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Il 25 ottobre scorso il giornalista iraniano Pouyan Khoshhal è stato arrestato all’aeroporto di Teheran, con l’accusa di aver “insultato il Profeta Maometto”. Ricordiamo che, secondo la legge iraniana – articolo 262 del Codice Penale – chiunque insulta il Grande Profeta (Maometto) o qualunque altro profeta dell’Islam, è passibile della pena di morte.

Ma quale sarà stato questo gravissimo insulto di cui è accusato Khoshhal? In un articolo in cui il giornalista del quotidiano Ebtekar parlava delle necessità mediche dei pellegrini iraniani che si recavano al Santuario dell’Imam Hossein a Karbala (Iraq), Khoshhal ha scritto “ogni anno, i pellegrini si recano presso la città di Karbala per celebrare il 40° giorno dell’anniversario del decesso dell’Imam Hossein” (ovvero l’Ashura).

Apriti cielo: siccome il povero Khoshhal ha usato il termine “decesso” e non “martirio” riferito all’Imam Hossein, si è scatenata la tempesato. Il quotidiano Ebtekar ha corretto l’articolo, pubblicato le scuse e licenziato il giornalista. Il regime, come suddetto, lo ha arrestato e ora potrebbe anche condannarlo a morte. Le distanze dal povero giornalista le ha prese anche Mohammad Ali Vakili, parlamentare iraniano e editore del quotidiano Ebtekar.

Questo è il regime iraniano, non crediamo serva aggiungere altro. Serve solo vergognarsi per il silenzio Occidentale davanti a tutto questo, serve solo vergognarsi per il silenzio della Signora Mogherini…

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Iraniano cristiano frustato per blasfemia nel 2007

Iraniano cristiano frustato per blasfemia nel 2007

E’ prevista oggi l’inagurazione della vergognosa Fiera di Roma dedicata all’Iran. Una Fiera tutta riservata al regime khomeinista che, secondo le informazioni di stampa, vedrà addirittura la presenza odierna del Ministro Calenda per la giornata di inaugurazione (AGI). Nel video di presentazione della Fiera di Roma “solo Iran”, neanche a dirlo, non si fa minimamente menzione alla reale natura del regime e agli altissimi rischi di investimento in un Paese dove regna la corruzione e dominano le imprese controllate da Khamenei e i Pasdaran (Gaiaitalia.com).

C’è di peggio: mentre il Ministro Calenda si appresta ad esprimere parole di elogio ed incoraggiamento del business con l’Iran, a Teheran si sta per compiere l’ennesimo crimine contro i diritti umani. Secondo quanto riportano le agenzie, infatti, tre mussulmani convertiti al cristianesimo – Yaser Mosibzadeh, Saheb Fadayaee e Mohammed Reza Omidi – saranno presto frustati in pubblica piazza (Aina.org). I tre, infatti, sono stati arrestati a Rasht lo scorso Maggio e accusati di blasfemia. Condannati ad 80 frustate, i tre sono stati rilasciati su cauzione nell’attesa di subire la sentenza subita. Purtroppo, quell’attesa è terminata. Ricordiamo che secondo quanto riportato da Open USA’s World Watch List, il regime iraniano è il nono al mondo per repressione nei confronti dei cristiani.

Davanti a questi abusi criminali, resta silente anche l’Ambasciatore italiano a Teheran, Mauro Conciatori. Evidentemente Conciatori, assai impegnato a sottolineare le affinità culturali tra Italia e Iran, non riesce ad avere il tempo per vedere quanto succede intorno a lui nella Repubblica Islamica…Ci fa un pò paura l’idea che l’Ambasciatore Conciatori, veramente creda che il Paese che egli rappresenta, l’Italia, abbia qualcosa in comune con un regime che vela le donne, applica l’apartheid ai Baha’i, impicca i detenuti e frusta in pubblico chi abbandona l’Islam

 

La prima pagina del Ya Lesarat al Hossein: il titolo di elogio a terroristi di Parigi

La prima pagina del Ya Lesarat al Hossein, con il titolo di elogio a terroristi di Parigi

Mentre il regime iraniano fa finta di condannare l’attacco di Parigi, nella Repubblica Islamica c’è chi elogia direttamente quanto accaduto l’8 gennaio scorso. Il settimanale Ya Lesarat al Hossein, magazine ufficiale dei miliziani dell’Ansar-e Hizbullah, ha pubblicato in prima pagina un elogio ai terroristi per aver attaccato chi “ha offeso il Profeta Maometto”. Il settimanale descrive l’attacco contro il Charlei Hebdo come “una punizione benedetta”, inviando agli autori della strage “migliaia di ringraziamenti a nome della Nazione Islamica”. L’uscita del settimanale Ya Lesarat al Hossein, si badi bene, non ha ricevuto alcuna critica da parte dei politici iraniani. Gli Ansar-e Hizbullah – con i Basij – sono i responsabili degli oltre 380 attacchi con l’acido contro le donne iraniane, colpevoli di vestire male il velo islamico.

Al contrario, sotto l’attacco dei parlamentari del regime, è finito il giornale Mardom-e Emrouz, complevole di aver pubblicato la fotografia di George Clooney in prima pagina, riportando la condanna dell’attore americano per gli attacchi contro il settimanale satirico francese e il suo elogio per la marcia di Parigi, una manifestazione che ha visto la partecipazione di Musulmani, Ebrei e Cristiani, con la sola voglia di dire “io non ho paura”. Numerosi parlamentari iraniani hanno paragonato questa prima pagina del Mardom-e Emrouz proprio al Charlei Hebdo, accusando il giornale iraniano di sostenere chi offende il Profeta (queste le parole, ad esempio, del Parlamentare Zohreh Tabibzadeh). Il sito Jahannews, quindi, ha chiesto l’intervento degli organi di censura del regime, pretendendo una condanna per blasfemia.

Ricordiamo infine che, l’8 gennaio scorso, il regime iraniano ha impedito ad un centinaio di giornalisti di prendere parte ad un evento di solidarietà per le vittime del Charlei Hebdo.

La prima pagina del Mardom-e Emrouz

La prima pagina del Mardom-e Emrouz