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L’agenzia di stampa iraniana ISNA ha annunciato l’avvenuto arresto del giovane manifestante che, durante le proteste dello scorso 12 gennaio, si e’ arrampicato per colpire e staccare un manifesto celebrativo del Generale Qassem Soleimani.

Come il video diffuso in rete dimostra, il giovane manifestante ha espresso la sua rabbia verso l’immagine dell’ex comandante della Forza Qods, mentre la folla intorno non solo lo esaltava, ma gridava a gran voce “Marg Bar Diktator“, ovvero “Morte al Dittatore”. Un video fortissimo che dimostrava tutta le bugie della propaganda iraniana e che ha fatto il giro del mondo.

Ieri, quindi, il capo della Polizia di Teheran Hossein Rahimi, ha annunciato l’arresto di questo ragazzo che, sempre secondo le informazioni delle autorita’, risulta essere minorenne. Davanti alla polizia, sotto pressione e minacce, il ragazzo pare essere stato costretto a chiedere scusa e per ora rilasciato su cauzione in vista del processo.

Nel frattempo, mentre il regime continua ad arrestare coloro che hanno manifestato la loro rabbia in seguito alla notizia dell’abbattimento dell’aereo ucraino, il Governo iraniano continua a rifiutare di inviare le scatole nere a Kiev.

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Un fatto gravissimo e’ avvenuto in queste ore in Iran: e’ stato arrestato dagli agenti del Ministero dell’Intelligence Ali Alinejad, il fratello della giornalista dissidente iraniana Masih Alinejad, nota nel mondo per aver lanciato nel 2014 la pagina Facebook “My Stealthy Freedom” – la Mia Liberta’ Rubata – che combatte per i diritti delle donne e contro l’imposizione del velo nella Repubblica Islamica.

Ali Alinejad e’ stato arrestato dagli agenti del MOIS il 24 settembre, portato via ammanettato e incappucciato, come se fosse un terrorista. Gia’ nel luglio del 2018, Masih Alinejad aveva denunciato in un op-ed sul New York Times, le pressioni che la sua famiglia stava subendo a causa della sua attivita’ politica in favore delle donne.

Nel luglio del 2018, infatti, la TV di Stato iraniana aveva mandato in onda un programma in prima serata in cui, dopo aver subito minacce e pressioni, Mina Alinejad – sorella di Masih Alinejad – condannava in una intervista le campagne anti-velo che la sorella stava conducendo dagli Stati Uniti (dove vive rifugiata).

Purtroppo, secondo quanto denuncia Amnesty, insieme al fratello di Masih, sono stati arrestati anche Hadi e Leila Lofti, fratello e sorella dell’ex marito di Masih Alinejad, Max Lofti. I due sarebbero stati arrestati durante la notte, nella loro casa di Teheran. Va ricordato che, anche Max Lofti e’ scappato dall’Iran e contribuisce alle battaglie dell’ex moglie per i diritti delle donne iraniane. Hadi Lofti e’ stato poi rilasciato dopo un lungo interrogatorio in cui e’ stato minacciato e avvisato di tagliare tutti i ponti con Masih e Max. Gia’ nel marzo del 2019, le autorita’ iraniane avevano convocato l’anziana madre di Masih Alinejad – Zarrin Badpa – per interrogarla in merito alle campagne anti-velo della figlia. L’interrogatorio duro’ due ore e venne filmato.

Vogliamo aggiungere infine che, solamente pochi mesi fa, la Magistratura iraniana ha reso noto che, coloro che dall’Iran continueranno a mandare video a Masih Alinejad delle loro proteste contro il velo, verranno puniti con condanne severissime (si parla di condanne fino a 10 anni di detenzione).