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Il dittatore Bashar al Assad, ride e scherza con l'ex Presidente iraniano Rafsanjani

Il dittatore Bashar al Assad, ride e scherza con l’ex Presidente iraniano Rafsanjani

Questa notizia ha dell’incredibile: la scorsa settimana, in un incontro tra esponenti del regime nel nord di Tehran, l’ex Presidente Hashemi Rafsanjani, parlando dell’attacco chimico in Siria, ha affermato testualmente: “le persone sono state oggetto di attacchi chimici da parte del loro stesso Governo e adesso devono aspettarsi anche un attacco da parte delle forze straniere”.

Le affermazioni di Rafsanjani, per la cronaca, sono state pubblicate dall’agenzia di stampa ILNA. Poco dopo la pubblicazione, però, l’ILNA è stata costretta a modificare l’articolo, rimuovendo le parole “da parte del loro stesso Governo”, aggiungendo invece una parte in cui veniva affermato che l’ex Presidente negava che Bashar al Assad avesse usato armi chimiche.

Insomma, il regime iraniano è nel panico e l’attacco chimico compiuto da Bashar al Assad ha messo anche gli Ayatollah in un imbarazzo generale. Peccato, però, che proprio l‘Iran ha aiutato Damasco a sviluppare gli armamenti chimici e che, per salvare Assad, Teheran sia spendendo cifre assurde e inviando al “martirio” centinaia di uomini.

Rafsanjani, vogliamo ricordarlo, è praticamente il mentore del neoPresidente Hassan Rohani. Che dire? L’erba cattiva, alla fine, non muore mai…

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IRAN ELEZIONI

Diciamolo subito, senza remore: chiunque vinca le elezioni Presidenziali odierne in Iran poco importa. Tutti i candidati arrivati alla fine della tornata elettorale, infatti, sono stati attentamente selezionati dal Consiglio dei Guardiani e -soprattutto – hanno apertamente e continuamente rimarcato la loro fedeltà al Rahbar Khamenei. Saeed Jalili, per la cronaca, nonostante sia l’uomo che il regime ha scelto per cercare di risolvere la crisi nucleare con l’Occidente, ha più volte rimarcato che il programma atomico proseguirà senza sosta. Il sindaco della capitale Teheran, Mohammed Qalibaf, durante le elezioni, ha ammesso in una intervista di andare fiero di aver attaccato e colpito gli studenti riformisti quando era a capo della polizia nel 1999. Ali Akbar Velayati, infine, è l’uomo che ha consigliato negli ultimi anni Khameni sulla politica estera ed è stato una delle menti principali dell’intervento dei Pasdaran nella crisi siriana.

Mentre gli iraniani si recano alle urne, il Daily Telegraph pubblica uno scoop che – nuovamente – passa inosservato sulla stampa italiana. Secondo quanto riportato in un documento segreto ottenuto dal giornale inglese, i Pasdaran avrebbero preparato un “network di prigioni segrete” per evitare che le elezioni del 2013 vedano il ripetersi delle proteste del 2009. La Guida Suprema ha espressamente chiesto che le forze di sicurezza prevengano ogni possibile dimostrazione e, al fine di accontentarlo, i miliziani del regime sono pronti ad arrestare gli esponenti dell’opposizione interna addirittura prima che si rechino al seggio.

Insomma, a dispetto di qualche supposto esperto che sta cercando di far passare le elezioni iraniane come un esempio di democrazia, il regime continua a portare avanti politiche autoritare e repressive. Le elezioni, probabilmente, vedranno arrivare al potere un Presidente meno più raffinato e meno ridicolo di Ahmadinejad. Nonostante questo “miglioramento estetico”, la strada del regime iraniano verso la dittatura, l’abuso dei diritti umani, il finanziamento internazionale del terrorismo e la costruzione della bomba nucleare, proseguirà senza freno!

PER NON DIMENTICARE

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Purtroppo è cosi: oggi il popolo iraniano è in mano ad un regime di cazzari, disposti a tutto per ingannare la popolazione, reprimerla e disarticolarla. Nelle ultime settimane, infatti, nelle agenzie di stampa iraniane si assiste ad una serie di falsità enormi: le agenzie di stampa Mehr News e Mashregh News – entrambe praticamente organi di regime – hanno cominciato a pubblicare una serie di supposte affermazioni di Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi in merito alle prossime elezioni presidenziali in Iran.

Secondo queste agenzie di stampa, quindi, Mousavi e Karroubi inviterebbero la popolazione a dar retta solamente ai media “credibili e onesti” e si dividerebbero in merito al sostegno all’Ayatollah Rafsanjani come prossimo Presidente dell’Iran (Mousavi sarebbe contrario, mentre Karroubi sarebbe favorevole). Peccato, però, che si tratta – ancora una volta – di cazzate sparate da grandi cazzari!

I famigliari di Mousavi e Karroubi, infatti, hanno denunciato che i due leader dell’Onda Verde non hanno rilasciato alcuna dichiarazione in merito alle prossime elezioni Presidenziali, soprattutto perchè ormai da febbraio del 2011 si trovano in completo isolamento in luoghi sconosciuti. Non basta: il figlio di Mehdi Karroubi, Hossein Karroubi, ha scritto una lettera alla Guida Suprema Ali Khamenei accusando il regime di comportarsi peggio degli agenti segreti dello Shah (la famosa Savak).

La risposta del regime non si è fatta attendere: uomini in borghese sono penetrati nell’abitazione di Hossein Karroubi e hanno sequestrato materale e documenti apparteneti a suo padre, Mehdi Karroubi.

Ancora una volta il regime si rivela per quello che è: una manica di cazzari, criminali, violenti e corrotti!

FREE IRAN NOW

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BESTIE PARLANTI IN MOVIMENTO…

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ALI AKBAR HASHEMI RAFSANJANI

A POCHE ORE DALLA FINE DELLE REGISTRAZIONI PER LE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEL 2013 IN IRAN, ANCHE L’AYATOLLAH HASHEMI RAFSANIJANI HA DECISO DI CANDIDARSI UFFICIALMENTE OVVIAMENTE, NONOSTANTE ALCUNI SCONTRI RECENTI, RAFSANJANI HA RICEVUTO LA BENEDIZIONE DELLA GUIDA SUPREMA ALI KHAMENEI. UNA BENEDIZIONE DERIVATA DA ALMENO TRE FATTORI:

1-      RAFSANJANI HA PROMOSSO L’ELEZIONE DI KHAMENEI A SUCCESSORE DI KHOMEINI;

2-     RAFSANJANI HA PERMESSO L’ESPANSIONE ECONOMICA DEI PASDARAN, DOPO LA GUERRA TRA IRAN E IRAQ;

3- RAFSANJANI SERVE AD ALI KHAMENEI PER BLOCCARE IL DEBOLE MOVIMENTO RIFORMISTA E ATTACCARE DIRETTAMENTE IL CANDIDATO DI AHMADINEJAD, RAHIM MASHAEI.

QUELLO CHE INTERESSA A NOI, PERO’, E’ FARVI CAPIRE VERAMENTE CHI E’ L’AYATOLLAH RAFSANJANI. PER FARLO, INVECE DELLE SOLITE BIOGRAFIE, PREFERIAMO MOSTRARVI TRE VIDEO, TUTTI RIFERITI A TRE GRANDI ATTENTATI TERRORISTICI INTERNAZIONALI COMPIUTI DURANTE LA PRESIDENZA RAFSANJANI (1989-1997). RITENIAMO CHE LE IMMAGINI REALI DESCRIVANO MEGLIO DI TANTE PAROLE CHI E’ ALI AKBAR HASHEMI RAFSANJANI E PERCHE’ PER DESCRIVERLO IN BREVE BASTANO SOLO POCHE PAROLE: UN TERRORISTA CON LE MANI SPORCHE DI SANGUE…

ATTENTATO PRESSO IL RISTORANTE MYKONOS DI BERLINO

AGENTI DEL REGIME IRANIANO UCCIDONO QUATTRO ESPONENTI DELL’OPPOSIZIONE CURDA

(17 SETTEMBRE 1992)

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ATTENTATO PRESSO IL CENTRO EBRAICO AMIA DI BUENOS AIRES (ARGENTINA)

85 MORTI E 300 FERITI  – (18 LUGLIO 1994)

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ATTENTATO CONTRO IL COMPLESSO RESIDENZIALE “KHOBAR TOWERS”

ATTENTATO PERPETRATO DAL MOVIMENTO KHOMEINISTA SAUDITA “HEZBOLLAH AL HEJAZ”

19 MORTI E OLTRE 300 FERITI – (25 GIUGNO 1996)

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