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Lo scontro interno in Iran si approfondisce sempre di piu’. In un incontro con importanti clerici, il rappresentante presso i Pasdaran della Guida Suprema Khamenei, l’Hojjat al-Eslam Ali Saidi, ha affermato che:

  • Una delle odierne minacce piu’ pericolose contro la Repubblica Islamica è quella portata da coloro che cambiano le frasi, mutano i significati, stravolgono i concetti e sequestrano i principi della Repubblica Islamica
  • Noi abbiamo due opzioni: arrenderci in maniera vile all’America, oppure confrontare il mondo dei bulli (l’Occidente, NdA) e rombere loro le corna. Se seguiremo il volere della Guida Suprema raggiungeremo l’obiettivo subile dell’Imam Khomeini e della Rivoluzione“.

Il riferimento alla fazione di Hassan Rohani e dell’Ayatollah Rafsanjani è a dir poco palese. Quella di Ali Saidi rappresenta una delle piu’ dure prese di posizione contro il Presidente iraniano. Si badi bene: non si tratta di uno scontro tra forze liberali e democratiche e forze conservatrici. Si tratta di una battaglia di interessi politici ed economici, tra coloro che vogliono promuovere una normalizzazione dei rapporti economici con l’Occidente e gli Stati Uniti e coloro che invece sostengono una chiusura netta. Purtroppo, nulla che abbia veramente a che fare con la libertà e i diritti del popolo iraniano.

Nello stesso periodo del discordo di Ali Saidi, il Vice Capo dei Pasdaran Masoud Jazayeri ha dichiarato che l’Iran è pronto per spazzare via Tel Aviv (Israele) e continuare la guerra sin dentro gli Stati Uniti…

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I quotidiani italiani di oggi riportano con enfarsi il discorso del Presidente iraniano Hassan Rohani al Forum di Davos. Uno speech pieno di buone intenzioni orientato, chiaramente, a promuovere il business tra la Repubblica Islamica e il mondo. Tra le notizie messe in luce, anche l’incontro tenutosi tra lo stesso Rohani e i managers delle grandi compagnie petrolifere, con annesse le soddisfatte parole del CEO di ENI Paolo Scaroni, pronto a giurare che la compagna italiana sarà alla guida delle nuove relazioni economiche con gli Ayatollah.

Praticamente nessun giornalista, come al solito, si è dato al briga di guardare meglio all’interno dell’informazione provieniente dalla Repubblica Islamica. Se solo lo avessero fatto, i nostri cari media, avrebbero potuto trovare un interessante e illuminante discorso tenuto ieri dall’Hojjat al’Eslam Ali Saidi, rappresentante della Guida Suprema presso i Pasdaran. Parlando dei valori delle Guardie Rivoluzionarie e dei doveri che queste hanno, Ali Saidi ha testualmente affermato che: “se nel passato la nostra difesa della Repubblica Islamica era limitata ai cofini, mentre oggi il confine della nostra guerra è allargato a tutto il mondo islamico e noi dobbiamo porre speciale attenzione a questo aspetto!“. La notizia, in pompa magna, è stata riportata dalla agenzia di stampa dei Pasdaran Sepah News

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In poche parole, il rappresentante dell’uomo più importante dell’Iran, senza mezzi termini, ha chiamato i Pasdaran a sostenere con forza la jihad nell’intero mondo islamico. Un mondo che, teoricamente, non esclude neanche azioni in Occidente se e quando concernono le comunità mussulmane. D’altronde, va anche ricordato, che queste affermazioni possono stupire solamente coloro che non conoscono la natura reale della Repubblica Islamica. Basta leggere la Costituzione della Repubblica Islamica per capire che la guerra santa è un dovere degli eredi di Khomeini, a cui nessun rappresentante del regime sembra disposto a rinunciare. Già nel preambolo del testo, infatti, viene chiaramente affermato che le Guardie Rivoluzionarie sono responsabili della Jihad, una missione religiosa da intraprendere in nome di Dio. Tale affermazione, quindi, è riportarta anche nell’articolo 147 della Costituzione, quando viene chiarito che, in tempo di pace, le forze armate debbono essere usate per la °Jihad della Costruzione°.

La chiamata alla guerra santa nell’intero del mondo islamico, dovrebbe preoccupare tutto il mondo, perchè si inserisce direttamente nella guerra che l’Iran sciita a dichiarato al mondo sunnita. Una guerra senza confini che, ad oggi, ha nella Siria di Bashar al Assad e nel Libano del terrorista Hassan Nasrallah i due centri principali. Per la cronaca, solamente negli ultimi due giorni, altri due Pasdaran morto in Siria sono stati seppelliti in Iran (il primo si chiamava Mahmoud Reza Beizaei, mentre il secondo Akbar Shahriari).

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