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Risultato immagini per hezbollah nazi

Sono apparsi in varie città italiane dei manifesti abusivi per celebrare il terrorista Qassem Soleimani, ucciso da un drone americano il 3 gennaio scorso. Questi manifesti celebrativi, sono stati affissi in viarie città tra cui Roma e Milano l’11 e il 12 febbraio scorso, firmati dal “Fronte Europeo per la Siria”, una organizzazione che racchiude diversi gruppi estremisti, tutti legati all’area del neofascismo, italiano e non.

Come riportava il Fatto Quotidiano qualche anno addietro, il Fronte Europeo per la Siriaha diretti legami con l’eversione nera – i famosi rossobruni – e la loro ideologia e’ direttamente legata a posizioni razziste, omofobe e antisemite. Per fare qualche nome, nel caso italiano, dietro il Fronte Europeo per la Siria ci sono personaggi come Matteo Caponnetti – la cui Associazione Culturale Zenit dichiara di ispirarsi al fascismo – Mario Merlino – ex leader dei nazi-maoisti – Roberto Fiore – leader del partito Forza Nuova – e ovviamente l’altro gruppo famoso dell’estrema destra romana, Casapound.

Tutti bei personaggetti, uniti dal loro amore per Bashar al Assad, visto come baluardo del cristianesimo più ortodosso (nella versione putinista e omofoba), come simbolo della lotta al “sionismo” e all’imperialismo americano e all’Islam radicale. Poco importa che, quello stesso Assad, sia il primo alleato di gruppi armati e regimi – come Hezbollah e l’Iran – che rappresentano essi stessi una versione dell’Islam radicale (sciita), che con una mano parla di protezione dei cristiani e con l’altra li reprime quotidianamente.

Nel nome della comunanza ideologica fondata sull’antisemitismo, sul negazionismo e sull’omofobia, si può infatti passare sopra a qualsiasi repressione dei fratelli cristiani e si possono stringere anche legami con partners che, nei fatti, non sono diversi dai pericolosi jihadisti sunniti.

Ed ecco allora che, a dedicare un servizio sulla bravata per celebrare Soleimani, e’ stata proprio TV iraniana, rappresentata da un tizio di nome Hamid Masoumi Nejad, gia’ fermato in Italia con l’accusa di traffico di armi verso Teheran…insomma, un altro bel personaggetto…

 

 

Due accademiche iraniane imprigionate nella Repubblica Islamica con l’accusa di spionaggio – Kylie Moore-Gilbert e Fariba Adelkhah – hanno lanciato uno sciopero della fame e della sete in occasione del Natale, sperando di catturare cosi l’attenzione e la solidarietà internazionale.

Nella lettera aperta che hanno rilasciato in occasione di questo gesto estremo di protesta, le due accademiche hanno denunciato l’ingiustizia della loro detenzione e di essere totalmente isolate nel braccio 2-A del carcere di Evin. Le due accademiche hanno sottolineato di aver deciso di smettere di alimentarsi, anche in solidarieta’ con gli altri accademici rinchiusi in questo periodo nelle carceri iraniane.

Ricordiamo che Kylie Moore-Gilbert e’ una accademica britannica incarcerata in Iran ormai da 15 mesi, mentre Fariba Adelkhah, accademica franco-iraniana, e’ invece incarcerata da 7 mesi. Insieme a loro, sono almeno altri 9 gli stranieri rinchiusi oggi nelle prigioni iraniane – quasi tutti iraniani con doppia cittadinanza – accusati tutti di spionaggio, ovviamente senza prove reali.

Tra coloro che sono da anni incarcerati in Iran c’e’ Ahmadreza Djalali, accademico iraniano-svedese, arrestato nel 2016 e in condizioni di salute davvero precarie. Come noto, il caso Ahmadreza riguarda anche l’Italia, perché il ricercatore ha lavorato per anni all’università del Piemonte Orientale.