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Ieri a Teheran, capitale dell’Iran, decine e decine di persone sono scese in piazza per protestare a favore dei diritti degli animali. In particolare, le persone radunatesi nel Parco Pardisan, sono parte di un movimento di protesta animalista che ormai – nonostante gli arresti – va avanti da mesi e mesi. Un movimento nato dopo la diffusione in Rete di un video che mostrava dei cani di Shiraz, morire dolorosamente, dopo l’inieazione dell’acido all’interno del loro corpo (The Guardian).

Bisogna ricordato che, nella Repubblica Islamica dell’Iran, è ufficialmente proibito tenere dei cani. Per una parte del mondo mussulmano, infatti, i cani sono “haram“, ovvero impuri”, perchè seguendo un detto del Profeta Maometto, essi annullerebbero le buone azioni degli uomini. Va detto che si tratta solamente di una lettura del rapporto tra Islam e mondo animale, considerando che altri autori sottolineano come Maometto avesse sottolineato le virtù dei cani. Al di là del dibattito teologico, la Repubblica khomeinista applica la versione più restrittiva della diatriba, considerando il possesso dei cani come un peccato e un simbolo della corruzione della cultura Occidentale. Secondo la legge, teoricamente, per i trasgressori sono previste punizione che possono arrivare sino a oltre 70 frustrate (dal divieto, sono esclusi i cani usati dale forze di sicurezza in funzione anti droga).

Nonostante le leggi e le repressioni, gli iraniani amano gli animali, in particolare i cani e spesso ne posseggono uno. Per questa ragione, davanti alle immagini delle continue crudeltà subite dai cani, gli iraniani scelgono coraggiosamente di scendere in piazza. Durante le proteste avvenute nel febbraio 2016, i manifestanti riuscirono ad ottenere l’impegno governativo per l’approvazione di norme a tutela dei diritti degli animali, una promessa mai mantenuta (Radio Free Europe).

Per questa ragione, come suddetto, gli animalisti hanno deciso di scendere nuovamente in piazza, ritrovandosi al Parco Pardisan. I video che vi mostriamo qui sotto, girati ieri, mostrano alcuni momenti della manifestazione e l’azione delle forze di sicurezza che, per disperdere la folla, ha anche usato l’elettroshock. Nel secondo video, in particolare, potrete sentire le voci terrorizzate dei manifestanti in fuga, davanti agli attacchi della polizia iraniana.

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Attivisti per i diritti umani, attivisti per i diritti delle donne e animalisti: ribellatevi e aiutateci!!! Il video che vi proponiamo qui sotto, infatti, vi mostra tutti i motivi per i quali e’ necessario che la società civile Occidentale si attivi, per impedire che l’Iran goda di un appeasement mondiale, senza pre-condizioni.

Nel video che vedete, infatti, e’ possibile vedere le forze di sicurezza iraniane sequestrare ad una povera donna il suo cane. Come la donna stessa denuncia nella pagina Facebook My Stealthy Freedom (la mia libertà rubata), ella e’ sottoposta nella Repubblica Islamica a due discriminazioni: e’ discriminata come donna, trattata secondo la legge come cittadina di Serie B e vessata quando non porta adeguatamente il velo obbligatorio (hijab), e come proprietaria di un cane. I cani, infatti, sono considerati impuri nell’Islam. Purtroppo, molto probabilmente, il cane del video verrà presto ucciso dai miliziani del regime.

Le donne iraniane, pero’, hanno deciso di continuare la loro quotidiana ribellione: continuando a portare il velo in maniera alternativa e affrontandone le conseguenze (spesso anche l’attacco con l’acido) e continuando a possedere un cane come animale domestico. Per vincere la loro guerra, pero’, hanno bisogno dell’aiuto delle democrazie mondiali. Un aiuto che, in questo momento, viene negato dai Governi Occidentali e dalle diplomazie Occidentali, troppo impegnate a fare affari con il regime iraniano.

Ecco allora che, ancora una volta, ben si capisce quanto conti la pressione dal basso – la pressione di chi ha umanità, prima che interesse materiale. Una leva importante, che sappiamo avere spesso la forza di costringere i Governi a rivedere le loro politiche interne e internazionali.

Condividete e denunciate!!! Questo e’ l’Iran dei Mullah, questo e’ l’Iran dei Pasdaran, questo e’ l’Iran che le diplomazie Occidentali vorrebbero portavi in casa…

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Non c’è pace per i cani nella Repubblica Islamica. Dopo l’approvazione della legge che minaccia di punire con con 74 frustate coloro che vengono trovati in possesso di un cane, il regime ha deciso di eliminare il problema alla radice. In questi giorni, purtroppo, nella città di Rasht è in corso un vero e proprio massacro di cani: nelle drammatiche immagini che vi mostramo, si possono vedere dei dipendenti municipali intenti a caricare i corpi esanimi dei cani su una camionetta. Come le foto testimoniano, i poveri cani sono stati massacrati senza alcuna pietà prima di morire. Vogliamo ricordare che, nell’Islam più ortodosso ed estremista, i cani sono considerati animali impuri e chiunque viene leccato dalla saliva di un cane, deve lavarsi ben sette volte per purificarsi. E’ importante notare infine che, in risposta al fondamentalismo dei Mullah, in Iran il possesso di un cane è divenuto una indiretta forma di protesta civile.

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In una lezione trasmessa in diretta dal primo canale della TV nazionale iraniana IRIB, Hassan Rahimpour Azghadi, membro del Consiglio Supremo Iraniano per la Rivoluzione Culturale, ha insultato i popoli Occidentali definendoli come un “mucchio di animali” (testualmente in inglese a “bunch of animals”). Nella stessa occasione, Azghadi, ha definito la rappresentante europea per la politica estera Lady Ashton come una “vecchia signora” e il Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon come un “pupazzo” in mano agli americani. Purtroppo c’e’ di peggio (se possibile): il rappresentante del regime iraniano, molto vicino alla Guida Suprema Ali Khamenei, ha invitato il Governo Rohani a non piegarsi alle richieste internazionali, affermando che – dopo l’accordo sul nucleare – gli americani chiederanno all’Iran anche di “rispettare i diritti degli omossessuali…” (sic).

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Hassan Rahimpour Azghadi non è nuovo ad affermazioni clamorose ed è noto per il suo odio verso il mondo cristiano e tutto l’Occidente. Nel 2011, ad esempio, affermò che il regime iraniano doveva prendere la leadership dell’Islam nel mondo e per questo essere pronto ad inviare agenti nel cuore dell’Europa, in tutta l’Africa ed Estremo Oriente. Il fine di questi uomini, secondo Azghadi, sarebbe quello di preparare azioni di sabotaggio al fine di liberare il popolo mussulmano. Si badi bene a non definire le posizioni di Azghadi come un caso isolato all’interno del regime iraniano. Non solo, come suddetto, Azghadi è molto vicino all’uomo più potente in Iran (Ali Khamenei), ma le sue lezioni sono costantemente trasmesse in diretta TV sul secondo canale IRIB, in un programma significativamente intitolato “Un modello per il futuro. Non solo: Azghadi siede in una istituzione potentissima. Il Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale, di cui è parte anche Hassan Rohani, è stato creato personalmente da Khomeini e ha la sua sede centrale a Qom. Il suo fine è quello di assicurare che il popolo iraniano segua la dottrina islamica sciita al 100%. Le decisioni del Consiglio possono essere cambiate solamente dalla Guida Suprema Ali Khamenei. Nel 2009, tra l’altro, fu proprio questo istituto che decise di estromettere il leader dell’Onda Verde, Mir Hossein Mousavi, da resposabile dell’Accademia delle Belle Arti iraniana.

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Vogliamo infine ricordare, che il razzismo del regime iraniano verso l’Occidente non è affatto nuovo. Solamente pochi mesi fa, proprio la Guida Suprema Ali Khamenei, definì la °razza occidentale° come barbara, avezza a picchiare le donne nelle loro case ed a uccidere con facilità (testualmente disse “ammazzano le persone senza troppi problemi“). Significativamente, fece questo discorso davanti ad un gruppo di donne completamente coperte, in linea con gli standard oppressivi imposti dagli Ayatollah in Iran.

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Qualche tempo fa vi avevamo riportato la notizia degli insulti della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ai cittadini europei. In particolare Khamenei, l’uomo più importante nella Repubblica Islamica, aveva descritto “la razza europea” come barbara e dedita alla violenza sulle donne (video sotto). 

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L’odio verso gli europei deve essere proprio ben radicato nella leadership iraniana: parlando ad un evento culturale lo scorso 21 ottobre, il capo della milizia Basij, Mohammad Reza Naghdi, ha affermato testualmente che “la razza europea, proprio come i dinosauri, si avvia verso l’estinzione. Una cultura oscena e volgare, sta infatti prevalendo in quell’area”. Per il Generale Reza Naghdi, più specificatamente, le ragioni principali di questa estinzione degli europei deriverebbero dalla °prevalenza degli omosessuali e dalla convivenza con gli animali” (qui sotto la notizia riportata da Entekhab.ir).

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Qui sotto vi proponiamo due video relativi alla milizia Basij. Nel primo scoprirete come i Basij “educano” i bambini, mentre nel secondo, purtroppo, vedrete come questi “gentiluomini” ammazzano le donne…Il tutto in nome di Khomeini..,

In memory of Neda Soltani, died in name of the Freedom

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QUESTO VIDEO VIENE DALLO ZOO DI MASHAAD IN IRAN: SI VEDE LA CRINIERA DI UN LEONE PRENDERE FUOCO, PER COLPA DI ALCUNI MOZZICONI DI SIGARETTA. IL LEONE INIZIA A MUOVERSI INNERVOSITO ED IMPAURITO. POCO DOPO, PERO’, SOPRAGGIUNGE LA LEONESSA CHE, CON LE SUE ZAMPE, RIESCE A SPEGNERE L’INCENDIO, SALVANDO IL SUO AMATO.

CHISSA’ CHE QUESTO DRAMMA SFIORATO NON RAPPRESENTI LA METAFORA DEL POPOLO IRANIANO: UN POPOLO OPPRESSO DA UN REGIME CHE, CON LE SUE AZIONI (I MOZZICONI DI SIGARETTA), STA INCENDIANDO L’ANIMA DEL POPOLO IRANIANO (LA CRINIERA DEL LEONE). UN GIORNO, PERO’. ARRIVERA’ LA LIBERTA’ (LA LEONESSA) CHE, CON I SUOI ARTIGLI, COLPIRA’ DURAMENTE CHI HA LANCIATO I MOZZICONI DI SIGARETTA E SPEGNERA’ DEFINITIVAMENTE L’INCENDIO.

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