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Durante la conferenza stampa di Matteo Salvini alla stampa estera, il leader della Lega (e attualmente del centro-destra), tra le varie domande, ha ricevuto anche una domanda da parte di un giornalista libanese, appartenente ad al-Manar.

Per chi non lo sapesse, al-Manar non e’ un semplice media libanese. Al-Manar e’ il canale TV di Hezbollah, organizzazione terrorista libanese, creata dal regime iraniano negli anni ’80. Un vero e proprio stato nello Stato che, grazie ad un suo esercito parallelo, e’ in grado di controllare mezzo Libano, obbedendo pero’ ai voleri dei Pasdaran khomeinisti.

Rivolgendosi a Salvini, il ‘giornalista’ di al-Manar ha sottolineato come i businessman libanesi presenti in Italia, hanno difficoltà ad ottenere i permessi e sono spesso costretti a chiudere le loro società. Apparentemente, si tratta di una domanda legittima e assolutamente attuale.

La questione va guardata pero’ approfonditamente: nel mondo esiste una importante diaspora libanese, particolarmente in America Latina e Africa. Si tratta di una diaspora molto attiva e principalmente dedita al commercio. Peccato che, una parte di questa diaspora sia politicamente ed economicamente legata agli ambienti di Hezbollah, contribuendo attivamente al finanziamento dell’organizzazione terroristica libanese (non solo attraverso donazioni, ma anche per mezzo di riciclaggio di denaro).

Ergo, quando una domanda relativa al business della diaspora libanese arriva da un giornalista di Hezbollah, la questione deve far riflettere. Premessa, come suddetto, la piena legittimita’ della richiesta del ‘giornalista’, e’ bene che anche l’Europa, rifletta attentamente sulle ramificazioni economiche del Partito di Dio nel Vecchio continente. Ed e’ bene che questa riflessione venga fatta soprattutto in Italia, considerata ormai dal regime iraniano una “porta d’ingresso” per l’Iran in Europa…

 

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In una intervista concessa alla TV di Hezbollah, al Manar, l'”Ambasciatore” Palestinese in Iran Salah Zawawi, ha rilasciato delle dichiarazioni vergognose e sconvolgenti. Zawawi, infatti, ha chiaramente detto che la “guerra” dei palestinesi non è solamente contro “il nemico sionista”, ma contro “l’impresa Occidentaele”. Una impresa che, sempre secondo Zawawi, avrebbe come scopo la creazione di un grande Israele per disintegrare il mondo arabo e quello islamico. Proprio per sconfiggere questo complotto, il rappresentante palestinese in Iran dichiara di pregare Allah che l’Iran produca 1000 bombe atomiche, da usare per difendere i principi della Rivoluzione Khomeinista….

La scorsa settimana il regime iraniano ha organizzato una conferenza in sostegno alla Intifada ove, senza remore, Khamenei ha definito nuovamente Israele un tumore da eliminare e invocato la guerra santa. Il Presidente Rouhani, a sua volta, dopo aver elogiato la Guida Suprema, ha descritto lo Stato ebraico come un “fake regime” (Equality Italia).

Raimondo Schiavone con l'esponente di Hezbollah Ali Daghmoush

Raimondo Schiavone con l’esponente di Hezbollah Ali Daghmoush (Fonte: Assadakah)

Ieri il dipartimento di Stato Americano, ha incluso due massimi esponenti di Hezbollah, nella lista dei terroristi. Il primo nome è quello di Mustafa Mughniyeh, figlio del terrorista Imad – ucciso a Damasco nel 2008 – e nipote del terrorista  Mustafa Badreddine, anche lui ammazzato in Siria nel Maggio del 2016. Il secondo nome incluso nella lista dei terroristi, è quello dello sceicco Ali Da’amoush – spesso anche scritto Ali Daghmoush – responsabile del Dipartimento Affari Esteri di Hezbollah. Secondo il Dipartimento di Stato Americano, Daghmoush usava la sua posizione per organizzazione “cover operations” nel mondo per Hezbollah, tra le quali la raccolta di materiale d’intelligence e il reclutamento di agenti (Long War Journal).

L’inclusione di Ali Daghmoush nella lista dei terroristi, deve preoccupare drammaticamente l’Europa e in particolare l’Italia. Per quanto concerne l’Europa, Daghmoush dimostra chiaramente che non esiste alcuna differenza tra il ramo politico di Hezbollah e quello militare. Entrambi, al contrario di quello che sostiene la UE, sono dediti al terrorismo, senza alcuna differenza di vedute e soprattutto di azioni. Per quanto concerne l’Italia, purtroppo, esiste una organizzazione che da anni vergognosamente intrattiene relazioni con Hezbollah e con i media affiliati al Partito di Dio (ovvero al Manar). Come sa bene chi segue No Pasdaran, si tratta di Assadakah, organizzazione sarda con ramificazioni di diverse parti d’Italia, tra cui la Lombardia e il Lazio.

Assadakah ha diverse volte inviato delegazioni in Libano, incontrando numerose volte proprio lo Sceicco Ali Daghmoush. Tra coloro che, per Assadakah, hanno incontrato il terrorista libanese c’è il leader dell’organizzazione Raimondo Schiavone, la rappresentante per la Lombardia Julia Shesternikova e l’attuale responsabile esteri- nonchè giornalista di al Manar – Talal Khrais (Assadakah.org). Incredibilmente, questa organizzazione ha più volte liberamente invitato esponenti di Hezbollah in Italia e continuamente, anche attraverso il sito “Sponda Sud”, fa liberamente propaganda non solo per i terroristi libanesi, ma anche per il regime iraniano e per il macellaio siriano Assad.

Nel Maggio del 2014, tra le altre cose, Assadakah ha ricevuto un “premio fedeltà” proprio dalle mani dello Sceicco Ali Darghmoush. Uno scandalo che denunciammo sulle pagine di No Pasdaran e che portò Assadakah a cancellare l’articolo in cui annunciava l'”onoreficenza” ricevuta dai terroristi libanesi (No Pasdaran). Qui di seguito la foto scattata a Schiavone, proprio con Darghmoush, in quella nefasta occasione.

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Ci chiediamo come sia possibile e accettabile, che in Italia lavori liberamente una organizzazione che non solo promuove posizioni politiche favorevoli a regimi repressivi e a gruppi terroristi, ma mantiene anche contatti con personaggi che finiscono in liste nere del Dipartimento di Stato Americano! Riteniamo che è tempo che questo scempio finisca e che vengano presi i dovuti provvedimenti! Riprotiamo infine, in basso, una intervista al terrorista Ali Darghmoush, girata proprio dai rappresentanti di Assadakah durante una loro visita in Libano.

Per approfondire sul lavoro di denuncia di No Pasdaran in merito alle attività di Assadakah:

https://nopasdaran2.wordpress.com/2013/10/03/hezbollah-iran-italia-assadakah/

https://nopasdaran2.wordpress.com/2013/10/04/nopasdaran-assadakah-hezbollah-sardegna-cagliari-iran-siria/

https://nopasdaran2.wordpress.com/2014/10/20/italia-hezbollah-terrorismo-assadakah-cagliari-meeting-vergogna/

 

 

 

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Lo scorso 11 novembre, in grande pompa magna, il Segretario dell’AIEA Amano e il Capo dell’Agenzia Atomica iraniana Salehi, hanno firmato un accordo di cooperazione. L’accordo è stato descritto in Iran come grande vittoria della Repubblica Islamica, ed è stato accolto dai diplomatici occidentali come un importante passo avanti nella risoluzione dalla crisi nucleare. Tutto perfetto, se non fosse per un piccolo particolare: il testo firmato da Amano e Salehi è praticamente “vuoto”, nel senso che non affronta veramente quelli che sono i reali problemi del programma nucleare iraniano.

Secondo quanto concordato a Teheran, infatti, l’Iran si impegna a fornire all’AIEA informazioni in merito:

  1. alle miniere di uranio di Gchine, presso Bandar Abbas;
  2. all’impianto di produzione di acqua pesante;
  3. a tutti i nuovi reattori di ricerca;
  4. ai 16 siti individuati dal regime iraniano per la costruzione di nuove centrali nucleari;
  5. alla chiarificazione delle affermazioni dei rappresentanti iraniani in merito all’arricchimento dell’uranio;
  6. alle ricerche che gli scienziati iraniani stanno portando avanti in merito alla tecnologia laser di arricchimento dell’uranio.

Qui di seguito, per controprova, inseriamo anche il testo in inglese diffuso dalla stessa Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Cliccando sull’immagine sarà possibile accedere al comunicato stampa rilasciato dall’AIEA poco dopo la visita di Amano a Teheran.

aiea iranInvece di firmare una vittoria, il Segretario Amano ha segnato praticamente una indiretta sconfitta da parte dell’AIEA. Il testo diffuso, come suddetto, non risolve i nodi principali del programma nucleare iraniano. Per quanto riguarda le miniere di uranio di Gchine, ad esempio, si tratta solamente di una delle fonti indigene da cui Teheran si approvvigiona. E’ noto che altre miniere di uranio esistono in Iran presso Yazd (la miniera di Saghand), il nord Khorasan e l’Azerbaijan iraniano. Altre fonti, quindi, non sono state rese note dal regime. Per quanto concerne la produzione di acqua pesante, necessaria per il reattore di Arak, si tratta di una affermazione priva di efficacia: quello che conta per far funzionare un reattore ad acqua pesante, infatti, non è la produzione dell’acqua pesante, ma la purezza della stessa. In merito a questo aspetto, l’accordo tace e solo la purezza dell’acqua permette di capire se Teheran potrà o no far funzionare il reattore IR-40 di Arak. Ad Arak, lo ricordiamo, Teheran potrebbe riprocessare l’uranio e produrre una bomba al plutonio.

D’altro canto, fatto grave, l’accordo non dice nulla in merito al numero di centrifughe che Teheran ha installato sinora presso Natanz e Qom, all’uranio a basso arricchimento già accumulato sinora dal regime e soprattutto in merito a quello arricchito al 20%. Su questo livello di arricchimento, il precendente capo dall’Agenzia Atomica iraniana Abbasi Davani, ha chiaramente ammesso i fini non civili del programma. Nulla, quindi, viene detto sull’accesso alla base militare di Parchin, ove il regime iraniano sviluppa il suo programma di missili balistici e soprattutto dove è stata simulata una esplosione nucleare usando le ricerche dello scienziato V. Danilenko. Purtroppo, in questo ultimo caso, anche se la base militare fosse stato inclusa nell’accordo, gli ispettori AIEA non avrebbero trovato nulla di interessante: l’Iran, come dimostrato dai satelliti, ha infatti passato gli ultimi mesi a ripulire completamente Parchin da ogni prova compromettente. 

L'agenzia di stampa ISNA del 30-08-2011, con le parole di Abbasi Davani

L’agenzia di stampa ISNA del 30-08-2011, con le parole di Abbasi Davani

Insomma, quello firmato da Amano e Salehi, quindi, sembra rappresentare per l’Occidente una “vittoria di Pirro”. Un placebo utile a chi vuole arrivare ad un accordo con la Repubblica Islamica ad ogni costo, anche al prezzo di lasciare intatto il programma nucleare degli Ayatollah, permettendo loro di produrre la bomba atomica nel prossimo futuro. Nel frattempo, qualcuno in Libano già pregusta gli effetti di un Iran in possesso della bomba atomica. Si tratta del deputato di Hezbollah Al-Walid Sukkarieh che, parlando ad Al Manar, ha chiaramente detto che, se l’Iran continuerà a produrre tecnologia nucleare, sarà in grado di produrre una bomba atomica tra un anno, cinque anni o dieci anni…Come si vede, i terroristi non vanno di fretta: preferiscono ingannare il mondo prima, per poi essere liberi di colpirlo dopo…(per vedere il video cliccare sull’immagine).

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E cosi gli aggressori provano a diventare vittime: in un ridicolo comunicato stampa, l’Associazione Assadakah ha denunciato di essere vittima di un “attacco mediatico”. Si tratta di una reazione al grande successo della nostra denuncia di ieri, in merito all’arrivo di due terroristi di Hezbollah a Cagliari. La parte centrale di questo patetico comunicato stampa è la seguente:

La risposta alla libertà, al pluralismo e alla democrazia è la critica apparsa su un giornale online che accusa il partito di Hezbollah di essere un partito criminale e corrotto, critica la scelta dell’Unione Europea di aver condannato solo l’ala militare del Partito di Dio, accusa il segretario generale di Assadakah di essere il difensore non solo di un’organizzazione terroristica, ma di una vera e propria banda criminale“.

In primis complimenti all’ufficio stampa di Assadakah: ha riassunto egregiamente il nostro articolo, non avremmo saputo fare di meglio. In effetti confermiamo in pieno quanto avete scritto: Hezbollah è una organizzazione terrorista e criminale e Assadakah – Schiavone in testa – la difende a spada tratta. Non solo, fa anche di peggio: con le sue azioni e le interviste dei suoi membri, Assadakah  aiuta direttamente Hezbollah e gli permette di propagandare anche in Italia le sue idee eversive.

Quanto scriviamo, si badi bene, non lo diciamo da “opinionisti”, ma da persone che guardano meramente i fatti. Basta ascoltare una delle tante interviste rilasciate da Raimondo Schiavone ad Al Manar per capire di cosa stiamo parlando. Nell’intervista che vi postiamo, ad esempio, Schiavone bacia i piedi a Nasrallah e compara Hezbollah – una organizzazione terrorista – ai partigiani italiani…

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Secondo punto: parliamo del famoso pluralismo di Assadakah. Ieri, appena ricevuto via Twitter il nostro articolo (a proposito, grazie agli amici “Ragazzi di Teheran”). questa è stata la reazione di Raimondo Schiavone:

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Quindi: alla richiesta di non dare spazio ai terroristi, il “pluralista” Schiavone reagisce accusando i suoi critici di essere “solo dei fascisti al soldo dell’Occidente”. Beh, che dire: come persone che ritengono di agire in nome della “libertà e pluralismo” non c’è male…anche se, onestamente, qualche spolveratina ai libri di scienza politica sarebbe forse meglio ridarla…

Torniamo, però, al punto centrale della questione: nel comunicato stampa, mentendo, Assadakah sostiene di essere una associazione che ha l’intento di “favorire la pace, la cooperazione tra i popoli, attraverso il confronto e il dialogo anche con chi non la pensa come noi”. In primis, considerando il tweet sopra, non sembra proprio che ci si stia confrontando con chi si ritiene capace di parlare anche a chi “la pensa diversmente”.

Vediamo se abbiamo capito bene: per favorire il “confronto con i popoli e il dialogo” si apre la porta a chi, come Hezbollahç

  1. semina morte per il mondo;
  2. è considerato una organizzazione terrorista a livello mondiale;
  3. traffica droga in tutti i continenti (bei valori islamici…);
  4. tiene in ostaggio il Libano da anni;
  5. sta oggi uccidendo centinaia di esseri umani in Siria e rischiando di portare l’intero Libano alla guerra civile

In pratica per capire il Medioriente, Assadakah offre spazio a coloro che rappresentano il problema centrale di quell’area. Senza Hezbollah, infatti, il Medioriente sarebbe un posto molto più sicuro e pulito.

Dietro questa questione, però, non c’è solo Assadakah. Parliamoci chiaro: la reazione di Assadakah è ridicola e l’unica verità che esiste è che questa organizzazione – con sedi in mezza italia e anche in Libano – sposa certe posizioni politiche perchè ideologicamente è orientata verso le idee di Assad, Khamenei e Nasrallah. Il problema è delle istituzioni nazionali e dei valori che fondano la Repubblica Italiana e l’Europa.

Hezbollah è realtà che si è macchiata di tantissimi crimini. Oggi, come suddetto, sostiene attivamente Bashar al Assad, anche se questo sta causando una frattura nel movimento sciita. L’Italia, per decisione del Governo precedente, ha deciso di interrompere i rapporti diplomatici con il regime di Bashar al Assad e ha criticato – giustamente – la repressione dei civili innocenti. Ora: permettere che sul suolo Italiano arrivino personaggi di Hezbollah – agenti diretti di Bashar al Assad – rappresenta una contraddizione naturale delle scelte politiche fatte dal Governo stesso e portate avanti a livello diplomatico.

Spiace, infine, che sia proprio la splendida regione Sardegna ad ospitare questi criminali. Soprattutto considerando che, qualche tempo fa, il sindaco di Cagliari Massimo Zenna aveva avuto il coraggio – complimenti a lui – di rifiutare un incontro con il precedente ambasciatore iraniano, come gesto di protesta per le politiche repressive della Repubblica Islamica. Al Sindaco Zenna e a tutti gli abitanti di Cagliari diciamo che Hezbollah è solo l’emanazione dell’estremismo khomeinista e agisce unicamente su ordine di Teheran. Avere questi criminali sul suolo della vostra bellissima città rappresenta un insulto alla vostra storia e ai vostri valori. Hezbollah è solo spazzatura e come tale andrebbe trattata.

No Pasdaran – Combattiamo gli agenti del regime iraniano nel mondo!!!

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Qualche mese fa l’Unione Europea, tra la felicità di diversi politici italiani, ha scelto di inserire unicamente l’ala militare di Hezbollah all’interno della lista delle organizzazioni terroriste. Praticamente il Vecchio Continente ha fatto un passo in avanti, senza voler però intaccare in alcun modo l’organizzazione libanese e i suoi interessi in Europa. Certamente la decisione è stata derivata anche dalla volontà di non provocare contraccolpi in Libano (dove è impegnato il contingente Unifil 2), ma la scelta di dividere tra un ramo politico e uno militare di Hezbollah è stata davvero un non senso.

Non esiste, lo diciamo chiaro, alcuna divisione tra l’ala militare del Partito di Dio e quella politica, sebbene i terroristi agli ordini dell’Iran e di Nasrallah facciano di tutto per evidenziare solamente le loro azioni armate. Hezbollah non è solo una organizzazione terrorista, ma è anche una banda criminale che agisce a livello internazionale. Lo scopo delle azioni illecite di Hezbollah è quello dell’autofinanziamento, con l’obiettivo di divenire meno dipendente dai soldi che arrivano da Teheran e da Damasco (l’Iran ha oggi una situazione economica pessima e la Siria è in piena guerra civile).

Pochi mesi fa a Cipro è stato arrestato e condannato il cittadino libanese Hossam Yaccoub, in possesso anche di passaporto svedese. Yaccoub venne fermato con l’accusa di terrorismo, ma la Corte cipriota rivelò che egli era anche a capo di una banda criminale dedita a traffici illeciti. Si tratta solamente di una delle ultime rivelazioni a proposito delle attività clandestine di Hezbollah. Nel 2008, infatti, la polizia tedesca arrestò a Francoforte due uomini libanesi che trasportavano oltre 8.7 milioni di euro: questi soldi, secondo l’accusa, derivavano direttamente dal traffico di cocaina e servivano per finanziare le attività terroriste di Hezbollah. Un anno dopo, quindi, altri due uomini vennero arrestati sempre in Germania, mentre tentavano di far arrivare della droga da Beirut in Europa via Francoforte. Secondo quando ha rivelato nel 2009 l’Ammiraglio James Stavridis, capo del US Southern Command, Hezbollah controllerebbe buona parte del traffico di droga che va dal Sud America all’Europa, passando per il Medioriente e l’Africa Occidentale. Tutto ciò, alla faccia dei valori islamici…

Non basta: proprio l’ala politica di Hezbollah è totalmente coinvolta con il riciclo di denaro sporco e soprattutto con la stampa di banconote e documenti falsi. Nel 2005 l’FBI scoprì una rete criminale guidata da Hassan Karaki, militante di Hezbollah. La rete puntava al riciclo di denaro sporco – spesso riciclato per mezzo della Banca Libanese Canadese (LCB) – al fine di ottenere armamenti sofisticati. Le indagini dell’FBI, aspetto maggiormente interessante, hanno portato alla scoperta di un’altra rete legata a doppio filo con il politico di Hezbollah Hassan Hodroj, membro del Consiglio Politico del Partito di Dio. Il genero di Hodroj, Did Harb, rivelò ad un agente americano sotto copertura che Hezbollah – con il sostegno iraniano – mantiene una fabbrica di produzione di banconote false presso l’area di Baalbek in Libano e che tra le banconote che il partito aveva maggiormente prodotto c’erano i 100 dollari americani, i 200 euro, diverse banconote svedesi (la Corona) e tante altre banconote di paesi arabi quali il Kuwait e l’Arabia Saudita. Insieme alle banconote, come suddetto, la fabbrica si occupava di falsificare anche passaporti inglesi e canadesi, da inviare agli agenti di Hezbollah in giro per il mondo. 

Considerando quanto suddetto è semplicemente lapalissiano che non esiste alcuna differenza tra l’ala politica e l’ala militare di Hezbollah. La scelta fatta dall’Unione Europea, sebbene rappresenti un passo avanti rispetto al passato, non permetterà di poter fermare i crimini degli uomini di Nasrallah: gli interessi di Hezbollah in Europa, infatti, certamente non sono individuati sotto la dicitura “destinati all’ala militare”, ma servono tutti per finanziare le azioni terroriste dell’organizzazione sciita libanese.

C’è di peggio: l’aver salvato l’ala politica di Hezbollah, permette oggi a diversi rappresentanti di Nasrallah di girare in Europa liberamente, parlando di quello che accade in Medioriente e diffondendo le tesi pro Iraniane e pro Assad che l’organizzazione porta avanti. Purtroppo, proprio domani, due rappresentanti di Hezbollah saranno in Italia ospiti di una organizzazione denominata Assadakah, guidata da un uomo che si chiama Raimondo Schiavone. noto per essere stato spesso intervistato dal canale di Hezbollah Al Manar, ove ha elogiato sempre Nasrallah, il regime siriano e quello iraniano per le loro azioni. Assadakah ospiterà a Cagliari, per due giorni, Ammar Al Mussawi, responsabile Politica Estera di Hezbollah e Abdallah Kassir, direttore del canale TV Al Manar.  Per la cronaca, Ammar al Mussawi è l’uomo che ha dichiarato che sulla Siria Hezbollah non accetterà compromessi e che le armi in mano al Partito di Dio “non sono oggetto di negoziazione” . Alla faccia della pacificazione interna libanese…

La scelta di lasciare a piede libero persone del genere in Europa e di permettere ad organizzazioni europee di aiutarli nella loro squallida e criminale propaganda è, indubbiamente, una grave sconfitta dei valori democratici su cui la Repubblica Italiana e l’Unione Europea sono fondate. 

Bel link sotto troverete tutte le info sull’arrivo dei due terroristi di Hezbollah domani:

http://assadakahsardegna.com/in-evidenza/i-meeting-internazionale-delle-politiche-del-mediterraneo

Il Responsabile di Assadakah, Raimondo Schiavone, con Ammar al-Mussawi, Capo Relazioni Internazionali del gruppo terrorista Hezbollah

Il Responsabile di Assadakah, Raimondo Schiavone, con un terrorista di Hezbollah