Archivio per la categoria ‘Proxy Iran’

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Non c’e’ niente come le interviste dei leader iraniani – in particolare quelle di Zarif – per mostrare a che livello può arrivare l’ipocrisia del regime iraniano e la sua codardia.

Un nuovo esempio di quanto suddetto, e’ l’intervista rilasciata dal Zarif alla NBC a margine della recente Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. In questa intervista, in mezzo a mille considerazioni contro Trump e in mezzo agli slogan propagandistici, Zarif ha fatto un paio di affermazioni assurde quantomai significative: 1) il regime iraniano non ha proxies nella regione; 2) Hezbollah e’ una parte del Libano, cosi come le milizie sciite irachene sono parte dell’Iraq.

Formalmente, per quanto riguarda il secondo punto, formalmente Zarif “ha ragione”: Hezbollah e’ non solo un gruppo terroristico,  ma anche un partito della maggioranza di Governo libanese, cosi come le milizie sciite irachene sono inquadrate nella Forza di Mobilitazione Popolare, formalmente un’organizzazione irachena. Peccato che, in Medioriente, la forma non sia sostanza, ma solo un utile stratagemma per nascondere la verità.

Hezbollah, ad esempio, e’ il proxy iraniano per eccellenza, tanto che Nasrallah ha pubblicamente affermato di voler fare del Libano una Repubblica Islamica e che tutte le armi in possesso del Partito di Dio provengono dall’Iran. Ergo, non solo Hezbollah e’ un proxy di Teheran, ma ne e’ nei fatti semplicemente una prosecuzione della mano – piena di sangue – dei Pasdaran iraniani.

Allora perché Zarif ha negato il rapporto di unione indissolubile tra Teheran e Hezbollah (o tra Teheran e le milizie paramilitari sciite in Iraq)? Semplice: per non pagare il prezzo delle azioni che Hezbollah – o i vari gruppi terroristici finanziati e addestrati dall’Iran – compiono quotidianamente. Nel caso di Hezbollah quindi, per non pagare il prezzo diretto delle reazioni israeliane ad esempio, lasciando che sia direttamente Beirut ad essere considerata responsabile per quanto compie Hezbollah su ordine dell’Iran.

Con quale risultato? Con il risultato che a pagare veramente il prezzo delle azioni dei gruppi terroristici filo-iraniani, non sono i leader del regime iraniano – ma i gruppi terroristici e soprattutto le popolazioni civili coinvolte. Nel caso libanese – nonostante da anni Hezbollah non rispetta le Risoluzioni ONU 1559 e 1701 che prevedono il disarmo totale e nonostante l’esercito libanese non possa praticamente entrare nelle aree controllate da Hezbollah – secondo Zarif a pagare il prezzo delle azioni di Nasrallah deve essere solamente la popolazione libanese, costi quello che costi.

E’ una enorme ipocrisia e dimostrazione di pavidità, che può essere venduta agli Occidentali. Ma questa ipocrisia non funziona più in Medioriente, soprattutto in Libano e in Iraq, territori dove da mese le popolazioni civili – con gli sciiti in testa – protestano contro la corruzione dei loro governi centrali e contro l’interferenza di Teheran. Pensare che tutto questo potrà essere silenziato con l’ennesima intervista ipocrita ad un media americano o stringendo qualche mano a Monaco, e’ davvero ridicolo…

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Sulla tragedia dell’abbattimento dell’aereo civile ucraino sui cieli iraniani, e’ necessario che la Comunita’ Internazionale pretenda la costituzione di una Commissione Speciale internazionale.

E’ una necessita’ che serve, in primis, a tutela dei possibili responsabili dell’accaduto. Il regime iraniano, infatti, non e’ assolutamente affidabile in materia di rispetto dello stato di diritto e dei diritti fondamentali degli imputati.

Come noto, per diversi giorni Teheran ha nascosto la verità dei fatti, provando a far passare la tragedia come “incidente causato da ragioni tecniche”, fino a quando gli Stati Uniti e il Canada hanno dichiarato di avere prove d’intelligence sulle responsabilità iraniane. Peggio, quando un video sull’accaduto e’ stato fatto circolare in rete, il Governo ha immediatamente ordinato l’arresto del cittadino iraniano che ha girato e diffuso il video.

Per queste ragioni, non e’ possibile lasciare a Teheran la competenza di punire i responsabili di quanto accaduto: se cosi fosse, certamente, a finire in carcere sarebbero figure minori e a pagare alla fine dei conti – magari con la pena di morte – saranno certamente personalità di secondo piano.

E’ quindi assolutamente necessario che esista una commissione d’inchiesta indipendente, che abbia libero accesso in Iran e che possa interfacciarsi con tutta la catena di comando militare iraniana. E’ fondamentale che sia garantito quindi l’accesso a tutte le informazioni – compreso il numero di missili partiti dalla contraerea iraniane e le reali ragioni per cui lo spazio aereo non era stato chiuso ai velivoli civili – a garanzia ripetiamo, non solo del diritto alla verità dei famigliari delle vittime, ma anche del diritto alla tutela dei propri diritti legali da parte dei possibili colpevoli.

Se il regime iraniano non acconsentirà a questa richiesta, deve essere posto immediatamente sotto sanzioni internazionali da parte delle Nazioni Unite, colpendo tutti i membri non solo dello stato parallelo iraniano (Pasdaran e clerici), ma anche del Governo ufficiale.