa da negoziatore tra il 2003 e il 2005, era ben coordinata con la Guida Suprema Ali Khamenei…

Tralasciando il personaggio Rohani, inoltre, quello che ci preoccupa è il corollario intorno al Presidente iraniano, ovvero chi veramente controlla e governa il regime iraniano. Al centro di tutto, lo ricordiamo, c’è la Guida Suprema Ali Khamenei, forte nel suo ruolo grazie anche al controllo e al sostegno dei Pasdran. Proprio la reazione dei Pasdaran, quindi, resta un incognito. Quando, nel 1999, l’ex Presidente riformista Khatami venne considerato troppo pericoloso, i Pasdaran agirono duramente, reprimento prima le manifestazioni degli studenti di Teheran  e poi scrivendo una lettera pubblica in cui evidenziavano di essere pronti ad agire per “salvaguardare la rivoluzione khomenista”. Il risultato furono prima la vittoria dei conservatori nelle elezioni parlamentari del 2004 e poi l’arrivo al potere di Ahmadinejad…

La democrazia ha delle regole molto chiare e non basta una faccia “più pulita” per ottenerla, anche perchè ad essere migliori di Ahmadinejad basta davvero poco. Continueremo a denunciare i crimini del regime degli Ayatollah ed a sostenere le battaglie di libertà del popolo iraniano. Nel video che vi riportamo sotto, la Guida Suprema Ali Khamenei avverte tutti i candidati a non fare alcuna concessione all’Occidente in caso di vittoria. Che dire? Non si parte certo con un buon auspicio…

FREE IRAN – MARG BAR DICTATOR

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