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Una cellula di Hezbollah e’ stata individuata a Miami, e fermata con l’accusa di riciclaggio di denaro a favore dei cartelli della droga colombiani. La cellula era composta da tre uomini. I tre,  avevano messo in atto delle complicate azioni bancarie, al fine di ripulire 500,000 dollari provenienti dal traffico di stupefacenti (Miami Herald).

Il capo della cellula era Mohammad Ahmad Ammar, 31 anni, residente in Colombia. Ammar e’ stato fermato a Miami e ora si trova in carcere. Un secondo terrorista, Hassan Mohsen Mansour, e’ stato arrestato a Parigi, mentre il terzo, tale Ghassan Diab, e’ riuscito a scappare (si ritiene che si trovi ora o in Nigeria o direttamente in Libano). L’agenzia Americana DEA sta investicando sul caso, collegandolo anche ad un altro caso precedente, che ha visto l’arresto di 22 persone collegate al cartello della droga messicano del boss Joaquin “El Chapo” Guzman (Miami Herald).

Secondo quanto denuncia la DEA (Drug Enforcement Administration), Mohammad Ahmad Ammar aveva il compito di ripulire il denaro derivante dal traffico di troga dei cartelli di Medellin. A tal fine, Ammar ha effettuato transazioni tra Dubai e diversi Paesi del mondo quali Spagna, Olanda, Gran Bretagna, Australia e in Africa. La cellula di Hezbollah e’ stata incastrata grazie a degli infiltrate della DEA, che hanno chiesto ai terroristi del Partito di Dio di aiutarli a ripulire del denaro sporco. Ricordiamo che, dal Febbraio 2016, la DEA ha avviato una operazione speciale per fermare i contatti tra Hezbollah e i cartelli della droga, denominata “Progetto Cassandra”. Secondo l’agenzia Americana, grazie a questo rapporto criminale, Hezbollah otterrebbe oltre 400 milioni di dollari di introiti annuali. Soldi che, ovviamente, servono a Nasrallah per finanziare la jihad filo-khomeinista nel mondo, soprattutto in Siria.

Questa nuova inchiesta, riprova nuovamente il ruolo di Hezbollah nel traffico di droga e, in particolare, i rapporti tra il gruppo terrorista libanese e i cartelli criminali in America Latina.

Per approfondire: “Hizbullah narco-terrorism: A growing cross-border threat

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Mohammad Ahmad Ammar

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Ghassan Diab

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Hassan Mansour

 

iran soldi terrorismo

L’Iran è oggi concentrato sulle prossime elezioni del 14 giugno e i candidati si stanno battendo per eleggere chi di loro è maggiormente “vicino al popolo”. La crisi economica, infatti, è forte, la disoccupazione giovanile altissima e l’inflazione praticamente alle stelle. Al di là della retorica, però, questa crisi economica è principalmente dovuta alla politica del regime iraniano e non all’effettiva mancanza di denaro nel Paese.

Certo, le sanzioni internazionali hanno messo in difficoltà il regime e la crisi economica internazionale ha colpito anche la Repubblica Islamica. La verità, però, è che il regime usa buona parte dei soldi destinati alla popolazione per finanziare i suoi proxi nel mondo e per inviare agenti della Forza Quds in altri continenti ad organizzare attentati terroristici.

Alcuni esempi: in questi giorni il quotidiano iraniano Asre Iran – citando il giornale siriano Tashrin – ha riportato che il regime iraniano ha garantito a Bashar al-Assad un prestito da 7 miliardi di dollari. Si tratta di denaro che, ovviamente, andrà a finanziare il terrorismo del regime Baathista e l’uccisione di centinaia di civili siriani.

Non basta: il Los Angeles Times ha evidenziato come, indagando su un tentativo di far deragliare un treno passaggeri, le autorità canadesi hanno scoperto una rete che collega al Qaeda all’Iran. I due arrestati per il tentato attacco terrorista, sarebbero infatti stati addestrati in Iran, in campi costruiti e finanziati dal regime degli Ayatollah.

In queste stesse ore, infine, il procuratore argentino Alberto Nisman ha aperto una inchiesta contro l’Iran per terrorismo, accusando il regime khomeinista di aver programmato, attivato e finanziato una rete di spionaggio nei paesi latinoamericani, in particolare in Brasile, Cile e Colombia. L’obiettivo del regime iraniano, secondo il procuratore Nieman, sarebbe stato quello di compiere un nuovo attentato simile a quello attuato nel 1994 contro il centro ebraico AMIA a Buenos Aires.

Insomma, per farla breve, mentre in Iran il popolo subisce il peso della crisi, il regime manda i suoi scagnozzi nel mondo con le tasche piene di denaro utile per continuare a causare morte e dolore…

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