Archivio per la categoria ‘Iran Forza Qods’

ahmadinejad soleimani

Da anni e’ ormai in corso una vera e propria guerra tra l’ex Presidente iraniano Ahmadinejad e la fazione vicina alla Guida Suprema Ali Khamenei (con cui, in questo momento, si schierano anche i Pasdaran).

Le ragioni di questo scontro sono sia economiche che politiche. Politicamente parlando, durante l’ultima parte del suo secondo mandato, Ahmadinejad promosse una visione millenarista del potere, allo scopo di depotenziare il ruolo della Guida Suprema ed elevare la carica di Presidente ai massimi vertici. In questa ottica, Ahmadinejad cerco’ anche di rendere praticamente ereditaria la carica presidenziale, promuovendo il suo vice – Rahim Mashaei – a suo successore. Il piano del Presidente negazionista falli’, per l’opposizione prima dei clerici e poi delle Guardie Rivoluzionarie, che scelsero di sostenere la Guida Suprema.

Economicamente parlando, come noto, Ahmadinejad arrivo’ al potere grazie ai Pasdaran e ripago’ le Guardie Rivoluzionarie inondandoli di soldi, firmando con le loro società numerosi contratti. Grazie al sostegno di imprenditori come Babak Zanjani – oggi in carcere in Iran e condannato a morte – Ahmadinejad e i Pasdaran riuscirono ad evadere le sanzioni internazionali sul greggio, incamerando miliardi di dollari.

Dopo l’arresto di Zanjani, negli ultimi mesi sono finiti in manette anche Hamid Baqaei, ex Responsabile dell’Ufficio di Presidenza – poi condannato  a 15 anni di carcere – e lo stesso Rahim Mashaei. Ufficialmente, le ragioni dell’arresto di Zanjani, Baqaei e Mashaei e’ la corruzione. Indubbiamente si tratta di una accusa sicuramente reale, ma dietro questi arresti c’e’ qualcosa di più profondo.

L’obiettivo dei Pasdaran iraniani, infatti, e’ chiudere la bocca a coloro che sono ben consapevoli del livello di corruzione all’interno delle Guardie Rivoluzionarie. A riprova di quanto affermato, ci sono le stesse rivelazioni fatte in questi giorni da Mahmoud Ahmadinejad: parlando alla stampa, Ahmadinejad ha rivelato che l’arresto di Hamid Baqaei e’ legato alle operazioni della Forza Qods in Africa nel 2013.

Nel 2013, secondo Ahmadinejad, la Forza Quds – comandata da Qassem Soleimani – ha dato a Baqaei 3,7 milioni di euro (in contanti) a Baqaei, per corrompere dei leader africani che avevano partecipato alla Conferenza dei Paesi non Allineati, organizzata a Teheran nell’agosto del 2012. Hossein Taeb, Responsabile dell’Unita’ Intelligence dei Pasdaran, ha quindi accusato Baqaei davanti ad una Corte iraniana, di essersi appropriato di quella somma. A sua volta, Baqaei ha reagito, dicendo di non aver mai ricevuto quella somma e di non aver avuto mai fiducia nei Pasdaran.

Reagendo alla condanna di Baqaei, Ahmadinejad ha scritto una lettera aperta al Generale Qassem Soleimani e due lettere alla Guida Suprema Khamenei. Nella lettera a Soleimani, Ahmadinejad ha chiesto da dove provenissero quei 3,7 milioni di dollari dati a Baqaei e con quale scopo fossero stati concessi. Ahmadinejad ha anche minacciato Soleimani di rivelare loro corrispondenza privata, avvenuta nel corso degli anni. Nelle lettere a Khamenei, Ahmadinejad ha attaccato le pessime performance del Governo Rouhani, denunciando la discriminazione all’interno del sistema giudiziario del regime.

Ricordiamo che, negli anni ’80, proprio la lotta al vertice iraniano fra il Grande Ayatollah Montazeri e il triumvirato Khomeini-Rafsanjani-Khamenei, fece emergere lo scandalo “Irangate“. Di converso, proprio quella lotta intestina, determino’ la caduta di Montazeri e l’ascesa al potere di Khamenei a successore di Khomeini.

 

 

Annunci

iran argentina

Una notizia importantissima arriva dall’Argentina: secondo quanto deciso dal Giudice Claudio Bonadio, l’ex Presidentessa Cristina Fernandez de Kirchner, sara’ processata per il suo ruolo nelle indagini relative all’attentato al centro ebraico AMIA.

Solo per la cronaca, il centro ebraico AMIA di Buenos Aires, fu dilaniato da una esplosione nel 1994. Purtroppo, oltre 80 persone innocenti perirono in quell’attentato. Secondo quanto emerso dalle indagini successive, l’attentato fu deciso dal regime iraniano, organizzato dalla locale Ambasciata di Teheran e realizzato da agenti di Hezbollah. Per quell’atto criminale, l’Interpol emise mandati di cattura per i maggiori rappresentanti del regime khomeinista, tra cui l’ex Ministro della Difesa Vahidi e l’ex Presidente iraniano Rafsanjani.

Arrivata al potere, la Kirchner ha firmato un segreto Memorandum of Understanding con l’Iran nel 2013: in cambio di petrolio ed interessi economici, la Kirchner e il suo Ministro degli Esteri Timmerman, accettarono di sviare le indagini sull’attentato all’AMIA e di coprire le responsabilità iraniane.

Per fortuna c’era il procuratore Alberto Nisman: senza paura, Nisman ha denunciato questo accordo come criminale e illegale. Evidentemente la sua azione ha fatto tremare l’establishment: un giorno prima di testimoniare davanti ad una commissione ad hoc del Parlamento argentino, Nisman e’ stato trovato morto (gennaio 2015). Come provato dalle autopsie successive, si e’ trattato di un omicidio.

Tra le altre cose, Nisman aveva anche rivelato privatamente di avere prove che Hassan Rouhani, attuale Presidente iraniano, fosse direttamente coinvolto negli incontri che portarono alla decisione di compiere l’attentato al centro ebraico di Buenos Aires!

 

 

 

tapi

Le forze di sicurezza Afghane hanno arrestato dieci persone nella Provincia di Herat, con l’accusa di aver pianificato di compiere un attacco durante la cerimonia di inaugurazione dei lavori per la costruzione del TAPI, il gasdotto che unirà Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India.

I dieci, secondo quanto riportato dai media Afghani, si sono pentiti prima di compiere l’attacco e si sono consegnati alle autorità. Durante gli interrogatori, i miliziani hanno rivelato di essere stati addestrati in Iran e che il loro compito era quello di sabotare il gasdotto TAPI.

Ma perché a Teheran volevano far saltare in aria questo gasdotto? La risposta e’ semplice: l’establishment iraniano vede questo gasdotto come un pericoloso competitor. La Repubblica Islamica, infatti, non vede di buon occhio la volonta’ del Turkmenistan di diversificare le sue esportazioni di gas, stringendo la cooperazione con Afghanistan, Pakistan ed India (e riducendo anche le tensioni tra Kabul, Islamabad e New Delhi).

Nonostante i Taliban abbiano annunciato che non avrebbero attaccato il TAPI – perché interesse nazionale del Paese – gli studenti coranici sono molto divisi al loro interno. Esiste una fazione che sta chiaramente costruendo rapporti privilegiati con Teheran, ricevendo dai Pasdaran e dalle fondazioni religiose sciite, armi e finanziamenti (nonostante le divergente teologiche).

D’altronde, non e’ la prima volta che l’Iran porta avanti sabotaggi di importanti infrastrutture nell’Afghanistan Occidentale: tempo addietro, gli Afghani denunciarono che Teheran aveva impedito la costruzione di dighe idroelettriche nelle Province di Herat e Nimroz, al fine di non impedire alle acque dei fiumi afghani di scorrere in Iran.

 

 

 

kirkuk khamenei

Nonostante le smentite degli Stati Uniti, le milizie sciite filo iraniane dell’Hashd al-Shaabi – Forza di Mobilitazione Popolare – stanno partecipando attivamente alla guerra contro i curdi iracheni.

Una nuova dimostrazione di quanto affermato, arriva direttamente dal palazzo del Governatorato di Kirkuk: qui, infatti, un membro dell’Hashd al-Shaabi si e’ ripreso mentre parlava dall’interno dell’edificio, insultando le forze Peshmerga. Alle sue spalle, impossibili da non vedere, sono ben in vista i quadri della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei.

Ovviamente, all’offensiva militare ne sta seguendo una diplomatica: il Presidente iracheno Fuad Masum, curdo, e’ volato a Suleimaniya per mediare un accordo tra le parti. Gli Stati Uniti hanno chiesto la fine delle violenze ma, sinora, sembra che abbiano unicamente ottenuto il ritiro dell’Hashd al-Shaabi dall’area centrale di Kirkuk.

Chi sta massimizzando il profitto, quindi, e’ proprio l’Iran: Qassem Soleimani, a cui in teoria sarebbe proibito uscire dall’Iran, sta ormai da giorni nel Kurdistan iracheno, guidando l’azione delle forze paramilitari sciite e inviando a Barzani gli ultimatum di Khamenei.

Non e’ certamente dato sapere come si concludera’ lo scontro nel Kurdistan iracheno. Quello che e’ certo e’ che, l’Iraq del dopo Isis, sembra avere le stesse connotazioni e problematiche di quello che ha preceduto l’arrivo del Califfato, ovvero un drammatico mix di tribalismo, corruzione ed influenze esterne, in primis quelle del regime iraniano.

Un mix pericoloso, che potrebbe davvero portare il Paese verso una guerra civile senza confini…

isw

Screen-Shot-2016-05-12-at-14.32.17-640x480

Un report dell’intelligence tedesca del Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia, ha denunciato delle cose gravissime non solo sul comportamento del regime iraniano, ma anche sui proxy della Repubblica Islamica.

Secondo il report, Teheran ha tentato per ben 32 volte – nel solo 2016 – di acquisire materiale nucleare illegale nel Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia. Tentativi fatti attraverso delle front companies fasulle, localizzate in Paesi limitrofi quali la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, ma anche in Cina.

Non solo: sempre secondo il report, diversi ex combattenti di milizie sciite, hanno fatto richiesta di asilo in Germania. Tra questi, almeno il 50% aveva diretti legami con Hezbollah, il gruppo terrorista libanese emanazione diretta dei Pasdaran iraniani.

Come lo stesso report sottolinea, non si tratta di persone che pongono una minaccia nel breve termine, ma nel lungo termine possono fungere da agenti per Teheran o anche da sicari.

hezbollah germania

 

alimotahari

Nella guerra tra le fazioni politiche in Iran, anche la questione dell’indipendenza del Kurdistan diventa materia di scontro.

Come noto, il regime iraniano non ha riconosciuto il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno e il terrorista Qassem Soleimani, a capo della Forza Quds dei Pasdaran, ha più volte complottato contro il leader curdo Barzani.

In questa diatriba, e’ intervenuto ieri anche il Vice Presidente del Parlamento iraniano Ali Motahari, un conservatore noto per le sue posizioni non radicali. Motahari ha criticato la linea dura di Soleimani, affermando che minacciare Barzani non rappresenta una mossa corretta.

Ali Motahari ha invece invitato il suo Paese a rassicurare i curdi presenti in Iran – che già sono scesi in strada in solidarietà ai loro fratelli iracheni – al fine di non aumentare ancora di più il malcontento nel Kurdistan iraniano. Per quanto concerne l’Iraq, Motahari ritiene che la tattica giusta sia quella di convincere i curdi che l’indipendenza non e’ nel loro interesse (una posizione assurda, ma certamente non militare).

Ad ogni modo, la linea di Motahari e’ destinata a restare un caso isolato. Il regime iraniano ha messo un muro davanti alla questione curda, sia non riconoscendo il referendum del Kurdistan iracheno, sia inviando tank e Pasdaran nel Kurdistan iraniano.

Ali Shamkhani, Segretario del potente Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, ha già affermato che Teheran continuerà a lavorare contro l’indipendenza del Kurdistan iracheno sia in accordo con la Turchia, sia promuovendo azioni internazionali in accordo con il Governo centrale iracheno a Baghdad.

Screen-Shot-2017-08-23-at-1.28.48-PM

Le leggi dell’aviazione internazionale parlano chiaro: e’ assolutamente vietato per qualsiasi Paese, usare aerei di linea per scopi militari. Purtroppo, come da tempo denunciamo, il regime iraniano viola costantemente questo principio cardine dell’aviazione civile.

In particolare, ci riferiamo all’articolo 3 della Convenzione di Chicago del 1944 che, espressamente, vieta di usare vettori civili a fini militari (testo Convezione di Chicago). L’Iran si e’ volontariamente impegnato a rispettare questa Convenzione nell’aprile del 1950!.

Nonostante tutto, come suddetto, Teheran viola la Convenzione costantemente, usando vettori civili per trasportare jihadisti e armamenti in diverse parti del mondo, in primis in Iraq e in Siria. Dopo lo scandalo della Mahan Air, recentemente, si e’ scoperto che i Pasdaran usando anche la compagnia di linea iraniana Iran Air, per fini militari.

Purtroppo, come evidenziato ieri dagli Stati Uniti, Teheran non usa solamente vettori iraniani, siriani e iracheni, ma anche ucraini: il Dipartimento del Tesoro americano, infatti, ha sanzionato la Khors Air Company e la Dart Airlines, per il loro contributo al sostegno del “terrorismo globale”.

Le due compagnie ucraine, collaborando direttamente con le compagnie iraniane Iran Caspian Air e Al-Naser Airlines, hanno permesso alle due compagnie aeree del regime clericale di procurasi illegalmente vettori di fabbricazione USA, personale e servizi. Mezzi e personale che sono stati sfruttati dalla Iran Caspian Air e dalla Al-Naser Airlines – entrambe già sotto sanzioni americane – per trasferire armi e personale militare dall’Iran alla Siria! Non solo: la Al-Naser Airlines ha, a sua volta, fatto una triangolazione, trasferendo i vettori importati illegalmente alla Mahan Air, compagnia iraniana designata sotto sanzioni per i suoi rapporti con la Forza Qods dei Pasdaran (parliamo di ben 8 Airbus A340 e 1 Airbus A320!).

Proprio queste violazioni da parte di Teheran delle normative internazionali sull’aviazione civile, stanno portando il Congresso americano a prendere delle importanti iniziative, per bloccare accordi come quelli già firmati tra la Boeing e Teheran. Un voto in questo senso e’ già passato alla Camera dei Rappresentati!

L’Europa, invece, fa il gioco delle tre scimmiette, facendo finta di non sapere, non vedere e non sentire. Cosi, per ora nulla si fa sia in Italia che in Francia, per bloccare l’accordo tra la ATR e l’Iran, proprio per la fornitura di vettori civili a Teheran. Vettori che, ancora una volta, potrebbero essere usati dal regime iraniano per sostenere il terrorismo internazionale (di cui l’Iran e’ primo sponsor al mondo dal 1984!).