Archivio per la categoria ‘Iran Polonia’

2

Quelli che vedete nelle immagini qui sotto, non sono pericolosi membri di una gang di scapestrati, uniti dalla volontà di compiere atti criminali. Al contrario, sono dei giovani uniti solo dalla voglia di vivere la vita liberamente, di abbracciarsi e ridere insieme, senza avere alcuna paura. Purtroppo, nella Repubblica Islamica governata dai Mullah – quella tanto cara oggi all’Occidente – tutto questo non e’ possibile. E’ di questi giorni la notizia dell’arresto di 89 giovanissimi – 42 ragazzi e 47 ragazze – per aver organizzato una “festa mista” – maschi e femmine insieme – ad est della capitale Teheran. Le autorità del regime sono venute a sapere del party controllando i social network dei giovani iraniani. Una volta scoperto l’ “evento peccaminoso”, i Pasdaran si sono immediatamente recati nell’area dove era situata la casa che ospitava la festa e, dopo averla circondata, sono entrati a forza arrestando i presenti. Per tutti loro, ovviamente, l’accusa sara’ quella di “immoralità'”, lo stesso crimine con cui qualche tempo fa furono arrestati, imprigionati e condannati a sei mesi di carcere e 91 frustate, i giovani che girarono il video “Happy in Teheran”.

Ora vi chiediamo: cosa pensereste se, tra quei giovani ammanettati come ladri, ci fosse anche vostra figlia o vostro figlio? Secondariamente ci chiediamo e di rimando chiediamo all’Occidente: come e’ possibile per le democrazie mondiali normalizzare le relazioni diplomatiche ed economiche con chi arresta ragazzi per aver partecipato ad un festa? Aspettiamo risposte…da anni ormai…

Alcune immagini dei giovani arrestati

1

3

b

abc

Il mondo democratico si prepara a trattare con l’Iran, proprio mentre nella Repubblica Islamica continuano le parole di odio e disprezzo verso la cultura occidentale. L’Ayatollah Alireza Panahian, rappresentante della Guida Suprema Ali Khamenei, ha pubblicamente dichiarato che la “la gharbzadegi in mezzo a noi non è differente dai takfiri (infedeli) dell’Isis“. La parola gharbzadegi, in persiano significa “percossa occidentale”. Si noti inoltre che, nella cultura islamica, i takfiri sono puniti con la morte. Non solo: il clerico ha continuanto il suo discorso affermando che “gli estremisti criminali dell’Isis non sono diversi dai liberali, entrambi rappresentano un mezzo per attaccare la resistenza“.

Il secondo colpo all’Occidente lo ha dato il Generale Mohammad Reza Naqdi, capo del corpo paramilitare Basij. Secondo il Generale “il risultato dell’istituzionalizzazione della corruzione in Occidente sta determinando una progressiva estinzione di questa razza. I libri di storia tra 100 anni scriveranno che una razza europea è esistita sulla Terra qualche tempo fa“. Alle sue invettive, il Generale Naqdi ha aggiunto le parole di Ali Khamenei, ricordando come nel luglio del 2013 la Guida Suprema abbia rimarcato l’importanza di opporsi all’Occidente.

E’ bene che tutti i Governi e i diplomatici Occidentali si ricordino bene di queste parole. Perchè sono questi i veri pensieri del regime iraniano e ogni tipo di collaborazione che Teheran offrirà, sarà sempre e sono nell’interesse dei Mullah e dei Pasdaran e non di quello del popolo iraniano, prima vittima dell’appeasement del mondo democratico verso il fascismo della Velayat-e Faqih. Ricordiamo infine che, qualche mese fa, lo stesso Khamenei aveva definito la “razza occidentale” barbara e selvaggia.

Adesso una domanda: cosa sarebbe successo se l’Occidente avesse detto queste stesse parole contro l’Islam? Probabilmente qualche Ambasciata Occidentale a Teheran adesso starebbe già andando a fuoco…

iran basij

In questo video è possibile vedere come i Mullah fanno divertire gli iraniani durante le manifestazioni pubbliche del regime (in questo caso durante il Giorno di Gerusalemme). Durante le manifestazioni nella città di Shiraz, questo banco offriva ai giovani iraniani la possibilità di tirare freccette contro le fotografie di Mir Hossein Mousavi, Mehdi Karroubi e dell’Ayatollah Khatami. Ai lati, invece, è possibile vedere le caricature del Presidente americano Obama e del Primo Ministro israeliano Netanyahu.

Mousavi e Karroubi, leader dell’Onda Verde, sono agli arresti domiciliari da anni e non hanno contatti con l’esterno. Tra le altre cose, a Mehdi Karroubi è stato vietato dal dottore di digiunare questo Ramadan, proprio per le sue precarie condizioni di salute. Lo stesso Mousavi, come ricorderete, è stato ricoverato in ospedale pochi mesi fa. Khatami, invece, è considerato praticamente un traditore dal regime e rappresentato praticamente ormai come un ousider

filter_internetcafe2

La scorsa settimana il Ministro degli Esteri della Polonia, Radoslaw Sikorski, ha visitato l’Iran, allo scopo di far ripartire le relazioni diplomatiche tra Varsavia e Teheran. Probabilmente, quello che Sikorski pensava di trovare era una nuova Repubblica Islamica, guidata dal “moderato” Hassan Rohani. Peccato che, come diciamo sempre, dietro le belle parole, il regime iraniano lo stesso.  Così, al contrario, quello che  il rappresentante polacco ha trovato è il solito Iran autoritario, oppressivo e fondamentalista. Deluso, Sikorski non ha potuto fare a meno di denunciare quello che ha visto con i suoi occhi durante la conferenza stampa ufficiale con il Ministro degli Esteri iraniano Zarif (video sotto). Parlando davanti ai giornalisti, Sikorski ha rivelato che – mentre si trovava nella sua stanza d’albergo ad Isfahan – ha tentato di visitare uno dei maggiori siti di informazione polacchi, la Gazeta Polska. Peccato, però, che l’accesso al sito gli sia stato negato dalla censura imposta dal regime alla Rete Internet. Il Ministro polacco ha detto di essere rimasto scioccato quando ha visto apparire il banner di “divieto di accesso” e ha affermato di voler avviare un dialogo con Teheran in merito ai diritti umani. Ovviamente, di tutto quanto successo in conferenza stampa e delle parole di Sikorski a Zarif, in Iran non è trapelato nulla. Il regime, come ha rivelato via Twitter lo stesso Ministro polacco, non soltanto ha censurato la parte della conferenza stampa sgradita, ma ha anche omesso ogni menzione in merito al dialogo tra Sikorski e Zarif sul negazionismo della Repubblica Islamica.

cccc

parte 2

Purtroppo per Sikorski, il suo buon proposito di avviare un dialogo con Teheran sui diritti umani, si risolverà in un grande fallimento. Teheran, come noto, rifiuta qualsiasi dialogo in merito alla democrazia e alla libertà e continua a censurare, impiccare, condannare al carcere e silenziare, tutti coloro che hanno un pensiero diverso dall’establishment. Ad ogni modo, la coraggiosa denuncia pubblica di Sikorski rappresenta un buon modello per tutti i rappresentante politici Occidentali che intendono visitare la Repubblica Islamica: sbattere in faccia ai dirigenti iraniani i loro crimini, indubbiamente, rappresenta una delle vie necessarie per dare al popolo iraniano la libertà che merita.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=qp_ZkrhqODc%5D