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Passano gli anni ma, purtroppo, le fake news resistono: una delle piu’ resistenti e’ quella che e’ stata diffusa dall’Iran, in merito all’esistenza di una fatwa – un editto religioso – della Guida Suprema contro le armi nucleari.

Di questa fatwa ha parlato in queste ore, ancora una volta, il Ministro degli Esteri iraniano Zarif, uno che in quanto a sparare fake news dovrebbe ricevere il premio di campione assoluto. Tra le sue fake news piu’ belle, registriamo le bugie dette ultimamente alla CNN in merito al fatto che Teheran sostiene la risoluzione ONU 2231 (quando gli iraniani si dicono soggetti solo al JCPOA…). Senza contare poi le dimissioni fake di Zarif di qualche mese addietro

Ora, sempre sorridente, Zarif se n’e’ andato ancora su Twitter – ripreso ovviamente anche dalle agenzie italiane – per raccontarci che l’Ayatollah Khamenei ha pubblicato una fatwa, per proibire le armi nucleari. Come e’ stato dimostrato da alcuni studi, non esiste sul sito della Guida Suprema, alcuna fatwa in merito alla proibizione delle armi nucleari. Non a caso, dopo numerose pressioni, solamente poco tempo fa e’ stata pubblicata sul sito della Guida una lettera di Khamenei del 2010 – non una fatwa – inviata ai relatori della Conferenza Internazionale di Teheran sul Disarmo e la Non-Proliferazione, in cui si parla della proibizione delle armi nucleari. La lettera venne pubblicata sul sito della Guida Suprema, spacciandola per “nuova fatwa”.

Peccato che, nonostante i tentativi di far passare la lettera come una fatwa, la lettera di Khamenei e’ solamente un foglio bianco, che non ha alcun valore religioso. Questo e’ cosi vero che, gli stessi rappresentanti del regime iraniano, cadono in errore cronologico quando parlano di questa supposta fatwa. Nel 2012, poco prima di essere eletto, Rouhani parlo’ della fatwa di Khamenei, datandola al 2004. La lettera di Khamenei alla Conferenza di Teheran, come suddetto, data 2010 e venne spacciata come fatwa nuova. Non solo non lo era, ma non ne aveva neanche la forma tecnica, dato che le fatwe sono pubblicate in forma di domande di Ayatollah e di risposte ufficiali della Guida Suprema…

Non e’ un caso che, in un articolo pubblicato il 16 luglio 2014 su BBC Persian, l’esperto di diritto internazionale Bahman Aghai Diba, si chiedeva le ragioni per le quali il regime iraniano, fallisse costantemente nel dimostrare la veridicita’ della fatwa sulle armi nucleari. Per Diba, infatti, la lettera del 2010 di Khamenei non aveva alcun valore religioso e rappresentava semplicemente una delle mosse del regime per ingannare la Comunita’ Internazionale (ovviamente Obama e Kerry ci sono caduti in pieno….).

A questo si aggiunga la nota pratica sciita della “taqiyya“, la dissimulazione. Nata per tutelare la vita degli sciiti quando si trovano in una situazione che mette a rischio la loro vita, la taqiyya permette religiosamente di mentire, presentandosi per quello che non si e’ e nascondendo la propria vera identita’. Il regime iraniano, con le storture imposte dal khomeinismo alla fede sciita, ha chiaramente allargato la taqiyya – snaturandone il vero significato – per raggiungere i suoi interessi politici…

 

 

Coloro che si occupano di Iran lo sanno bene: se Teheran deciderà o no di costruire effettivamente un ordigno atomico, l’ultima parola spetterà alla Guida Suprema Ali Khamenei. A tal fine, dall’11 agosto del 2005 in occasione di un incontro del board AIEA, la diplomazia iraniana cominciò a diffondere il mito della cosiddetta fatwa contro le armi nucleari che sarebbe stata emessa da Ali Khamenei nell’agosto del 2003. Ora, in un documento riservato dell’AIEA commissionato tre anni or sono, verrebbe dimostrato che non soltanto questo famoso “editto religioso”  della Guida Suprema non esiste ma che, al contrario, nel 1984 proprio Khamenei sarebbe stato uno dei promotori di una politica nucleare aggressiva da parte dell’Iran al fine di “conservare lo spirito della Rivoluzione Islamica e per favorire il ritorno del Mahdi”, ovvero del Dodicesimo Imam nascosto.

Anche la Guida Suprema sulla sua Pagina Facebook nega la fatwa

Purtroppo, ci dispiace ripeterlo, non esiste alcuna fatwa ufficialmente espressa da parte della Guida Suprema contro le armi nucleari e una semplice ricerca in farsi sul suo sito internet lo dimostra chiaramente.  Una fatwa, per la cronaca, ha una precisa esposizione tecnica che è possibile ritrovare sul sito personale di Ali Khamenei: viene pubblicamente redatta come una serie di domande espresse a Khamenei, a cui la “fonte di emulazione” risponde solitamente con un semplice “si” o con un “no”.

Una ricerca condotta recentemente dall’istituto MEMRI – Middle East Media Research Istitute – ha dimostrato che nessun “editto religioso” nel merito è stato mai pubblicato sul sito del Rahbar e che, lo stesso Khamenei interpellato direttamente sulla sua Pagina Facebook, ha negato l’esistenza di una fatwa sulle armi nucleari. La domanda su Facebbok è stata espressa alla Guida Suprema da un gruppo denominato “La luce della Libertà” (Cheragh-e Azadi). Il gruppo chiedeva espressamente a Khamenei se, secondo quanto da lui deciso, fosse proibito ottenere ed usare armi nucleari. La risposta di Khameni fu molto chiara: “la Vostra lettera non ha nessun riscontro a livello giurisprudenziale. Quando ci sarà una decisione in merito, sarà possibile rispondere alla Vostra domanda” (di sotto la Pagina Facebook della Guida Suprema con la domanda sul nucleare).

Il ritorno dell’Imam nascosto

Nell’escatologia islamica sciita doudecimano il ritorno dell’Imam nascosto – il Mahdi – ha una posizione centrale. Secondo questa teologia, infatti, il dodicesimo Imam Abul Qasim Muhammad Bin Hasan, nato a Samarra nel 255, si sarebbe occultato per sfuggire alla furia degli Abbassidi. Da allora, quindi, l’Imam si sarebbe occultato e sarebbe pronto a ritornare solamente quando l’intera umanità si sarà convertita al monoteismo. Per una parte dell’establishement iraniano, però, l’attesa del Mahdi non dovrebbe essere “passiva” ma “attiva”, ovvero provocata attraverso una lotta delle forze del “bene” (dar al-Islam) contro quelle del “male” (dal al-Harb) . A questa categoria di apocalittici, per la cronaca, appartengono anche Ahmadinejad e il suo mentore spirituale, l’Imam Meshba-Yazdi, considerato tra religiosi più fondamentalisti di Qom.

Il principio della Taqiyya, la dissimulazione

Non basta: un altro principio cardine dello sciismo è la cosiddetta “Taqiyya“, ovvero la dissimulazione. Secondo questo principio, infatti, per un credente sarebbe un imperativo mentire – anche sulla propria fede – per salvare la propria vita e i propri averi. Nella teologia sciita, quindi, tale principio è stato ampliato e permesso dal teologo Amin al-Islam Tabarsi in “ogni caso sia ritenuto necessario”. Ciò permette alla stessa elitè al potere in Iran (Khavas) di non dire tutta la verità alle “persone ordinarie” (avam). Il sito internet dell’Istituto di ricerca Vali-e Asr, fondato venti anni fa a Qom dall’Ayatollah Khazali – considerato estremamente importante in ambito religioso – ha elencato tutte le categorie in qui la “taqiyya” è autorizzata, tra queste c’è anche il diritto del mussulmano di mentire al non mussulmano.

L’Islam non vieta la bomba atomica

L’Islam, va detto subito, non vieta in alcun modo la costruzione e l’uso della bomba atomica. Nel 2006, al contrario, il sito internet iraniano di stampo riformista Rooz pubblicò un pezzo in cui veniva evidenziato come Mohsen Gharavian, religioso proveniente sempre dalla scuola dell’Ayatollah Mesbah Yazdi (membro dell’Assemblea degli Esperti), emise una posizione favorevole sugli armamenti nucleari specificando che ormai”i leader spirituali [in Iran] hanno accettato l’uso delle armi nucleari come conforme alla shari’a”. Va chiarito che molti ritengono che l’uso delle armi di distruzione di massa siano vietate nell’Islam perchè colpiscono indiscrinatamente i civili. La teologia sciita, però, dimostra il contrario e basti qui ricordare che, nel XIX secolo, il giurista Sayyed Ali Tabatabai disse chiaramente che è “possibile combattere con ogni mezzo per arrivare alla vittoria”.

Conclusioni

Da quanto suddetto, ben si capisce come non bisogna lasciarsi ingannare dalle retorica iraniana. La storia della “fatwa sugli armamenti nucleari”, infatti, è una chiara dissimulazione (Taqiyya) creata ad hoc della Repubblica Islamica, al fine di nasconere alla diplomazia internazionale i reali fini del programma nucleare iraniano. Fini militari provati da tempo che, in ultimo, mirano a fare a salvaguardare il regime della Velayat e-faqih – il potere del Giureconsulto – creato da Khomeini nel 1979. Un sistema politico ormai corrotto e militarizzato, primo finanziatore del terrorismo internazionale e autore di feroci repressioni delle opposizioni interne. Permettere a un regime del genere di acquisire capacità nucleare sarebbe, quindi, una vera e propria catastrofe.