Archivio per la categoria ‘Iran Sesso’

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Non sappiamo dirvi quale sia il nome della ragazza della foto che vi mostriamo alla fine di questo, triste, articolo. Ciò che sappiamo, però, è che si tratta di una giovane donna iraniana, che ha sofferto una pena medievale unicamente per essersi recata ad una festa con la presenza di uomini.

Come denuncia la pagina Facebook “My Stealthy Freedom” – la mia libertà rubata –  questa giovane ragazza iraniana è stata arrestata dalla polizia morale durante un raid con ad un “mixed party”, nient’altro che una festa con la presenza di ragazzi e ragazze insieme. Qualcosa che per i giovani Occidentali è normalissimo, ma che il regime islamista di Teheran vieta in nome della purezza della donna e della Sharia.

La foto, in particolare, appartiene ad una ragazza arrestata durante una raid ad una festa nella Provincia di Qazvin, nel Maggio del 2016 (ovvero sotto la Presidenza Rouhani). La festa era stata organizzata per festeggiare la fine degli studi dei ragazzi e il loro superamento degli esami liceali. Con la giovane vennero arrestati altre 35 persone, tra maschi e femmine, tutti poi condannati a 99 frustrate. Di quell’arresto, ovviamente, No Pasdaran aveva prontamente informato il suoi lettori.

Ecco il regime barbaro con cui, personaggi come la Mogherini, la Boldrini, la Bonino e la Serracchiani, intendono legarci a quattro mani…

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Il 3 Marzo scorso la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e il Segretario stesso dell’ONU, Ban Ki Moon, hanno rilasciato il nuovo report sullo stato dei diritti umani in Iran. Neanche a dirlo, si tratta di un report impietoso (testo), che non lascia alcun margine di dubbio in merito alla ferocia del regime khomeinista.

Riportiamo qui una notizia sconvolgente, che dovrebbe far rivoltare le donne Occidentali e democratiche, particolarmente quelle impegnate in politica. Parliamo della conferma, contenuta nero su bianco nel testo del report, dell’avvenuto “test di verginità”, che le autorità carcerarie iraniane hanno costretto a fare a due prigioniere politiche (Hrana).

La prima prigioniera politica costretta a fare il test di verginità e il test di gravidanza e’ stata Atena Farghadani, artista, condannata a 12 anni di detenzione per aver disegnato una vignetta sgradita al regime (leggi la storia). Come qualcuno ricorderà, Atena era stata accusata di “relazione illecita” per aver stretto la mano al suo avvocato Mohammad Moghimi. Moghimi fu anche arrestato per questa ragione e detenuto per qualche tempo nel carcere di Rajaei Shahr (leggi la storia). Per la cronaca, l’Iran afferma di aver svolto il test di verginità dopo aver ricevuto delle informazioni – su alcuni siti web – in merito ad una violenza sessuale subita dalla stessa Atena…Follia pura

L’altra prigioniera costretta al test di verginità e’ stata la poetessa Fatemeh Ekhtesari, condannata nell’Ottobre del 2015 a 11 anni di carcere per aver “insultato il sacro”. In realtà, Fatameh si era solamente limitata a scrivere versi in favore dei diritti delle donne e del movimento femminista. Durante la sua detenzione, Fatameh e’ stata torturata, obbligata a rilasciare una confessione forzata e costretta al test di verginità (e di gravidanza) per aver “stretto la mano ad una persona del sesso opposto a cui ella non era legata” (ovvero ha stretto la mano ad un uomo che non era suo marito).

Dopo essere stata brevemente rilasciata su cauzione Fatameh, insieme al marito Mehdi Moosavi, ha deciso di abbandonare l’Iran prima dell’esecuzione della sua condanna.

 

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La storia che vi raccontiamo è fatta di dolore e sofferenza. E’ la storia di Maryam Naghash-Zargaran, anche nota come Nasim, una giovane ragazza iraniana, arrestata dal regime solamente perchè cristiana. Nasim è stata fermata dalla polizia nell’inchiesta che ha coinvolto il Pastore Saeed Abedini, anche lui oggi rinchiuso nelle prigioni iraniane. Nasim, infatti, è una seguace del cristianesimo protestante e membro della “God Church”. Soprattutto, però, Nasim volontaria nell’orfanotrofio costruito dal Pastore Abedini nel 2012 presso Rasht. Come noto, i Mullah non hanno gradito l’attività pastorale di Saaed Abedini e lo hanno incarcerato con l’accusa di apostasia e di rappresentare una minaccia “contro la sicurezza nazionale” (Abedini è stato condannato a 8 anni di carcere…).

Arrestata nel 2012, Nasim è stata rinchiusa nel carcere di Evin, ove sono detenuti molti prigionieri politici e di coscienza. Come per il Pastore Abedini, anche per lei l’accusa è quella di apostasia – per essersi convertita dall’Islam al cristianesimo protestante – e di “minaccia alla sicurezza nazionale”. Solo per aver deciso di abbandonare l’Islam, la Corte ha accusato Nasim di essere connivente con i nemici della Repubblica Islamica e l’ha condannata a 4 anni di detenzione nel luglio del 2013. Purtroppo, le condizioni detentive in cui è stata detenuta la giovane Nasim, 35 anni appena, sono sempre state pessime e degradanti. Per questo, il cuore di Nasim ha cominciato a crollare, fino a quando non è sopraggiunto un attacco di cuore. Solo allora, il regime è stato costretto a rilasciarle un permesso per motivi medici.

Al peggio, però, non c’è mai fine: ritornata in carcere dopo il permesso medico, Nasim ha subito un controllo di sicurezza “particolare”Costretta a spogliarsi nuda davanti ad altre prigioniere, Nasim è stata palpeggiata e molestata in maniera del tutto inumana. Alla violenza fisica delle guardie, si è aggiunta quella psicologica: insieme ai palpeggiamenti, la sicurezza ha aggiunto anche una serie di insulti e offese che hanno umiliato pubblicamente Nasim.

Chiediamo la liberazione immediata di Maryam Naghash-Zargaran (Nasim) e di tutti gli oltre 50 cristiani presenti nelle carceri iraniane, arrestati e condannati unicamente per motivi religiosi!

Tu puoi liberarla! Firma la petizione per la liberazione di Maryam!

http://goo.gl/5F1yGx

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Il 4 settembre scorso, parlando davanti alla potente Assemblea degli Esperti, Ali Khamenei ha sviluppato il suo personale ragionamento geopolitico. Teorizzando un nuovo ordine internazionale, la Guida Suprema iraniana ha descritto le ragioni per le quali l’Occidente, a suo parere, è destinato a decadere. E’ bene che queste ragioni se le ricordino coloro che, in tutta Europa e oltre, promuovono oggi un accordo con la Repubblica Islamica. Ricordare le parole di Khamenei, infatti, serve a capire bene per quale motivo le democrazie mondiali non possono convivere con il regime dei Mullah. Orbene, prevedendo un nuovo ordine mondiale dominato dalle religioni, prima fra tutti l’Islam, il Rahbar ha affermato che la cultura occidentale è in via di estinzione perchè troppo incentrata slogan quali “diritti umani” e “democrazia”. Non solo: a detta di Khamenei, l’Occidente è anche colpevole di aver snaturato il ruolo della donna, sostenendo movimenti come quello femminista che hanno rovinato il genere femminile. Dulcis in fundo, dopo aver ricordato che ormai il Corano ha sempre piu’ successo in Europa, Khamenei ha attaccato la concenzione del sesso occidentale, in particolare l’aver trasformato l’omosessualità in un valore….Per Khamenei, infine, la decandenza delle democrazie non si fermerà qui, ma “continuerà verso condizioni peggiori e piu’ brutte”.

Come suddetto, questo articolo lo dedichiamo a tutti coloro che oggi, putroppo, applicano ragionamenti di diplomazia Occidentale verso la Repubblica Islamica. Il nostro consiglio è di non farsi troppe illusioni: la Repubblica Islamica non cambierà mai e con lei neanche il fondamentalismo che domina la sua leadeship religiosa, militare e politica.

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Da 71 giorni si trova nelle mani dei carcerieri iraniani. Il suo nome è Ghoncheh Ghavami ed è una ragazza di 25 anni, arrestata dai Pasdaran solamente per aver tentato di assistere alla partita di pallavolo tra Iran e Italia. La partita venne giocata il 20 giugno e, in quel giorno, con Ghoncheh vennero arrestate altre 50 donne che tentarono solamente di recarsi allo stadio a vedere il match. Come noto, il regime iraniano vieta alle donne di assistere agli eventi sportivi pubblici, aperti solamente agli uomini. Ghoucheh Ghavami, per la cronaca, ha potuto aver contatti con la sua famiglia solamente dopo 24 giorni di prigionia. Settimane di silenzio, in cui la povera ragazza è stata continuamente interrogata e umiliata.

Il fratello di Ghoncheh, Iman Ghavami, ha descritto la sorella come una sostenitrice dei diritti umani, tornata un anno fa in Iran dall’Inghilterra, proprio al fine di sostenere la speranza di cambiamento promessa dal Presidente Hassan Rouhani. Una speranza, purtroppo, mal risposta che l’ha portata tra le sbarre della prigione della Repubblica Islamica. Iman Ghavani, chiaramente, si è appellato anche al Foreign Office inglese che, sinora, non ha ottenuto la liberazione della donna (nonostante la riapertura dell’Ambasciata inglese a Teheran, avvenuta nel giugno di quest’anno…).

Da parte nostra, lanciamo un pubblica appello al Primo Ministro Matteo Renzi e al Ministro degli Esteri – e neo Mrs. Pesc – Federica Mogherini. La dignità delle donne e la parità tra i sessi è, almeno a parole, un punto cardine di questo esecutivo di centro sinistra. In nome di questi diritti e della difesa della dignità umana, chiediamo ai due rappresentanti politici italiani di agire presso il Governo dei Mullah, per ottenere l’immediata scarcerazione di Ghonceh Ghavami. Ghonce desiderava veder giocare la sua squadra e ammirare la bravura anche dei giocatori italiani. La Repubblica Islamica, come sempre, ha negato a lei e alle altre donne questo sacrosanto diritto. E’ ora che l’Italia democratica faccia sentire la sua voce contro questa intollerabile barbarie.

Vi invitiamo a fare like sulla pagina Free Ghonceh Ghavani: https://www.facebook.com/FreeGhonchehGhavami

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La notizia che arriva da Stoccolma, non sarebbe mai potuta accadere nell’Iran dei Mullah. Una coppia di ragazze lesbiche iraniane, Sahar Mosleh e Maryam Iranfar, hanno finalmente coronato il loro sogno d’amore, sposandosi nella capitale svedese. La loro storia dura ormai da nove anni, ma la loro libertà di amarsi è arrivata solamente quando hanno potuto lasciare l’Iran e raggiungere la meta sicura in Europa. Qui, come suddetto, sono state unite in matrimonio dall’Imam Ludovic Mohamed Zahed, clerico sudafricano, anche lui omosessuale. Come si vede dalle fotografie, l’amore tra Maryam e Sahar non ha superato solamente la repressione del regime iraniano, ma anche le dure prove della natura. Sahar, infatti, è costretta da una malattia a vivere su una sedia a rotelle. Nonostante tutti e tutto, queste due donne hanno vinto, dimostrando al mondo il loro coraggio e la loro voglia di amarsi senza confini.

Se queste due donne avessero tenatto di amarsi liberamente in Iran, nella migliore delle ipotesi, sarebbero state condannate al carcere e ad almeno 50 frustate. Nella peggiore delle ipotesi, quella piu’ diffusa, sarebbero invece state mandate direttamente al patibolo. Di recente, vergognosamente, il Capo della Giustizia iraniana, l’Ayatollah Sadeq Amoli Larijani, ha negato le condanne a morte approvate dalla Repubblica Islamica contro i gay. Solamente pochi giorni prima delle parole dell’Ayatollah Larijani, due omosessuali, Abdullah Ghavami Chahzanjiru e Salman Ghanbari Chahzanjiri, erano stati impiccati nel sud dell’Iran.

Senza parole…

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Anche in Iran si scopa!!! Adesso è ufficiale: a rivelarlo è una inchiesta segreta del Parlamento iraniano, lunga 82 pagine e resa nota da un articolo dell’Economist. Secondo questa inchiesta, infatti, non solamente i giovani iraniani sono sessualmente attivi, ma l’80% delle donne non sposate hanno un ragazzo con cui mantengono costanti rapporti fisici. Non solo: il 17% dei 142.000 studenti analizzati dall’inchiesta, hanno anche rapporti sessuali considerati peccato nella Repubblica Islamica, ovvero sono omosuessuali. La capitale del sesso, come prevedibile, è Teheran. In poche parole questa inchiesta dimostra che, una volta chiusa la porta di casa, i giovani iraniani sfogano il loro bisogno di libertà. Nonostante l’oppressione morale bigotta del regime, infatti, neanche i Mullah possono bloccare la voglia di vivere del popolo. Tra le altre cose, nella Repubblica Islamica esiste anche un modo legale per fare sesso liberamente senza essere puniti: si chiama sigheh, anche noto come “matrimonio temporaneo“, ovvero un matrimonio che può durare anche una sola ora e che permette ad un uomo e una donna di unirsi sessualmente senza rischiare il patibolo. Il sigheh è da molti descritto come una “prositutzione legale“. Tra le altre cose, è molto usato dai religiosi di Qom per mettere in pratica i loro piaceri sessuali senza sentirsi in colpa verso Maometti…Ovviamente i media iraniani hanno nascosto il contenuto dell’inchiesta al pubblico. Nonostante tutto, ancora una volta, la verità è uscita fuori!

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