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In questi giorni sta facendo molto parlare il tour che il Ministro degli Esteri iraniano Zarif sta facendo nel Golfo. Il messaggio che il regime iraniano intende inviare, secondo quanto dichiarato dai rappresentanti a Teheran (agenzia sotto), è quello di aprire una nuova fase nei rapporti diplomatici con i vicini arabi sunniti, improntata sul buon vicinato e sulla pacifica convivenza. In un incontro con il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Sabah Khalid al-Hamad al-Sabah, Javad Zarif si era addirittura detto disposto ad aprire un dialogo sulle tre isole contese tra i due Paesi (Abu Musa e la Piccola e Grande Isola di Tunb). Peccato che, come al solito, agli annunci di piazza dei rappresentanti del Governo iraniano, facciano costantemente seguito secche smentite e, soprattutto, azioni totalmente contrarie agli obiettivi annunciati. 

Alle aperture di Zarif sulle isole contese con gli Emirati Arabi Uniti, infatti, ha immediatamente fatto seguito una secca smentita del Portavoce del Ministero degli Esteri iraniano. In una nota ufficiale, la velatissima portavoce Marziyeh Afkham ha seccamente negato che Teheran abbia mai cambiato posizione sul tema e che quanto diffuso dai media è assolutamente privo di basi reali. Insomma, ancora una volta il regime illude i vari interlocutori internazionali negli incontri privati, per poi non mutare niente nella pratica. Esattamente come sta facendo con l’Occidente sul tema del nucleare. 

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D’altronde, appare alquanto improbabile che la Repubblica Islamica possa aprire un dialogo vero su territori ove ha costruito delle basi militari navali di prima importanza. Nonostante la condanna internazionale, infatti, Teheran ha schierato la Flotta ad Abu Musa e controlla saldamente le strategiche isole di Tunb, fondamentali per monitorare lo Stretto di Hormuz. Pensare davvero che Teheran voglia restituire o solamente condividere il possesso di queste aree, è davvero privo di fondamento. Ciò che è vero, al contrario, è che la marina iraniana si sta rafforzando, inviando un messaggio ai vicini tutt’altro che pacifico. Tre navi da guerra si aggiungeranno presto alla Flotta già schierata e, con quest’ultime, verranno schierati anche dei nuovi sommergibili. Non solo: come le agenzie qui sotto dimostrano, la Repubblica Islamica ha anche lanciato una “forza navale ombra”, composta da piccoli mezzi veloci in mano ai miliziani Basij e ha annunciato lo schieramento della forza navale dei Pasdaran nelle acque internazionali.

Se questo è il segnale per indicare ai vicini la strada per la pacifica convivenza, c’è da sperare che il prossimo passo non sia una dichiarazione di guerra in nome dell’amore eterno…

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Da dove ricominciare quest’oggi…difficile, anche perchè c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il regime iraniano ormai è all’offensiva su tutti i fronti. Il comandante dei Pasdaran Ali Jafari ha visitato l’isola di Abu Musa, territorio conteso tra l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti. Dopo Ahmadinejad, quindi, anche il capo delle Guardie Rivoluzionarie ha voluto chiarire chi comanda nell’area. Il giretto di Jafari, chiaramente, ha provocato una reazione da parte degli Stati arabi della regione che, per bocca del Parlamento Arabo, hanno chiesto la fine dell’ingerenza dell’Iran negli affari interni delle monarchie del Golfo. Nello stesso tempo, quindi, Teheran è tornata a minacciare gli Stati Uniti: Yahya Rahim Safavi ha dichiarato che “tutte le basi militari americane nel Golfo sono nel raggio d’azione dei missili iraniani”. Per la cronaca, Safavi è l’ex Comandante dei Pasdaran ed oggi è il consigliere militare della Guida Suprema. Non male per chi parla di “intenzioni pacifiche del programma nucleare”!

Non è di questo, però, che vogliamo parlarvi oggi, ma di qualcosa che, per i suoi effetti, potrebbe essere addirittura più grave…

Ahmadinejad e la Conferenza di Rio+20

Leggendo il titolo vi chiederete: cosa c’entra Mahmoud Ahmadinejad con la Conferenza ONU sulla sostenibilità ambientale Rio+20 del prossimo 20-22 giugno? No, non è come credete: il nesso non sta nel fatto che Ahmadinejad è praticamente uguale ad una scimmia (povere scimmie…) e che quindi bisogna capire come  tutelare la specie. Fortunatamente non è così…Sfortunatamente, però, il Presidente iraniano ha deciso di recarsi a Rio de Janeiro e prendere parte alla Conferenza organizzata dalle Nazioni Unite. Se ciò avverrà, di sicuro,  l’effetto garantito sarà identico a quello della “preservazione della specie”: Ahmadinejad, infatti, potrà usare nuovamente il palco delle Nazioni Unite per esternare le sue idiozie e, cosa peggiore, pemettere al regime iraniano di uscire dall’isolamento internazionale. Tutto ciò, come per i negoziati di Ankara e Baghdad, senza che la Comunità Internazionale ottenga nulla in cambio da Teheran e mentre l’AIEA stessa conferma i progressi del programma nucleare militare della Repubblica Islamica…

Ecco chi rischia di ospitare Rio de Janeiro…

Perchè le Nazioni Unite devono impedire ad Ahmadinejad di arrivare a Rio? La ragione è molto semplice e basta una veloce descrizione per capire chi rischia di ospitare Rio de Janeiro : l’Iran – particolarmente durante il periodo di Ahmadinejad – non raggiunge nessuno degli standard di quello che è possibile definire uno stato minimamente democratico. Secondo il report 2012 di Amnesty International, infatti, il regime iraniano abusa quotidianamente dei diritti umani e cuce la bocca (a volte non solo metaforicamente…) ad ogni forma di dissidenza. Nelle carceri iraniane, mentre scriviamo, languono centinaia di studenti, blogger, registi, intellettuali,omossessuali, donne, attivisti per i diritti umani, appartenenti alle minoranze religiose e altri, tutti colpevoli di non corrispondere all’idealtimo preteso dalla “velayath-e faqhy” creata da Khomeini nel 1979. L’ennesimo dittatore salito al potere con il consenso delle masse e autore di feroci repressioni. Senza contare che, ben l’80% delle entrare dello Stato iraniano, derivano dall’estrazione del gas e del petrolio e che Teheran è considerata, secondo l’Economist, la capitale più inquinata al mondo!!! Come non ricordare, infine, che la stessa centrale nucleare di Bushehr, è costruita su un territorio altamente sismico, nell’indifferenza del regime??? E allora, considerando tutto ciò, perchè Rio dovrebbe ospitare un criminale senza scrupoli interessato solo a dividere la diplomazia internazionale???? Come stanno gridando molti attivisti per i diritti umani, davvero non esiste alcun motivo valido per ospitare una persona del genere…

Ahmadinejad astronauta?

Una buona notizia da Teheran forse, però, possiamo darla: come noto, infatti, la Guida Suprema Ali Khamenei si è stancato di Ahmadinejad e sta pensando al suo futuro sostituto. Per Mahmoud, però, si attende una promozione: molto presto, quindi, potrebbe diventare addirittura un astronauta!!!L’Iran, infatti, ha annunciato che nel mese di luglio vorrebbe inviare un nuovo satellite nello spazio con a bordo una “bella scimmietta”. Purtroppo però, va rilevato che il possibile nuovo lancio spaziale del regime iraniano, se realizzato, sarà soltando l’ennesima occasione per Teheran per testare un nuovo missile balistico – questa volta sarebbe il  Kavoshgar-5 – in grado successivamente di poter trasportare una bomba nucleare.

Come si suol dire, ahinoi, non tutte le ciambelle riescono con il buco…