Posts contrassegnato dai tag ‘Cani’

billboard

Quello che vi mostriamo qui sopra, e’ un tipico cartellone di avvertimento che potreste trovare nella Repubblica Islamica dell’Iran, prima di fare il vostro ingresso in uno stadio.

Nel cartellone, insieme ad una serie di norme da osservare, sono riportati alcuni divieti all’ingresso. In particolare, scritto nero su bianco, viene fatto divieto di far entrare “cani, gatti e donne all’interno dello stadio”. Una proibizione medievale e inaccettabile, che continua a sopravvivere per colpa di una interpretazione fondamentalista della legge islamica (Twitter).

Purtroppo, invece di condannare il regime iraniano per queste norme razziste, molti media Occidentali hanno anche dato spazio ad alcune manifestazioni sportive organizzate in Iran di recente, a puro scopo propagandista. Una di queste e’ stata la maratona internazionale di Teheran: cosi internazionale che le donne arrivate da diverse parti del mondo, hanno dovuto correre separatamente dagli uomini e lontano da spazi esterni (allo scopo di non solleticare la libido maschile). Una decisione che ha fatto infuriare diverse delle partecipanti straniere (che, ad onore del vero, avrebbero dovuto avere il coraggio di boicottare l’evento).

Nonostante i divieti, diverse donne iraniane hanno protestato contro le discriminazioni. Alcune addirittura, si sono travestite da maschio e sono riuscite, talvolta, ad eludere la sorveglianza ed entrare negli stadi. L’ultimo caso noto e’ avvenuto nel febbraio 2017, quando otto donne sono state arrestate durante la partita Esteghlal F.C. – Persepolis F.C., per essersi travestite da uomini ed entrate clandestinamente allo stadio di Teheran. Ovviamente e disgraziatamente, tutte queste ragazze sono oggi sotto processo in Iran (Memri).

Dubitiamo che qualche femminista italiana avrà il coraggio di scendere in piazza per la loro libertà…

untitled

Ieri a Teheran, capitale dell’Iran, decine e decine di persone sono scese in piazza per protestare a favore dei diritti degli animali. In particolare, le persone radunatesi nel Parco Pardisan, sono parte di un movimento di protesta animalista che ormai – nonostante gli arresti – va avanti da mesi e mesi. Un movimento nato dopo la diffusione in Rete di un video che mostrava dei cani di Shiraz, morire dolorosamente, dopo l’inieazione dell’acido all’interno del loro corpo (The Guardian).

Bisogna ricordato che, nella Repubblica Islamica dell’Iran, è ufficialmente proibito tenere dei cani. Per una parte del mondo mussulmano, infatti, i cani sono “haram“, ovvero impuri”, perchè seguendo un detto del Profeta Maometto, essi annullerebbero le buone azioni degli uomini. Va detto che si tratta solamente di una lettura del rapporto tra Islam e mondo animale, considerando che altri autori sottolineano come Maometto avesse sottolineato le virtù dei cani. Al di là del dibattito teologico, la Repubblica khomeinista applica la versione più restrittiva della diatriba, considerando il possesso dei cani come un peccato e un simbolo della corruzione della cultura Occidentale. Secondo la legge, teoricamente, per i trasgressori sono previste punizione che possono arrivare sino a oltre 70 frustrate (dal divieto, sono esclusi i cani usati dale forze di sicurezza in funzione anti droga).

Nonostante le leggi e le repressioni, gli iraniani amano gli animali, in particolare i cani e spesso ne posseggono uno. Per questa ragione, davanti alle immagini delle continue crudeltà subite dai cani, gli iraniani scelgono coraggiosamente di scendere in piazza. Durante le proteste avvenute nel febbraio 2016, i manifestanti riuscirono ad ottenere l’impegno governativo per l’approvazione di norme a tutela dei diritti degli animali, una promessa mai mantenuta (Radio Free Europe).

Per questa ragione, come suddetto, gli animalisti hanno deciso di scendere nuovamente in piazza, ritrovandosi al Parco Pardisan. I video che vi mostriamo qui sotto, girati ieri, mostrano alcuni momenti della manifestazione e l’azione delle forze di sicurezza che, per disperdere la folla, ha anche usato l’elettroshock. Nel secondo video, in particolare, potrete sentire le voci terrorizzate dei manifestanti in fuga, davanti agli attacchi della polizia iraniana.

dogs in Iran-thumb-244x155-115993

Attivisti per i diritti umani, attivisti per i diritti delle donne e animalisti: ribellatevi e aiutateci!!! Il video che vi proponiamo qui sotto, infatti, vi mostra tutti i motivi per i quali e’ necessario che la società civile Occidentale si attivi, per impedire che l’Iran goda di un appeasement mondiale, senza pre-condizioni.

Nel video che vedete, infatti, e’ possibile vedere le forze di sicurezza iraniane sequestrare ad una povera donna il suo cane. Come la donna stessa denuncia nella pagina Facebook My Stealthy Freedom (la mia libertà rubata), ella e’ sottoposta nella Repubblica Islamica a due discriminazioni: e’ discriminata come donna, trattata secondo la legge come cittadina di Serie B e vessata quando non porta adeguatamente il velo obbligatorio (hijab), e come proprietaria di un cane. I cani, infatti, sono considerati impuri nell’Islam. Purtroppo, molto probabilmente, il cane del video verrà presto ucciso dai miliziani del regime.

Le donne iraniane, pero’, hanno deciso di continuare la loro quotidiana ribellione: continuando a portare il velo in maniera alternativa e affrontandone le conseguenze (spesso anche l’attacco con l’acido) e continuando a possedere un cane come animale domestico. Per vincere la loro guerra, pero’, hanno bisogno dell’aiuto delle democrazie mondiali. Un aiuto che, in questo momento, viene negato dai Governi Occidentali e dalle diplomazie Occidentali, troppo impegnate a fare affari con il regime iraniano.

Ecco allora che, ancora una volta, ben si capisce quanto conti la pressione dal basso – la pressione di chi ha umanità, prima che interesse materiale. Una leva importante, che sappiamo avere spesso la forza di costringere i Governi a rivedere le loro politiche interne e internazionali.

Condividete e denunciate!!! Questo e’ l’Iran dei Mullah, questo e’ l’Iran dei Pasdaran, questo e’ l’Iran che le diplomazie Occidentali vorrebbero portavi in casa…

]

foto 1

Non c’è pace per i cani nella Repubblica Islamica. Dopo l’approvazione della legge che minaccia di punire con con 74 frustate coloro che vengono trovati in possesso di un cane, il regime ha deciso di eliminare il problema alla radice. In questi giorni, purtroppo, nella città di Rasht è in corso un vero e proprio massacro di cani: nelle drammatiche immagini che vi mostramo, si possono vedere dei dipendenti municipali intenti a caricare i corpi esanimi dei cani su una camionetta. Come le foto testimoniano, i poveri cani sono stati massacrati senza alcuna pietà prima di morire. Vogliamo ricordare che, nell’Islam più ortodosso ed estremista, i cani sono considerati animali impuri e chiunque viene leccato dalla saliva di un cane, deve lavarsi ben sette volte per purificarsi. E’ importante notare infine che, in risposta al fondamentalismo dei Mullah, in Iran il possesso di un cane è divenuto una indiretta forma di protesta civile.

foto 11

foto 3

foto 2