Archivio per la categoria ‘Iran Uranio’

Lo scorso 24 febbraio, l’Agenzia per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite – nota con la sigla AIEA – ha rilasciato l’ultimo report relativo al rispetto dell’accordo nucleare da parte dei contraenti. Nel report, nero su bianco, viene dimostrato non solo che Teheran sta violando l’Iran Deal, ma anche che non possiamo avere alcuna certezza in merito alla militarizzazione del programma nucleare della Repubblica Islamica.

Come denunciato dall’esperto americano David Albright, il report AIEA denuncia come l’Iran abbia ecceduto nella produzione di acqua pesante; rispetto al limite di 130 tonnellate metriche di acqua pesante, limite imposto dall’accordo, la Repubblica Islamica ne possiede oggi 135.2 (in parte presenti in Iran, in parte all’estero). Peggio: il regime iraniano potrebbe anche aver violato il limite di produzione di uranio a basso arricchimento. Secondo l’accordo nucleare, va ricordato, l’Iran non può produrre oltre 300 chilogrammi di uranio arricchito al 3,67%. Il report AIEA non denuncia una violazione in questo senso,  ma gli esperti ritengono che, il valore di uranio arricchito al 3,67% riportato dall’AIEA non rappresenta il totale della produzione iraniana. Se sommato tutto l’uranio al 3,67% prodotto da Teheran, quindi, il limite dei 300 chilogrammi potrebbe essere stato superato (ISIS). Infine la questione della militarizzazione del programma nucleare. Purtroppo, ad oggi, non sembra che gli esperti AIEA siano riusciti a visitare centri militari iraniani come Parchin, ove l’Iran non solo porta avanti il programma missilistico, ma ha anche simulato gli effetti di una esplosione nucleare (No Pasdaran).

Ricordiamo che, già nel novembre del 2016, l’AIEA aveva denunciato come l’Iran stesse violando l’accordo, producendo un eccesso di acqua pesante (da cui, attraverso un riprocessamento dell’uranio, è possibile ottenere una bomba al plutionio).

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Dalla firma dell’accordo nucleare, il regime iraniano ha aumentato i suoi sforzi per acquisire material utile al fine di costruire la bomba nucleare (The Algemeiner). La denuncia arriva direttamente da Berlino, ed e’ contenuta nell’annuale rapporto del BfV, il servizio segreto tedesco. Non solo: il BfV rileva anche l’aumento dei tentative iraniani di acquisire tecnologia utile al fine di sviluppare il suo programma missilistico, anch’esso contrario alla risoluzione ONU 2231 (quella che ha legittimato l’accordo nucleare e ha permesso la fine delle sanzioni sul nucleare).

Davanti alle rivelazione del suo servizio segreto, la Cancelliera Angela Merkel ha espressamente dichiarato al parlamento Tedesco (il Bundestag) che, quanto reso noto dal BfV, rappresenta una chiara violazione dell’accordo nucleare e della Risoluzione 2231 (Bild).

Insieme alla rivelazione del servizio segreto tedesco, va anche riportata quella fatta dal think tank americano Institute for Science and International Security – ISIS, voce di primo livello per quanto concerne le questioni tecniche relative al nucleare. Secondo quanto rivela un report l’ISIS, l’Iran ha tentato di comprare da un Paese terzo tonnellate di fibbra di carbonio, materiale usato nelle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, al fine di aumentarne le prestazioni. Il report non cita quale sia il Paese terzo che era disposto a rifornire l’Iran di questo materiale dual-use.

Ad ogni modo, e’ ovvio anche in questo caso l’Iran non ha rispettato i suoi obblighi verso l’accordo nucleare del 14 luglio 2015, considerando che per mezzo della fibbra di carbonio, Teheran potrebbe produrre molto piu’ uranio arricchito rispetto a quello prestabilito a Vienna. Ricordiamo che, secondo quanto dichiarato dall’AIEA, l’Iran gia’ possiede il quantitativo di fibbra di carbonio necessaria, per costruire rotori di sostituzione per le sue centrifughe avanzate  (ISIS).

Queste informazioni rappresentano l’ennesima prova della volonta’ di Teheran di sfruttare il tempo concesso dall’accordo nucleare, non al fine di rappresentare un attore di pace nella regione, ma solamente allo scopo di agire liberamente (e senza pressioni) per completare la strada verso l’ordigno nucleare. Lo stesso principio che nel 2003, come ammesso dall’allora negoziatore nucleare (oggi Presidente) Rouhani, porto’ l’Iran ha firmare l’accordo di Teheran con gli EU-3 (Francia, Germania e Gran Bretagna).