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E’ stata approvata con 83 voti favorevoli, la risoluzione ONU di condanna degli abusi dei diritti umani da parte del regime iraniano.

La Risoluzione A/C.3/72/L.41, proposta dal Canada e approvata dalla Terza Commissione delle Nazioni Unite, nonostante riconosca qualche passo avanti da parte di Teheran nella disponibilità a dialogare, ammette che la situazione dei diritti umani nella Repubblica Islamica e’ pessima. 

Per queste ragioni, la Risoluzione chiede al regime iraniano si terminare la persecuzione contro giornalisti, attivisti, artisti, intellettuali e minoranze etniche e religiose e di smettere di negare l’accesso alle cure mediche ai prigionieri politici. Inoltre, la risoluzione condanna il regime iraniano per l’alto numero di pene capitali, anche nei confronti di detenuti arrestati in eta’ minorile.

Con soddisfazione, riportiamo che anche l’Italia ha espresso il proprio parere favorevole a questa Risoluzione ONU. Un piccolo passo avanti, che speriamo venga seguito anche dalle parole dei rappresentanti politici italiani, attualmente quasi tutti silenti in merito.

Soprattutto speriamo che serva a smuovere le coscienze di personalità come Emma Bonino, molto impegnate nella critica del Ministro Minniti, ma assai meno nell’autocritica dei propri vergognosi silenzi in merito agli abusi dei diritti umani di regimi ormai considerati “partner”…

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intervista

Testo intervista fonte TheNews.com

I Pasdaran iraniani hanno arrestato Homa Hoodfar, professoressa canadese dell’università di Concordia di Montrea. Homa e’ mussulmana e ha anche la cittadinanza iraniana.

La Professoressa Hoodfar, era stata arrestata inizialmente il 10 Marzo scorso dall’unita’ di intelligence dei Pasdaran. Rilasciata, non e’ stata autorizzata a lasciare la Repubblica Islamica. Dopo una serie di interrogatori, quindi, la professoressa e’ stata arrestata nuovamente la scorsa settimana e trasferita nel carcere di Evin. La famiglia ha denunciato l’accaduto questo mercoledì.

L’arresto della Professoressa Hoodfar, e’ legato a diverse ragioni. In primis la sua doppia cittadinanza. Da sempre, ma particolarmente dopo l’accordo nucleare, il regime sta monitorando e arrestando i cittadini iraniani con doppio passaporto. Teheran non riconosce la doppia cittadinanza ergo, una volta arrestati, i detenuti non possono rivolgersi al Consolato del Paese della loro seconda nazionalità, per essere tutelati (New York Times).

Secondariamente, l’antropologa canadese stava portando avanti una importante ricerca sulle donne iraniane, da sempre abusate dei loro diritti da parte della Velayat-e Faqih.La Professoressa, da sempre una sostenitrice dei diritti delle donne, si era espressa diverse volte, contro il velo obbligatorio, rimarcando il suo significato oppressivo dell’uomo sulla donna. 

La professoressa Hoodfar ha perso il marito lo scorso anno, deceduto per un cancro, e la madre due anni fa. Questi lutti, hanno fortemente provato la Homa che, ha avuto anche dei problemi medici di tipo neurologico. Per questo, l’attuale stato di detenzione rischia di avere delle brutte conseguenze sul precario stato di salute di Homa (Journalism Is Not A Crime).

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Ricordiamo che, in questo momento, diversi cittadini iraniani con doppio passaporto, si trovano nelle carceri. Tra loro ricordiamo Siamak Namazi e suo padre Baquer Namazi (ex dirigente dell’Unicef, entrambi in possesso di cittadinanza americana, e arrestati ad Ottobre 2015 (Siamak) e Febbraio 2016 (Baquer).

Ad aprile 2016, quindi, e’ stata arrestata Nazanin Zaghari-Ratcliffe, in possesso anche di cittadinanza inglese, costretta a separarsi dalla sua piccola bimba e portata nella prigione di Kerman. Nazanin e’ una impiegata della ONG Thomson Reuters ed e’ stata per mesi tenuta in isolamento. Uscita dall’isolamento, una cella piccolissima, non riusciva neanche a tenersi in piedi. 

Infine il caso di Nizar Zakka, un cittadino libanese con diritto di residenza permanente negli Stati Uniti. Zaka, esperto di tecnologia informatica, era stato invitato a Settembre 2015 in Iran per una conferenza. Finita la conferenza, mentre tornava in all’aeroporto, e’ stato arrestato dai Pasdaran.

Secondo gli esperti, tutti gli arresti sarebbero anche legati alla pratica mafiosa del regime, di usare i detenuti – in questo caso veri e proprio ostaggi – come merce di scambio in futuro, per ottenere soldi o altri vantaggi con il ricatto.

Qui il testo, in inglese, di una ricerca sugli effetti del velo sulle donne mussulmane della Professoressa Hoodfar: http://www.umass.edu/wost/syllabi/spring06/hoodfar.pdf

Una intervista della Professoressa Hoodfar del 2010 sull’Iran