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Lentamente, con una fatica incredibile, il pericolo iraniano inizia ad essere percepito anche in Europa. Cio’ sta avvenendo non solamente perche’, fattualmente, il regime iraniano sta mettendo a rischio la sicurezza nazionale di diversi Paesi europei, provando – e fortunatamente (ad ora) fallendo – ad organizzare attentati contro oppositori del regime. Sta avvenendo anche perche’, proprio i rappresentanti europei, si accorgono che e’ dall’Iran che avvengono i peggiori attacchi alle liberaldemocrazie, con la diffusione di disinformazione e attacchi informatici.

Il 22 gennaio scorso, la Commissione Esteri del Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui gli europarlamentari hanno “duramente condannato l’intesificazione delle azioni aggressive di Russia, Cina, Iran e Corea del Nord” nel campo della disinformazione. Tali azioni, vengono considerati dagli eurodeputati come rischiose per “i principi delle democrazie europee per le sovranita’ dei Paesi partner orientali”, avendo una influenza sulle elezioni politiche, aumentato il sostegno a movimenti estremisti. In questa risoluzione, gli europarlamentari chiedono anche alla Signora PESC – ovvero alla Mogherini – di prendere adeguate contromisure davanti a queste minacce.

Il 28 gennaio scorso, quindi, l’ENISA European Union Agency for Network and Information Security – ha rilasciato un report in cui ha denunciato come le principali minacce cyber, di spionaggio, furto di dati sensibili e disinformative alla UE, arrivino proprio dall’Iran (insieme a Russia e Cina).

Davanti a queste minacce, purtroppo, la Mogherini sembra immobile. Solo dopo le forti pressioni di diversi Paesi europei direttamente attaccati, la UE ha accettato di approvare nuove sanzioni contro Teheran, tra le altre cose colpendo solamente una unita’ di intelligence iraniana e non tutta l’Agenzia. Sono risposte troppo deboli, portate avanti da una “Ministro degli Esteri europeo”, che ha chiaramente una posizione filo iraniana.

E’ tempo di bloccare ogni appeasement verso Teheran, bloccando soprattutto ogni ipotesi di approvazione di meccanismi UE, che permattano di aggirare le nuove sanzioni americane! L’Italia, per parte sua, deve ignorare la Mogherini, considerare la pericolosita’ di queste minacce e prendere parte alla Conferenza sul Medioriente, che l’Amministrazione USA sta organizzando per il prossimo 13-14 febbraio a Varsavia!

 

 

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Il regime iraniano non perde occasione per negare l’Olocausto e ribadire la sua ferma posizione negazionista. Questa volta, l’occasione è stata data dalla prossima visita dell’architteto di religione ebraica Peter Eisenman, noto nel mondo per aver realizzato il memoriale per l’Olocausto a Berlino. Eisenman è stato invitato a prendere parte ad una conferenza a lui dedicata il prossimo 13 e 14 maggio a Teheran, come la locandina che vi riportiamo informa. Come è possibile leggere, gli incontri si terranno presso l’International Conference Center nella Torre Milad, inagurata nel 2008 e classificata come la sesta torre più alta del mondo.

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Appreso del prossimo arrivo di Eisenman, il quotidiano Kahayn, voce della Guida Suprema Ali Khamenei, ha colto l’occasione per attaccare l’architetto americano e ribadire, che secondo il regime iraniano, l’Olocausto è una invenzione. L’articolo, di cui vi riportiamo sotto il testo originale in farsi, descrive il memoriale realizzato da Eisenman come un’opera dedicata ad un massacro inventato, denominato Olocausto. C’è di peggio: il pezzo di Kahayan descrive la presenza di Eisenman come un tentativo del “regime sionista” e degli Stati Uniti di introdursi all’interno della Repubblica Islamica e denuncia gli organizzatori iraniani dell’evento come appartenenti alla setta deviata dei Nizari (una corrente dell’Islam Ismaelita). Non è difficile prevedere che, gli sgherri del regime, agiranno a breve contro coloro che tentano di aprire l’Iran al mondo esterno.

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L’inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba per la Siria, Lakhdar Brahimi, ha visitato in questi giorni in Iran. Durante i suoi incontri, Brahimi ha visto anche il Presidente iraniano Rohani che, parlando della crisi siriana, ha fatto una proposta che ha dell’incredibile. Secondo quanto scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim News, infatti, non soltanto Rohani avrebbe dato la disponibilità della Repubblica Islamica a prendere parte alla Conferenza di Ginevra 2. Fin qui niente di nuovo. Rohani, sempre seguendo l’agenzia iraniana, avrebbe però anche aggiunto che “l’Iran è disponibile ad ospitare una conferenza sulla crisi siriana con i Paesi confinanti con la Siria, allo scopo di far avvicinare le loro posizioni in merito”. In merito a questa proposta, come  potete leggere, il Presidente Rohani pare aver già informato alcuni Paesi della regione, tra cui la Turchia.

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Se guardiamo la cartina del medioriente (vedi sotto), tra i Paesi che confinano con la Siria c’è anche Israele, da sempre considerato il Piccolo Satana da parte della Repubblica Islamica (per la cronaca, il Grande Satana, tanto per parlare di pace, sono gli Stati Uniti…). A questo punto sorge una domanda; considerando che Israele confina con la Siria, sarà il Presidente Rohani lineare con la sua proposta invitando anche i rappresentanti israeliani a questa ipotetica conferenza in Iran? La domanda risulta assai interessante soprattutto perchè, una eventuale conferenza sulla Siria organizzata in Iran (e sostenuta dalla Comunità Internazionale) senza l’inclusione di Israele, rappresenterebbe indirettamente una conferma di quanto sempre affermato dall’ex Presidente Ahmadinejad: la cancellazione di Israele dalle mappe geografiche. 

Beh, siccome non crediamo che qualcuno in Iran volesse riconoscere, anche indirettamente, l’odiato “nemico sionista”, lasciamo al Presidente Rohani e al suo Governo la risposta a questo annoso quesito…

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