Posts contrassegnato dai tag ‘Charlei Hebdo’

c

 

Nome: Mohammad Ghouchani

Data di Nascita: 1976, Rasht, Iran

Background: Giornalista e scrittore per Ham Mihan, Aseman, Tajrobeh, Mehr Nameh, Shargh, Seda Weekly e Mardom-e Emrouz.

Accusa: Attività contro la sicurezza nazionale

Mohammad Ghouchani ha cominciato a lavorare come giornalista nel 1997, scrivendo per un quotidiano locale di Rasht (capitale della Provincia di Gilan). Nel 1998, quindi, è andato a Teheran per studiare scienze politiche all’Università. Durante il periodo di studi, Mohammad ha scritto per diversi giornali, facendosi la nomea di critico delle posizioni piu’ conservatrici del regime. Nel 2000, perciò, è stato arrestato per la prima volta, con l’accusa di “diffondere pettegolezzi” e insultare ciò che è sacro. Per queste accuse, Mohammad Ghouchani è stato condannato a 36 mesi di carcere.

Nel 2001, Ghouchani è stato nominato direttore del mensile culturale Hamashahri, un supplemento dell’omonimo quotidiano. La pubblicazione è stata, però, costretta a chiudere poco dopo per ordine della magistratura iraniana. Per nulla scoraggiato, Mohammad ha fondato con alcuni amici e colleghi i quotidiani Shargh e Ham Mihan, anche questi temporaneamente chiusi dal regime nel 2006. Ancora una volta, però, al bando del regime Mohammad Ghouchani reagì fondando un nuovo magazine chiamato Shahravan-e Emrouz.

Durante le tristi elezioni del 2009 – vinte con brogli dal negazionista Ahmadinejad – Mohammad Ghouchani è stato il direttore del giornale Etamad-e Melli, organo di stampa riformista vicino all’ex candidato Presidenziale Mehdi Karroubi. Come noto, i brogli elettorali portarno a manifestazioni di massa contro il regime. Il Movimento di protesta, noto al mondo come Onda Verde, fu brutalmente represso dai Pasdaran e dai Basij. Per il suo sostegno alle manifestazioni democratiche, le forze di sicurezza arrestarono Mohammad Ghouchani il 20 giugno del 2009. Insieme a lui, al Ministero dell’Intelligence fu trascinata anche sua moglie Maryam Baghi. Per entrambi, non fu emesso alcun mandato di arresto ufficiale.

Mohammad Ghourchani è apparso davanti ad una Corte Rivoluzionaria del regime per due volte, con altri manifestanti arrestati durante le proteste. Nonostante nessuna accusa formale venne emessa contro di lui, Mohammad fu detenuto illegalmente dal regime per ben 131 giorni e rilasciato solamente il 30 ottobre del 2009. Anche in questo caso, nonostante le pressioni subite da lui e dalla famiglia, Mohammad ha deciso di continuare coraggiosamente il suo lavoro di giornalista.

Per questo, per non arrendersi ai Mullah, Mohammad Ghouchani ha accettato di dirigere il riformista Mardom-e Emrouz. Purtroppo il 17 gennaio del 2015, ancora una volta, dopo solo 19 pubblicazioni, la magistratura iraniana ha deciso di chiudere la bocca anche a questo quotidiano. L’ultima uscita di Mardom-e Emrouz, di cui vi abbiamo già parlato, è avvenuta pochi giorni dopo il terribile attentato di Parigi contro il Charlie Hebdo. In quell’occasione, contro la volontà del regime, Mohammad Ghouchani pubblicò in prima pagina la foto dell’attore americano Geoorge Cloney e le sue parole di condanna per i terroristi islamici autori del massacro parigino. La richiesta di censura contro il Mardom-e Emrouz arrivò direttamente dal giornale conservatore Kayahan, considerato la voce della Guida Suprema Ali Khamenei. Alla richiesta bieca di Kahyan, si aggiunse anche la petizione di 70 parlamentari iraniani direttamente al Ministro della Giustizia di Hassan Rouhani.

Il 23 gennaio scorso, quindi, il Parlamento iraniano ha presentato una legge di emergenza contro i giornalisti liberi: il testo di legge, infatti, prevede il bando definitivo dalla professione di tutti quei giornalisti che violano la “santità” della società iraniana (parole del parlamentare Hamid Rasaei). Mentre il Parlamento studia come chiudere la bocca a tutte le voci libere, Mohammad Ghouchani sarà presto giudicato nuovamente dal regime iraniano e potrebbe ritornare in carcere. Tutto questo per un solo “grande” crimine: il giornalismo!

Per maggiori informazioni si legga, Iran Wire: Mohammad Ghouchani, Crime: Journalism

La prima pagina del Mardom-e Emrouz

L’ultima uscita del Mardom-e Emrouz

 

La prima pagina del Ya Lesarat al Hossein: il titolo di elogio a terroristi di Parigi

La prima pagina del Ya Lesarat al Hossein, con il titolo di elogio a terroristi di Parigi

Mentre il regime iraniano fa finta di condannare l’attacco di Parigi, nella Repubblica Islamica c’è chi elogia direttamente quanto accaduto l’8 gennaio scorso. Il settimanale Ya Lesarat al Hossein, magazine ufficiale dei miliziani dell’Ansar-e Hizbullah, ha pubblicato in prima pagina un elogio ai terroristi per aver attaccato chi “ha offeso il Profeta Maometto”. Il settimanale descrive l’attacco contro il Charlei Hebdo come “una punizione benedetta”, inviando agli autori della strage “migliaia di ringraziamenti a nome della Nazione Islamica”. L’uscita del settimanale Ya Lesarat al Hossein, si badi bene, non ha ricevuto alcuna critica da parte dei politici iraniani. Gli Ansar-e Hizbullah – con i Basij – sono i responsabili degli oltre 380 attacchi con l’acido contro le donne iraniane, colpevoli di vestire male il velo islamico.

Al contrario, sotto l’attacco dei parlamentari del regime, è finito il giornale Mardom-e Emrouz, complevole di aver pubblicato la fotografia di George Clooney in prima pagina, riportando la condanna dell’attore americano per gli attacchi contro il settimanale satirico francese e il suo elogio per la marcia di Parigi, una manifestazione che ha visto la partecipazione di Musulmani, Ebrei e Cristiani, con la sola voglia di dire “io non ho paura”. Numerosi parlamentari iraniani hanno paragonato questa prima pagina del Mardom-e Emrouz proprio al Charlei Hebdo, accusando il giornale iraniano di sostenere chi offende il Profeta (queste le parole, ad esempio, del Parlamentare Zohreh Tabibzadeh). Il sito Jahannews, quindi, ha chiesto l’intervento degli organi di censura del regime, pretendendo una condanna per blasfemia.

Ricordiamo infine che, l’8 gennaio scorso, il regime iraniano ha impedito ad un centinaio di giornalisti di prendere parte ad un evento di solidarietà per le vittime del Charlei Hebdo.

La prima pagina del Mardom-e Emrouz

La prima pagina del Mardom-e Emrouz

Protesta davanti all'Ambasciata di Francia a Teheran

Protesta degli studenti oltranzisti davanti all’Ambasciata di Francia a Teheran

Ieri il mondo è rimasto senza parole davanti al terribile – e ripetiamo terribile – attacco di Parigi. contro la redazione del settimanale Charlei Hebdo. Criminali assassini, probabilmente con cittadinanzia europea ed esperienza militari, hanno colpito un simbolo dell’Occidente, uno spazio di libertà aperto alle critiche, ma capace di offrire spunti di riflessione sulla contemporaneità. Dodici persone hanno perso la vita nell’attacco, tra cui anche un poliziotto freddato senza pietà dopo essere stato ferito. Tutta la Comunità Internazionale ha condannato l’episodio e la Francia è scesa in massa in piazza per gridare “mai piu”.

Tra i Paesi che hanno condannato l’attacco c’è stata anche la Repubblica Islamica dell’Iran. Benissimo, diciamo noi, siamo contenti della condanna di Teheran. Al contrario del resto del mondo, però, noi non abbiamo la memoria corta e vogliamo ricordare quanto affermato dal regime clericale iraniano dopo la pubblicazione delle vignette sul Charlei Hebdo. Come ricorderete, quelle vignette provocarono proteste in tutto il mondo islamico. A Teheran gli studenti oltranzisti scesero in piazza cingendo d’assedio l’Ambasciata francese. Non solo: toni rabbiosi furono usati dallo stesso Guida Suprema Ali Khamenei.

Invece di cercare di calmare le acque, Khamenei soffiò pesantemente sul fuoco, condannando tutti i Governi Occidentali e accusandoli di blasfemia contro l’Islam e il Profeta Maometto. Senza badare alle conseguenze delle sue parole, Khamenei espresse apprezzamento per le proteste dei mussulmani nel mondo, in primis quelle organizzate negli Stati Uniti e in Europa. Va ricordato che all’epoca, le proteste di piazza puntarono l’indice non solo contro le vignette pubblicate dal Charlei Hebdo, ma anche contro il film “innocence of Muslim”, un film prodotto da un cittadino copto egiziano. Khamenei bollò il film come un complotto sionista e il Ministero degli Esteri iraniano chiese ufficialmente la messa al bando della pellicola.

Studenti estremisti attaccano l'Occidente, inneggiando Khamenei

Studenti estremisti attaccano l’Occidente, inneggiando Khamenei

Elogiando le manifestazioni violente contro l’Occidente, la Guida Suprema iraniana disse testualmente: “la reazione dura del mondo mussulmano riflette il profondo odio verso il nemico. Si tratta di un importante e magnifico evento che dimostra la grande capacità della Umma (società) Islamica“. Quindi, come cigliegina sulla torta, Khamenei chiese al mondo islamico di restare vigile rimarcando che “al fronte dell’arroganza (l’Occidente) non deve essere permesso di salvare se stesso dalla furia dei Mussulmani“.

Concludendo, quindi, non possiamo non ricordare come una buona dell’humus che ha permesso crimini come quello di Parigi, arrivi proprio da una ideologia fanatica come quella portata avanti dai Mullah iraniani. Fu proprio l’Iran khomeinista il Paese in prima linea nel dichiarare guerra contro coloro che – come liberi pensatori – si permisero di criticare il Profeta Maometto. A pagarne le spese per primo fu lo scrittore Salman Rushdie, contro cui fu l’Ayatollah Khomeini emise una fatwa, tutt’ora valida, invocando la sua morte…Proprio l’autore dei Versetti Satanici ha condannato duramente l’attentato di Parigi dichiarando che “La religione se si combina con le armi moderne diventa una minaccia reale alla nostra libertà. Il totalitarismo religioso ha provocato una mutazione profonda nel cuore dell’islam e ora ne vediamo le tragiche conseguenze a Parigi. Io sto con Charlie Hebdo, come dobbiamo fare tutti, per difendere l’arte della satira che è sempre stata una forza per la libertà e contro la tirannia, la disonestà e la stupidità. Le religioni, come qualsiasi altra idea, hanno bisogno di critiche, di satira e sì, della nostra mancanza di rispetto.”

Il terrorista Nasrallah invoca l’applicazione della fatwa Khomeinista contro Salman Rushdie

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=4Ew3ycxZsZo%5D