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Otto cristiani arrestati per motivi religiosi presso Karaj. E’ questa l’ultima drammatica notizia che arriva dalla Repubblica Islamica, ove l’abuso dei diritti umani continua quotidianamente. Un abuso permesso soprattutto dal silenzio di un Occidente, ormai totalmente indifferente alle sorti della popolazione iraniana. Secondo quanto riportato dall’agenzia HRANA, le forze di sicurezza del regime sono intervenute presso Karaj all’inizio di Agosto, arrestando sette iraniani che avevano deciso di abbandonare l’Islam per abbracciare il Cristianesimo. Di seguito i nomi di cinque dei sette fermati: Hayedeh Shadnia, Shahin Bashiri, Mona Chahardoli, Ismail Falahati, Nematullah Yousefi e un uomo di nome Razmik (HRANA).

I sette fermati, sono stati tutti arrestati mentre pregavano. Le forze di sicurezza sono intervenute improvvisamente, picchiando i presenti e sequestrando libri di preghiera e altro materiale sacro. Nel raid, secondo quanto denuncia la HRANA, sarebbero state sequestrate anche antenne satellitari, la sola fonte in mano agli iraniani per poter accedere ad una informazione diversa da quella promossa dal regime. In seguito all’arresto, tre dei fermati sono stati rilasciati su cauzione, mentre non si ha alcuna notizia degli altri prigionieri.

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Purtroppo le notizie in merito agli abusi contro i cristiani in Iran non sono finite qui: il Pastore Saeed Abedini, condannato ad otto anni di carcere per la sua attività religiosa, e’ stato malmenato dalla guardia carceraria del carcere di Rajai Shahr, durante una ispezione. La denuncia degli abusi contro il Pastore Abedini e’ stata data dall’American Center for Law and Justice (Christian Today). Non e’ la prima volta che il Pastore Abedini viene percosso: già nel 2014, il Pastore era stato ricoverato in ospedale, dove era stato prima malmenato e poi riportato in prigione (HRANA). Ad oggi, nonostante tutte le richieste di grazia ricevute, non sembra che il regime iraniano abbia alcuna intenzione di liberare Saeed Abedini (UANI).

Vogliamo ricordare che, non solo i cristiani, sono soggetti a persecuzioni religiose in Iran. In questi mesi, in particolare, la recrudescenza del regime contro la minoranza Baha’i e’ drammaticamente aumentata. Solamente qualche giorno fa, con l’inganno, una ragazza Baha’i e’ stata espulsa dal una Università privata (No Pasdaran).

Il Pastore Abedini si racconta poco prima del suo nuovo arresto

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Narges Mohammad, la coraggiosa attivista iraniana per i diritti umani, sta male. Il marito Taghi Rahmani ha denunciato lo stato drammatico di salute di sua moglie, colpita in carcere da un embolia polmonare e a serio rischio di paralisi muscolare. Narges e’ stata visitata da un medico che ha riscontrato la fatica a respirare dell’attivista iraniana, il necessario ricovero in una clinica ospedaliera e la somministrazione di farmaci particolari per il suo problema di salute. Nonostante le affermazioni del medico, le autorità del carcere di Evin hanno rifiutato sia di somministrare alla detenuta i farmaci richiesti e sia il trasferimento in clinica. Secondo quanto denunciato ancora dal marito della Mohammadi, le condizioni di salute di Narges potrebbero peggiorare in tempi brevi, con serio rischio di conseguenze mortali per la povera attivista. Vogliamo ricordare che, dopo essere stata condannata a 11 anni di carcere nel 2011, Narges Mohammadi e’ stata rilasciata nel 2012 proprio per motivi di salute. Nonostante tutto, nel maggio del 2015 Narges Mohammadi e’ stata arrestata nuovamente con l’accusa di propaganda contro il regime, di aver creato un gruppo contro la pena di morte, di aver collaborato con il Premio Nobel iraniano Shirin Ebadi e di aver incontrato Lady Ashton – ex Rappresenrante Europeo per la Politica Estera e di Sicurezza – durante la sua visita a Teheran nel marzo 2014.

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A dispetto delle numerose pressioni internazionali, la diplomazia Occidentale ha completamente ignorato gli appelli per la liberazione di Narges Mohammadi. In Italia, nonostante gli appelli, nessuna reazione e condanna e’ arrivata da parte dei parlamentari italiani del Gruppo di Amicizia Italia – Iran, da parte del Ministro degli Esteri Gentiloni e, soprattutto, da parte di Federica Mogherini, colei che materialmente ha sostituito Lady Ashton in Europa (appello). La Mogherini, da poco tornata da un viaggio in Iran, durante la sua permanenza a Teheran non ha minimamente menzionato il tema dei diritti umani e richiesto l’immediata liberazione di numerosi oppositori politici presenti nelle carceri della Repubblica Islamica. Questo, nonostante tutto gli attivisti avessero già denunciato che il Ministero dell’Intelligence iraniano ha chiesto per Narges Mohammadi il massimo della pena, in violazione della (teorica) libertà della magistratura di decidere autonomamente.

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Riteniamo che questo appeasement verso il regime iraniano debba finire immediatamente. Riteniamo che nessun diplomatico Occidentale possa sostenere l’Iran Deal sul nucleare, se non affiancado questo sostegno ad una battaglia  democratica in favore dell’opposizione iraniana, dei diritti civili e umani e la liberazione immediata di tutti i detenuti politici presenti in Iran. Chiediamo nuovamente alla diplomazia Occidentale, ai Parlamentari italiani e soprattutto alla Sig.ra Mogherini di reagire e richiedere l’immediata scarcerazione di Narges Mohammadi. Invitiamo quindi la Mogherini a seguire le indicazioni dell’ex Presidente del Parlamento Europeo Alejo Vidal Qadras che, in una lettera pubblica, ha invitato direttamente Mrs. Pesc a non voltare le spalle davanti all’abuso dei diritti umani in Iran. 

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