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hariri iran

Il capo della Camera di Commercio iraniana-cinese, Majeed Reza Hariri, ha ammesso che sia la Cina che la Russia si stanno astenendo dal realizzare qualsiasi scambio bancario con Teheran, per via delle sanzioni internazionali.

Hariri, citato anche dall’agenzia di stampa iraniana ILNA, ha sottolineato che, se oggi una persona in possesso di passaporto iraniano richiede servizi bancari in Russia o in Cina, sicuramente verrà respinto. Questo perchè, citando Hariri, “nessuna banca è pronta a collaborare con noi perchè siamo accusati di riciclaggio di denaro”. Hariri, ha quindi rilevato che Teheran sia oggi sottoposta ad una doppia pressione: la prima legata alle sanzioni americane, la seconda alla mancata ratifica dell’accordo con il Financial Action Task Force (FATF/GAFI).

Ricordiamo che il Parlamento iraniano ha per ben due volte provato ad approvare une riforma del sistema bancario iraniano, dopo che Teheran aveva goduto di un periodo concesso dal FATF alla Repubblica Islamica per conformarsi alle normative internazionali sul riciclaggio di denaro. Tutte le riforme sono state però bocciate dal Consiglio dei Guardiani, che le ha considerate contro l’interesse nazionale, preferendo quindi la continuazione del finanziamento alle milizie armate sciite filo iraniane in giro per il Medioriente.

 

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In un messaggio rilasciato dalla sua prigionia e pubblicato dal sito Kalame, il leader del movimento di protesta Onda Verde Mir Hossein Mousavi, ha reso pubblico il suo sostegno alle proteste popolari in corso in Iran in questi giorni.

Mousavi ha affermato che la decisione del Governo di aumentare il costo della benzina e’ totalmente irragionevole e che, le repressioni delle manifestazioni di piazza, sono assolutamente inaccettabili.

Per questa ragione, Mousavi ha paragonato la Guida Suprema Ali Khamenei allo Shah quando, nel 1978, egli diede l’ordine di reprimere le manifestazioni in Piazza Jadeh a Teheran (in Iran e’ noto come il Venerdì Nero). Mousavi ha esteso le sue condoglianze a tutte le famiglie delle vittime della repressione del regime iraniano.

Una posizione simile a quella di Mousavi e’ stata presa dall’altro leader dell’Onda Verde, Mehdi Karroubi che, sempre dalla sua prigionia, ha dichiarato che i manifestanti non sono nemici al servizio degli Occidentali, ma disperati che protestano contro la corruzione, le diseguaglianze e le umiliazioni che gli infligge il regime. Karroubi ha aggiunto che le dichiarazioni sulla “guerra economica” dei leader dell’Iran, sono solo una scusa per non affrontare i veri problemi del Paese.

Ricordiamo, come suddetto, che Mir Hossein Mousavi, sua moglie Zahra Rahnavard e Mehdi Karroubi si trovano agli arresti domiciliari dal febbraio del 2011, per aver guidato il movimento di protesta Onda Verde, nato dopo la rielezione farsa di Mahmoud Ahmadinejad alla Presidenza dell’Iran.

 

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