Archivio per la categoria ‘Iran Minoranze’

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Parlando a Qom davanti ad una pletora di clerici sciiti, il Ministro dell’Intelligence iraniano Mahmoud Alavi ha ‘denunciato’ che “il cristianesimo si sta diffondendo”. Secondo Alavi, a converstirsi al cristianesimo sarebbero “persone ordinarie i cui lavori sono vendere panini o simili attivita’”

Considerando il fenomeno in atto, Alavi ritiene che l’Iran non abbia alternativa: e’ necessario convocare queste persone presso il Ministero dell’Intelligence e chiedere loro le ragioni della conversione. E’ necessario quindi dire loro che l’Islam e’ una religione di pace e fratellanza. Alavi quindi ha affermato che, ogni volta che questo e’ stato fatto, le persone interrogate hanno risposto che quello che vedevano erano solo discussioni tra i clerici (sottointendendo che, quello che serve, e’ la pace e la cordialita’ tra i clerici sciiti…).

Infine, Alavi ha rimarcato come sia fondamentale il ruolo della propaganda che deve servire sia come forma di educazione, sia come strumento per la crescita delle nuove generazioni (nelle peggiori forme praticamente dell’indottrinamento di massa). Questo allo scopo di “vaccinare” il popolo contro l’influenza nemica (ovvero la cultura Occidentale).

Ricordiamo che in Iran abbandonare l’Islam e’ un reato (“apostasia”) punibile, nei casi peggiori, con la condanna alla pena di morte. Sono sempre di piu’ pero’ in Iran le persone che abbandonano l’Islam per il cristianesimo, soprattutto per il cristianesimo evangelico. Ovviamente, con l’aumento delle conversioni, aumentano anche le repressioni.

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Il regime iraniano ha arrestato due donne che nell’Ovest del Paese, precisamente a Kangavar, sono andate in giro per la citta’ senza velo. La loro azione, una protesta contro il velo obbligatorio, e’ stata ripresa in video dal marito di una delle due donne ed e’ stata poi diffusa in Rete da Masih Alinejad, la giornalista esule iraniana che, ormai da anni, sta combattendo una battaglia per i diritti delle donne per mezzo della pagina Facebook “La mia liberta’ rubata”.

Ormai da oltre due anni, aumentano sempre di piu’ le proteste delle donne contro le leggi repressive misogine, in vigore nella Repubblica Islamica. Ogni mercoledi, quindi, le donne iraniane girano con un velo bianco – i cosiddetti “White Wednesday” – per protestare contro il velo obbligatorio.

Purtroppo diverse attiviste sono state arrestate in questi mesi e alcune di queste condannate a lunghe pene detentive. Il caso piu’ eclatante e’ quello dell’avvocatessa Nasrin Sotoudeh, condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate, per aver difeso diverse di queste ragazze arrestate per aver protestato contro il velo, contro le leggi della Sharia o semplicemente contro il regime.

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