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hariri iran

Il capo della Camera di Commercio iraniana-cinese, Majeed Reza Hariri, ha ammesso che sia la Cina che la Russia si stanno astenendo dal realizzare qualsiasi scambio bancario con Teheran, per via delle sanzioni internazionali.

Hariri, citato anche dall’agenzia di stampa iraniana ILNA, ha sottolineato che, se oggi una persona in possesso di passaporto iraniano richiede servizi bancari in Russia o in Cina, sicuramente verrà respinto. Questo perchè, citando Hariri, “nessuna banca è pronta a collaborare con noi perchè siamo accusati di riciclaggio di denaro”. Hariri, ha quindi rilevato che Teheran sia oggi sottoposta ad una doppia pressione: la prima legata alle sanzioni americane, la seconda alla mancata ratifica dell’accordo con il Financial Action Task Force (FATF/GAFI).

Ricordiamo che il Parlamento iraniano ha per ben due volte provato ad approvare une riforma del sistema bancario iraniano, dopo che Teheran aveva goduto di un periodo concesso dal FATF alla Repubblica Islamica per conformarsi alle normative internazionali sul riciclaggio di denaro. Tutte le riforme sono state però bocciate dal Consiglio dei Guardiani, che le ha considerate contro l’interesse nazionale, preferendo quindi la continuazione del finanziamento alle milizie armate sciite filo iraniane in giro per il Medioriente.

 

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Il regime iraniano risponde picche al Presidente russo Vladimir Putin. Secondo quanto riporta l’agenzia IRNA, infatti, Bahram Qasemi – portavoce del Ministero degli Esteri iraniano – ha affermato che Teheran restera’ in Siria “sino a quando i siriani lo vorranno”. In altre parole, gli iraniani non hanno alcuna intenzione di ritirarsi da Damasco.

Le parole di Qasimi, piu’ che una risposta alle condizioni di Pompeo, rappresentano come suddetto una dura reazione alle richieste di Vladimir Putin. Qualche giorno fa, infatti, Putin ha convocato a Sochi il Presidente siriano Assad, e ha espressamente chiesto il ritiro di tutte le forze straniere dalla Siria.

Un pensiero che e’ stato esplicitamente spiegato successivamente da Alexander Lavrentiev, inviato speciale di Putin per la Siria. Secondo quanto dichiarato da Lavrentiev, ora che Assad ha praticamente ripreso tutta Damasco, tutte le forze straniere devono lasciare la Siria, “inclusi gli americani, i turchi, Hezbollah e gli Iraniani”. Praticamente Mosca ha posto un ultimatum molto chiaro ad Assad: se vuoi che noi restiamo al tuo fianco e ti salviamo la Presidenza, caccia via tutti quanti (esclusi i russi…).

Concludendo, come da tempo prospettato, sulla Siria rischia di incrinarsi il fragile equilibrio tra Teheran e Mosca. Alleate nella “lotta” contro l’Occidente, Iran e Russia sono competitors sulla visione strategica del futuro del Medioriente (relazioni con Israele, con l’Arabia Saudita, con la Turchia) e sono competitors in termini economici (petrolio e ricostruzione della Siria). Una alleanza facile da mantenere in tempi di guerra aperta, ma assai difficile quando si tratta di ricreare la pace e la stabilita’…e sul futuro della Siria