Archivio per la categoria ‘Iran Rohani’

123

Per l’Occidente è un moderato che aiuterà il mondo a pacificare la Siria e combattere Isis in Iraq. Hassan Rouhani è percepito come colui che riporterà il regime iraniano all’interno della Comunità Internazionale, avvicinando la Repubblica Islamica al Nuovo e al Vecchio Continente. Peccato che, come sempre, ben pochi esperti di politica internazionale si danno la briga di leggere veramente le dichiarazioni che arrivano da Teheran. Qualche giorno fa, il Presidente iraniano Rouhani ha incontrato il Primo Ministro siriano Wael al Halqi. Nell’incontro, Rouhani non ha espresso alcuna critica verso Bashar al Assad e la sua politica terrorista. Al contrario, secondo quanto riportato da Fars News, Rouhani ha elegiato il regime di Damasco per la sua lotta contro il “terrorismo” e la “cospirazione straniera”. Così, mentre gli Stati Uniti e l’UE si aspettano da Teheran una mossa per defenestrare Bashar al Assad, dalla dirigenza iraniana arriva esattamente il messaggio contrario. Tanto è vero che,  nello stesso incontro con il Primo Ministro siriano, Rouhani ha promesso un approfondimento delle relazioni tra Iran e Siria. Un approfondimento che, chiaramente, non potrà che passare per un maggiore sostegno militare da parte della Repubblica Islamica a Bashar al Assad.

aaaa

Sarà quindi anche per questo motivo che, nel budget presentato dal Governo iraniano al Parlamento per il 2015, è previsto un considerevole e drammatico aumento dei finanziamenti verso i Pasdaran e i Basij. Secondo quanto scritto dallo stesso Wall Street Journal, Rouhani pianifica di spendere per il 2015 8,4 quadrilioni di Rial, ovvero circa 293 miliardi di dollari. Si tratta di un aumento del 4% delle spese statali, rispetto allo scorso anno. Un budget fondato sull’aumento del 23% delle tasse statali, a fronte di una diminuzione degli income arrivati dall’esportazione del petrolio. La domanda però è una sola? In nome di cosa e di chi i cittadini iraniani pagheranno un aumento cosi elevato della tassazione? La risposta si trova nel budget stesso: nonostante un previsto aumento dei finanziamenti al sistema sanitario, ben 10 miliardi di dollari verrano usati per finanziare i Pasdaran ed i Basij. Un aumento del 33% del finanziamento statale rispetto all’anno 2014! Non solo, come fanno notare gli esperti, il sostegno governativo alle milizie paramilitari sarà anche notevolmente più alto, in considerazione del fatto che le spese previste per l’ufficio della Guida Suprema – il capo militare del Paese – non vengono pubblicate nel budget governativo.

Se consideriamo anche il sostegno Governativo alla Khatam al Anbia, la compagnia controllata dai Pasdaran, il sostegno statale alle Guardie Rivoluzionarie cresce sino al 48% delle spese totali previste per il 2015. Senza contare, infine, che secondo quanto previsto dal Governo iraniano, aumenti nel budget sono previsti anche per il Ministero dell’Intelligence, 790 milioni di dollari ovvero un aumento del 40% del finanziamento statale, e per le corti religiose (aumento del 37% del finanziamento statale).

Insomma, il messaggio che il regime iraniano sembra voler mandare è molto chiaro: rafforzamento dell’apparato repressivo del regime, contro ogni possibile minaccia esterna (ovvero sostegno al terrorismo internazionale), ma soprattutto interna. Ancora una volta, nell’indifferenza internazionale, a pagare saranno i cittadini iraniani, le cui istanze di libertà troveranno davanti un muro di repressione sempre più spietato e violento. In queste ore l’account Twitter ShiaPulse ha reso noto un documento del 2010, in cui la Guida Suprema Ali Khamenei metteva in guardia davanti al rischio di un collasso della Repubblica Islamica ed ordinava agli apparati di sicurezza di agire massicciamente per tenere in vita il regime dei Mullah.

1111

 

 

Untitled

Le Nazioni Unite hanno aperto la loro porta all’ennesimo criminale travestito da moderato. Hassan Rouhani si presenta all’Assemblea delle Nazioni Unite dopo un anno da Presidente dell’Iran e con un record di violazioni dei diritti umani praticamente senza precedenti. Basti pensare che, in soli 12 mesi, oltre 900 persone sono finite al patibolo, senza contare il numero di prigionieri politici presenti nel Paese. In questi giorni, quindi, una nuova rivelazione fatta da un rappresentante del regime iraniano, svela molto chiaramente il vero volto di Hassan Rouhani e la sua complicità nel terrorismo e nelle repressioni interne dei miliziani dei Mullah. Qualche tempo fa, vi avevamo già detto che Hassan Rouhani ha fatto parte della Commissione Speciale che ha dato il via libera all’attentato terrorista contro il centro ebraico AMIA a Buenos Aires (1994). In quell’occasione, gli agenti iraniani fecero oltre 80 morti.

Ora, veniamo a sapere che fu Rouhani in persona a volere l’intervento dei Pasdaran per reprimere la protesta degli studenti di Teheran nel 1999. La rivelazione è stata fatta direttamente dal Generale Yahya Rahim Savafi – Consigliere militare dell’Ayatollah Khamenei – in una intervista a Tasnim News, agenzia di stampa iraniana vicino ai Pasdaran. Prima una premessa storica: come ricorderete, nel luglio del 1999, gli studenti dell’Università di Teheran si sollevarono contro il regime, in protesta contro la chiusura del giornale riformista Salaam. Il giornale Salaam, voluto dal figlio stesso dell’Imam Khomeini – Ahmad Khomeini – diventò la voce della richiesta di cambiamento all’interno della società iraniana. Grazie agli articoli di questo giornale, l’Ayatollah Khatami arrivò al potere, dando al Paese una speranza di cambiamento (speranza, purtroppo, molto presto disillusa). La chiusura del quotidiano Salam, non soltanto rappresentò il primo passo verso la fine dell’esperienza riformista iraniana, ma determinò anche la prima vera sollevazione dei giovani studenti, contro un regime sempre piu’ perverso e bigotto.

aaaa

Gli studenti iraniani cominciarono a protestare contro il regime all’inizio di luglio. Secondo quanto dichiarato dal Generale Rahim Savafi, l’allora Presidente riformista Khatami rifiutò per una settimana la richiesta di intervento dei Pasdaran per reprimere le manifestazioni. Nonostante il rifiuto del Presidente (e dell’allora Ministro dell’Interno), ha rivelato Safavi, il Dottor Hassan Rouhani – allora capo del potente Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale – decise di superare il Presidente e di conferire egli stesso la responsabilità alle Guardie Rivoluzionarie. Il risultato, purtroppo, è bene noto agli storici: i Pasdaran e i Basij entrarono nel dormitorio dell’Università di Teheran l’8 luglio del 1999, causando oltre 200 feriti e almeno 3 morti. Vogliamo ricordare infine che, proprio qualche mese fa, l’attuale Sindaco di Teheran Ghalibaf – all’epoca comandante dei Pasdaran – rivelò di aver ricevuto il permesso delle autorità iraniane per entrare nel dormitorio universitario e colpire gli studenti durante la notte.

Fu così che il 18 Tir (in data persiana) si trasformò in quella che venne definita la “Tiananmen Iraniana“.  Dieci anni dopo, nel 2009, gli studenti iraniani hanno marciato ancora per le strade di Teheran, ricordando le repressioni del 18 Tir e chiedendo democrazia e libertà. Purtroppo, ancora una volta, quello che hanno ricevuto in cambio è stato sangue e morti.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=tv2XTWyibmU%5D

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=FpwKaOBjr1A%5D