Archivio per la categoria ‘Iran terrorismo’

Il 1º novembre 2019, il Dipartimento di Stato americano ha rilasciato il nuovo report sul Terrorismo a livello internazionale. Il regime iraniano, anche quest’anno e come avviene dal 1984, e’ considerato il primo Paese al mondo sponsor del terrorismo.

Per Washington, Teheran sostiene il terrorismo internazionale investendo almeno un miliardo di dollari l’anno per sostenere le organizzazioni terroristiche nel mondo. Tra queste, come noto, il proxy principale e’ Hezbollah in Libano, ma ci sono anche le milizie sciite in Iraq, il regime di Assad, i gruppi terroristici in Yemen e Bahrain e soprattutto le organizzazioni terroristiche palestinesi, tra cui Hamas e la Jihad Islamica.

I finanziamenti e le armi che Teheran trasferisce alle organizzazioni terroristiche nel mondo, come noto, vengono gestite direttamente dalla Forza Qods, unita’ speciale dei Pasdaran, comandata dal Generale Qassem Soleimani. In questi mesi, quindi, e’ ripresa anche l’attività terroristica delle stesse cellule della Forza Qods, anche in Europa, dove Teheran ha cercato di colpire alcuni dissidenti. Attività che non e’ passata inosservata e che ha portato l’Olanda a espellere due diplomatici iraniani, il Belgio ad arrestare un diplomatico iraniano e due cittadini iraniani, la Danimarca a richiamare il suo Ambasciatore da Teheran e l’Albania ad espellere tutti i diplomatici iraniani dal Paese. In questi giorni, quindi, proprio in Albania e’ stata arrestata una cellula terroristica della Forza Qods che, tra le altre cose, lavorava anche con la malavita turca.

Dal report del Dipartimento di Stato americano, pero’, salta all’occhio un’altra incredibile informazione: mentre Teheran predica al mondo di combattere il terrorismo di Isis, continua a lavorare direttamente con al-Qaeda. Secondo il report, infatti, gli iraniani continuano a non consegnare i terroristi di al-Qaeda presenti sul proprio territorio e permettono a questi terroristi (sunniti) di muovere fondi e miliziani liberamente, non solo in Iran, ma anche nel Sud dell’Asia e in Siria. Per la cronaca, quella tra al-Qaeda e l’Iran e una collaborazione di lunga data, che ha visto i terroristi di Hezbollah incontrarsi direttamente con Bin Laden e contribuire allo stesso addestramento dei qaedisti.

Dal report, per chi segue gli avvenimenti in Iran, non emerge nulla di nuovo, se non la conferma che l’idea che Teheran combatte il terrorismo e’ mera propaganda. La Repubblica Islamica, infatti, resta per antonomasia la madre da cui si genera il peggior terrorismo internazionale.

 

soleimani

Parlando il 7 ottobre ad una conferenza con comandanti Pasdaran – trasmessa dalla TV iraniana – il Generale Qassem Soleimani ha spavaldamente affermato che le Guardie Rivoluzionarie hanno esteso la resistenza islamica dai 2000 km del Libano, a mezzo milione di chilometri quadrati in tutto il Medioriente.

Ovviamente, con queste parole, il capo della Forza Qods intedeva riferirsi alla diffusione ormai ovunque di milizie sciite paramilitari al servizio di Teheran. Dalla sola Hezbollah in Libano, infatti, ora siamo passati a decide e decine di gruppi armati jihadisti sciiti, sparsi tra Siria, Iraq e lo stesso Yemen.

Non a caso, in un secondo passaggio del suo discorso, Soleimani parla direttamente del fatto che la Repubblica Islamica ha creato una “continuità territoriale della resistenza” – tradotto, dei gruppi armati terroristici filo-iraniani – che connette Iran, Iraq, Siria e Libano.

E’ davvero un discorso che deve preoccupare la Comunità Internazionale, anche perché rientra in un periodo di forte protagonismo mediatico dello stesso Soleimani, che non può passare inosservato. Prima con una intervista speciale sulla guerra del Libano del 2006 pubblicata sul sito della Guida Suprema Khamenei, poi con la notizia del supposto tentativo di attentato allo stesso Soleimani svelata dalla TV iraniana qualche giorni addietro, il comandante della Forza Qods si sta imponendo sempre di più come una figura pubblica centrale nella vita politica della Repubblica Islamica. Un protagonismo che non può che far riflettere e che rischia di portare l’Iran definitivamente nelle mani dei Pasdaran, con conseguenze nefaste per l’intera regione Mediorientale.

L’imperialismo iraniano, infatti, non potrà che esacerbare gli scontri regionali, con effetti diretti (contro Israele e arabi sunniti) e indiretti (con la Turchia e la Russia), davvero imprevedibili. Nessuno infatti, ufficialmente o non ufficialmente, permetterà che sia Teheran il solo master della regione e, in questo contesto, l’instabile Iraq rischia davvero di diventare il centro definitivo dello scontro per fermare l’avanzata iraniana…

 

 

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La scorsa settimana in Iran si e’ riunita la potentissima Assemblea degli Esperti, organo che in Iran nomina la Guida Suprema. Nel comunicato ufficiale rilasciato a fine seduta, e’ scritto nero su bianco che la Repubblica Islamica farebbe un grave errore a sottoscrivere le normative anti finanziamento del terrorismo internazionale previste dal Financial Action Task Force, dalla Convenzione ONU di Palermo e dal CFT (Combacting Financing of Terrosim).

Si tratta dell’ennesima conferma che, davanti al bivio fra stato di diritto e terrore, il regime iraniano sceglie ancora una volta il secondo. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti, visto che Teheran sin dagli anni ’80 del XX secolo, e’ considerato il primo Paese al mondo per finanziamento del terrorismo intenazionale. Oggi, quindi, la politica estera del regime iraniano non potrebbe andare avanti senza gruppi armati quali Hezbollah, la Jihad Islamica, Hamas e il finanziamento alle decine e decine di milizie paramilitari sciite presenti in Siria e Iraq.

La questione pero’ e’ preponderante: l’adesione ai parametri anti-ricilaggio del FATF, soprattutto, e’ precondizione di ogni accordo intenazionale con Teheran e dello stesso Instex, il meccanismo UE creato per aggirare le sanzioni americane approvate nel novembre 2018. Come noto, il Parlamento iraniano ha provato due volte ad approvare una norma di riforma del settore bancario iraniano, ed entrambe le volte la norma e’ stata cassata dal Consiglio dei Guardiani.

Ora, davanti al conflitto tra Parlamento e Consiglio dei Guardiani, la parola ultima e’ nelle mani del Consiglio per il Discernimento, organo creato appositamente per dirimere le controversi instituzionali. La scelta, pero’, sembra essere scontata verso il diniego: in tal senso si sono espressi sia Ahmad Vahidi – ex Capo dei Pasdaran e ex Ministro della Difesa, responsabile egli stesso di attentati nel mondo (come quello al centro ebraico AMIA di Buenos Aires) – e Mohsen Rezaei, Segretario del Consiglio per il Discernimento che, con due tweet, ha espresso i suoi dubbi verso l’adesione al FATF, al CFT e alla Convenzione di Palermo.

Insomma, come suddetto, ancora una volta la Repubblica Islamica decide di andare nella direzione sbagliata. E’ tempo quindi di finirla con le illusioni ed e’ tempo quindi di smettere di pensare che fare affari con il regime iraniano possa essere privo di rischi e di conseguenze!

rezaei

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Venezuela Libero, Iran Libero! I due slogan vanno insieme, o meglio compongono uno slogan unico. E questo non perche’ esistano chissa’ quali complotti – o meglio, gomblotti – dei cattivoni americani e dei cattivoni sionisti.

No! Questo perche’ il regime venezuelano e quello iraniano sono direttamente collegati, da quando l’ex dittatore di Caracas Hugo Chavez, ha deciso di portare il paese latinoamericano verso il baratro del terzomondismo, stringendosi mani e piedi con Teheran. In questa ottica, Chavez ha ricevuto il negazionista ex Presidente iraniano Ahmadinejad e ha fatto diventare il Venezuela una base per i peggiori traffici della Repubblica Islamica.

In questi anni, infatti, il Venezuela e’ diventato la base degli Hezbollah per eccellenza. Gli aerei della compagnia Conviasa, hanno per anni viaggiato mezzi vuoti tra Teheran-Damasco e Caracas, unicamente per portare in queste tre capitali armi, proventi del narcotraffico e loschi criminali legati ai regimi venezuelano, siriano e iraniano (era la famosa “linea del terrore”).

Parlando del narcotraffico, quindi, proprio il Venezuela ha rappresentato e rappresenta ancora, il centro del traffico di cocaina promosso dai Pasdaran iraniani e da Hezbollah. Purtroppo, nel nome dello scellerato accordo nuclerare, Barack Obama ha bloccato una importante inchiesta della DEA americana – nota come Progetto Cassandra – per smascherare il narcotraffico di Hezbollah in Medioriente e America Latina.

Le relazioni tra Caracas e Teheran non sono cambiate dopo la morte di Chavez e la fine dell’era Ahmadinejad. Bastano queste poche informazioni – di decine di altre che ne esistono – per comprendere come la lotta del popolo venezuelano e quella del popolo iraniano e’ identica: la liberazione da regimi che, nel nome di ideologie estremiste, costringono il popolo alla poverta’ e all’indigenza.

Venezuela Libero, Iran Libero!

danimarca

Secondo quanto annunciato dal Ministro degli Esteri della Danimarca, Andres Samuelsen, l’Unione Europea avrebbe accettato di mettere una unita’ dell’intelligence iraniana (e due membri di questa unita’), nella lista delle sanzioni.

Copenaghen ha anche fatto i nomi dei due membri dell’Unita’ che verranno sanzionati: si tratta di Saeid Hashemi Moghadam e Assadollah Asadi, ufficialmente “diplomatici” iraniani accreditati a Vienna, ma in realta’ agenti dell’intelligence.

Si tratta di una reazione alle azioni del regime iraniano che, negli ultimi mesi, ha intensificato la sua attivita’ in Europa, cercando soprattutto di colpire rappresentanti dell’opposizione al regime.

I due “diplomatici iraniani” sanzionati dall’UE, sono direttamente coinvolti nel tentativo iraniano di colpire in Francia durante l’annuale meeting del MeK – Mojahedin del Popolo – un evento a cui era presente anche una delegazione di parlamentari italiani, che ha rischiato di perdere la vita.

In queste ore, quindi, il Ministro degli Esteri oldandese Stef Blok ha mandato una lettera al Parlamento, affermando di avere le prove che, dietro la morte di due dissidenti iraniani con passaporto olandese, ci sono proprio i servizi segreti della Repubblica Islamica. Il primo dissidente fu ucciso ad Almere nel 2015, mentre il secondo fu ucciso all’Aja.

Infine, ricordiamo che qualche settimana fa l’Albania ha espulso l’Ambasciatore iraniano a Tirana e un alto diplomato iraniano di stanza nella stessa Ambasciata: i due sono accusati di essere membri dell’intelligence iraniana e di aver complotatto contro la sicurezza nazionale albanese. In particolare, sono accusati di aver provato ad organizzare un attentato durante la partita di calcio Albania – Israele nel 2016.

Questa decisione UE rappresenta un passo importante, ma e’ solo un piccolo passo. Senza inserire nella lista delle sanzioni i Pasdaran, la Forza Quds e tutto il Ministero dell’Intelligence iraniano (MOIS) – che e’ sotto il diretto comando di Rouhani – non si riuscira’ veramente a fermare l’attivita’ eversiva di Teheran in Europa e nel mondo intero!

bolton

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E siamo a due: il Consiglio dei Guardiani – organo supremo iraniano – ha cassato ancora la legge approvata dal Parlamento, relativa alla riforma del settore bancario.

La normativa, richiesta espressamente dal Financial Action Task Force, recepiva alcune condizioni essenziali per evitare la collusioni tra il settore bancario e il riciclaggio di denaro a fini di finanziamento al terrorismo internazionale. La legge approvata dal Parlamento iraniano – seppur molto lacunosa – rappresentava un passo avanti in questa direzione. Purtroppo, pero’, il Consiglio dei Guardiani l’ha rigettata, sottolineando che andava contro gli interessi nazionali della Repubblica Islamica.

In pratica, la seconda bocciatura, dimostra nuovamente la pochezza e la debolezza del Governo Rouhani, incapace assolutamente di influenzare i nodi centrali della politica estera e militare iraniana. Si tratta di settori completamente nelle mani della Guida Suprema e dei Pasdaran, ovviamente assolutamente non interessanti a terminare il loro sostegno ai gruppi terroristici, primo fra tutti Hezbollah.

Ennesima riprova di come, per un imprenditore Occideentale, fare affari con la Repubblica Islamica sia impossibile e del rischio altissimo di trovarsi – inconsapevolmente – a fare affari con rappresentanti dei Pasdaran, collusi col terrorismo internazionale. Con la naturale conseguenza di finire direttamente nella lista delle sanzioni americane…

Imam Khamenei & Ziad al-Nakhala

In meno di due settimane, i principali leader iraniani, hanno ricevuto a Teheran una delegazione dei gruppi terroristi palestinesi di Hamas e una della Jihad Islamica. In entrambi i casi, i leader iraniani hanno ribadito il loro totale sostegno alla “causa palestinese”, attaccando i Paesi arabi che dialogano con Israele e invitandoli a rientrare “nella casa dell’Islam”

Il termine “casa dell’Islam, perpetua il dualismo del noi contro loro, ovvero del Dar al-Islam – la casa dell’Islam – contro il Dar al Harb – la Dimora della Guerra, ovvero dove sono situati tutti quelli che non sono mussulmani che, se si azzardano ad essere alleati di attori considerati nemici, possono essere considerati apostati anche loro e attaccati direttamente.

Nel suo incontro con i terroristi della Jihad Islamica, Khamenei ha ribadito il suo mantra della prossima distruzione di Israele, cosa che portera’ i palestinesi ad occupare non solo Gerusalemme (al-Qods), ma anche a formare “un governo a Tel Aviv”. Ovviamente, da buoni leccapiedi, i terroristi palestinesi hanno promesso a Khamenei che “attaccheranno Israele da nord e da sud”.

La nuova passeralla dei dirigenti delle organizzazioni terroristiche palestinesi a Teheran, e’ l’ennesima riprova della pochezza strategica “delle dirigenze” palestinesi. Alla Repubblica Islamica dell’Iran, della cosiddetta “causa palestinese”, interessa fondamentalmente poco o nulla. Come la storia ha dimostrato, gli iraniani si sono liberati dei palestinesi, tutte le volte che questi ultimi non hanno seguito alla lettera il loro volere (il caso siriano e’ stato emblematico).

Nuovamente, i palestinesi si lasceranno usare da Teheran e il solo risultato che avranno come ritorno, sara’ quello di nuove violenze, nuove sofferenze e nuovi morti, in primis tra i palestinesi stessi! L’ennesimo fallimento di ogni prospettiva di veder nascere nel prossimo futuro uno Stato palestinese indipendente e prosperoso.

وزیر الخارجیة الإیرانی یلتقی وفدا من اعضاء المجلس التشریعی الفلسطینی

وزیر الخارجیة الإیرانی یلتقی وفدا من اعضاء المجلس التشریعی الفلسطینی