Archivio per la categoria ‘Iran Ebrei’

imam kerman

Il MEMRI, istituto americano specializzato nel monitoraggio dei canali TV dei Paesi arabi e dell’Iran, ha pubblicato qualche giorno fa alcuni spezzoni del sermone del Venerdi fatto a maggio da Mostafa Pourmohammadi, ex Ministro della Giustizia e dell’Interno iraniano.

Nel suo sermone del Venerdi (quello piu’ importante della settimana), fatto alla Moschea di Kerman, Pourmohammadi mette in dubbio la veridicita’ dell’Olocausto, lasciando intendere che era praticamente uno sterminio impossibile da organizzare e inventato ad arte dai media americani (chiama in causa il New York Times). Una invezione, neanche a dirlo, creata ad arte per arrivare alla costruzione dello Stato d’Israele.

Nella sua chiosa fina – e qui sta la parte piu’ importante del discorso – Pourmohammadi afferma che “la guerra contro gli ebrei e il sionismo e’ una guerra contro la contemporanea civilta’ dell’invasione e dell’arroganza”, ovvero una guerra contro tutto l’Occidente. Per il regime iraniano, infatti, la civilta’ dell’arroganza e’ quella Occidentale, che intende corrompere la morale islamica.

Ricordiamo che Pourmohammadi e’ stato direttamente implicato nel “massacro del 1988”, quando migliaia di oppositori del regime sono stati uccisi senza alcun processo formale o diritto di difesa.

Cade oggi, 18 luglio, il triste anniversario del massacro dell’AMIA, il centro ebraico di Buenos Aires. In questo giorno del 1994, in un terribile attentato realizzato da uomini di Hezbollah e pianificato da diplomatici iraniani, veniva fatto saltare in aria il palazzo della Associazione Mutualità Israelita Argentina (AMIA) e 85 persone innocenti perdevano la vita (e oltre 150 venivano ferite).

Come suddetto, l’attentato – come dimostrarono le indagini dell’Interpol – fu pianificato e pensato nella sede dell’Ambasciata iraniana a Buenos Aires e il diplomatico chiave di questo massacro fu Mohsen Rabbani, all’epoca attachè culturale iraniano in Argentina. Ovviamente, neanche a dirlo, l’ordine di compiere l’attacco arrivò direttamente da Teheran e fu preso dai vertici più alti, in particolare dall’allora Presidente Rafsanjani, dall’ex capo dei Pasdaran (poi Ministro) Ahmad Vahidi, dall’allora Ministro dell’Intelligence Ali Fallahijan e l’allora Ministro degli Esteri Velayati.

Secondo quanto emerso negli ultimi anni, nella Commissione speciale che approvò l’attentato, sedeva anche Hassan Rouhani – oggi Presidente iraniano – e all’epoca Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Il coinvolgimento di Rouhani era emerso nell’indagine che stava portando avanti il procuratore argentino Alberto Nisman, ucciso il 18 gennaio 2015, un giorno prima di testimoniare davanti ad una commissione speciale del Parlamento argentino sul caso AMIA. Secondo le indiscrezioni, Nisman era pronto a rivelare l’accordo segreto stipulato tra Teheran e la ex Presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner, per mettere a tacere tutto la questione (petrolio in cambio di silenzio…).

La morte di Nisman però non è stata vana: oggi in Argentina la Kirchner è sotto inchiesta per il suo accordo con Teheran, accusata persino da Alberto Fernández, ex capo di Gabinetto dell’ex Presidente argentino Néstor Kirchner (defunto marito di Cristina Kirchner). Meglio ancora – e peggio per Teheran – l’Argentina ha appena inserito Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Ciò che manca ora, quindi, è di portare il regime iraniano davanti alla giustizia internazionale, per ricevere la giusta punizione che merita un establishment estremista, formato da un gruppo di mafiosi assassini…

Per non dimenticare!

Imam Khamenei & Ziad al-Nakhala

In meno di due settimane, i principali leader iraniani, hanno ricevuto a Teheran una delegazione dei gruppi terroristi palestinesi di Hamas e una della Jihad Islamica. In entrambi i casi, i leader iraniani hanno ribadito il loro totale sostegno alla “causa palestinese”, attaccando i Paesi arabi che dialogano con Israele e invitandoli a rientrare “nella casa dell’Islam”

Il termine “casa dell’Islam, perpetua il dualismo del noi contro loro, ovvero del Dar al-Islam – la casa dell’Islam – contro il Dar al Harb – la Dimora della Guerra, ovvero dove sono situati tutti quelli che non sono mussulmani che, se si azzardano ad essere alleati di attori considerati nemici, possono essere considerati apostati anche loro e attaccati direttamente.

Nel suo incontro con i terroristi della Jihad Islamica, Khamenei ha ribadito il suo mantra della prossima distruzione di Israele, cosa che portera’ i palestinesi ad occupare non solo Gerusalemme (al-Qods), ma anche a formare “un governo a Tel Aviv”. Ovviamente, da buoni leccapiedi, i terroristi palestinesi hanno promesso a Khamenei che “attaccheranno Israele da nord e da sud”.

La nuova passeralla dei dirigenti delle organizzazioni terroristiche palestinesi a Teheran, e’ l’ennesima riprova della pochezza strategica “delle dirigenze” palestinesi. Alla Repubblica Islamica dell’Iran, della cosiddetta “causa palestinese”, interessa fondamentalmente poco o nulla. Come la storia ha dimostrato, gli iraniani si sono liberati dei palestinesi, tutte le volte che questi ultimi non hanno seguito alla lettera il loro volere (il caso siriano e’ stato emblematico).

Nuovamente, i palestinesi si lasceranno usare da Teheran e il solo risultato che avranno come ritorno, sara’ quello di nuove violenze, nuove sofferenze e nuovi morti, in primis tra i palestinesi stessi! L’ennesimo fallimento di ogni prospettiva di veder nascere nel prossimo futuro uno Stato palestinese indipendente e prosperoso.

وزیر الخارجیة الإیرانی یلتقی وفدا من اعضاء المجلس التشریعی الفلسطینی

وزیر الخارجیة الإیرانی یلتقی وفدا من اعضاء المجلس التشریعی الفلسطینی

iran

Il quattro aprile scorso Pars Today, agenzia di stampa ufficiale del regime iraniano, ha pubblicato una vergognosa, l’ennesima, vignetta piena di odio.

Stavolta, l’agenzia iraniana – che ha anche una pagina in italiano – ha pubblicato una vignetta in cui si vede un uomo dal naso adunco con la stella ebraica in testa (che rappresenterebbe Israele), mentre cavalva dei grassi arabi (che rappresenterebbero l’Arabia Saudita), mentre corrono imbufaliti verso lo Yemen.

La vignetta, oltre a voler trasferire il messaggio di Teheran sulla guerra in Yemen – un conflitto saudita ordinato dal “nemico sionista” – perpetua la stessa tipoligia di caricatura dell’ebreo, tipica dei peggiori regimi del passato, in particolare di quello nazista.

Permettere che questi messaggi di odio vengano liberamente diffusi in lingua italiana, è sicuramente inaccettabile, soprattutto per un Paese come l’Italia, che nasce dalla guerra al fascismo e dal rigetto delle leggi razziali. Sarebbe ora che le autorità nazionali, prendessero una dura decisione contro simili “agenzie di stampa”, oscurando queste voci di mera propaganda, disinformazioe e odio!

vignette

amia

Finalmente un po’ di sana giustizia: un coraggioso giudice argentino, Claudio Bonadio, ha emesso un ordine di arresto nei confronti dell’ex Presidentessa argentina Cristina Fernandez de Kirchner, chiedendo al Senato di revocarle l’immunità.

Bonadio accusa la Kirchner di alto tradimento per “aver negoziato un accordo segreto con il regime iraniano, al fine di coprire le responsabilità di Teheran nell’attentato terroristico al centro ebraico AMIA, il 18 luglio del 1994″. L’attentato, compiuto materialmente da agenti di Hezbollah e organizzato dai massimi vertici dell’Ambasciata iraniana a Buenos Aires, causo’ la morte di 80 persone innocenti.

Mentre attende il permesso del Senato argentino per mettere le manette alla Kirchner, il giudice Bonadio ha già messo in prigione altri tre personaggi, tutti accusati di essere stati i mediatori dell’ex Presidentessa argentina con l’Iran. Si tratta di Carlos Zannini, segretario per gli affari legali della Kirchner, Luis D’Elia, sindacalista e il clerico mussulmano Jorge Alejandro Khalil. Agli arresti domiciliari e’ finito anche Hector Timerman, ex Ministro degli Esteri argentino, durante il Governo della Kirchner.

Grazie a questi arresti, finalmente, iniziano a trovare giustizia non solo le vittime del massacro dell’AMIA, ma anche il compianto Procuratore Alberto Nisman, colui che per primo aveva indagato contro la Kirchner e che e’ stato ucciso il 18 gennaio del 2015, un giorno prima di testimoniare davanti ad una commissione speciale del Parlamento argentino.

Ad oggi il Governo argentino del Presidente Macri non ha commentato e non e’ dato sapere se, nelle prossime ore, verrà data l’autorizzazione all’arresto di Cristina Kirchner. Ovviamente, ci auguriamo che cosi avverrà e che l’ex Presidentessa argentina paghi per i suoi crimini contro l’umanità.

Ricordiamo infine che, per l’attentato dell’AMIA, l’Interpol emano’ mandati d’arresto per i massimi vertici di allora del regime iraniano, tra cui l’ex Ministro della Difesa Vahidi e l’ex Presidente iraniano Rafsanjani.

La conferenza stampa di Cristina Kirchner, dopo la notizia del mandato d’arresto nei suoi confronti

L’arresto di Luis D’Elia, mediatore per la Kirchner con l’Iran

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Il quotidiano israeliano Times of Israel, riporta l’ennesima notizia vergognosa relativa al regime iraniano: Teheran ha lanciato dei suoi missili balistici contro obiettivi che avevano la forma della Stella di David. Come noto, la Stella di David e’ non solo il simbolo impresso nella bandiera di Israele, ma anche il simbolo per eccellenza della religione e della cultura ebraica. 

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Immagini satellitari presentate al Consiglio di Sicurezza ONU, relativo al test missilistico iraniano contro obiettivi con la Stella di David

Quanto accaduto, non e’ che l‘ennesima dimostrazione delle vergognose minacce che, ormai quotidianamente, il regime iraniano fa contro lo Stato d’Israele e contro tutto il mondo ebraico che non si dichiara anti-sionista.

Basti qui ricordare che, solamente durante il Quds Day, Khamenei ha invitato il mondo mussulmano a dichiarare il jihad armato contro “l’entità sionista”, mentre Nasrallah ha affermato che, nella prossima guerra contro Israele, Hezbollah avrà il sostegno anche dei foreign fighters sciiti attualmente impegnati in Iraq e Siria (The Tower). Non solo: proprio durante quest’ultimo Quds Day, un mega-schermo e’ stato inaugurato, con il conto alla rovescia verso la data della “distruzione di Israele”. Un conto basato su quanto affermato nel 2015 dalla Guida Suprema iraniana Khamenei che, in un tweet, scrisse che Israele sarebbe sparito entro 25 anni.

Nuovamente, purtroppo, ci chiediamo come un regime che si contraddistingue per le sue venature negazioniste, antisemite e per la sua espressa volontà di distruggere un altro Stato membro delle Nazioni Unite, possa essere considerato un alleato dell’Occidente o, peggio, un partner per la pacificazione regionale!

Dal canale TV del regime iraniano Press TV

 

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Oggi, 27 gennaio, è la giornata internazionale dedicata al ricordo dell’Olocausto. Una giornata stabilita dalle Nazioni Unite, con una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 24 gennaio 2005, alla vigilia della commemorazione dei sessanta anni dalla liberazione sovietica del campo di concentramento di Auschwitz.

Purtroppo, mentre il mondo ricorda questa tragedia, molti Paesi Occidentali e democratici, continuano a implementare le relazioni diplomatiche ed economiche con il regime iraniano. Un regime fondamentalista e islamista che, putroppo, ha fatto del negazionismo e dell’antisemitismo, una caratteristica ideologica vitale. Teheran, infatti, non solo non riconosce la veridicità dell’Olocausto, ma attivamente promuove conferenze e concorsi di vignette, il cui scopo dichiarato è dimostrare la falsità della Shoàh. Peggio, il primo promotore di questo negazionismo è lo stesso Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran e figura più importante del regime (No Pasdaran).

Con l’arrivo di Rouhani alla Presidenza, Teheran ha provato a smorzare i toni sul tema rispetto al periodo di Ahmadinejad. Purtroppo, la verità non si può nascondere e non basta parlare in inglese per poterlo fare. Quando il Ministro degli Esteri raniano Zarif, intervistato negli USA, provò a disconoscere che Khamenei fosse un negazionista, appena tornato in Iran il Parlamento lo ha chiamato d’urgenza a conferire con una commissione speciale ed essere costretto a ritrattare quanto affermato all’estero (Adnkronos). Lo stesso Rouhani, durante una intervista alla CNN, sembrò confermare la condanna dell’Olocausto. Bastarono solamente poche ore, per capire che la traduzione dal farsi all’inglese non era stata corretta e che Rouhani non neanche menzionato il termine “Olocausto” e che aveva demandato agli storici un giudizio su questo periodo storico (Daily Beast).

La questione dell’antisemitismo iraniano, non è solo una questione di follia ideologica e di propaganda da parte del regime. Nell’antisemitismo iraniano, esiste una tremenda attualità chiamata antisionismo. Teheran lavora attivamente non solo per la cancellazione di Israele dalle mappe – finanziando il peggior terrorismo regionale (Hezbollah, Hamas, Jihad Islamica) – ma anche organizzando e finanziando attentati terroristici contro centri ebraici nel mondo (esemplare quello contro il centro AMIA di Buenos Aires del 1994).

Purtroppo,  come si ricorderà, lo scorso anno di questi tempi – mentre si celebrava il Giorno della Memoria – l’Italia copriva le statue dei musei capitolini in onore di Rouhani, rappresentante di un regime antisemita e antisionista. Una vergogna nazionale e internazionale che fece il giro del mondo.

Se veramente si vuole dare un senso alla Memoria, non bisogna solamente prendersi solamente 24 ore l’anno per ricordare, ma anche agire concretamente perchè la storia diventi veramente maestra di Vita. La condanna e l’isolamento del regime iraniano antisemita, antisionista e negazionista, è una parte fondamentale del miglior modo di ricordare!