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Quello che vedete nel video qua sotto e’ Sadegh Zibakalam, professore di Scienze Politiche all’Università di Teheran. Il professor Zibakalam è la dimostrazione concreta che, con tutte le avversità e davanti a tutte le repressioni, un Iran diverso può esistere.

Nel video che potrete vedere di seguito, si vede il Professor Zibakalam entrare nell’Università di Mashhad per un dibattito con un clerico conservatore. Come vedrete, superato l’ingresso, il professore fa qualcosa di rivoluzionario per la Repubblica Islamica dell’Iran: nonostante le difficoltà pratiche, il Professore riesce a non calpestare le bandiere di Israele e degli Stati Uniti, appositamente poste a terra da alcuni studenti fondamentalisti.

Il Professor Zibakalam non è nuovo ad azioni controcorrente: riformista, da sempre sostiene che l’Iran non debba invocare la distruzione di Israele e gridare “morte all’America”. Non solo: nel 2014, davanti al mancato rispetto delle promesse elettorali, il Professore ha inviato una lettera al Presidente Rouhani, chiedendo la liberazione dei leader dell’Onda Verde Mehdi Karroubi, Mir Hossein Mousavi e Zahra Rahnavard (tutti agli arresti domiciliari dal 2011, senza alcun processo e accusa formale). Sempre nel 2014, il Professor Zibakalam venne condannato a 18 mesi di carcere per aver criticato il programma nucleare (al Monitor). Il carcere non ha messo a tacere il professore che, nel 2015, ha criticato pubblicamente il regime per non aver accettato il report sullo stato dei diritti umani in Iran, dell’inviato speciale ONU Ahmad Shaheed (Iran Human Rights).

Per queste sue posizioni coraggiose, il Professore è stato, ovviamente, ostracizzato politicamente dal regime e nel 2000 il Consiglio dei Guardiani ha bocciato la sua candidatura al Parlamento.

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Finalmente, potremmo dire! Dopo averne sentite di tutti i colori nei recenti incontri istituzionali tra rappresentanti italiani e iraniani, finalmente abbiamo trovato un politico italiano capace di parlare chiaro al regime durante un incontro ufficiale. Un Senatore coraggioso, in grado di chiedere conto, senza mezzi termini, delle violazioni e degli abusi che i Pasdaran mettono in atto nella Repubblica Islamica. Si tratta del Senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato.

Dalle agenzie di stampa, infatti, apprendiamo di un incontro avvenuto tra M.J. Larijani, potente capo dell’Alto Consiglio per i Diritti Umani in Iran e il Senatore Manconi. Dal testo del comunicato rilasciato dopo l’incontro, apprendiamo il contenuto della conversazione tra i due politici. Il Senatore Manconi non le ha certo mandate a dire al rappresentante del regime iraniano. Non soltanto Manconi ha chiesto all’Iran di aprire all’ingresso dei rappresentanti Onu e delle Ong per monitorare l’abuso dei diritti umani, ma ha anche denunciato i numerosi casi di tortura all’interno delle carceri iraniane. Su queste questioni di primaria importanza, il Senatore ha chiesto a Larijani una risposta scritta.

Il Comunicato rende anche noto che il Senatore Manconi ha condannato l’impiccagione di Rehyaneh Jabbari, condannata alla pena capitale per essersi difesa da un violentatore, membro dell’intelligence iraniana. Manconi ha citato il caso Jabbari come esempio cardine per dimostrare la discriminazione delle donne nella Repubblica Islamica, una disparità di trattamento che negli ultimi mesi ha permesso ai miliziani fondamentalisti di attaccare con l’acido oltre 380 donne. Una dura condanna è arrivata da parte del Senatore Manconi anche contro l’altissimo numero di pene capitali approvate ed eseguite nella Repubblica Islamica.

Il punto piu’ forte, pero’, arriva probabilmente alla fine del Comunicato stampa. Pur sostenendo la necessità di continuare il negoziato sul nucleare, il Senatore Manconi lega la questione nucleare e quella dei diritti umani. Manconi, infatti, afferma che “è prioritario che il negoziato internazionale sul nucleare iraniano prosegua contestualmente all’affermazione della necessità della tutela dei diritti umani fondamentali di cui in Iran si perpetua la violazione“.

Al coraggio del Senatore Manconi va il plauso dell’opposizione iraniana. Piuttosto che parlare del nuovo Iran (inesistente) o cercare un appeasement con i Mullah in nome del business, tutti i rappresentanti politici italiani dovrebbero prendere esempio dal Senatore Manconi e chiedere ai rappresentanti iraniani spieganzioni del loro criminale comportamento!

Di seguito si riporta il testo del Comunicato Stampa Ansa, incontro Manconi – M.J. Larijani

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