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Due giorni fa, davanti all’incapacita’ del regime di aiutare le popolazioni colpite dalle terribili alluvioni in Iran, il Ministro degli Esteri Zarif aveva pubblicato un tweet, incolpando le ancora sanzioni americane per la carenza di equpaggiamento a disposizione della Mezzaluna Rossa iraniana.

Nella speranza di incolare ancora una volta altri dei propri fallimenti, Zarif aveva sostenuto che lo stesso Presidente della CRI Peter Maurer, avesse affermato che le sanzioni americane impedissero alla sua organizzazione di dare all’Iran il dovuto sostegno.

In meno di 48 ore, Zarif e’ stato stato anche sbugiardato direttamente dal Comitato Internazionale della Croce Rossa. In una intervista concessa a Radio Farda, infatti, Ignatius Ivlev – Yorke, responsabile relazioni pubbliche per la CRI – ha perentoriamente negato l’esistenza di limiti al sostegno della CRI alla Mezzaluna Rossa, per quanto concerne i disastri provocati dalle alluvioni. Anzi, Ivlev – Yorke, ha anche aggiunto che la CRI e’ pronta ad aumentare il sostegno, se richiesto dalla contropare iraniana.

La verita’ e’ che, per quanto Zarif possa provare ad incolpare il mondo – in particolare Trump – l’ennesimo fallimento del regime nell’approntare un immediato intervento a sostegno delle vittime dell’alluvione, e’ dovuto alle storture della Repubblica Islamica: un Paese che destina un budget 80 volte inferiore al Dipartimento per le Emergenze Ambientali, rispetto a quanto da annualmente ai seminari religiosi. Un Paese che spende quasi 16 miliardi di dollari l’anno per sostenere il terrorismo internazionale. Un Paese che continua ad aumentare i fondi destinati al programma missilistico, ovvero i fondi che vanno direttamente nelle tasche delle Guardie della Rivoluzione…

Questa e’ l’unica verita’ esistente sull’Iran: il resto sono chiacchere da propaganda!

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La pagina della rappresentanza italiana alle Nazioni Unite, ha dato notizia della visita di Francesco Rocca – Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – in Iran. Una visita che precede l’arrivo di Rocca in Iraq, per una conferenza internazionale.

Secondo quanto si puo’ leggere nell’articolo di ONU Italia, ma anche secondo quanto riportato dalle agenzie iraniane, il viaggio di Rocca in Iran e’ stato incentrato sulle priorita’ umanitarie, non solo nelle aree terremotate della Repubblica Islamica (come il terremoto di Kermanshah nel novembre del 2017), ma anche in territori in guerra come la Siria e lo Yemen.

Ovviamente, non serve neanche dirlo, si tratta di temi di assoluta importanza. Nonostante tutto, si rimane senza parole nel vedere che il tema dei diritti umani non sia assolutamente stato toccato. In particolare, il Presidente Rocca avrebbe dovuto sollevare la questione dei prigionieri politici iraniani e del loro stato detentivo. Come noto, nelle carceri iraniane sono detenuti decine e decine di prigionieri politici, a cui sistematicamente vengono negate le necessarie cure mediche. Prigionieri che, proprio per riuscire ad ottenere i loro diritti, spesso iniziano estenuanti scioperi della fame, che rischiano molto spesso di portarli alla morte (lo stesso Ahmadreza Djalali, in carcere ha perso decine di chili, dopo aver iniziato uno sciopero della fame per protesta).

Visitando l’Iran, Rocca ha incontrato direttamente il Vice Presidente del regime islamista sciita, Eshaq Jahangiri. Come suddetto, almeno pubblicamente, il tema dei prigionieri politici e’ stato totalmente dimenticato. Ci auguriamo che, almeno a telecamere spente, il Presidente Rocca abbia compiuto il suo dovere, sollevanto l’argomento e pretendendo che i rappresenti della Mezzaluna Rossa, ottengano il permesso di visitare le carceri iraniane dove sono rinchiusi gli oppositori politici.

Un documentario su Atena Daemi, prigioniera politica in Iran