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Oggi il Sole 24 Ore, pubblica una intervista a Hamid Bayat, Ambasciatore iraniano in Italia. L’intervista porta la firma di Gerardo Pelosi. Volendo commentare con due aggettivi questa intervista, potremmo definirla “ridocola e vergognosa”. Ridicola perche’ si tratta di una intervista assolutamente lacunosa, vergognosa perche’ e’ chiaramente una di quelle interviste fatte per sponsorizzare qualcosa, piuttosto che informare.

Ovviamente, neanche a dirlo, quello che al Sole vogliono sponsorizzare, e’ il mantenimento delle relazioni commerciali con il regime iraniano – connesso al meccanismo UE Instex – a qualsiasi costo. Anche al costo di omettere dati, fatti e di fare domande scomode.

Nell’intervista, infatti, le domande del giornalista italiano sono al livello di prima elementare. Ovviamente, non pretendiamo troppo: non pretendiamo che un giornalista de Il Sole si metta a discutere con l’Ambasciatore iraniano di diritti umani e civili nella Repubblica Islamica.

Pretendiamo pero’ che, volendo informare la comunita’ imprenditoriale, sia meno dedito alle marchette e piu’ alla sostanza. Nell’intervista, non c’e’ una sola domanda relativa al mancato adeguamento del regime iraniano ai parametri del FATF, condizione minima posta dagli stessi Paesi UE che hanno promosso INSTEX. Si badi bene, non e’ un errore marginale: non adeguarsi ai parametri del FATF, infatti, significa per l’Iran voler continuare a portare avanti il riciclaggio di denaro a fini di finanziamento del terrorismo internazionale.

Cosi come non c’e’ una sola domanda sul comunicato pubblicato due giorni fa dal Ministero degli Esteri iraniano, in cui – senza mezzi termini – il regime afferma di non avere alcuna intenzione di limitare il programma missilistico (condizione posta nella stessa risoluzione 2231, Allegato B) e nega ogni coinvolgimento nei recenti tentativi di colpire oppositori al regime in Europa. Peccato che, la stessa UE, ha approvato delle sanzioni contro l’Iran per questa ragione…

Insomma, in poche parole, mentre il regime iraniano stesso rigetta le condizioni poste dall’Europa per lanciare l’INSTEX, un giornalista italiano di un giornale economico italiano – del principale giornale nazionale in questo settore – non riesce a fare delle domande scomode all’Ambasciatore di Teheran sul tema…

Come suddetto, ridicolo e vergognoso!

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Il Premier albanese Edi Rama ha deciso l’espulsione dell’Ambasciatore iraniano a Tirana – e quella di un altro alto diplomatico di Teheran – per sospetta attivita’ contro la sicurezza nazionale. La notizia e’ stata confermata dal Portavoce del Ministero degli Esteri albanese,  Edlira Prendi.

A quanto pare, come spesso avviene, anche questi due diplomatici iraniani avevano approfittato della loro carica impropriamente, usando l’ambasciata come un centro per l’organizzazione di attentati dei Pasdaran. Secondo alcune indiscrezioni, questa volta l’obiettivo era una partita di calcio, quella tra Albania e Israele del 2016: prima della partita, decine di persone furono arrestate e la partita fu spostata fuori dalla capitale.

La decisione, pero’, potrebbe anche essere connessa alle relazioni tese tra Teheran e Tirana, dopo la decisione di quest’ultima di accogliere in Albania i membri del gruppo di opposizione iraniano Mujaheedin del Popolo (MeK), costretti a lasciare l’Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein e nonostante le tutele garantite dalle Nazioni Unite.

L’espulsione dell’Ambasciatore iraniano a Tirana e’ stata salutata positivamente dall’Amministrazione Trump e pubblicamente elogiata dal John Bolton, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente americano.

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Finalmente! Finalmente il tema dei diritti umani torna ad essere al centro dell’agenda, nelle relazioni tra Iran e Italia. Di questo passo avanti, bisogna ringraziare il Presidente della Camera Roberto Fico che, incontrando l’Ambasciatore iraniano in Italia Hamid Bayat, ha cosi commentato su Facebook:

“Il dialogo è sempre l’unica chiave per risolvere le controversie, ma è necessario che sia un dialogo aperto e franco su tutti i dossier e su tutte le questioni che come Italia e come Europa riteniamo irrinunciabili. Per questo ho voluto parlare con l’ambasciatore anche del tema dei diritti umani, sia in generale sia con riferimento a casi specifici come quello di Ahmadreza Djalali, da mesi oggetto di grande attenzione da parte dell’opinione pubblica a livello internazionale.”

Merito del Presidente Fico e’ stato non solo quello di aver sollevato la questione dell’abuso dei diritti umani in Iran, ma anche di aver fatto riferimento ad un caso specifico, ovvero quello di Ahmadreza Djalali. Ahmadreza, come noto, e’ un ricercatore medico che ha lavorato anche in Italia, presso l’Universita’ del Piemonte Orientale. Arrestato in Iran nel 2016, e’ stato condannato a morte con l’accusa di spionaggio.

Come denunciato ormai da tempo, Ahmadreza e’ stato costretto ad una confessione forzata e la vera ragione dietro alla sua condanna e’ il suo rifiuto a diventare un collaboratore dei servizi segreti iraniani. Complimenti ancora al Presidente Fico e speriamo che altri seguiranno il suo esempio!

Danish police stand guard at the city court, during a trial of those arrested in connection with the February 2015 shooting attacks at a free speech event and a synagogue, in Copenhagen

Ci risiamo: dopo quanto accaduto in Francia il 30 giugno – dove il regime iraniano puntava a colpire durante l’annuale meeting del gruppo di opposizione MeK – ora i media riportano che un attentato terroristico di matrice iraniana, è stato sventato in Danimarca. Questa volta, Teheran puntava a uccidere un oppositore legato al Movimento Arabo di Liberazione dell’Ahvaz.

Probabilmente, si trattava di una vendetta dopo l’attacco avvenuto durante una parata militare iraniana nella regione dell’Ahvaz, il 23 settembre scorso. Il regime, infatti, accusò i ribelli arabo-iraniani di aver compiuto l’attacco. Ad ogni modo, in pochi mesi, si tratta del secondo tentativo del regime iraniano di colpire in Europa con metodi terroristici.

Nel caso francese, il tentativo di attacco ha portato all’arresto di quattro persone, uno di questi un diplomatico iraniano a Vienna. Peggio, la Francia e l’Olanda hanno espulso dei diplomatici iraniani a seguito delle investigazioni. Ricordiamo che, a quell’evento del MeK, erano presenti anche rappresentanti italiani, tra cui parlamentari e anche l’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi. Rappresentanti che, nel caso in cui l’attentato fosse andato a buon fine, avrebbero potuto essere uccisi.

In seguito al tentativo di attacco in Danimarca, Copenaghen ha deciso di richiamare il suo Ambasciatore a Teheran. Il governo danese ha quindi anche chiesto che l’UE approvi nuove sanzioni contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

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In una intervista concessa alla TV di Hezbollah, al Manar, l'”Ambasciatore” Palestinese in Iran Salah Zawawi, ha rilasciato delle dichiarazioni vergognose e sconvolgenti. Zawawi, infatti, ha chiaramente detto che la “guerra” dei palestinesi non è solamente contro “il nemico sionista”, ma contro “l’impresa Occidentaele”. Una impresa che, sempre secondo Zawawi, avrebbe come scopo la creazione di un grande Israele per disintegrare il mondo arabo e quello islamico. Proprio per sconfiggere questo complotto, il rappresentante palestinese in Iran dichiara di pregare Allah che l’Iran produca 1000 bombe atomiche, da usare per difendere i principi della Rivoluzione Khomeinista….

La scorsa settimana il regime iraniano ha organizzato una conferenza in sostegno alla Intifada ove, senza remore, Khamenei ha definito nuovamente Israele un tumore da eliminare e invocato la guerra santa. Il Presidente Rouhani, a sua volta, dopo aver elogiato la Guida Suprema, ha descritto lo Stato ebraico come un “fake regime” (Equality Italia).

Iraniano cristiano frustato per blasfemia nel 2007

Iraniano cristiano frustato per blasfemia nel 2007

E’ prevista oggi l’inagurazione della vergognosa Fiera di Roma dedicata all’Iran. Una Fiera tutta riservata al regime khomeinista che, secondo le informazioni di stampa, vedrà addirittura la presenza odierna del Ministro Calenda per la giornata di inaugurazione (AGI). Nel video di presentazione della Fiera di Roma “solo Iran”, neanche a dirlo, non si fa minimamente menzione alla reale natura del regime e agli altissimi rischi di investimento in un Paese dove regna la corruzione e dominano le imprese controllate da Khamenei e i Pasdaran (Gaiaitalia.com).

C’è di peggio: mentre il Ministro Calenda si appresta ad esprimere parole di elogio ed incoraggiamento del business con l’Iran, a Teheran si sta per compiere l’ennesimo crimine contro i diritti umani. Secondo quanto riportano le agenzie, infatti, tre mussulmani convertiti al cristianesimo – Yaser Mosibzadeh, Saheb Fadayaee e Mohammed Reza Omidi – saranno presto frustati in pubblica piazza (Aina.org). I tre, infatti, sono stati arrestati a Rasht lo scorso Maggio e accusati di blasfemia. Condannati ad 80 frustate, i tre sono stati rilasciati su cauzione nell’attesa di subire la sentenza subita. Purtroppo, quell’attesa è terminata. Ricordiamo che secondo quanto riportato da Open USA’s World Watch List, il regime iraniano è il nono al mondo per repressione nei confronti dei cristiani.

Davanti a questi abusi criminali, resta silente anche l’Ambasciatore italiano a Teheran, Mauro Conciatori. Evidentemente Conciatori, assai impegnato a sottolineare le affinità culturali tra Italia e Iran, non riesce ad avere il tempo per vedere quanto succede intorno a lui nella Repubblica Islamica…Ci fa un pò paura l’idea che l’Ambasciatore Conciatori, veramente creda che il Paese che egli rappresenta, l’Italia, abbia qualcosa in comune con un regime che vela le donne, applica l’apartheid ai Baha’i, impicca i detenuti e frusta in pubblico chi abbandona l’Islam

 

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All’ipocrisia, come noto, non c’e’ mai fine. Un altro esempio di questa verità, lo ha dato in questi giorni il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Dopo l’attentato al Pulse di Orlando , infatti, Emiliano ha testualmente dichiarato: “Questa strage terribile, un atto terroristico che ha preso come bersaglio la comunità LGBTQI, mi ha colpito profondamente. Vorrei dedicare questa giornata di lavoro ai diritti degli uomini e delle donne della Puglia come del resto del mondo, per la libertà, senza la quale niente di tutto ciò che facciamo avrebbe senso”.

Un messaggio  da applausi, se non fosse per il fatto che, come spesso capita, chi predica bene razzola male. Il Presidente Emiliano, rientra esattamente in questa categoria.

Come dimenticare che, solamente poche ore prima della strage del Pulse, Emiliano ha ricevuto in pompa magna l’Ambasciatore Mozzaffari, rappresentante del regime di Teheran in Italia. Durante l’incontro con Mozzaffari, Emiliano ha benedetto ogni tipo di rapporto con la Repubblica Islamica, approvando anche un gemellaggio tra la Regione Puglia e la Regione di Hormuz Gan in Iran (Borderline24.com).

Peccato che, se veramente Emiliano crede in quello che dice, non dovrebbe neanche aprire la porta al rappresentante in Italia di Khamenei. L’Iran, come stranoto in tutto il mondo, condanna a morte gli omosessuali, secondo delle leggi ben chiare del codice penale. Non solo: quando non li manda al patiboli, li costringe indirettamente ad operarsi per cambiare sesso. Una operazione parzialmente sostenuta anche dallo Stato, che pero’ non vede alcun processo di inclusione nella società di coloro che decidono di fare questo passaggio. Al contrario, queste persone vengono lasciate ai margini e sono spesso costrette a prostituirsi. Una prostituzione legalizzata in Iran, grazie al cosiddetto “matrimonio temporaneo”, una bella trovata dei clerici khomeinisti per andare a “mignotte” salvandosi dal peccato…

Non e’ tutto: il massimo rappresentante del regime iraniano, tale Ali Khamenei, ha spesso insultato pubblicamente gli omosessuali, definendoli la causa della decadenza Occidentale e responsabili di un “grave peccato”. Tutto questo evitando di ricordare ad Emiliano come l’Iran umilia le donne e quella stessa libertà di cui il Presidente della Puglia parla nel suo messaggio.

Se davvero ad Emiliano interessano i diritti LGBTI, se davvero ha a cuore i diritti delle donne e la libertà, gli suggeriamo vivamente di rispedire al mittente le offerte del regime iraniano, e di abbracciare la campagna per la libertà di attiviste come Narges Mohammadi, da mesi incarcerate per aver detto no alla pena di morte e no al fondamentalismo islamico. 

La differenza tra chi veramente crede in quello che dice e chi semplicemente vuole farsi pubblicità, sta tutta qui…