Posts contrassegnato dai tag ‘Concerto’

CU-v87PXAAAwcz_

Il 29 Novembre scorso, l’Orchestra Filarmonica di Teheran avrebbe dovuto esibirsi in occasione della cerimonia di chiusura di un evento di wrestling internazionale. Poche ore prima dell’esibizione, il concerto e’ stato cancellato per ordine delle autorità. Per quale motivo? Semplice: al regime iraniano non era gradita la presenza di musiciste donne all’interno dell’orchestra (Iran Human Rights).

Ufficialmente, secondo quanto riporta la ISNA, le autorità clericali si sarebbero lamentate per il fatto che, le musiciste nell’orchestra, non portavano il velo in maniera corretta. In realtà, come rivela il direttore dell’Orchestra filarmonica Ali Rahbari, il problema era la presenza stessa delle donne. L’Orchestra, per la cronaca, avrebbe dovuto suonare l’inno nazionale iraniano. Nonostante il tentativo di trovare una mediazione tra le parti, il Direttore Rahbari ha coraggiosamente deciso di ritirare tutta la sua orchestra, in protesta contro la repressione e la misoginia del regime (AryNews).

La parte più ridicola di questa storia, e’ che lo stesso capo della Federazione Wrestling iraniana, Rasoul Khadem, ha inviato personalmente una lettera al Ministro della Cultura e della Guida Islamica Ali Jannati – lo stesso con cui il Ministro Franceschini ha stretto un patto di cooperazione – sottolineando di non essere affatto contrario alla presenza femminile durante il concerto dell’Orchestra di Teheran (AsrIran). Non solo: Khadem ha anche annunciato che ripeterà l’invito per l’Orchestra Filarmonica di Teheran, per suonare ad un altro evento che si terra’ sempre nella capitale a Gennaio 2016.

Ormai il livello di misoginia del regime iraniano ha raggiunto livelli inauditi. La cancellazione di concerti che prevedono la presenza di donne e’ praticamente una prassi. Ricordiamo solamente che:

  • nel Settembre 2014, il quotidiano Shargh riporto’ che la presenza di musiciste donne nei concerti live, era stata bandita in ben 13 Province iraniane (SharghDaily);
  • all’inizio di gennaio 2015, i Pasdaran fermarono all’aeroporto di Teheran, il noto musicista Majid Derakhshani. Egli doveva recarsi con il suo gruppo a Dubai per un concerto. La ragione del fermo? La presenza di musiciste donne nel gruppo
  • il 15 gennaio scorso, le forze di sicurezza hanno bloccato un concerto del musicista Alim Qasimov. Il motivo? Con lui doveva suonare anche la figlia Ferghana. Il loro concerto a Teheran venne cancellato dopo aver inizialmente ottenuto tutti i permessi necessari Shahrvand Daily).

Da quando Hassan Rouhani e’ diventato il Presidente dell’Iran nel 2013, dozzine di concerti sono stati cancellati, a dispetto del fatto gli organizzatori, avessero richiesto e ottenuto tutti i permessi necessari dai Ministeri del regime. Ricordiamo anche che, solamente tre mesi fa, il regime iraniano aveva bandito il concerto dell’orchestra diretta da  Daniel Barenboim (Youtube). Il bando contro l’Orchestra Filarmonica di Teheran avviene dopo che, la stessa Orchestra, era stata completamente bandita dal regime per anni. La sua riattivazione, qualche mese fa, era stato un piccolo segno di speranza per i diritti civili all’interno della Repubblica Islamica. Anche in questo caso, una speranza vana…

Immagini risalenti al 2011

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=1nExY0d6mMg%5D

 

 

Annunci

tumblr_ns7sbsShmu1qj8bmoo1_500

Il regime iraniano, come noto, ha fatto della causa palestinese la madre di tutte le battaglie ideologiche. Chiaramente, non lo ha fatto per un sincero interesse verso il popolo palestinese, ma come scusa per portare avanti le sue posizioni estremiste contro gli Stati Uniti – il ‘Grande Satana’ – e Israele – il ‘Piccolo Satana’. In nome di questa costante campagna di odio, l’Iran finanza i peggiori gruppi terroristi palestinesi, giustifica ogni sorta di attacco violento contro gli israeliani e promuove vere e proprie campagne di negazionismo e odio verso il popolo ebraico. Nella sua propaganda, ad ogni modo, Teheran ha sempre teso a rappresentare tutti i palestinesi oppressi, primi fra tutti quelli presenti all’interno del territorio israeliano. Nonostante la propaganda, pero’, la vera natura degli Ayatollah – e il loro sincero disinteresse verso la sorte dei Palestinesi – alla lunga esce sempre allo scoperto.

Quanto successo alla rock star di origine iraniana Sami Yusuf e’ davvero emblematico. Sami Yusuf e’ un cantante di origine iraniana, popolare in tutto il Medioriente. i cui dischi hanno venduto milioni di copie. Durante l’ultimo Ramadan, Sami Yusuf e’ arrivato in Israele per esibirsi a Nazaret, una città del nord in prevalenza abitata da cittadini da arabi israeliani, di cui almeno il 30% di fede cristiana. Nonostante le fatiche del digiuno, il concerto di Sami Yusuf e’ stato un successo. Un successo sgradito al regime iraniano. Poco dopo l’esibizione di Sami Yousuf a Nazaret, infatti, il sito iraniano Entekhtab ha annunciato la decisione delle autorità iraniane di bandire da TV e radio nazionali tutta la produzione musicale di Sami Yusuf. Tra le accuse contro Sami Yusuf, udite udite, non c’era solo quella di aver visitato i territori occupati (per Teheran tutta Israele e’ un ‘territorio occupato’), ma anche quella di aver visitato i siti religiosi ebraici e cristiani. Tra i siti visitati da Yusuf e sgraditi ai Mullah, anche l’area dove – secondo la tradizione cristiana – Gesù ha ricevuto il battesimo da parte di Giovanni Battista.

Sami Yusuf ha personalmente commentato il bando del regime iraniano sul suo sito internet: “non sapevo che portare dei sorrisi ai miei amati fratelli e sorelle palestinesi, avrebbe causato una tale offesa al Governo dell’Iran. Mi spiace per i miei fan in Iran a cui sara’ negata la mia musica per diverso tempo, ma non ho intenzione di scusarmi…la musica e’ permeabile e non può essere chiusa in confini per fini politici“. Tra le altre cose, vogliamo ricordare che Yusuf non e’ mai stato un artista di rottura con il regime iraniano. Al contrario, ha collaborato con registi come Majid Majidi, da sempre considerato vicino agli altri vertici di Teheran. Il bando imposto dall’Iran al popolare cantante iraniano – oggi residente in Gran Bretagna – e’ legato solamente all’odio del regime iraniano verso Israele. Un odio ad uso e consumo della propaganda interna dei Mullah che, chiaramente, non ha nulla a che vedere con la solidarietà verso il popolo palestinese.

Immagini del concerto di Sami Yusuf a Nazaret

[youtube:https://youtu.be/UziXia00vsw%5D