Archivio per la categoria ‘Iran Israele’

Shallah and Khamenei

Sono ore di tensione in Medioriente, dopo che Israele ha colpito Baha Abu al-Ata, comandante della Jihad Islamica palestinese e considerato dall’intelligence israeliana il vero responsabile dei continui attacchi missilistici verso le Comunita’ israeliane del sud del Paese. Ovviamente, attacchi avvenuti su ordine diretto di Teheran.

Già perchè, se l’Iran dona a Hamas milioni di dollari al mese, il più fedele puppet dei Pasdaran nella Striscia di Gaza è la Jihad Islamica (PJI). La Jihad Islamica Palestinese è nata nel 1979, lo stesso anno in cui avviene la Rivoluzione islamista in Iran. Pur essendo una organizzazione sunnita, creata da due fuoriusciti della Fratellanza Mussulmana – Fathi Shikaki e Abd al Aziz Awda – si è sempre caratterizzata per una relazione ideologica speciale con il khomeinismo.

I terroristi della JIhad Islamica sono stati espulsi dall’Egitto nel 1981, dopo essersi resi responsabili dell’assassinio del Presidente Anwar al-Sadat. Lasciato Il Cairo, i terroristi della JI si sono rifugiati a Gaza, ma hanno anche mantenuto quartier generali in Libano e a Damasco. Da qui sono iniziati i rapporti stretti con Hezbollah e con i Pasdaran iraniani, che hanno garantito loro fondi, armi e addestramento militare.

Dall’inizio degli anni ’90, quindi, l’ala armata del PIJ – la Brigata al-Quds – ha iniziato a collaborare strettamente con la Forza Qods iraniana, rendendosi responsabili di decine di attentati suicidi contro obiettivi israeliani. Ovviamente Israele ha reagito, uccidendo a Malta Fathi Shikaki. Nel 1997, quindi, la PIJ è stato inserito nella lista dei gruppi terroristici da parte degli Stati Uniti (è anche nelle liste dei gruppi terroristici dell’UE).

La Jihad Islamica palestinese, per la cronaca, non fa nulla per nascondere le sue relazioni strette con Teheran. Nel 2002, ad esempio, il terrorista Ramadan Shalah – capo della PIJ dal 1995 al 2018 – incontrando la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei affermò che Teheran si era impegnato a coprire il 70% degli attentati suicidi organizzati dal Jihad Islamica Palestinese. In quella occasione, Shalah definì la PIJ come “un altro frutto del rigoglioso albero dell’Ayatollah Khomeini”.

Le relazioni tra la PIJ e l’Iran hanno subito anche un momento di crisi tra il 2015 e il 2016, quando il gruppo terrorista palestinese ha rifiutato di sostenere Teheran in Yemen. Come reazione, i Pasdaran hanno creato a Gaza la Brigata As-Sabarin, guidata da un ex membro della PIJ, Hisham Salem. La crisi si è chiusa nel 2016 e l’Iran ha ricominciato a finanziare fortemente i gruppi terroristici palestinesi a Gaza (Hamas compreso).

Secondo gli ultimi dati disponibili di intelligence, gli iraniani finanziano la PIJ con almeno 70 millioni di dollari annui e, ovviamente, inviando nella Striscia missili balistici a corto e medio raggio – come il Fajr-5 – con cui non solo la Jihad Islamica Palestinese, ma anche Hamas, colpiscono ripetutamente i civili israeliani. Per la cronaca, dal 2018, il nuovo leader della PIJ è Ziyad al-Nakhalah, rifugiato al sicuro in Siria.

 

Irán quiere colaborar con la industria cubana

Alla Link farebbero bene a farsi fare una bella benedizione, perché sembrano incapaci di azzercarne una, politicamente parlando. Dopo il caso del Professor Mifsud, su cui si è scomodato l’attorney general americano Barr e su cui Conte ha dovuto riferire persino ieri al Copasir, ora ne combinano una nuova.

Oggi, nell’ambito degli eventi per il Festival della Diplomazia, proprio alla Link Campus University, è previsto nella prima mattinata un evento su Arabia Saudita e Iran, che sarà moderato da Alberto Negri, da sempre sostenitore delle posizioni filo-Teheran. A rappresentare la parte iraniana, ci sarà l’Ambasciatore Kambiz Sheikh Hasani, già rappresentante iraniano a Cuba, Canada e Nuova Zelanda.

Ma Hasani non parlerà ovviamente in quanto Ambasciatore, essendo andato in pensione. No, parlerà a nome del think tank iraniano IPIS, ovvero lo stesso think tank che nel 2006 ha organizzato a Teheran un evento negazionista dell’Olocausto e che, un anno addietro, ha preso parte ad una audizione alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati, in cui è stato espressamente negato il diritto di Israele ad esistere. Una audizione talmente scandalosa, che la stessa presidente Marta Grande, ha dovuto prendere pubblicamente posizione, prendendo le distanze da quanto affermato.

Purtroppo però, tutto questo non è bastato per chiudere le porte ai ricercatori dell’IPIS. Peggio, poco dopo essere arrivato a Teheran, l’Ambasciatore italiano Perrone ha pensato bene di andare ad incontrare il Presidente dell’IPIS, elogandone il lavoro trentennale di “analisi strategica”….

Per la cronaca, da Ambasciatore iraniano a Cuba, lo stesso Kambiz Sheikh Hasani ha espresso la speranza che “l’invasione sionista finisca presto e la Palestina venga liberata“, che nel linguaggio iraniano significa la cancellazione di Israele dalle mappe, come epressamente affermato dalla Guida Suprema Ali Khamenei…

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