Archivio per la categoria ‘Iran terrorismo’

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Un report dell’intelligence tedesca del Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia, ha denunciato delle cose gravissime non solo sul comportamento del regime iraniano, ma anche sui proxy della Repubblica Islamica.

Secondo il report, Teheran ha tentato per ben 32 volte – nel solo 2016 – di acquisire materiale nucleare illegale nel Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia. Tentativi fatti attraverso delle front companies fasulle, localizzate in Paesi limitrofi quali la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, ma anche in Cina.

Non solo: sempre secondo il report, diversi ex combattenti di milizie sciite, hanno fatto richiesta di asilo in Germania. Tra questi, almeno il 50% aveva diretti legami con Hezbollah, il gruppo terrorista libanese emanazione diretta dei Pasdaran iraniani.

Come lo stesso report sottolinea, non si tratta di persone che pongono una minaccia nel breve termine, ma nel lungo termine possono fungere da agenti per Teheran o anche da sicari.

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Le leggi dell’aviazione internazionale parlano chiaro: e’ assolutamente vietato per qualsiasi Paese, usare aerei di linea per scopi militari. Purtroppo, come da tempo denunciamo, il regime iraniano viola costantemente questo principio cardine dell’aviazione civile.

In particolare, ci riferiamo all’articolo 3 della Convenzione di Chicago del 1944 che, espressamente, vieta di usare vettori civili a fini militari (testo Convezione di Chicago). L’Iran si e’ volontariamente impegnato a rispettare questa Convenzione nell’aprile del 1950!.

Nonostante tutto, come suddetto, Teheran viola la Convenzione costantemente, usando vettori civili per trasportare jihadisti e armamenti in diverse parti del mondo, in primis in Iraq e in Siria. Dopo lo scandalo della Mahan Air, recentemente, si e’ scoperto che i Pasdaran usando anche la compagnia di linea iraniana Iran Air, per fini militari.

Purtroppo, come evidenziato ieri dagli Stati Uniti, Teheran non usa solamente vettori iraniani, siriani e iracheni, ma anche ucraini: il Dipartimento del Tesoro americano, infatti, ha sanzionato la Khors Air Company e la Dart Airlines, per il loro contributo al sostegno del “terrorismo globale”.

Le due compagnie ucraine, collaborando direttamente con le compagnie iraniane Iran Caspian Air e Al-Naser Airlines, hanno permesso alle due compagnie aeree del regime clericale di procurasi illegalmente vettori di fabbricazione USA, personale e servizi. Mezzi e personale che sono stati sfruttati dalla Iran Caspian Air e dalla Al-Naser Airlines – entrambe già sotto sanzioni americane – per trasferire armi e personale militare dall’Iran alla Siria! Non solo: la Al-Naser Airlines ha, a sua volta, fatto una triangolazione, trasferendo i vettori importati illegalmente alla Mahan Air, compagnia iraniana designata sotto sanzioni per i suoi rapporti con la Forza Qods dei Pasdaran (parliamo di ben 8 Airbus A340 e 1 Airbus A320!).

Proprio queste violazioni da parte di Teheran delle normative internazionali sull’aviazione civile, stanno portando il Congresso americano a prendere delle importanti iniziative, per bloccare accordi come quelli già firmati tra la Boeing e Teheran. Un voto in questo senso e’ già passato alla Camera dei Rappresentati!

L’Europa, invece, fa il gioco delle tre scimmiette, facendo finta di non sapere, non vedere e non sentire. Cosi, per ora nulla si fa sia in Italia che in Francia, per bloccare l’accordo tra la ATR e l’Iran, proprio per la fornitura di vettori civili a Teheran. Vettori che, ancora una volta, potrebbero essere usati dal regime iraniano per sostenere il terrorismo internazionale (di cui l’Iran e’ primo sponsor al mondo dal 1984!).

 

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Oggi, come ogni anno, ricordiamo il terribile attentato dell’11 settembre 2001, quando due aerei di linea si schiantarono contro le Torri Gemelle, facendole crollare completamente. In quel terribile attentato, compiuto da terroristi islamici sunniti, perirono oltre 3000 persone innocenti.

Delle responsabilità di questo attentato si e’ scritto tanto, ovviamente principalmente legate all’organizzazione che rivendico’ (al-Qaeda) e del suo leader Osama Bin Laden (poi ucciso in Pakistan, ove furono trovati altri documenti che provavano il suo rapporto con l’Iran). Poco o nulla si e’ scritto sulle responsabilità del regime iraniano, nonostante tutto una apposita Commissione investigatrice le abbia evidenziate nero su bianco (Report Commissione 9/11/2001).

Sin dal tempo in cui Osama Bin Laden viveva in Sudan, il fondatore di al-Qaeda inizio’ ad intessere relazioni speciali con l’Iran. Relazioni che venivano promosse da Hasan al Turabi, ispiratore del peggior fondamentalismo islamico e promotore di una azione comune jihadista tra sunniti e sciiti, nella lotta contro “Satana” (l’Occidente). Cosi, in nome dell’odio, i Pasdaran iraniani iniziarono a sostenere i terroristi di al-Qaeda: diversi jihadisti sunniti si recarono nella Valle della Bekaa, in Libano, per ricevere addestramento militare da parte di Hezbollah (aiutati da Imad Mughniyah).

Le relazioni tra Teheran e al-Qaeda continuarono anche quando Bin Laden fu espulso dal Sudan e si trasferì in Afghanistan. Il regime iraniano, volutamente, permise il libero passaggio sul suo territorio a diversi terroristi di al-Qaeda, senza richiedere loro alcun visto e senza alcun controllo (No Pasdaran). Tra coloro che usufruirono di questo sostegno ci furono anche diversi terroristi che presero parte all’attentato dell’11 Settembre 2001: Wail al Shehri, Waleed al Shehri e Ahmed al Nami, prima di arrivare in America, passarono dal Kuwait al Libano, ove si imbarcarono su un volo per l’Iran insieme ad un terrorista di Hezbollah; Satam al Suqami e Majed Moqed, arrivarono a Teheran dal Bahrain, mentre Khalid al Mihdhar passo’ prima in Iran, poi in Siria, per ritornare infine in Iran ed entrare in Afghanistan (Middle East Forum).

Queste informazioni sono state ottenute non solo grazie alle rivelazioni di ex membri di al-Qaeda, ma anche di ex membri dei Pasdaran. Uno di loro, tale Abolghasem Mesbahi, rivelo’ addirittura l’esistenza di un piano iraniano per colpire gli Stati Uniti con aerei di linea (piano denominato ““Shaitan dar Atash“, ovvero Satana in Fiamme).

Mentre in Europa il ruolo del regime iraniano nell’attentato dell’11 Settembre 2001 e’ praticamente ignorato, negli Stati Uniti e’ talmente noto che un giudice di Manhattan, il Giudice Daniels, ha condannato l’Iran ed Hezbollah a risarcire le vittime di quell’attacco, definendo persino la Guida Suprema Khamenei, l’ex Presidente Rafsanjani, i Pasdaran, il Ministero dell’Intelligence di Teheran (MOIS) ed Hezbollah, “materialmente e direttamente” responsabili degli attacchi alle Torri Gemelle (Iran911Case).

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Sarias Sadeghi, uno degli attentatori di Teheran

I media iraniani accusano dei due attentati di Teheran, compiuti la scorsa settimana contro il Parlamento e il Mausoleo dell’Imam Khomeini, i curdi iraniani affiliati ad Isis. Negli attentati, purtroppo, hanno perso la vita almeno 17 persone.

Se le accuse del regime sono vere, si tratta dell’ennesima dimostrazione di come questi attacchi, siano il frutto del cortocircuito dei rapporti tra la Repubblica Islamica e il terrorismo sunnita di matrice salafita.

Come detto in un articolo scritto qualche giorno addietro, il regime iraniano ha sempre sostenuto il terrorismo sunnita, non solo nei Territori Palestinesi, ma soprattutto in Iraq e Afghanistan, contro le forze militari Occidentali. In questo, e’ nato il sostegno di Teheran a gruppi jihadisti come “Ansar al-Islam” e “Tawheed e Jihad”.

Volontariamente, il regime iraniano ha – attraverso i Pasdaran – favorito la radicalizzazione religiosa nelle zone curde, permettendo a diversi curdi di agire liberamente e di arruolarsi per la jihad salafita in Iraq, Afghanistan e Siria. Assad stesso, su ordine di Teheran, ha liberato centinaia di terroristi sunniti dalle prigioni siriane, dando loro un pass per arruolarsi contro gli americani in Iraq.

L’uso dei curdi iraniani, quindi, aveva per Teheran non solo lo scopo di contrastare gli americani in Iraq, ma anche quello di indebolire il potere delle forze curde iraniane favorevoli all’indipendenza dalla Repubblica Islamica (in particolare il Partito del Kurdistan Democratico-KDP).

Uno degli attentatori di Teheran, si chiamava Sarias Sadeghi. Si scopre che, dal 2014, Sadeghi era conosciuto come un estremista e sostenitore di Isis. Talmente noto che la stessa agenzia di stampa curda KurdistanKurd.com, aveva denunciato la sua presenza nella regione e la sua attività di proselitismo filo-Isis nelle Moschee. Impensabile credere che il regime iraniano e i Pasdaran, fossero all’oscuro di quanto avveniva.

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L’agenzia di Kurdistan Kurd del 2014, che denuncia l’attività pro-Isis di Sarias Sadeghi

Non solo: alcuni siti hanno riportato che Sarias Sadeghi era stato addirittura arrestato dagli agenti del Ministero dell’Intelligence iraniano e detenuto per alcuni mesi. Dopo l’arresto, era stato quindi rilasciato previo il pagamento di una condizionale di 200 milioni di rial. Chiaramente la sua liberazione e’ legata al reclutamento di Sadeghi da parte del regime iraniano. 

La collusione tra regime iraniano e estremismo sunnita Salafita, e’ talmente radicata che proprio recentemente, le forze di sicurezza afghane hanno arrestato degli iraniani reclutati da Isis in Afghanistan. A questo si aggiunga che, negli ultimi mesi, il Governo di Kabul ha accusato Teheran di aver sviluppato rapporti privilegiati con i Talebani, in ottica anti Governativa (Middle East Institute).

Aggiungiamo anche che, lo stesso regime iraniano, non e’ nuovo a “inside jobs” per giustificare l’uso del terrorismo internazionale o la repressione degli oppositori. Gli attacchi contro il Mausoleo dell’Imam Reza presso Mashhad, avvenuti nel 1994, furono imputati inizialmente all’opposizione iraniana riconducibile al MKO. Successivamente, in uno scontro interno al regime, venne arrestato Saeed Imami, ex agente dell’intelligence iraniana, accusato anche di aver ucciso per conto del regime numerosi oppositori e intellettuali iraniani all’estero. Saeed mori’ in carcere prima che potesse fare i nomi dei suoi comandanti all’interno del regime.

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I due attentati compiuti da Isis a Teheran – uno presso il Parlamento, l’altro presso il Mausoleo dell’Imam Khomeini – vanno inquadrati nel rapporto perverso esistente tra il regime iraniano e il terrorismo sunnita salafita.

La Repubblica Islamica, infatti, da decenni finanzia il peggior terrore. Per queste ragioni, da decenni l’Iran e’ considerato dal Dipartimento di Stato americano, il primo sponsor del terrorismo internazionale. Un terrorismo che va oltre le mere affiliazioni allo sciismo o al sunnismo.

Anzi, escludendo Hezbollah – praticamente una costola dei Pasdaran – il regime iraniano ha sempre preferito sostenere il terrorismo di matrice sunnita. Lo ha fatto prima nella galassia palestinese – si pensi solamente a Hamas o alla Jihad Islamica – per poi allargare lo sguardo all’organizzazione creata da Bin Laden, al-Qaeda.

Come la stessa Commissione per l’11 Settembre ha dimostrato, in cambio di attacchi contro le forze Occidentali impegnate in Medioriente, l’Iran ha garantito ai terroristi di al-Qaeda delle basi sicure sul suo territorio e transiti senza praticamente controlli. Negli anni, quindi, il regime iraniano ha creato rapporti privilegiati anche con i vecchi nemici Talebani, diventando oggi uno degli sponsor principali degli “Studenti delle Scuole Coraniche”.

Se al-Qaeda in Iraq si e’ potuto trasformare liberamente in Isis, lo si deve anche e soprattutto al regime iraniano. Non solo per il sostegno dato ai terroristi sunniti in chiave anti-Usa, ma anche per le politiche settarie imposte all’Iraq dall’ex Premier iracheno al-Maliki. In Siria stessa, l’Iran si e’ ben guardato dall’attaccare Isis, preferendo scenderci a patti attraverso gli intermediari del dittatore siriano Bashar al Assad. Oggi la Siria e l’Iraq sono praticamente invasi da milizie sciite paramilitari controllate dai Pasdaran iraniani che, se non costrette (come quando Isis raggiunge aree dell’Iraq considerate vitali dagli interessi di espansione iraniani), non sparano un colpo contro lo Stato Islamico

Secondo quanto si apprende da fonti iraniane, gli autori degli attentati di Teheran hanno cittadinanza iraniana. Difficile credere che siano sfuggiti alla conoscenza delle autorità del regime khomeinista. Più probabile che, quanto accaduto, sia il risultato di un cortocircuito in quello che e’ il rapporto perverso e consolidato tra il regime sciita iraniano e le peggiori forme esistenti del terrorismo salafita sunnita.

Per questo motivo, proprio gli attentati di Teheran, dimostrano quanto sia importante limitare il potere dell’Iran, piuttosto che considerare quel Paese un “alleato” nella lotta al terrorismo. Un terrorismo che esso stesso non solo crea, ma di cui ne perde il controllo…

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Secondo quanto riporta BBC Arabic, il Ministro della Difesa iraniano – il Pasdaran Hossein Dehghan – ha minacciato di distruggere l’Arabia Saudita.

Parlando ad al-Manar, la TV di Hezbollah, Dehghan ha detto che, se Riyadh proverà ad aggredire l’Iran, tutta l’Arabia Saudita verrà distrutta, ad eccezione delle città sante di Mecca e Medina. 

Le minacce di Hossein Dehghan, arrivano dopo le durissime parole del Ministro della Difesa saudita Mohammad Bin Salman, contro l’ingerenza del regime iraniano negli affari interni dei Paesi arabi.

In particolare, Bin Salman ha dichiarato in una intervista alla TV saudita MBC, che il regime iraniano ha lo scopo dichiarato di diffondere l’ideologia khomeinista nel mondo arabo, allo scopo di giungere alla venuta del Mahdi (l’Imam Nascosto). Per questo, Teheran minaccia direttamente la sicurezza dell’Arabia Saudita, soprattutto in Yemen. Alla fine della sua risposta ad una domanda sull’Iran, Mohammad Bin Salman ha aggiunto che “l’Arabia Saudita non aspetterà che Teheran conquisti lo Yemen, ma lavorerà affinché “la battaglia sia all’interno dell’Iran” (senza specificare ulteriormente le sue intenzioni).

Nelle stesse ore in cui Dehghan minacciava l’Arabia Saudita, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito iraniano, il Pasdaran Mohammad Baqeri, ha affermato che Teheran e’ pronto ad attaccare all’interno del territorio pakistano, per colpire il gruppo sunnita Jaish al Adl (Reuters).

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Twitter ieri e’ stato protagonista di due campagne davvero significative. Centinaia di utenti hanno diffuso due hashtag molto importanti: #IranOutofSyria e #BlacklistIRGC. Due azioni che, come i nomi stessi indicano, intendono promuovere il ritiro completo del regime iraniano – e delle sue milizie – dalla Siria e chiedono di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroriste.

La campagna #BlacklistIRGC, relativa alle Guardie Rivoluzionaria, e’ indirizzata in primis al Presidente americano Trump, la cui amministrazione sembra intenzionata ad inserire i Pasdaran tra le organizzazioni terroriste. Usiamo il condizionale perché, dopo un inizio promettente, la proposta sembra aver incontrato qualche difficoltà (che ci auguriamo verrà presto superata).

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Nel frattempo, la ONG Syrian Network for Human Rights, ha rilasciato un report relativo alla morte di innocenti civili nella guerra siriana, tra il 2011 e il 2017. Secondo questi dati, 207,000 civili sono stati uccisi in sei anni. Di questi, il 94% dei civili sono stati uccisi da Bashar al Assad e i suoi alleati (Iran, Hezbollah, Russia). Di questa percentuale, pero’, il 92,17% dei civili ammazzati dal regime di Damasco, sono stati uccisi dall’esercito siriano, dai Pasdaran e dalle milizie sciite. In altre parole, considerando che e’ Teheran a comandare da anni l’esercito siriano e tutte le milizie sciite, possiamo dire che – quasi tutti i morti civili del conflitto – sono stati causati dalla Repubblica Islamica dell’Iran.

Precisiamo inoltre che, dei 207,000 civili morti, 24000 sono bambini, 23000 sono di sesso femminile. Il 57% delle morti civili sono state causate da attacchi aerei e il 13% con proiettili d’artiglieria e tank.

In supporto alle campagne #IranOutOfSyria e #BlacklistIRGC, sono arrivate anche tante foto e video dalla Siria e dal mondo arabo. Giovani attivisti che, con cartelli e messaggi, hanno chiesto che il regime iraniano pagasse un prezzo per i suoi crimini. Qui di seguito, un messaggio giunto direttamente da Aleppo.