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Le proprietà della Chiesa evangelica iraniana Jam’at-e Rabbani presso la città di Karaj, note come i Giardini di Sharon, sono state sequestrate dal regime. Precisamente, sono state confiscate dalla una organizzazione, denominate “Centro di Attuazione dei Decreti dell’Imam”, controllata direttamente dall’Ayatollah Khamenei, Guida Suprema iraniana. Questa organizzazione è stata creata su ordine di Khomeini dopo la rivoluzione del 1979, allo scopo di confiscare tutte le proprietà appartenenti allo Shah. Con gli anni, però, il regime ha allargato il ruolo di questa organizzazione, permettendole di mettere in pratica dei veri e propri sequestri di proprietà in stile mafioso.

Ovviamente, neanche a dirlo, per agire il regime si è appoggiato sulla solita scusa: ha accusato gli appartenenti alla Jam’at-e Rabbani di essere legati alla Chiesa evangelica di Philadephia e di lavorare per la CIA. Tutte accuse rigettate direttamente dai vertici della Jam’at, ma confermate da un Tribunale Rivoluzionario il 21 luglio scorso, in un processo che si è svolto addirittura senza i rappresentanti della Chiesa stessa e senza alcun avvocato della difesa.

La Jam’at-e Rabbani è parte della Assemblea di Dio, raggruppamento di Chiese evangeliche penatacostali che, in tutto il mondo, raccoglie oltre 68 milioni di fedeli. In Iran, la sede centrale della Jam’at-e Rabbani si trova a Teheran, ma i suoi membri sono spesso soggetti ad arresti da parte del regime ed accuse di spionaggio. Questo perchè la maggior parte dei fedeli della Jam’at, sono mussulmani che hanno deciso di abbandonare l’Islam e convertirsi al cristianesimo. Una scelta che nella Repubblica Islamica è non solo vietata, ma punita con l’accusa di apostasia.

Per approfondire sulla persecuzione dei cristiani in Iran, vi preghiamo di  leggere questo paper: The Cost of Faith: Persecution of Christian Protestants and Converts in Iran

Mike Pompeo (a destra), Lee Zeldin e Frank LoBiondo, mentre si recano all'ambasciata pakistana - rappresentante degli interessi di Teheran negli USA - per chiedere il visto di ingresso in Iran

Mike Pompeo (a destra), Lee Zeldin e Frank LoBiondo, mentre si recano all’ambasciata pakistana – rappresentante degli interessi di Teheran negli USA – per chiedere il visto di ingresso in Iran

Era il febbraio del 2016, e nella Repubblica Islamica erano previste le elezioni parlamentari. In quella occasione, tre membri del Congresso americano – Mike Pompeo, Lee Zeldin e Frank LoBiondo – inviarono una lettera alla Guida Suprema Ali Khamenei e al Capo dei Pasdaran Ali Jafari, chiedendo di ricevere un visto di ingresso per visitare l’Iran. Il loro scopo, secondo quanto riportato nella lettera, era quello di: incontrare i leader iraniani, tra cui Mohsen Fakhriazadeh, il padre del programma nucleare iraniano; incontrare i cittadini americani detenuti in Iran; visitare i siti di Parchin, Arak e Fordow, dove il regime ha realizzato il suo programma nucleare e fatto test su esplosioni atomiche; affrontare la questione del programma missilistico iraniano e dei test realizzati dal regime dopo l’accordo nucleare (in piena violazione dell’accordo stesso); parlare dell’arresto dei 12 marines americani, detenuti nel gennaio 2016, in maniera non conforme alla Convenzione di Ginevra.

Per mesi il regime iraniano ha ignorato la richiesta dei tre parlamentari americani. Per questo, nell’aprile del 2016, i tre membri del Congresso hanno scritto una nuova lettera alle autorità di Teheran, rinnovando la richiesta di avere un visto di ingresso. Questa volta, la risposta è arrivata da parte di Javad Zarif: il Ministro degli Esteri iraniano, ha rigettato la richiesta dei rappresentanti americani, accusando i tre di voler unicamente colpire la Repubblica Islamica (No Pasdaran).

Purtroppo per Teheran, uno di quei tre membri del Congresso americano, per la precisione Mike Pompeo, è stato nominato da Donald Trump neo direttore della CIA. Poco prima di ricevere la nomina, Pompeo aveva espresso chiaramente il suo pensiero sull’accordo nucleare firmato nel luglio del 2015: un accordo pessimo, che ha messo solamente in maggiore pericolo gli Stati Uniti e i suoi alleati nel mondo. Non solo: Pompeo ha anche ricordato che, in un solo anno, Teheran ha più volte violato i patti, soprattutto realizzando test missilistici, con vettori capaci di trasportare potenzialmente delle bombe nucleare.

L’intevista che vi proponiamo qui sotto, realizzata da Fox News, è stata girata appena due settimane prima della nomina di Pompeo a capo della Central Intelligence Agency. Buona visione!!!

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E’ stato pubblicato in questi giorni il report annuale della CIA in merito ai rischi per la sicurezza mondiale. Incredibilmente, per la prima volta dopo decenni, il capo della Cia James Clapper ha deciso di escludere l’Iran ed Hezbollah dalla lista delle minacce terroristiche, concentrando l’attenzione unicamente sul fenomeno di Isis. Ora, per quanto certamente Isis sia una grande minaccia alla sicurezza mondiale, la scelta di escludere i Pasdaran e tutta la galassa finanziata dalle Guardie Rivoluzionarie, primo fra tutti il movimento di Hezbollah, ormai un vero e proprio Stato nello Stato in Libano.

La scelta della CIA risulta ancora piu’ triste e deludente in questa giornata, il 17 marzo: in questo giorno del 1992, infatti, Hezbollah bombardava l’Ambasciata di Israele a Buenos Aires, capitale dell’Argentina. Sul terreno rimanevano oltre 20 morti e almeno 240 feriti innocenti. Come la storia dimostrera’, quello sarebbe stato solo il primo attacco contro gli ebrei in Argentina. Appena due anni dopo, infatti, l’Iran dava ordine ad Hezbollah di colpire il centro ebraico AMIA. Il palazzo dell’AMIA crollo quasi completamente a terra, provocando oltre 80 vittime innocenti, uccise solamente perche’ di religione ebraica.

Tutto divemta ancora piu’ paradossale quando, proprio per le indagini sull’AMIA, l’Iran ed Hezbollah hanno recentemente ucciso senza pieta’ il giudice argentino Alberto Nisman. Come vi abbiamo gia’ detto, la morte di Nisman, avvenuta il 19 gennaio del 2015, sta scatenando un vero e proprio putiferio in argentina contro la Presidente Christina Kirchner. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Buenos Aires per chiedere giustizia e sempre piu’ particolari inquietanti stanno emergendo dalle indagini. Secondo quando sappiamo, infatti, Nisman era pronto a chiedere l’impeachment della Kirchner per i suoi rapporti con l’Iran: in cambio dell’assoluzione dal caso AMIA, infatti, non soltanto l’Iran avrebbe promesso sostegno economico con petrolio, ma avrebbe anche pagato la campagna elettorale della Kirchner nel 2007. Ricordiamo che l’attuale Presidente iraniano Hassan Rouhani fece parte della commissione speciale che diede luce verde all’attentato terrorista contro l’AMIA.

La scelta catastrofica della CIA, chiaramente di natura meramente politica, avra’ delle conseguenze drammatiche sulla credibilita’ dell’Occidente in tutto il Medioriente. Senza contare Israele, la solitudine dei sunniti davanti all’avanzare dell’imperialismo khominista, amplifichera’ unicamente lo scontro settario all’interno dell’Islam. Una strategia perdente, che rafforzera’ unicamente il jihadismo salafita e la versione peggiore dell’Islam politico.

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