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gelato rouhani

Ieri, alla presenza di Rouhani, il regime iraniano ha annunciato di aver iniziato ad installare le centrifughe di nuova generazione IR-6 nell’impianto di Natanz, dove Teheran arricchisce l’uranio anche sino al 20%.

Chiaramente, il regime iraniano ha usato l’occasione delle nuove sanzioni americane contro i Pasdaran, per far passare l’annuncio sul programma nucleare – una chiara violazione del JCPOA, che Teheran formalmente sostiene di voler rispettare – come una mera reazione alle decisioni di Trump. 

Peccato che sono anni che l’Iran sta testando nuovi modelli di centrifughe per l’arricchimento dell’Uf6, modelli ben piu’ avanzati dell’IR-1, il solo permesso dall’accordo di Vienna del 2015. Ad esempio: gia’ pochi mesi dopo la firma dell’accordo, sempre nel 2015, Teheran aveva pubblicamente affermato di continuare a lavorare su modelli di centrifughe piu’ avanzate dell’IR-1. Alla fine di gennaio del 2017 – ovvero appena qualche giorno dopo l’elezione di Trump – l’Agenzia Atomica iraniana (AEOI) aveva annunciato di aver testato le centrifughe per l’arricchimento dell’uranio IR-8. Nel luglio del 2018, ovvero mesi prima delle nuove sanzioni americane dell’agosto 2018, il capo dell’AEOI, Ali Akbar Salehi, aveva pubblicamente reso noto che l’Iran aveva gia’ costruito le centrifughe IR-6. Affermazione ribadita in una intervista televisiva del febbraio 2019, in cui Salehi dichiarava che Teheran stava testando non soltando le centrifughe IR-6, ma anche quelle IR-7 e IR-8.

Peggio, sempre parlando in TV, sempre Salehi ha candidamente ammesso che Teheran ha violato l’accordo nucleare, sottolineando che le violazioni sono state compiute sin dalla firma dell’accordo di Vienna, ergo quando ancora Obama era Presidente. In quella occasione – video in basso – Salehi dichiaro’ che l’Iran aveva segretamente acquistato dei tubi di ricambio per il reattore ad acqua pesante di Arak, per aggirare quanto previsto dal JCPOA, inviando all’AIEA delle foto photoshoppate del reattore ad acqua pesante pieno di cemento (come prevedeva teoricamente l’accordo nucleare…).

Ergo, in conclusione, i reali obiettivi dell’Iran e le violazioni del regime, erano da anni sotto gli occhi di tutti. Ancora una volta, quindi, il problema non e’ tanto Trump – che ha sull’Iran una politica chiara e netta – quanto l’indifferenza con cui la precedente amministrazione americana e l’Europa, hanno guardato alle azioni iraniane, permettendo al regime di fare praticamente cio’ che voleva. Compreso l’obiettuvo di preparare il terreno per sviluppare il programma nucleare e quello missilistico, nonostante il JCPOA e la Risoluzione ONU 2231.

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Dalla firma dell’accordo nucleare, il regime iraniano ha aumentato i suoi sforzi per acquisire material utile al fine di costruire la bomba nucleare (The Algemeiner). La denuncia arriva direttamente da Berlino, ed e’ contenuta nell’annuale rapporto del BfV, il servizio segreto tedesco. Non solo: il BfV rileva anche l’aumento dei tentative iraniani di acquisire tecnologia utile al fine di sviluppare il suo programma missilistico, anch’esso contrario alla risoluzione ONU 2231 (quella che ha legittimato l’accordo nucleare e ha permesso la fine delle sanzioni sul nucleare).

Davanti alle rivelazione del suo servizio segreto, la Cancelliera Angela Merkel ha espressamente dichiarato al parlamento Tedesco (il Bundestag) che, quanto reso noto dal BfV, rappresenta una chiara violazione dell’accordo nucleare e della Risoluzione 2231 (Bild).

Insieme alla rivelazione del servizio segreto tedesco, va anche riportata quella fatta dal think tank americano Institute for Science and International Security – ISIS, voce di primo livello per quanto concerne le questioni tecniche relative al nucleare. Secondo quanto rivela un report l’ISIS, l’Iran ha tentato di comprare da un Paese terzo tonnellate di fibbra di carbonio, materiale usato nelle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, al fine di aumentarne le prestazioni. Il report non cita quale sia il Paese terzo che era disposto a rifornire l’Iran di questo materiale dual-use.

Ad ogni modo, e’ ovvio anche in questo caso l’Iran non ha rispettato i suoi obblighi verso l’accordo nucleare del 14 luglio 2015, considerando che per mezzo della fibbra di carbonio, Teheran potrebbe produrre molto piu’ uranio arricchito rispetto a quello prestabilito a Vienna. Ricordiamo che, secondo quanto dichiarato dall’AIEA, l’Iran gia’ possiede il quantitativo di fibbra di carbonio necessaria, per costruire rotori di sostituzione per le sue centrifughe avanzate  (ISIS).

Queste informazioni rappresentano l’ennesima prova della volonta’ di Teheran di sfruttare il tempo concesso dall’accordo nucleare, non al fine di rappresentare un attore di pace nella regione, ma solamente allo scopo di agire liberamente (e senza pressioni) per completare la strada verso l’ordigno nucleare. Lo stesso principio che nel 2003, come ammesso dall’allora negoziatore nucleare (oggi Presidente) Rouhani, porto’ l’Iran ha firmare l’accordo di Teheran con gli EU-3 (Francia, Germania e Gran Bretagna).