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Valiollah Seif, Governatore della Banca Centrale iraniana

Il Dipartimento del Tesoro americano ha inserito nella lista delle sanzioni secondarie – ovvero le sanzioni contro figure non di nazionalita’ americana – il Governatore della Banca Centrale iraniana,  Valiollah Seif e un suo collaboratore (Ali Tarzali), con l’accusa di aver segretamente finanziato il terrorismo internazionale.

In particolare, secondo quanto pubblicato dal Tesoro americano, Seif – agendo per conto della Forza Quds dei Pasdaran – inviava finanziamenti al gruppo terrorista Hezbollah, al fine di sostenere il suo programma estremista. I soldi arrivavano ad Hezbollah per mezzo di una banca irachena – la al-Bilad Islamic Bank – anch’essa ovviamente sanzionata. Tra le figure inserite nelle sanzioni, quindi, anche tale Muhammad Qasir, l’intermediario finanziario che agiva per conto di Hezbollah, in contatto con gli agenti della Forza Quds iraniana.

Purtroppo, mentre il Dipartimento del Tesoro americano diffonde informazioni di tale rilevanza, in Europa si continua non solo promuovere la sostenibilita’ del JCPOA, ma anche la necessita’ di assicurare le compagnie europee che intenderanno continuare a fare affari con Teheran.

Ovvero, coloro che vorranno andare ad investire i soldi in un Paese in cui, il Governatore della Banca Centrale in persona, e’ coinvolto nel finanziamento del terrorismo internazionale!

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Il 20 luglio scorso, il Dipartimento del Tesoro americano ha approvato nuove sanzioni contro il gruppo terrorista sunnita di al-Qaeda. La novità di questa decisione, è il fatto che i terroristi colpiti dalla decisione, sono tutti rifugiati nella Repubblica Islamica dell’Iran. Una nuova prova del ruolo di Teheran nel sostegno al jihadismo salafita, nonostante le differenze religiose tra le due realtà. I tre terroristi si chiamano Faisal Jassim Mohammed Al-Amri Al-Khalidi (Al-Khalidi), Yisra Muhammad Ibrahim Bayumi (Bayumi), e Abu Bakr Muhammad Muhammad Ghumayn (Ghumayn)e sono stati colpiti dalle sanzioni grazie all’Ordine Esecutivo 13224, approvato in seguito all’attentato delle Torri Gemelle dell’11 Settembre 2001 (Treasury.gov).

Secondo le informazioni rilasciate dal Dipartimento del Tesoro americano, Al Khalidi nel 2014 ha il compito di raccogliere finanziamenti per al-Qaeda e nel 2015 era Capo della Commissione militare de “La Base”. Yisra Muhammad Ibrahim Bayumi, veterano di al-Qaeda, si è rifugiato in Iran sin dal 2014, occupando il ruolo di mediatore tra l’organizzazione terrorista sunnita e Teheran. Grazie a questo ruolo, Bayumi ha potuto usare anche la Siria di Assad, come territorio per facilitare il trasferimento di fondi ad al-Qaeda. Infine Abu Bakr Muhammad Muhammad Ghumayn: egli ha ricoperto diversi incarichi all’interno di al-Qaeda, sia nel settore logistico, che in quello finanziario, di intelligence e di comunicazione. Dal 2015, Ghumayn ha assunto il ruolo di controllore dei finanziamenti e dell’organizzazione della cellula di al-Qaeda in Iran.

La decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, rappresenta l’ennesima riprova del ruolo del regime iraniano nel finanziamento del terrorismo internazionale. Un ruolo che, avendo come solo scopo quello di espandere gli interessi della Velayat-e Faqih, non si limita al sostegno dei gruppi sciiti, ma arriva fino al finanziamento del peggior terrorismo di marchio sunnita salafita. Lo stesso che in questo periodo, proprio mentre il mondo apre all’Iran, insanguina le strade della Francia, della Germania e del Belgio.

Per approfondire il rapporto tra Iran e al Qaeda si legga: Ecco come l’Iran finanzia al-Qaeda; Il ruolo del regime iraniano nell’attentato dell’11 Settembre 2001Iran and al Qaeda partners in terror

I responsabili dell'attacco ad AMIA. Dall'alto a sinistra: Akbar Hashemi Rafsanjani, Ali Fallahian, Ali Akbar Velayati, Moshe Rezai, Imad Fayez Moughnieh, Moshen Rabbani, Ahmad Reza Ashgari e Ahamad Vahidi

Dall’alto a sinistra: Akbar Hashemi Rafsanjani, Ali Fallahian, Ali Akbar Velayati, Moshe Rezai, Imad Fayez Moughnieh, Moshen Rabbani, Ahmad Reza Ashgari e Ahamad Vahidi

Liberi tutti, non importa quanto siano macchiate di sangue le loro mani. Potrebbe essere questo lo slogan dell’Iran Deal, almeno per quanto concerne la fine delle sanzioni verso alcuni dei maggiori esponenti dell’establishment del regime iraniano. Tra coloro che beneficeranno del sanction lifting dell’Unione Europea, ad esempio, c’e’ anche l’ex Ministro della Difesa di Teheran, il Pasdaran Ahmad Vahidi (articolo WSJ). Vahidi, pero’, non e’ stato solo uno dei principali pianificatori del programma nucleare iraniano ma – come ex capo della Forza Quds – e’ stato anche uno dei primi responsabili dell’organizzazione degli attentati finanziati dal regime iraniano all’estero.

Tra gli attentati più importanti compiuti dagli agenti di Teheran sotto ordine di Vahidi, c’e’ stato anche l’attacco al centro ebraico AMIA di Buenos Aires il 18 luglio del 1994. Un terribile scoppio che ha fatto crollare una intera palazzina e ha provocato la morte di 85 innocenti, colpiti unicamente per la loro fede. L’Interpol indico’ in Ahmad Vahidi e altre esponenti del regime iraniano i responsabili diretti dell’attentato. Purtroppo – come la triste uccisione del giudice argentino Alberto Nisman ha dimostrato – negli anni l’Iran ha lavorato in combutta con una parte del Governo argentino per insabbiare la verità. In queste settimane, quindi, il sito Business Insider, ha denunciato come Buenos Aires stia ancora aiutando Teheran ad insabbiare la verità, in cambio di accordi economici. Vogliamo anche ricordare che, l’attentato al centro AMIA, fu deciso da una commissione speciale iraniana in cui sedeva anche l’ex Presidente Rafsanjani e l’attuale consigliere di Khamenei, Velayati.

Aggiungiamo anche che, purtroppo, del sanction lifting del Dipartimento del Tesoro americano beneficerà anche la compagnia del Pasdaran, la Khatam al Anbia. Come denuncia l’esperto Ali Alfoneh, pero’, depenalizzare la Khatam al Anbia – un vero e proprio impero economico delle Guardie Rivoluzionarie – avrà come effetto un aumento del business legato al terrorismo internazionale e al sostegno ai regime anti-Occidentali. La Khatam al Anbia, infatti, ha interessi che partono dall’Iran e arrivano sino al Venezuela, passando per l’Iraq, il Libano e la Siria. La prima conseguenza di questa decisione, quindi, sara’ il rafforzamento di gruppi terroristi come Hezbollah e di ditattori assassini come Bashar al Assad.

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Ali Canko, cittadino turco in possesso di carta di identità italiana, è stato insierito nella lista delle persone colpite dalle sanzioni degli Stati Uniti contro l’Iran. Ali Canko, armatore, è accusato dal Dipartimento del Tesoro americano di “aver aiutato il gruppo Tiva Sanat, di base in Iran, nel tentativo di procupare e modificare in senso militare delle barche veloci al fine di essere usate dalle forze navali dei Pasdaran”. Il Gruppo Sanat Tiva, evidenzia il Governo americano. è composto dalle società Tiva Kara, Tiva, Darya e Tiva Polymer. La finalità del Gruppo Sanat Tiva sarebbe quello di creare delle società fittizzie al fine di acquistare tecnologia e componenti prodotti all’estero, con l’obiettivo  di aumentare le capacità militari della Repubblica Islamica.  L’ingegnere Ali Canko, in particolare, avrebbe svolto il ruolo di intermediario finanziario per i pagamenti compiuti dal Gruppo Sanat Tiva verso diversi fornitori internazionali. Il magnate turco-italiano, per la cronaca, è un appassionato di gare di alta velocità con piccole imbarcazioni: nel 2012, con l’armatore l’armatore Roberto Biancalana, il navigatore Alberto Iori e il giornalista Fosco Gerardi ha compiuto la traversata Viareggio – Smirne. Da rilevare, in ultimo, che purtroppo nessun giornale italiano ha diffuso questa importante notizia…

Questi i dati di Ali Canko, come rilasciati dal Dipartimento del Tesoro americano:

Name: Ali Canko
Nationality:  Turkey
Passport: U 04765836 (Turkey)
Personal ID Card: 58786069032
Alt Personal ID Card: AK 8136255 (Italy)
DOB: 01 Jan 1960

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