Posts contrassegnato dai tag ‘Cinema’

nasser

La scorsa settiamana e’ venuto a mancare in Iran  Nasser Malek Motiee, famosissimo attore dell’epoca dello Shah. Motiee aveva 88 anni. Con la Rivoluzione Khomeinista del 1979, numerose celebrita’ famose durante il regime precedente, furono bandite, tra loro anche Motiee, a cui fu persino negato di dirigere dei film.

La censura del regime contro Nasser Malek Motiee e’ durata oltre quarant’anni ed e’ stata revocata solamente quando l’attore si e’ ammalato, poco tempo prima della sua morte.

I funerali di Motiee a Teheran, si sono trasformati quindi non solo in un momento di dimostrazione di affetto popolare verso un grande artista, ma anche in una esplosione di rabbia contro il regime. Migliaia di persone si sono riunite per gridare slogan contro la TV di Stato, contro il Governo e persino contro la Guida Suprema. Come il video sotto dimostra, e’ risuonato forte a Teheran lo slogan “Marg Bar Diktator” – Morte al Dittatore – riferito in questo caso a Khamenei.

La folla di manifestanti, neanche a dirlo, e’ stata circondata e spesso aggredita dalla polizia. Il potente giudice Gholamhossein Mohseni Ejei ha addirittura fatto pubblicare un avviso sul sito della Magistratura iraniana, invitando i partecipanti al funerale a “non cadere nella guerra psicologica messa in atto dai nemici, specialmente dai sionisti e dagli americani”.

Nonostante le minacce, la folla non ha indietreggiato e durante il funerale sono stati pronunciati discorsi molto duri contro il regime. Il figlio di Nasser Malek Motiee ha condannato le televisioni che hanno annunciato la morte del padre. Le stesse che per anni non lo hanno mai menzionato. Parviz Parastui, noto attore iraniano, ha criticato la TV di Stato IRIB e ribadito che Malek Motiee non aveva commesso alcun crimine per subire le ingiustizie che patite.

Iranian-Cinema-medium

Solamente la scorsa settimana, abbiamo denunciato la condanna a sei anni di carcere e 223 frustate, emessa dal regime iraniano contro il regista curdo Keyvan Karimi. La sta colpa e’ quella di non aver agito secondo le regole del regime islamico e di aver mostrato quell’Iran che il mondo non deve conoscere (No Pasdaran). Karimi e’ solo l’ultimo caso nella lunga lista delle personalità iraniane perseguitate dal regime per la loro – non allineata – attività artistica. Potremmo infatti parlare del notissimo caso di Jafar Panahi, regista pluripremiato oggi costretto agli arresti domiciliari a Teheran, o di Mohammad Nourizad, ex giornalista conservatore, oggi regista e attivista per la democrazia in Iran. La sua dissidenza, ovviamente, gli e’ costata anni di detenzione.

Ovviamente, ai registi perseguitati, potremmo aggiungere decine di altri artisti – come Atena Farghadami, Fateme Ekhtesari o Mehdi Moosavi – detenuti per aver disegnato una vignetta di satira politica ai Parlamentari iraniani o per scritto delle poesie scomode. Potremmo quindi parlare dell’attivista Omid Alishenas, arrestato nel settembre 2014 con l’accusa di possedere un impianto satellitare e 700 film “osceni”. Per 700 film osceni non si deve pensare a materiale pornografico, ma semplicemente 700 DVD di film e documentari di successo internazionale, sgraditi al regime per motivi culturali o politici (Iran Wire). Tra i DVD trovati in possesso del povero Omid, anche il film “To Light a Candle“, girato dal giornalista Maziar Bahari, per denunciare la persecuzione dei Baha’i all’interno dell’Iran (Iran Wire).

Eppure, nonostante tutte queste persecuzioni e nonostante l’uso politico e propagandistico che il regime iraniano fa del cinema e dell’arte, il Ministero della Cultura italiano continua ad aprire le sue porte unicamente ai rappresentanti dei Mullah. Lo fa firmando speciali Memorandum con il Ministro iraniano Ali Jannati (Press TV), lo fa con la visita del Ministro Franceschini in Iran e lo fa ricevendo una delegazione iraniana, proprio allo scopo di approfondire le relazioni tra Roma e Teheran nel settore cinematografico.

E’ di queste ore, infatti, la notizia dell’arrivo dell’ennesima delegazione da Teheran composta dal Parlamentare Ali-Reza Tabesh e dal Direttore Generale dell’Organizzazione per gli Studi Cinematografici Ruhollah Hosseini, accompagnati dall’attache’ culturale del regime iraniano in Italia, Ali Purmarjan. I tre sono stati ricevuti da Nicola Borrelli, Direttore Responsabile Cinema del Ministero della Cultura. Ovviamente, secondo quanto riporta la stampa iraniana, invece di affrontare le repressioni messe in atto nella Repubblica Islamica contro gli artisti e i cineasti, al centro della discussione e’ stato messo unicamente l’approfondimento delle relazioni tra Italia e Iran nel settore cinematografico (Isna).

Riteniamo che la scelta di sostenere unicamente la propaganda culturale proveniente dall’establishment iraniano, serva unicamente gli interessi del Governo iraniano e dei Mullah. Le stesse figure che promuovono la persecuzione degli artisti e non muovono un dito per sostenere seriamente i necessari cambiamenti sociali e politici necessari nella Repubblica Islamica.

Crediamo che la migliore risposta a questa unilateralità, sia quella di offrire ai lettori la possibilità di scoprire l’Iran che il regime non vuole far conoscere. Ecco perché vi invitiamo a cliccare sul link che segue e guardare voi stessi il documentario di Maziar Bahari, “To Light a Candle“. Per vederlo gratuitamente, dopo l’accesso al sito, cliccare sull’icona “Buy” (sulla vostra destra). Una volta apertasi la finestra per il metodo di pagamento, inserire la parola “omid” (senza virgolette), per vedere il film gratuitamente.

Linkhttps://vimeo.com/ondemand/tolightacandle/117160700

Codice Promo: omid

Trailer

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=v7aE27GyMMo%5D