Archivio per la categoria ‘Iran Khomeini’

khamenei rouhani meme

La Guida Suprema iraniana ha praticamente deciso di cancellare ufficialmente la Costituzione della Repubblica Islamica. Come noto, infatti, secondo quanto codificato compito dell’Assemblea degli Esperti – eletta da voto popolare – e’ quello di nominare la Guida Suprema e, se necessario, di rimuoverla.

Khamenei, in un colpo solo, ha deciso di cancellare quanto scritto: parlando davanti all’Assemblea degli Esperti il 21 settembre scorso, il dittatore iraniano ha chiesto agli 88 membri dell’Assemblea, di fungere da controllori dei tre rami istituzionali – esecutivo, legislativo e giudiziario. In particolare, agli anziani clerici dell’Assemblea, da pochi giorni, spetta il compito di verificare che i tre livelli istituzionali siano stati capaci di raggiungere gli obbiettivi della rivoluzione khomeinista (o se al contrario stiano fallendo). Tra le altre cose, Khamenei ha anche chiesto all’Assemblea degli Esperti di verificare che non ci siano “interferenze di elementi legati alla cultura Occidentale”.

Si tratta di un cambiamento epocale, che può avere delle drammatiche conseguenze. L’Assemblea, infatti, e’ il cane da guardia della Guida Suprema, insieme ai Pasdaran e al Consiglio dei Guardiani. In pratica, Khamenei dispone di un sistema istituzionale parallelo capace, in ogni momento, di accusare gli organi ufficiali di non conformità agli obiettivi della rivoluzione e di tradimento. Accuse che, se necessario, possono anche portare all’arresto dello stesso Presidente.

D’altronde, Khamenei e’ abituato all’illegalità: la sua stessa elezione a Rabar – Guida Suprema – fu viziata dal dolo. Khamenei, infatti, non aveva le credenziali religiose per essere nominato in quella posizione. Grazie all’intervento di Rafsanjani, le credenziali di Khamenei furono alzate artificialmente, consentirgli di essere eletto.

 

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mek1988

Il sito della resistenza iraniana del MeK, i Mojahedin del Popolo Iraniano, riporta una notizia davvero importante: la maggior parte dei parlamentari italiani ha firmato un documento che chiede la condanna del regime iraniano per il Massacro del 1988 (NCR-Iran.org).

Il Massacro del 1988, si riferisce all’eliminazione di oltre 33,000 oppositori politici da parte dei sostenitori di Khomeini, la maggior parte dei quali parte del MeK. Un massacro restato impunito e tutt’ora rivendicato con orgoglio da buona parte dell’establishment clericale iraniano, Ali Khamenei in testa.

Non solo: quel massacro fu perpetrato da una “Commissione della Morte”. Due dei giudici di quella Commissione, sono ancora parte attiva della politica iraniana: il primo, Ebrahim Raisi, e’ stato uno dei candidati alle recenti elezioni Presidenziali. Il secondo, Mostafa Pourmohammadi, e’ il Ministro della Giustizia del Governo di Hassan Rouhani.

Ricordiamo anche che, pochi mesi fa, un audio venne pubblicato dal figlio del defunto Ayatollah Montazeri, per anni considerato il naturale successore di Khomeini. In quell’audio, Montazeri – parlando davanti ai giudici della Commissione della Morte – condannava il massacro di oppositori politici in atto in Iran. Per aver pubblicato quell’audio, il figlio di Montazeri e’ stato arrestato e condannato al carcere.

Dell’appello pubblicato dal MeK vogliamo sottolineare due cose: la prima e’, come suddetto, la richiesta al Governo Italiano di condannare il regime iraniano per il Massacro del 1988. La seconda, altrettanto importante, e’ la richiesta di condizionare le relazioni tra Italia e Iran, alla fine delle esecuzioni capitali nella Repubblica Islamica.

Tra i firmatari di questo appello, anche il Vice Presidente della Camera dei Deputati Luigi di Maio. Chissà cosa ne penserà il suo collega di partito Manlio di Stefano, notoriamente un sostenitore del regime iraniano, ammiratore di Ali Khamenei e ospite fisso del canale in inglese del regime khomeinista, Press TV.

Il Massacro del 1988

Audio Ayatollah Montazeri

iran attack

I due attentati compiuti da Isis a Teheran – uno presso il Parlamento, l’altro presso il Mausoleo dell’Imam Khomeini – vanno inquadrati nel rapporto perverso esistente tra il regime iraniano e il terrorismo sunnita salafita.

La Repubblica Islamica, infatti, da decenni finanzia il peggior terrore. Per queste ragioni, da decenni l’Iran e’ considerato dal Dipartimento di Stato americano, il primo sponsor del terrorismo internazionale. Un terrorismo che va oltre le mere affiliazioni allo sciismo o al sunnismo.

Anzi, escludendo Hezbollah – praticamente una costola dei Pasdaran – il regime iraniano ha sempre preferito sostenere il terrorismo di matrice sunnita. Lo ha fatto prima nella galassia palestinese – si pensi solamente a Hamas o alla Jihad Islamica – per poi allargare lo sguardo all’organizzazione creata da Bin Laden, al-Qaeda.

Come la stessa Commissione per l’11 Settembre ha dimostrato, in cambio di attacchi contro le forze Occidentali impegnate in Medioriente, l’Iran ha garantito ai terroristi di al-Qaeda delle basi sicure sul suo territorio e transiti senza praticamente controlli. Negli anni, quindi, il regime iraniano ha creato rapporti privilegiati anche con i vecchi nemici Talebani, diventando oggi uno degli sponsor principali degli “Studenti delle Scuole Coraniche”.

Se al-Qaeda in Iraq si e’ potuto trasformare liberamente in Isis, lo si deve anche e soprattutto al regime iraniano. Non solo per il sostegno dato ai terroristi sunniti in chiave anti-Usa, ma anche per le politiche settarie imposte all’Iraq dall’ex Premier iracheno al-Maliki. In Siria stessa, l’Iran si e’ ben guardato dall’attaccare Isis, preferendo scenderci a patti attraverso gli intermediari del dittatore siriano Bashar al Assad. Oggi la Siria e l’Iraq sono praticamente invasi da milizie sciite paramilitari controllate dai Pasdaran iraniani che, se non costrette (come quando Isis raggiunge aree dell’Iraq considerate vitali dagli interessi di espansione iraniani), non sparano un colpo contro lo Stato Islamico

Secondo quanto si apprende da fonti iraniane, gli autori degli attentati di Teheran hanno cittadinanza iraniana. Difficile credere che siano sfuggiti alla conoscenza delle autorità del regime khomeinista. Più probabile che, quanto accaduto, sia il risultato di un cortocircuito in quello che e’ il rapporto perverso e consolidato tra il regime sciita iraniano e le peggiori forme esistenti del terrorismo salafita sunnita.

Per questo motivo, proprio gli attentati di Teheran, dimostrano quanto sia importante limitare il potere dell’Iran, piuttosto che considerare quel Paese un “alleato” nella lotta al terrorismo. Un terrorismo che esso stesso non solo crea, ma di cui ne perde il controllo…

Qui di seguito un video girato in questi giorni a Lahijan, nel nord dell’Iran. Il video, pubblicato sulla pagina Facebook My Stealthy Freedom mostra come le forze di sicurezza reprimono brutalmente le celebrazioni per il Charshanbeh-Soori, noto anche come i “fuochi del Mecoledì”. Si tratta di una antichissima tradizione persiana che si celebra l’ultimo Mercoledì, prima del Nowruz, il capodanno Persiano. Concretamente si accendono dei fuochi nelle strade e i partecipanti saltano fisciamente il fuoco, gridando la frase “il mio giallo a te, il tuo rosso a me”. Una specie di preghiera antichissima che funge da buon auspicio per l’anno che verrà.

Da quando il regime islamista iraniano ha preso il potere nel 1979, ha sempre tentato di impedire questo tipo di celebrazioni, perchè considerate impure (in quanto non legate all’Islam). Un tentativo che, a dispetto delle repressioni e delle violenze, è sempre e costantemente fallito

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Dall’Iran giungono notizie che destano preoccupazione. Secondo indiscrezioni, la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, sarebbe pronto a nominare un assassino, a capo del Consiglio del Discernimento, come successore del defunto Ayatollah Rafsanjani. Si tratta del clerico Ebrahim Raisi, 56 anni, poco noto fuori dai confini della Repubblica Islamica, ma tristemente famoso a tutti coloro che hanno lottato e lottano per un nuovo Iran (Al Arabiya).

Raisi, infatti, era uno dei membri della Commissione della Morte, ovvero il Tribunale special voluto direttamente da Khomeini con una apposita fatwa che, nel 1988, condannò a morte migliaia di prigionieri politici iraniani. Ad oggi, Ebrahim Raisi è il custode della Bonyad – una delle potenti fondazioni religiose – Astan Quds Razawi, sita in Mashhad.

Va ricordato che, nella Commissione della Morte del 1988, era presente anche Mostafa Pourmohammadi, attuale Ministro della Giustizia del Governo Rouhani (No Pasdaran). Il solo che si oppose al massacro del 1988 fu l’Ayatollah Montazeri, sino ad allora ritenuto il naturale successore di Khomeini. Per questa sua opposizione, Montazeri fu ostracizzato dal regime e nuova Guida Suprema – grazie al sostegno di Rafsanjani – divenne Ali Khamenei (pur se privo dei necessary titoli religiosi). Recentemente, il figlio di Montazeri, Ahmad Montazeri, ha rilasciato un audio (link) in cui si sente il padre opporsi al massacro del 1988 e la derisione dei clerici che lo ascoltavano. Per aver rilasciato l’audio pubblicamente, Ahmad Montazeri è stato arrestato e condannato a sei anni di carcere (Middle East Institute).

Per approfondire sui massacre del 1988:

http://www.iranhrdc.org/english/publications/reports/3158-deadly-fatwa-iran-s-1988-prison-massacre.html

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In queste settimane sui social network in Iran ha fatto molto successo un video che mostra il personale di bordo e i passeggeri iraniani di un volo della Air Asia tra Kuala Lumpur e Teheran, mentre ballano gioiosi seguendo il ritmo di una bella canzone persiana. Il video e’ diventato famoso come l'”aereo piu’ felice” tra Malesia e Iran. Il video, ovviamente, mostra ragazzi e ragazze, senza il velo, che ballano felici liberamente.

Apriti cielo: una volta diventato virale il video, l’Autorita’ per l’Aviazione Civile iraniana ha emesso un comunicato ufficiale, minacciando la Asia Air e pretendendo che si conformi alle “strette normative morali” in vigore nella Repubblica Islamica dell’Iran.

Come sempre denunciato, per il regime khomeinista gli iraniani non hanno diritto alla felicità…neanche in volo…

Ventuno anni di detenzione – di cui sei sicuramente da scontare – per Ahmad Montazeri, figlio del famoso Ayatollah Hossein Ali Montazeri, scomparso nel 2009. L’Ayatollah Montazeri. teoricamente, avrebbe dovuto essere il successore di Khomeini, come Guida Suprema dell’Iran. Purtroppo per lui, cadde in disgrazia quando si oppose alle politiche di Khomeini e ai massacri che il regime compiva contro gli oppositori politici (Freedom Messenger).

Qualche mese fa, Ahmad Montazeri ha pubblicato un audio esclusivo, in cui era registrata una riunione segreta tenutasi tra l’Ayatollah Montazeri e la cosiddetta “Commissione della Morte”, un Tribunale speciale creato ad hoc su ordine di Khomeini che, nel 1988, ordinò la condanna a morte di migliaia di oppositori (soprattutto del gruppo MEK e del Tudeh). Si parla di almeno 12000 prigionieri politici uccisi in pochi mesi. Quella Commissione della Morte era composta da: Hossein Ali Nayeri – attuale capo del Supremo Tribunale Militare iraniano – Mostafa Pourmohamadi – attuale Ministro della Giustizia del Governo Rouhani – Morteza Eshraghi – giudice, attualmente in pensione – e Ebrahim Raeisi – oggi a capo della più grande fondazione religiosa in Iran, la Bonyad Astan Quds Razavi.

In quell’audio, si sente chiaramente l’Ayatollah Montazeri dire che egli personalmente “odia il MEK” – un gruppo che, tra le altre cose, poco prima gli aveva ucciso un figlio – ma, nonostante tutto, egli condanna i massacri contro gli oppositori politici (audio integrale in Farsi). Nello stesso file, quindi, si percepisce la completa indifferenza dei giudici che compongono la Commissione della Morte. Il risultato di quella protesta, come suddetto, sarà la decadenza politica di Montazeri, eliminato non solo dalla lista della sucessione a Khomeini, ma costretto praticamente a passare il resto della sua vita agli arresti dominciliari (seppur senza alcuna condanna ufficiale).

Poco dopo la pubblicazione dell’audio esclusivo, circa quattro mesi or sono, l’intelligence iraniana è intervenuta, ordinando ad Ahmad Montazeri di rimuovere il file. Oggi, quindi, arriva la notizia della condanna a 21 anni di carcere per il figlio dell’Ayatollah Montazeri. Non solo: Ahmad, anch’egli clerico, è stato anche ridotto allo stato laicale.

Ecco il vero volto della Presidenza Rouhani: sorrisi e repressione…