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Danish police stand guard at the city court, during a trial of those arrested in connection with the February 2015 shooting attacks at a free speech event and a synagogue, in Copenhagen

Ci risiamo: dopo quanto accaduto in Francia il 30 giugno – dove il regime iraniano puntava a colpire durante l’annuale meeting del gruppo di opposizione MeK – ora i media riportano che un attentato terroristico di matrice iraniana, è stato sventato in Danimarca. Questa volta, Teheran puntava a uccidere un oppositore legato al Movimento Arabo di Liberazione dell’Ahvaz.

Probabilmente, si trattava di una vendetta dopo l’attacco avvenuto durante una parata militare iraniana nella regione dell’Ahvaz, il 23 settembre scorso. Il regime, infatti, accusò i ribelli arabo-iraniani di aver compiuto l’attacco. Ad ogni modo, in pochi mesi, si tratta del secondo tentativo del regime iraniano di colpire in Europa con metodi terroristici.

Nel caso francese, il tentativo di attacco ha portato all’arresto di quattro persone, uno di questi un diplomatico iraniano a Vienna. Peggio, la Francia e l’Olanda hanno espulso dei diplomatici iraniani a seguito delle investigazioni. Ricordiamo che, a quell’evento del MeK, erano presenti anche rappresentanti italiani, tra cui parlamentari e anche l’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi. Rappresentanti che, nel caso in cui l’attentato fosse andato a buon fine, avrebbero potuto essere uccisi.

In seguito al tentativo di attacco in Danimarca, Copenaghen ha deciso di richiamare il suo Ambasciatore a Teheran. Il governo danese ha quindi anche chiesto che l’UE approvi nuove sanzioni contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

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Ancora una volta, nuove prove arrivano in merito al coinvolgimento diretto del regime iraniano nel conflitto siriano. L’8 luglio scorso, infatti, un membro dei Basij è stato sepolto in Ahvaz, dopo essere stato ucciso in Siria. Secondo le informazioni pubblicate dai media in farsi l’uomo si chiamava Mehdi Musavi, era origionario della Provincia del Khuzestan ed aveva trent’anni. Per i media iraniani, chiaramente, la morte del miliziano Basij è avvenuta in modo eroico, difendendo i luoghi santi dello sciismo in Siria. Così come  nelle strade di Teheran nel 2009, ora i Basij vengono schierati dal regime iraniano in Siria per uccidere gli oppositori del dittatore Bashar al Assad.

In questo video, girato nel 2011, è possibile vedere agenti iraniani al servizio di Assad picchiare brutalmente alcuni manifestanti in Siria

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