Archivio per la categoria ‘Iran rifugiati’

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Mentre in Occidente si dibatte sulla qualifica di Qassem Soleimani – Generale eroe o spietato terrorista – in oriente alcuni non hanno dubbi nel propendere verso la seconda opzione.

Tra loro c’e’ la Senatrice Belquis Roshan, membro della Camera alta del Parlamento afghano e una delle poche donne elette nell’Afghanistan post-Talebani. Pochi giorni fa, commentando le parole di dispiacere dell’ex Presidente Hamid Karzai per la morte di Soleimani, la Roshan ha lasciato tutti a bocca aperta per il suo estremo coraggio.

La Senatrice afghana, infatti, ha condannato il sostegno di Karzai a Soleimani e ricordato come proprio Soleimani e’ stato il responsabile della morte di oltre 5000 afghani, pagati dall’Iran per combattere in Siria ed inserite nella Divisione Fatemiyoun (altri 1200 afghani reclutati da Teheran risultano oggi dispersi).

Ricordiamo che la Divisione Fatemiyoun e’ stata creata dalla Forza Qods iraniana per combattere in difesa di Bashar al Assad in Siria. E’ composta da afghani e pakistani sciiti, che spesso vengono spediti in Siria in cambio di uno stipendio e della promessa di ricevere un passaporto iraniano. La maggior parte di loro ritorna in Iran all’interno di una bara e viene seppellito in cimiteri lontani e anonimi.

 

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Egregio Ministro Minniti, Egregio Ministro Orlando, Eregio Ministro Alfano,

Scriviamo a Voi per sottoporvi il caso di Aideen Strandsson, attrice iraniana che, dopo essersi convertita dall’Islam al Cristianesimo, ha deciso di abbandonare la Repubblica Islamica per cercare un rifugio sicuro in Europa. Precisamente in Svezia.

Come Voi saprete benissimo, in Iran la conversione ad una fede diversa dall’Islam, e’ considerata un reato gravissimo, definito come apostasia e per questo e’ prevista anche la pena capitale.

Purtroppo, per ben due volte, le autorità di Stoccolma hanno respinto la richiesta di Aideen di ricevere asilo politico, non riconoscendo all’attrice iraniana il rischio di essere arrestata e impiccata. Per questo, Aideen ha deciso di raccontare ai media la sua storia, sperando di riuscire a salvarsi da un rimpatrio estremamente pericoloso (Christian Post).

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In una intervista rilasciata alla CBN, Aideen ha raccontato di essersi convertita al cristianesimo in Iran e di aver lasciato il Paese, proprio per i rischi che correva. Ha denunciato di aver raccontato la sua storia ai responsabili del Dipartimento Immigrazione in Svezia che, come suddetto, le hanno negato la residenza permanente nel Paese.

Aggiungiamo che, secondo Open Doors, il regime iraniano si trova all’ottavo posto, tra i Paesi che nel mondo perseguono i cristiani, con un livello di persecuzione definito come “extreme”. Solamente nel 2016, 193 cristiani sono finiti delle prigioni iraniane.

Per le ragioni esposte sopra, Egregi Ministri, Vi chiediamo di verificare le notizie diffuse dalla stampa internazionale e – se confermate – di concedere l’asilo politico ad Aideen Strandsson, la cui vita non può essere messa a rischio nel 2017, per delle scelte relative alla libertà di fede.

Libertà che fa parte dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Repubblica Italiana.

Cordialmente,

Collettivo No Pasdaran

L’intervista di Aideen Strandsson alla CBN

 

Alcune copertine dei film fatti da Aideen in Iran

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