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Quella che vi stiamo per raccontare e’ la storia di Sheena Shirani, una storia che di sicuro non sentireste dalla bocca di Federica Mogherini, Emma Bonino e Debora Serracchiani. Tutte queste donne Occidentali, al contrario della Shirani, in questi ultimi anni si sono molto più impegnate a stringere la mano di rappresentanti del regime clericale iraniano, piuttosto che lottare per i diritti delle donne nella Repubblica Islamica. 

Il risultato e’ stato, ovviamente, uno solo: le donne iraniane sono state lasciate a loro stesse e cosi anche la povera Sheena Shirani. Ma chi e’ Sheena? Per chi conosce il regime iraniano, il volto della Shirani non e’ nuovo. Per anni, infatti, e’ stata una delle presentatrici del canale TV Press TV, organo di propaganda in lingua inglese del regime iraniano. 

Qualcosa di incredibile e’ pero’ successo in questi giorni: la Shirani ha lasciato l’Iran, denunciando gli abusi subiti sul luogo di lavoro e la vergognosa situazione delle donne iraniane. Sulla sua pagina facebook (The Daily Beast), quindi, la Shirani ha pubblicato numerosi messaggi ricevuti privatamente dal responsabile del suo dipartimento, Hamid Reza Emadi, con esplicite avance sessuali. Non solo: in queste ore ha anche pubblicato un audio (link), in cui dimostra come Emadi abbia compiuto verso di lei un vero e proprio stalking (Iran Wire).

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Purtroppo, il nome di Hamid Reza Emadi e’ ben noto a livello internazionale. Si tratta di un uomo senza valori, uno ridicolo pagliaccio del regime, purtroppo assai pericoloso. Fu lui a forzare il reporter di Newsweek Maziar Bahari a rilasciare una pubblica confessione, dopo essere stato arrestato durante le proteste popolari del 2009. Per questo e’ altri motivi, Emadi e’ stato inserito nella lista delle persone colpite dalle sanzioni dell’UE.

Invece di determinare il suo licenziamento – come racconta la stessa Shirani in un intervista con Masih Alinejad (video in basso) – l’inserimento di Emadi nella lista delle persone sanzionate, gli ha permesso di scalare diverse posizione all’interno di Press TV. Grazie al potere acquisito, Emadi ha iniziato a perseguitare Sheena Shirani, pretendendo di avere con lei un rapporto sessuale. La Shirani racconta anche di aver lavorato in Press TV, senza avere alcun formale contratto.

Frustrata dagli abusi subiti e dalla mancanza di tutele legali, la Shirani – madre single di un bimbo piccolo – ha deciso di lasciare l’Iran. Non solo, come prima di lei hanno fatto altre donne iraniane, ha deciso di mostrare in pubblico il suo volto senza velo. Al contrario della Serracchiani, la Shirani non si e’ vantata di aver indossato l’hijab, denunciando come questo fosse uno strumento di abuso verso le donne iraniane, private di ogni protezione legale e costrette a coprirsi per “non provocare gli uomini”.

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Neanche a dirlo, Sheena Shirani ha già iniziato a subire minacce e pressioni per restare in silenzio. E’ triste ammetterlo, ma per lei – per la sua libertà, per la sua dignità di donna – nel democratico Occidente e nell’antifascista Repubblica Italiana, Sheena non troverà molte rappresentanti disposte a condannare il regime iraniano pubblicamente.

Oggi, 27 gennaio, in quasi tutto il mondo si celebra la Giornata della Memoria, una giornata dedicata al ricordo delle vittime dell’Olocausto, istituite dalle Nazioni Unite nel 2005. Come abbiamo detto, purtroppo, questa giornata si celebra in QUASI tutto i Paesi del globo, perché ci sono diversi Stati che – prevalentemente per ragioni politiche – rifiutano di riconoscere la veridicità storica. 

Tra i Paesi capofila del non-ricordo, figura sicuramente la Repubblica Islamica dell’Iran, uno Stato dichiaratemene negazionista. Peggio: non solo l’Iran non ricorda l’Olocausto, ma promuove attivamente conferenze e incontri volti a dare visibilità a chi, in Occidente, cerca di convincere il mondo che si tratta solamente di un complotto “massonico e giudaico”. 

Ali Khamenei, Guida Spirituale dell’Iran e uomo più potente della Repubblica Islamica, ha personalmente sfruttato ogni occasione – e ogni mezzo di comunicazione, in primis Twitter – per affermare la falsità della Shoa’ e ‘spiegare’ le ragioni per cui Israele – Stato creato dall’ONU per dare un focolare nazionale al Popolo Ebraico –  deve essere distrutto (Twitter).

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Ora: durante TUTTE le visite del Presidente Rouhani a Roma – ovvero del Presidente del regime negazionista iraniano – NESSUN rappresentante istituzionale italiano ha detto UNA SOLA PAROLA  sulla questione. A poche ore della Giornata della Memoria, in un Paese che ha attivamente contribuito all’Olocausto, nessuno ha avuto il coraggio di alzare un piccolo dito mignolo e dire: “ok il dialogo, ma ci sarebbe qualche cosina su cui pretendiamo che cambiate registro“.

Oggi inizia la Giornata della Memoria e Hassan Rouhani e’ ancora in Italia. Per la precisione, ci restera’ sino alla tarda mattinata, per poi spostarsi della vicina Francia. A Parigi, speriamo sinceramente che la musica – almeno nelle apparenze – sia estremamente diversa da quella “censurata” in Italia.

Che almeno nella patria della Rivoluzione delle Liberia, sia mantenuta quella dignità del Ricordo, che l’Italia quest’anno ha svenduto per qualche dollaro in più… 

#PerNonDimenticare

giornata della memoria