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Questo articolo potrebbe partire con una grande risata. Come quelle che si usano spesso sui social networks (“ahahahaha”). Perché fa veramente ridere vedere come, mentre le diplomazie Occidentali sono al lavoro per vedere ai loro popoli l’accordo di Vienna – diffondendo una marea di bugie clamorose – all’interno della Repubblica Islamica l’odio dei rappresentanti del regime verso gli Stati Uniti e l’Occidente continua a montare. Ecco allora che, sotto la benedizione del Portavoce della Magistratura iraniana ed ex Ministro dell’Intelligence Gholam Hossein Mohseni Ejei. un Corte iraniana ha emesso un verdetto di condanna contro gli Stati Uniti, chiedendo 50 miliardi di dollari per “danni” ad entità legali e cittadini iraniani. In altre parole, proprio mentre i giornali riempiono le loro pagine parlando di un nuovo capitolo delle relazioni USA – Iran, gli iraniani chiedono i danni a Washington per “i connazionali uccisi dal sostegno americano a diversi gruppi terroristi (tra cui anche Saddam Hussein)”.

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Questa storia fa ancora più sorridere (nella sua drammaticità) perché, nello stesso momento in cui la Corte iraniana chiede i danni a Washington, in una audizione davanti al Senato USA il Generale dei Marine Joseph Dunford dichiara che la Repubblica Islamica dell’Iran e’ direttamente responsabile della morte di almeno 500 soldati americani in Iraq e Afghanistan. Come denunciato da uno dei collaboratori della Senatrice Caroline Rabbit, l’Iran “ha la responsabilità di aver versato il sangue di centinaia di militari americani e l’accordo nucleare darà unicamente al regime di Teheran ancora più miliardi per continuare ad uccidere gli americani“. Lo stesso Generale Dunford, quindi, ha denunciato che il ‘lifting’ delle sanzioni determinerà probabilmente un aumento del finanziamento del regime iraniano a gruppi terroristi come Hezbollah. 

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Finalmente, potremmo dire! Dopo averne sentite di tutti i colori nei recenti incontri istituzionali tra rappresentanti italiani e iraniani, finalmente abbiamo trovato un politico italiano capace di parlare chiaro al regime durante un incontro ufficiale. Un Senatore coraggioso, in grado di chiedere conto, senza mezzi termini, delle violazioni e degli abusi che i Pasdaran mettono in atto nella Repubblica Islamica. Si tratta del Senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato.

Dalle agenzie di stampa, infatti, apprendiamo di un incontro avvenuto tra M.J. Larijani, potente capo dell’Alto Consiglio per i Diritti Umani in Iran e il Senatore Manconi. Dal testo del comunicato rilasciato dopo l’incontro, apprendiamo il contenuto della conversazione tra i due politici. Il Senatore Manconi non le ha certo mandate a dire al rappresentante del regime iraniano. Non soltanto Manconi ha chiesto all’Iran di aprire all’ingresso dei rappresentanti Onu e delle Ong per monitorare l’abuso dei diritti umani, ma ha anche denunciato i numerosi casi di tortura all’interno delle carceri iraniane. Su queste questioni di primaria importanza, il Senatore ha chiesto a Larijani una risposta scritta.

Il Comunicato rende anche noto che il Senatore Manconi ha condannato l’impiccagione di Rehyaneh Jabbari, condannata alla pena capitale per essersi difesa da un violentatore, membro dell’intelligence iraniana. Manconi ha citato il caso Jabbari come esempio cardine per dimostrare la discriminazione delle donne nella Repubblica Islamica, una disparità di trattamento che negli ultimi mesi ha permesso ai miliziani fondamentalisti di attaccare con l’acido oltre 380 donne. Una dura condanna è arrivata da parte del Senatore Manconi anche contro l’altissimo numero di pene capitali approvate ed eseguite nella Repubblica Islamica.

Il punto piu’ forte, pero’, arriva probabilmente alla fine del Comunicato stampa. Pur sostenendo la necessità di continuare il negoziato sul nucleare, il Senatore Manconi lega la questione nucleare e quella dei diritti umani. Manconi, infatti, afferma che “è prioritario che il negoziato internazionale sul nucleare iraniano prosegua contestualmente all’affermazione della necessità della tutela dei diritti umani fondamentali di cui in Iran si perpetua la violazione“.

Al coraggio del Senatore Manconi va il plauso dell’opposizione iraniana. Piuttosto che parlare del nuovo Iran (inesistente) o cercare un appeasement con i Mullah in nome del business, tutti i rappresentanti politici italiani dovrebbero prendere esempio dal Senatore Manconi e chiedere ai rappresentanti iraniani spieganzioni del loro criminale comportamento!

Di seguito si riporta il testo del Comunicato Stampa Ansa, incontro Manconi – M.J. Larijani

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