Archivio per la categoria ‘Proxy Iran’

 

kirkuk khamenei

Nonostante le smentite degli Stati Uniti, le milizie sciite filo iraniane dell’Hashd al-Shaabi – Forza di Mobilitazione Popolare – stanno partecipando attivamente alla guerra contro i curdi iracheni.

Una nuova dimostrazione di quanto affermato, arriva direttamente dal palazzo del Governatorato di Kirkuk: qui, infatti, un membro dell’Hashd al-Shaabi si e’ ripreso mentre parlava dall’interno dell’edificio, insultando le forze Peshmerga. Alle sue spalle, impossibili da non vedere, sono ben in vista i quadri della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei.

Ovviamente, all’offensiva militare ne sta seguendo una diplomatica: il Presidente iracheno Fuad Masum, curdo, e’ volato a Suleimaniya per mediare un accordo tra le parti. Gli Stati Uniti hanno chiesto la fine delle violenze ma, sinora, sembra che abbiano unicamente ottenuto il ritiro dell’Hashd al-Shaabi dall’area centrale di Kirkuk.

Chi sta massimizzando il profitto, quindi, e’ proprio l’Iran: Qassem Soleimani, a cui in teoria sarebbe proibito uscire dall’Iran, sta ormai da giorni nel Kurdistan iracheno, guidando l’azione delle forze paramilitari sciite e inviando a Barzani gli ultimatum di Khamenei.

Non e’ certamente dato sapere come si concludera’ lo scontro nel Kurdistan iracheno. Quello che e’ certo e’ che, l’Iraq del dopo Isis, sembra avere le stesse connotazioni e problematiche di quello che ha preceduto l’arrivo del Califfato, ovvero un drammatico mix di tribalismo, corruzione ed influenze esterne, in primis quelle del regime iraniano.

Un mix pericoloso, che potrebbe davvero portare il Paese verso una guerra civile senza confini…

isw

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Un report dell’intelligence tedesca del Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia, ha denunciato delle cose gravissime non solo sul comportamento del regime iraniano, ma anche sui proxy della Repubblica Islamica.

Secondo il report, Teheran ha tentato per ben 32 volte – nel solo 2016 – di acquisire materiale nucleare illegale nel Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia. Tentativi fatti attraverso delle front companies fasulle, localizzate in Paesi limitrofi quali la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, ma anche in Cina.

Non solo: sempre secondo il report, diversi ex combattenti di milizie sciite, hanno fatto richiesta di asilo in Germania. Tra questi, almeno il 50% aveva diretti legami con Hezbollah, il gruppo terrorista libanese emanazione diretta dei Pasdaran iraniani.

Come lo stesso report sottolinea, non si tratta di persone che pongono una minaccia nel breve termine, ma nel lungo termine possono fungere da agenti per Teheran o anche da sicari.

hezbollah germania

 

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Sta girando ovunque – fortunatamente – la notizia del report pubblicato da Human Rights Watch contro il regime iraniano: il report accusa Teheran di reclutare minori afghani di etnia Hazara, per combattere la jihad in Siria nel nome di Assad.

I minori vengono inquadrati nella Divisione Fatemiyoun, formata esclusivamente da Afghani (nata come brigata ed elevata al rango di Divisione, oggi composta da almeno 14000 jihadisti sciiti afghani). Il report, quindi, pubblica anche una lista di quattordici nomi di minori Afghani morti in Siria, con l’eta’ della morte e il cimitero dove sono sepolti in Iran.

Come scritto nel titolo, quanto denunciato da Human Rights Watch, rappresenta la scoperta dell’acqua calda. Da anni, infatti, si sa che il regime iraniano non solo recluta minori afghani per la sua jihad nel nome di Assad, ma sfrutta in generale gli immigrati illegali dall’Afghanistan, come mercenari. Sfruttando la loro vulnerabilità legale e sociale, il regime iraniano manda gli Afghani a morire in Siria, in cambio di un salario mensile e la promessa della cittadinanza. Peggio: ad addestrare questi mercenari, spesso minori, sono spesso i terroristi libanesi di Hezbollah

La denuncia di HRW, semmai, dimostra solo come per essere ascoltati dal grande pubblico, e’ necessario che la denuncia arrivi da qualche ONG che abbia un nome altisonante. Non basta, purtroppo, fornire i nomi, le eta’ e le immagini dei funerali, delle decine di minori afghani che sono morti in questi anni di guerra in Siria.

Cio’ che speriamo ora, quindi, e’ che avvenga quello che in questi anni non e’ mai avvenuto: ovvero che intervenga la politica, o meglio la diplomazia internazionale. Che intervenga magari quella Federica Mogherini che, da anni, fa finta di non vedere questi crimini internazionali, gli stessi che se compiuti da Isis vengono – giustamente – condannati senza remora alcuna.

Nel frattempo e’ intervenuto il Ministero degli Esteri afghano, che ha chiesto al regime iraniano di smettere di inviare rifugiati afghani in Siria. Una richiesta che cadrà nel vuoto, come quelle che da mesi Kabul fa a Teheran, per quanto concerne i rapporti tra i Pasdaran e i Talebani. Un altro crimine del regime iraniano, ad oggi, rimasto impunito…

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Le leggi dell’aviazione internazionale parlano chiaro: e’ assolutamente vietato per qualsiasi Paese, usare aerei di linea per scopi militari. Purtroppo, come da tempo denunciamo, il regime iraniano viola costantemente questo principio cardine dell’aviazione civile.

In particolare, ci riferiamo all’articolo 3 della Convenzione di Chicago del 1944 che, espressamente, vieta di usare vettori civili a fini militari (testo Convezione di Chicago). L’Iran si e’ volontariamente impegnato a rispettare questa Convenzione nell’aprile del 1950!.

Nonostante tutto, come suddetto, Teheran viola la Convenzione costantemente, usando vettori civili per trasportare jihadisti e armamenti in diverse parti del mondo, in primis in Iraq e in Siria. Dopo lo scandalo della Mahan Air, recentemente, si e’ scoperto che i Pasdaran usando anche la compagnia di linea iraniana Iran Air, per fini militari.

Purtroppo, come evidenziato ieri dagli Stati Uniti, Teheran non usa solamente vettori iraniani, siriani e iracheni, ma anche ucraini: il Dipartimento del Tesoro americano, infatti, ha sanzionato la Khors Air Company e la Dart Airlines, per il loro contributo al sostegno del “terrorismo globale”.

Le due compagnie ucraine, collaborando direttamente con le compagnie iraniane Iran Caspian Air e Al-Naser Airlines, hanno permesso alle due compagnie aeree del regime clericale di procurasi illegalmente vettori di fabbricazione USA, personale e servizi. Mezzi e personale che sono stati sfruttati dalla Iran Caspian Air e dalla Al-Naser Airlines – entrambe già sotto sanzioni americane – per trasferire armi e personale militare dall’Iran alla Siria! Non solo: la Al-Naser Airlines ha, a sua volta, fatto una triangolazione, trasferendo i vettori importati illegalmente alla Mahan Air, compagnia iraniana designata sotto sanzioni per i suoi rapporti con la Forza Qods dei Pasdaran (parliamo di ben 8 Airbus A340 e 1 Airbus A320!).

Proprio queste violazioni da parte di Teheran delle normative internazionali sull’aviazione civile, stanno portando il Congresso americano a prendere delle importanti iniziative, per bloccare accordi come quelli già firmati tra la Boeing e Teheran. Un voto in questo senso e’ già passato alla Camera dei Rappresentati!

L’Europa, invece, fa il gioco delle tre scimmiette, facendo finta di non sapere, non vedere e non sentire. Cosi, per ora nulla si fa sia in Italia che in Francia, per bloccare l’accordo tra la ATR e l’Iran, proprio per la fornitura di vettori civili a Teheran. Vettori che, ancora una volta, potrebbero essere usati dal regime iraniano per sostenere il terrorismo internazionale (di cui l’Iran e’ primo sponsor al mondo dal 1984!).

 

Protesters carry posters of Shi'ite cleric al-Sadr and Ayatollah al-Sistani during a demonstration against U.S. forces in Kut

Secondo fonti irachene vicine ad al-Sadr, sia Moqtada al-Sadr che il Grand Ayatollah al-Sistani, hanno rifiutato di incontrare l’inviato di Khamenei, Mahmoud Hashemi Shahroudi.

Shahroudi, potente capo del Consiglio per il Discernimento – e tra i possibili successori dello stesso Khamenei – era arrivato in Iraq per cercare di riunire il fronte sciita iracheno e di chiedere ai due maggiori leader di questa Comunità religiosa – Sistani e al-Sadr – di sostenere l’ex Premier iracheno Nuri al Maliki.

Non solo Shahroudi e’ tornato a casa a mani vuote, ma non e’ stato neanche ricevuto dai suoi interlocutori. Volontariamente, la notizia e’ stata fatta circolare proprio dagli ambienti di Moqtada al-Sadr, ormai in rotta totale con Teheran. Al-Sadr, negli ultimi mesi, ha preso una serie di posizioni critiche verso la Repubblica Islamica e i suoi proxy in Iraq.

In particolare, al-Sadr ha chiesto lo scioglimento della Forza di Mobilitazione Popolare e l’inclusione della stessa nell’esercito iracheno, e ha iniziato un tour regionale nei Paesi arabi sunniti – sia in Arabia Saudita che negli Emirati Arabi Uniti – allo scopo di evitare nuovamente la spaccatura dell’Iraq su basi settarie.

Va aggiunto che, alle frizioni descritte in alto, va aggiunto il recente accordo firmato dall’esercito libanese e da Hezbollah, con Isis in Siria. Un accordo considerato un tradimento da parte degli iracheni e che vedrà numerosi terroristi del Califfato trovare campo libero per schierarsi nuovamente ai confini tra Siria e Iraq.

Lungi dal comprendere il messaggio che parte della Comunità irachena sciita sta inviando a Teheran – ovvero “non immischiatevi più'” –  l’inviato del regime iraniano ha fatto sapere che non intende retrocedere di un passo, ovvero che non muterà il suo sostegno alle milizie sciite irachene sotto il suo controllo.

Il destino dell’Iraq, quindi, sembra essere quello di un nuovo scontro settario, non solo tra le diverse Comunità etniche e religiose (sciiti-sunniti, Kurdistan, triangolo sunnita), ma anche all’interno della stessa componente sciita, spaccata tra la fedelta’ a Teheran e quella a Baghdad…

Protesta a Baghdad dei Sadristi contro l’influenza iraniana in Iraq

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Il Premier iracheno al-Habadi lo ha definito un accordo disgustoso, che offende tutto il popolo iracheno. E’ stato questo il commento fatto dal Primo Ministro di Baghdad, dopo l’annuncio dell’accordo di tregua tra l’esercito libanese e Hezbollah, con i jihadisti sunniti di Isis.

Ufficialmente, l’accordo e’ stato concordato per arrivare allo scambio dei corpi di otto soldati libanesi uccisi dai terroristi di Isis, con la liberazione di circa 400 jihadisti sunniti dalle carceri libanesi, 17 bus con aria condizionata, 11 ambulanze e un libero passaggio per i membri del Califfato su alcuni territori siriani, controllati da Assad (NY Times).

Nei fatti, pero’, si tratta di un accordo che riconosce il Califfato dichiarato da al-Baghadi nel 2014 e tutta la strategia sinora intrapresa, per contrastare ed eliminare Isis. La rabbia di al-Habadi, quindi, e’ più che comprensibile, soprattutto considerando quello che l’Iraq ha passato (e sta passando) per mano di Isis.

Pochi hanno fatto caso al fatto che, nell’accordo tra Libano-Hezbollah e Isis, c’era anche il ritorno del corpo del jihadista sciita iraniano, membro dei Pasdaran, Mohsen Hajj, catturato e poi ucciso dai jihadisti sunniti del Califfato in Siria.

Al ritorno della sua salma, i media iraniani vicini ai Pasdaran, particolarmente l’agenzia di stampa Tasnim News, hanno dedicato una grandissima attenzione. Segno evidente che Mohsen Hajj rivestiva un ruolo di estrema importanza per Teheran in Siria, probabilmente di collegamento con il gruppo terrorista Hezbollah (Stripes.com).

Cosi, in cambio di questa salma, la Repubblica Islamica dell’Iran ha praticamente costretto il Libano a riconoscere pubblicamente Isis per la prima volta, generando la rabbia degli stessi alleati di Teheran, praticamente usati come carne da macello per gli obiettivi espansionistici del regime iraniano.

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Con i soldi e le armi del regime iraniano, la Forza di Mobilitazione Popolare irachena – anche nota come Hashd al-Shaabi – recluta e addestra dei bambini soldati nella Provincia del Kurdistan.

Quando affermato e’ stato denunciato dalle agenzie di stampa curde irachene. In particolare, e’ stato rivelato e provato con un video (che mostriamo in basso) che esiste una base appositamente creata presso Kirkuk e che lo scopo preciso di questo addestramento, e’ quello di mandare questi minorenni in guerra contro Isis. Cosi facendo, come noto, si violano le normative a tutela dei minori previste dalle normative internazionali promosse dalle Nazioni Unite.

Dopo la denuncia, il Consiglio Provinciale di Kirkuk ha annunciato che farà immediatamente partire una precisa investigazione. La parte peggiore, purtroppo, e’ che la Forza di Mobilitazione Popolare, pur essendo praticamente un proxy del regime iraniano, e’ stata riconosciuta dal Governo centrale di Baghdad (nonostante, ribadiamo, prenda ordini da Teheran).

Chiediamo che, dopo questa rivelazione, le autorità europee e italiane, condannino con fermezza  le pratiche del regime iraniano e delle milizie terroriste create e controllate dai Pasdaran.