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Pubblichiamo il video dell’intervista rilasciata alla CNN da Susan Rice, Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Barack Obama, in merito all’accordo nucleare tra il 5+1 e l’Iran. Come vedrete dal video, incalzata dal presentatore Wolf Blitzer, l’Ambasciatrice Rice e’ costretta ad ammettere che:

non ci saranno ispettori di nazionalità americana nel team AIEA che si andrà in Iran per ispezionare i siti nucleare. In altre parole, nessuno potrà assicurare che gli ispettori AIEA di altre nazionalità. In altre parole il giudizio dipenderà quindi da ispettori di Paesi che, potenzialmente, potrebbero non avere interesse riapprovare nuove sanzioni contro l’Iran…;

l’Iran potrà usare i soldi del sanction lifting per finanziare il terrorismo internazionale e che la questione del finanziamento internazionale del terrorismo, non era un argomento del negoziato con l’Iran. Un crimine per cui l’Iran e’ stato sanzionato con la Risoluzione 1803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (testo risoluzione)

l’Iran potrà usare i soldi del sanction lifting per aumentare i finanziamenti ai Pasdaran, ovvero coloro che controllano materialmente il programma nucleare e missilistico iraniano. Programmi clandestini per i quali l’Iran e’ stato soggetto alle risoluzione ONU e alle sanzioni internazionali (si legga la Ris. UNSC 1929 del 2010);

grazie al sanction lifting l’Iran potrà inviare liberamente i soldi per salvare il regime di Bashar al Assad. Soldi che permetteranno al regime siriano di restare in vita, di aumentare i massacri di Damasco contro i civili siriani e di perpetuare la continuazione del conflitto.

[youtube:https://youtu.be/57QgY3ctSf0%5D

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“Reyhaneh Jabbari è stata uccisa dai media Occidentali”. E’ con questa affermazione che, parlando alla CNN, Mohammad Javad Larijani, capo dell’Alto Consiglio per i Diritti Umani in Iran (sic), ha perentoriamente chiuso il caso Jabbari, la donna impiccata dal regime iraniano dopo essersi difesa dal suo stupratore. Secondo Larijani, infatti, la campagna mediatica portata avanti dai media Occidentali per salvare la vita di Reyhaneh Jabbari, ha influenzato l’atmosfera intorno a questo caso, impedendo ogni possibilità di revisione del giudizio e di perdono da parte della famiglia della vittima (come richiesto dalle medievali leggi della Repubblica Islamica). Le parole di Larijani, purtroppo, non suonano soltanto come drammaticamente ridicole, ma sono anche giudiziariamente false: Reyhaneh Jabbari, infatti, è stata accusata di aver ucciso Morteza Abdolali Sarbandi, membro dell’intelligence iraniana, nel 2007. La donna, ha sempre negato ogni accusa, sostenendo di essersi dovuta difendere davanti ad un tentativo di violenza. Per quanto concerne il perdono, la famiglia della vittima era piu’ che dispobinile a concerderlo, ma pretendeva da Reyhaneh una piena riabilitazione del famigliare morto. Ovvero, Reyhaneh avrebbe dovuto ammettere di non aver subito alcun tentativo di violenza e di aver ucciso Morteza Sarbani premeditamente. Reyhaneh Jabbari ha preferito morire, piuttosto che violentare la sua dignità di donna. Vogliamo ricordare che, dopo essere stata impiccata, il regime iraniano ha negato anche la donazione degli organi della Jabbari, un ultimo desiderio espresso dalla donna prima di arrivare al patibolo. Qui è possibile vedere l’intervista completa di Mohammad Javad Larijani alla CNN: http://goo.gl/yycCgF.

Nel frattempo, la macchina della morte non si ferma in Iran. Un uomo è stata impiccato in pubblica piazza presso Mashhad. Qui sotto pubblichiamo le immagini delle sua esecuzione. Le pubblichiamo non soltanto come testimonianza dei crimini iraniani, ma anche perchè riteniamo che sia la migliore risposta a quei politici che, blandendo bandiere falsamente democratiche o (peggio) radicali, portano avanti campagne di lobby in favore del regime giuidato dai Mullah e dai Pasdaran.

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