Posts contrassegnato dai tag ‘Amman’

d64f6586-0f7d-4009-acb4-bd28eba64c3d_16x9_788x442

La crisi diplomatica tra l’Iran e il mondo arabo – Qatar escluso – ormai si estende a macchia d’olio. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche tra Iran e Marocco e dopo le accuse a Teheran del Governo algerino, ora si apre il fronte con la Giordania.

Secondo un importarte rappresentante giordano, Amman ha richiamato il suo Ambasciatore a Teheran, S.E. Abdullah Abu Rumman, e non pare avere alcuna intenzione di nominare un successore.

Ovviamente, la crisi si inserisce all’interno dello scontro tra Arabia Saudita e Iran, con il Ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi che ha dichiarato che la “stabilita’ di Riyad e’ parte della sicurezza del Regno Hashemita. La Giordania rigetta l’interferenza iraniana negli affari interni dei Paesi della regione”.

Teheran non ha reagito ufficialmente a questa decisione giordana, ma le agenzie di stampa iraniane hanno gia’ iniziato a martellare contro Amman. La Tasnim News, vicina ai Pasdaran, ha accusato le forze speciali giordane di aver aiutato la monarchia del Bahrain a reprimere le “manifestazioni popolari”.

Flag-Pins-Jordan-Iran

La Giordania ha deciso di richiamare per consultazioni il suo Ambasciatore a Teheran. La decisione di Amman arriva, significativamente, dopo la dura condanna dell’Organizzazione di Cooperazione Islamica contro l’Iran per il suo sostegno al terrorismo, e dopo il fallimento del vertice di Doha sul petrolio.

Come sottolineato da Mohammed Momani, Portavoce del Governo giordano, la decisione del Regno Hashemita e’ la diretta conseguenze dall’interferenza iraniana negli “affari interni dei Paesi Arabi” (Rferl.org).

La notizia della decisione di Amman arriva mentre negli Emirati Arabi Uniti viene processata una cellula di Hezbollah, accusata di aver lavorato dal 2004 al 2013 al servizio del regime iraniano e di aver raccolto informazioni sensibili sulla sicurezza degli Emirati. La cellula, per quanto e’ dato sapere, usava anche i ricatti sessuali per estorcere informazioni preziose (Gulf News).

628x-1

Mashhad probabilmente dovrebbe ottenere la palma di citta’ piu’ anti-saudita dell’Iran. E’ qui, infatti, che di recente si sono svolti i maggiori atti di violenza ed espressione di odio verso Riyadh. In aprile, poco dopo l’inizio della guerra contro i ribelli Houthi in Yemen, proprio a Mashhad i Pasdaran hanno radunato una folla in protesta contro il locale Consolato saudita. Per tutta risposta, in barba a tutte le attenzioni diplomatiche, oggi il Consolato e’ praticamente circondato da un enorme barriera. Ieri, quindi, la notizia dell’avvelenamento di un gruppo di pellegrini sauditi proveniente da Qatif – la regione a maggioranza sciita dell’Arabia Saudita – in visita di piacere ed in pellegrinaggio alla tomba dell’Imam Reza. Purtroppo, in seguito all’avvelenamento, quattro bambini sono deceduti (tre bimbi e una bimba). I loro nomi sono: Haidar Ali Qassim, infant Hussein Ali Al-Awwami, Hassan Abulghani Al-Fakhr e Deemah Abdulghani Al-Fakhr.

Il Consolato saudita a Mashaad

Il Consolato saudita a Mashaad

Il regime iraniano ha parlato di incidente e cinque persone sono state arrestate per l’accaduto (fonte: Tasnim News). Resta il fatto che, questo incidente e’ assai anomalo: in primis perché il tipo di pesticiti usati per avvelenare i pellegrini sauditi era illegale ed e’ penetrato nelle stanze delle vittime attraverso il condotto dell’aria condizionata. Secondariamente, aspetto più importante perché, immediatamente dopo l’avvelenamento e l’arrivo in ospedale dei pellegrini, il Ministro della Salute iraniano Hassan Ghazizadeh Hashemi ha affermato che “le vittime sono state avvelenate in maniera deliberata (fonte: Trend). Il regime, ovviamente, si e’ affrettato a negare le parole del Ministro, ma lo stesso Hassan Ghazizadeh Hashemi ha aggiunto: “considerando alcuni problemi che l’Iran ha con l’Arabia Saudita, e’ necessario adottare immediatamente delle misure speciali sulla questione e diffondere i dettagli di queste misure al pubblico“. Affermazione che parla da sola.

Nel contesto della guerra tra Sciiti e Sunniti in corso oggi nell’Islam, concludiamo l’articolo riportando la decisione del Regno di Giordania di bloccare i permessi di ingresso ai gruppi di pellegrini iraniani. Secondo quanto dichiarato al Jordan Times dal Ministro degli Affari Islamici giordano Hayel Dawood, Amman ha deciso di rifiutare cinque richieste di ingresso ai pellegrini provenienti dalla Repubblica Islamica. Secondo quanto affermato dal Ministro Dawood, il rifiuto di Amman e’ riconducibile proprio alle tensioni dovute al conflitto settario in corso oggi nella regione Mediorientale. Un conflitto esacerbato dal sostegno iraniano al dittatore Bashar al Assad, al governo dell’ex Primo Ministro iracheno al Maliki e dall’interferenza dei Pasdaran negli affari interni dei Paesi Arabi. A tal proposto, infine, vogliamo ricordare che i primi Pasdaran arrestati dai ribelli in Siria erano entrati nel Paese con un visto turistico per motivi religiosi…

[youtube:https://youtu.be/OEiWzEdh2OU%5D