Archivio per la categoria ‘Iran Rafsanjani’

khamenei rouhani meme

La Guida Suprema iraniana ha praticamente deciso di cancellare ufficialmente la Costituzione della Repubblica Islamica. Come noto, infatti, secondo quanto codificato compito dell’Assemblea degli Esperti – eletta da voto popolare – e’ quello di nominare la Guida Suprema e, se necessario, di rimuoverla.

Khamenei, in un colpo solo, ha deciso di cancellare quanto scritto: parlando davanti all’Assemblea degli Esperti il 21 settembre scorso, il dittatore iraniano ha chiesto agli 88 membri dell’Assemblea, di fungere da controllori dei tre rami istituzionali – esecutivo, legislativo e giudiziario. In particolare, agli anziani clerici dell’Assemblea, da pochi giorni, spetta il compito di verificare che i tre livelli istituzionali siano stati capaci di raggiungere gli obbiettivi della rivoluzione khomeinista (o se al contrario stiano fallendo). Tra le altre cose, Khamenei ha anche chiesto all’Assemblea degli Esperti di verificare che non ci siano “interferenze di elementi legati alla cultura Occidentale”.

Si tratta di un cambiamento epocale, che può avere delle drammatiche conseguenze. L’Assemblea, infatti, e’ il cane da guardia della Guida Suprema, insieme ai Pasdaran e al Consiglio dei Guardiani. In pratica, Khamenei dispone di un sistema istituzionale parallelo capace, in ogni momento, di accusare gli organi ufficiali di non conformità agli obiettivi della rivoluzione e di tradimento. Accuse che, se necessario, possono anche portare all’arresto dello stesso Presidente.

D’altronde, Khamenei e’ abituato all’illegalità: la sua stessa elezione a Rabar – Guida Suprema – fu viziata dal dolo. Khamenei, infatti, non aveva le credenziali religiose per essere nominato in quella posizione. Grazie all’intervento di Rafsanjani, le credenziali di Khamenei furono alzate artificialmente, consentirgli di essere eletto.

 

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alberto nisman iran

Era il 18 gennaio del 2015, quando a Buenos Aires veniva ritrovato il corpo senza vita del procuratore argentino Alberto Nisman. Come noto, Nisman aveva lavorato anni investigando sull’attentato del 1994 contro il centro ebraico AMIA, ove persero la vita oltre 80 civili innocenti.

L’attentato all’AMIA fu opera di Hezbollah, ma i mandanti – come dimostrato dalle indagini internazionali – sedevano nell’Ambasciata iraniana in Argentina e a Teheran. Per quell’attentato, infatti, l’Interpol emise mandati di cattura internazionali addirittura contro l’allora presidente iraniano Rafsanjani.

Negli anni in cui indago’, Nisman fu in grado di dimostrare – attraverso intercettazioni telefoniche – che l’ex Presidentessa argentina Cristina Fernandez de Krichner, aveva agito per coprire le responsabilità iraniane nell’attentato del 1994, allo scopo di firmare accordi petroliferi con il regime islamista. Alberto Nisman, tra le altre cose, mori’ il giorno prima di presentare le prove raccolte davanti ad una commissione speciale del Parlamento argentino.

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Secondo quanto dichiarato alla stampa dal procuratore criminale Ricardo Saenz, una nuova autopsia sul corpo di Alberto Nisman ha dimostrato la presenza di clonazepam – un forte tranquillizzante – e di ketamina, un forte anestetico, usato spesso in veterinaria. Secondo Saenz, quindi, quanto trovato nella nuova autopsia prova indiscutibilmente che Alberto Nisman non e’ morto per cause naturali, ma e’ stato ucciso!

Ricordiamo che, già nel 2015, il Daily Beast aveva messo in luce come, proprio il regime iraniano, fosse tra i probabili mandanti dell’omicidio di Alberto Nisman, probabilmente con settori deviati dell’intelligence argentina, interessati a chiudere la bocca al coraggioso Procuratore.

shahroodi

L’Ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi e’ stato nominato da Khamenei nuovo Presidente del Consiglio per il Discernimento, ereditando la posizione che era del defunto Ayatollah Rafsanjani. Il Consiglio per il Discernimento e’ un organo ufficialmente nato per dirimere le controversie tra il Parlamento iraniano e il Consiglio dei Guardiani, ma che oggi svolge principalmente un ruolo consultivo verso la Guida Suprema. I membri del Consiglio per il Discernimento sono nominati dalla Guida Suprema per cinque anni.

In questo senso, le posizioni politiche che prende il Presidente del Consiglio stesso devono essere prese in considerazione, soprattutto quando – raramente – dissentono con quelle della Guida Suprema (come accaduto negli ultimi anni tra Khamenei e Rafsanjani).

La nomina di Hashemi Shahroudi a Presidente del Consiglio del Discernimento, rappresenta un colpo per Rouhani e una nuova vittoria politica per la fazione più conservatrice, vicina sia alla Guida Suprema che ai Pasdaran.

L’Ayatollah Shahroudi, infatti, non solo e‘ stato per anni a capo del Supremo Consiglio Islamico iracheno – partito politico sciita filo iraniano, con tanto di milizia armata a seguito (l’Organizzazione Badr) – ma e’ stato anche dal 1999 al 2009 a capo della Magistratura iraniana. In questa posizione, Shahroudi ha dato il meglio di se: ha benedetto la repressione della protesta degli studenti iraniani, ha nominato il Procuratore Saeed Mortazavi (quello delle torture nel carcere di Kharizak e della morte della giornalista irano-canadese Zahara Khazemi), e ha contribuito alla prima repressione dell’Onda Verde (2009). 

La nomina di Shahroudi, quindi, manda dei segnali molto chiari relativamente al regime iraniano: il potere resta saldamente nelle mani della fazione più conservatrice e repressiva. Shahroudi, infatti, darà luce verde non solo alla stretta sui diritti civili, ma anche all’espansione del potere dei Pasdaran sia all’interno del Paese, che all’esterno (in Iraq in primis).

Ovviamente, in palio c’e’ qualcosa di più importante, ovvero la successione allo stesso Khamenei a cui, proprio l’Ayatollah Shahroudi, risulta essere tra i favoriti.

 

Cari imprenditori internazionali, se volete un bel consiglio, scappate dalla Repubblica Islamica dell’Iran, prima che sia troppo tardi. Da mesi, infatti, vi raccontiamo di una guerra fra frazioni politiche iraniane, che va avanti senza tregua alcuna. Una guerra, si badi bene, che poco riguarda il modello di Repubblica Islamica, ma molto gli interessi economici in gioco (No Pasdaran).

Da una parte, come noto, ci sono i Pasdaran, ormai da anni in pieno controllo con le loro compagnie, di buona parte dell’economia iraniana, visibile ed invisibile. Tra quello che viene controllato dai Pasdaran, anche il narcotraffico…Dall’altra i pragmatici di Rouhani, per nulla interessati a democrazia e diritti umani, ma assai interessati a ricevere fondi dall’estero per mantenere quel sistema di corruzione, ben noto alla famiglia del defunto ex Presidente iraniano, Ayatollah Rafsanjani (di cui Rouhani e’ praticamente il figlioccio politico). In mezzo, fino ad un certo punto, la Guida Suprema Khamenei, visto da tutti come un ago della bilancia, che ha benedetto a suo modo l’accordo nucleare, ma mettendo sempre dei paletti capaci di garantirgli di poter far liberamente virate di 360 gradi (EA WorldView).

Dopo la fine della Presidenza pro Iran di Obama, la Guida Suprema sta quindi sterzando di nuovo verso i Pasdaran, visti come la forza capace di garantirgli il potere e i suoi stessi interessi economici. Per questo, Khamenei ha rilanciato pesantemente il tema della “jihad economica” – ovvero la chiusura ad imprese estere – e la guerra contro le “infiltrazioni culturali” del nemico Occidentale (sotto la cui bandiera oggi, in Iran, vengono arrestati decine di attivisti, giornalisti, artisti, letterati e accademici). Per questo, anche, la Guida Suprema permette l’arresto di decine di iraniani con doppia cittadinanza, tra i quali anche il ricercatore medico Ahmadreza Djalali.

In queste ore, quindi, lo scontro tra le fazioni politiche in Iran ha raggiunto un pericoloso apice: il capo dei Pasdaran Generale Mohammad Ali Jafari, parlando ad un evento dedicato ai martiri a Qom, ha accusato direttamente “molti dei membri del Governo attuale” – quello di Rouhani – di rappresentare un pericolo per il Paese, avendo ormai sposato idee Occidentali, liberali e contro rivoluzionarieCon imputazioni simili, si badi bene, in Iran si finisce tranquillamente in carcere per decine di anni, con l’accusa di rappresentare una “minaccia alla sicurezza dello Stato”. Chiudendo il suo discorso, come a lanciare un chiaro monito a Rouhani, Jafari ha quindi affermato che “il fronte della resistenza rivoluzionario, ha fatto crollare il potere il regime comunista dell’est. Con il volere di Dio, sta ora distruggendo il potere Occidentale” (Fars News).

Ergo, come suddetto, se il mondo imprenditoriale Occidentale vuole davvero un consiglio utile per proteggere i suoi investimenti, il solo buono e utile è quello di stare lontani dalla Repubblica Islamica dell’Iran. La guerra tra le fazioni in corso, soprattutto in vista delle prossime elezioni Presidenziali del Maggio 2017 (e della prossima necessità di nominare una nuova Guida Suprema), lascierà sulla sua strada, una scia di odio e attacchi politici molto pericolosa.

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Tre vice comandanti dell’unità di intelligence dei Pasdaran iraniani, sono stati arrestati con l’accusa di corruzione, contrabbando, estorsione e riciclaggio di denaro. I tre, secondo le informazioni trapelate dal sito riformista “Amad News”, erano assistenti personali di Hossein Taeb, potente comandante dell’unità di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, inserito nella lista delle persone sottoposte a sanzioni internazionali, per il suo ruolo nell’abuso dei diritti umani, soprattutto durante la repressione del cosiddetto movimento dell’Onda Verde (Defend Democracy).

Dalle informazioni rilasciate in questi giorni da Amad News, si apprende che i tre Pasdaran sono stati arrestati ad Ottobre 2016: due di loro, “Atheem” e “Ifshari”, si troverebbero ancora in carcere, mentre il terzo fermato, indicato come tale “Mihrab”, sarebbe stato rilasciato su cauzione (Asharq al-Awsat).

La pubblicazione di queste informazioni sensibili avventa in questi giorni in Iran, deve essere inquadrata come parte della guerra intestina in corso all’interno del regime, tra la fazione di Hassan Rouhani, e quella legata alle Guardie Rivoluzionarie (alleati della magistratura). Una guerra che si gioca soprattutto sulla denuncia del drammatico livello di corruzione interna alla Repubblica Islamica, capace di coinvolgere i massimi livelli dell’establishment. In questi giorni, come noto, la fazione di Hassan Rouhani è rimasta orfana del suo rappresentante più potente, ovvero l’ex Presidente iraniano Hashemi Rafsanjani (No Pasdaran).

E’ chiaro che, nelle prossime settimane, assisteremo ad una crescita esponenziale della tensione tra le due fazioni in lotta, soprattutto in vista delle prossime elezioni presidenziali. In questo senso, sarà Khamenei a giocare il ruolo di ago della bilancia.

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Dall’Iran giungono notizie che destano preoccupazione. Secondo indiscrezioni, la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, sarebbe pronto a nominare un assassino, a capo del Consiglio del Discernimento, come successore del defunto Ayatollah Rafsanjani. Si tratta del clerico Ebrahim Raisi, 56 anni, poco noto fuori dai confini della Repubblica Islamica, ma tristemente famoso a tutti coloro che hanno lottato e lottano per un nuovo Iran (Al Arabiya).

Raisi, infatti, era uno dei membri della Commissione della Morte, ovvero il Tribunale special voluto direttamente da Khomeini con una apposita fatwa che, nel 1988, condannò a morte migliaia di prigionieri politici iraniani. Ad oggi, Ebrahim Raisi è il custode della Bonyad – una delle potenti fondazioni religiose – Astan Quds Razawi, sita in Mashhad.

Va ricordato che, nella Commissione della Morte del 1988, era presente anche Mostafa Pourmohammadi, attuale Ministro della Giustizia del Governo Rouhani (No Pasdaran). Il solo che si oppose al massacro del 1988 fu l’Ayatollah Montazeri, sino ad allora ritenuto il naturale successore di Khomeini. Per questa sua opposizione, Montazeri fu ostracizzato dal regime e nuova Guida Suprema – grazie al sostegno di Rafsanjani – divenne Ali Khamenei (pur se privo dei necessary titoli religiosi). Recentemente, il figlio di Montazeri, Ahmad Montazeri, ha rilasciato un audio (link) in cui si sente il padre opporsi al massacro del 1988 e la derisione dei clerici che lo ascoltavano. Per aver rilasciato l’audio pubblicamente, Ahmad Montazeri è stato arrestato e condannato a sei anni di carcere (Middle East Institute).

Per approfondire sui massacre del 1988:

http://www.iranhrdc.org/english/publications/reports/3158-deadly-fatwa-iran-s-1988-prison-massacre.html

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Nel video che vi proponiamo in basso, risalente al 2007, si può ascoltare un terribile discorso dell’Ayatollah Rafsanjani, morto due giorni or sono e seppellito oggi in Iran. Nel suo discorso, Rafsanjani praticamente giustifica lo sterminio degli ebrei avvenuto durante il periodo nazifascista.

Parlando davanti ad una folla di fedeli, Rafsanajni affermò che l'”Europa risolse un grande problema, il problema della minaccia sionista”. Secondo l’Ayatollah, infatti, all’epoca nazifascista gli ebrei – nelle parole dell’Ayatollah “i sionisti” – causavano gravi problemi ai Governi con “le loro proprietà e la loro propaganda”. Per questo, “quanto Hitler e i Nazisti fecero agli ebrei era in buona parte causato” dagli stessi comportamenti degli stessi ebrei. Nel ragionamento malato di Rafsanjani, i Nazisti eliminarono e cacciarono gli ebrei “per salvare l’Europa”. Una espulsione che ha trasportato “questa calamità” (gli ebrei), sul mondo mussulmano (con la nascita dello Stato di Israele).

Un veemente discorso antisemita che, ancora una volta, mostra il vero volto di un personaggio tutt’altro che moderato, ma intriso di fondamentalismo e razzismo.