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In questi giorni si è svolto in Puglia un workshop intitolato RAILMED: A PROJECT FOR MEDA 2020, inteso a promuovere la collaborazione ferroviaria tra Italia e Iran. Il workshop è stato una buona occasione per l’ambasciatore iraniano Mozaffari, per incontrare importanti rappresentanti regionali come l’Assessore regionale per le Infrastrutture Giovanni Giannini, il responsabile di Confindustria Bari Michele Vinci e il Direttore Generale di Finmeccanica Sergio De Luca. Tra le altre cose, il workshop è stato organizzato anche con il sostegno di Ferrovie dello Stato e di UNIMED, l’Unione delle Università del Mediterraneo. Lo scopo di questo incontro, a cui ha partecipato una delegazione iraniana della Islamic Republic Railway System, intende esportare in Iran il know how italiano allo scopo di promuovere importanti investimenti nel settore ferroviario in Iran.

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Peccato che, ancora una volta, chi intende investire in Iran deve fare i conti con la realtà corrotta del sistema economico della Repubblica Islamica. Le mani dei Pasdaran, infatti, sono ampiamenti presenti anche nel settore ferroviario iraniano. Come denunciato in un Paper prodotto dalla Rand Corporation, “The Rise of Pasdaran“, le società delle Guardie Rivoluzionarie – prima fra tutte la Khatam al Anbia – hanno ottenuto importanti appalti per la costruzione di linee ferroviarie fondamentali. Tra le piu’ importanti, ricordiamo la linea ferroviaria tra Teheran e Tabriz, quella tra Kerman e Zahedan e quelal tra Zahedan e Bam.

Considerando la centralità strategica del settore ferroviario e la penetrazione dei Pasdaran in ogni ramo dell’economia iraniana, ogni tipo di collaborazione occidentale in questo settore rischia di rivelarsi assai pericolosa. Prima di pensare a simili investimenti, quindi, sarebbe bene che le società italiane preparassero un attento studio della realtà iraniana, al fine di non favorire gruppi terroristi e criminali come i Pasdaran.

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Correva l’anno 2012 e al Governo in Iran c’era ancora il Presidente Ahmadinejad. Si tratta di un spazio temporale di analisi, teoricamente, assai breve ma – considerando i cambiamenti che l’Occidente ha compiuto verso Teheran dopo l’elezione di Rohani – sembra di parlare ormai di decenni addietro. Eppure, le personalità al potere nella Repubblica Islamica sono sempre le stesse e, con loro, anche il pensiero e l’ideologia del regime rimane invariata. E’ importante allora ricordare ciò che, sino a pochi mesi fa, i rappresentanti degli Ayatollah dicevano in merito al mondo esterno. Si tratta di un esercizio fondamentale, per capire la vera essenza di quelli che alcuni politici e diplomatici, in tutto il mondo e in Italia in particolare, intendono avere come partner per il futuro.

Era il luglio del 2012 quando Ali Larijani, parlando in una conferenza in onore dell’12 Imam (l’Imam Mahdi), disse testualmente cheoggi, il tempo è arrivato per la sparizione dell’Occidente e del regime sionista (Israele) – due macchie nere della nostra epoca – dalla faccia dell’universo“. Le affermazioni di Ali Larijani, molto solertemente, vennero quindi riportate dal canale iraniano in lingua inglese Press TV.

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Ci chiediamo allora come sia possibile che, dopo l’incontro con l’Ambasciatore iraniano, il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini abbia invitato in Italia un personaggio che, indirettamente, si augura anche la sparizione dalla terra dello Stato che la stessa Boldrini rappresenta. Senza contare, quindi, che proprio Ali Larijani è colui che – dopo la decisione dell’Unione Europea di inserire l’ala militare di Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroriste – ha espresso incondizionato sostegno ad Hassan Nasrallah e ai suoi terroristi, responsabili in questo periodo dei peggiori crimini contro il popolo siriano (video sotto).

Per approfondire in merito alla famiglia Larijani in Iran e al loro nepotismo, si legga questo articolo di Tehran Bureau risalente all’agosto del 2009.

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