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Dure condanne internazionali stanno arrivando contro l’Iran, per le repressioni delle manifestazioni popolari in corso nel Paese, dopo l’annuncio del Governo di innalzare il costo della benzina.

Secondo Amnesty International, le repressioni hanno causato almeno 100 morti. Un numero impressionante, in un tempo strettismo, che ha portato anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Michelle Bachelet a diramare un pubblico cominciato di condanna verso il regime iraniano.

Purtroppo, ancora una volta, Teheran sembra volersene fregare di quanto il mondo intorno pensa delle sue azioni criminali. Solamente ieri, il quotidiano Kahyan, vicinissmo alla Guida Suprema, ha praticamente scritto che i leader della protesta arrestati potrebbero essere condannati a morte. Stamattina, quindi, Khamenei ha ribadito che quanto accaduto in Iran è unicamente il frutto dell’ingerenza delle potenze straniere e che, ancora una volta, la Repubblica Islamica ha “respinto il nemico” (un nemico che esiste ormai solo nella testa dei clerici e dei pasdaran al potere…).

Nonostante le minacce e le repressioni, proprio i clerici sembrano diventati gli obiettivi principali della rabbia popolare. Ieri è stato sventato un attacco contro l’Ayatollah Nasiry Yazdi, rappresentante di Khamenei nella città di Yazd e un seminario religioso è stato attaccato nella città di Isfahan.

Tutto questo però, mi raccomando, non ditelo al Sottosegretario agli Esteri (sic) grillino Manlio di Stefano, troppo impegnato a stringere le mani dell’Ambasciatore iraniano in Italia, Hamid Bayat. Lo stesso che ieri, in una comica conferenza stampa – in cui probabilmente c’era solamente Alberto Negri o chi per lui…- giustificava le repressioni delle manifestazioni popolari in corso nel suo Paese…

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Oggi il Sole 24 Ore, pubblica una intervista a Hamid Bayat, Ambasciatore iraniano in Italia. L’intervista porta la firma di Gerardo Pelosi. Volendo commentare con due aggettivi questa intervista, potremmo definirla “ridocola e vergognosa”. Ridicola perche’ si tratta di una intervista assolutamente lacunosa, vergognosa perche’ e’ chiaramente una di quelle interviste fatte per sponsorizzare qualcosa, piuttosto che informare.

Ovviamente, neanche a dirlo, quello che al Sole vogliono sponsorizzare, e’ il mantenimento delle relazioni commerciali con il regime iraniano – connesso al meccanismo UE Instex – a qualsiasi costo. Anche al costo di omettere dati, fatti e di fare domande scomode.

Nell’intervista, infatti, le domande del giornalista italiano sono al livello di prima elementare. Ovviamente, non pretendiamo troppo: non pretendiamo che un giornalista de Il Sole si metta a discutere con l’Ambasciatore iraniano di diritti umani e civili nella Repubblica Islamica.

Pretendiamo pero’ che, volendo informare la comunita’ imprenditoriale, sia meno dedito alle marchette e piu’ alla sostanza. Nell’intervista, non c’e’ una sola domanda relativa al mancato adeguamento del regime iraniano ai parametri del FATF, condizione minima posta dagli stessi Paesi UE che hanno promosso INSTEX. Si badi bene, non e’ un errore marginale: non adeguarsi ai parametri del FATF, infatti, significa per l’Iran voler continuare a portare avanti il riciclaggio di denaro a fini di finanziamento del terrorismo internazionale.

Cosi come non c’e’ una sola domanda sul comunicato pubblicato due giorni fa dal Ministero degli Esteri iraniano, in cui – senza mezzi termini – il regime afferma di non avere alcuna intenzione di limitare il programma missilistico (condizione posta nella stessa risoluzione 2231, Allegato B) e nega ogni coinvolgimento nei recenti tentativi di colpire oppositori al regime in Europa. Peccato che, la stessa UE, ha approvato delle sanzioni contro l’Iran per questa ragione…

Insomma, in poche parole, mentre il regime iraniano stesso rigetta le condizioni poste dall’Europa per lanciare l’INSTEX, un giornalista italiano di un giornale economico italiano – del principale giornale nazionale in questo settore – non riesce a fare delle domande scomode all’Ambasciatore di Teheran sul tema…

Come suddetto, ridicolo e vergognoso!