Archivio per la categoria ‘Iran Diritti Umani’

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Il caso “Blue Girl” – ovvero il drammatico suicidio di Sahar Khodayari, la ragazza iraniana che si e’ data fuoco dopo essere stata arrestata per aver provato ad entrare in uno stadio – sta scuotendo ancora il regime iraniano.

In queste ore, come riporta Iran Wire, i giornalisti iraniani hanno ricevuto un messaggio direttamente dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Ricordiamo che il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e’ Ali Shamkhani, ma che nello stesso consiglio siedono anche i “moderati” Rouhani e Zarif.

Nel messaggio ricevuto dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, i giornalisti vengono caldamente invitati a non parlare di Sahar, sottolineando che “focalizzarsi troppo su questo evento” equivale a sostenere le campagne denigratorie della stampa estera contro la Repubblica Islamica. Nello stesso messaggio, viene inoltre fatto divieto di usare negli articolo parole come “bue girl” (Sahar e’ stata definita la “Blue Girl” perche’ era una sfagatata fan dell’Esteghlal, il cui colore simbolo e’ il blu”.

Peggio, il regime ha “invitato” – ovvero minacciato – la famiglia di Sahar, proebendo loro qualsiasi contatto con la stampa. La famiglia pero’, proprio in queste ore, ha mandato due foto della loro figlia alla giornalista iranian dissidente Masih Alinejad, Foto che Masih ha quindi pubblicato sui social e che vi mostriamo in alto e in basso dell’articolo.

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Political prisoners Atena Daemi and Golrokh Iraee Ebrahimi have been told they must serve an additional two years behind bars for making peaceful public statements criticizing Iranian state policies.

Nelle ore in cui, in tutto il mondo, si parla della drammatica morte di Sahar Kodayari – la ragazza iraniana che si e’ data fuoco dopo essere stata arrestata per aver provato ad entrare in uno stadio, ormai nota come la ‘Blue Girl’ – non si ferma nella Repubblica Islamica la repressione del regime contro le donne.

Pochi giorni fa, infatti, il Tribunale di Teheran ha comunicato a due coraggiose attiviste iraniane, Atena Daemi e Golrok Iraee Ebrahimi, che dovranno socntare ulteriori anni di detenzione, per la loro attivita’ pacifica in favore dei diritti umani.

Per la precisione, Atena e Golrok sono state condannate a 2 anni di carcere ulteriori, che si sommano alle pene gia’ ricevute negli anni passati. Per loro, come al solito, le accuse sono di “propaganda contro il regime” e “insulti alla Guida Suprema”. In particolare, le due attiviste, sono state condannate per aver scritto una lettera aperta criticando le condizioni detentive, denunciando le esecuzioni capitali contro diversi prigionieri politici e per aver cantato l’inno rivoluzionario “Oh Martiri” in onore dei prigionieri impiccati (video in basso).

Ricordiamo che Atena Daemi e’ stata condannata nel 2016 a 7 anni di carcere per le sue proteste pacifiche per i diritti umani, per aver criticato il regime su Facebook e per aver incontrato le famiglie dei prigionieri politici. La Iraee, rilaciata su cauzione nell’aprile del 2019, era stata condannata a 6 anni di carcere per aver scritto – ma mai pubblicato – un libro di denuncia contro la pratica della lapidazione in Iran. Il marito della Iraee, l’attivista studentesco Arash Sadeghi, sta a sua volta scontando dal 2016 una condanna a 15 anni di carcere, nonostante le sue pessime condizioni di salute dopo una operazione per un cancro lo scorso anno.

 

 

 

 

 

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Una povera ragazza iraniana di 29 anni, ha deciso di darsi fuoco davanti al Tribunale di Teheran, dopo che era stata arrestata per aver provato ad entrare in uno stadio per assistere ad una partita di calcio.

La povera ragazza, che secondo quanto riporta la giornalista Masih Alinejad, si chiama Sahar, ha provato a forzare il divieto di ingresso alle donne negli stadi iraniani, lo scorso marzo. Purtroppo, come spesso accade, e’ stata fermata e incriminata. In Iran, lo ricordiamo, alle donne e’ proibito l’accesso agli stadi per non provocare la libido maschile.

La povera Sahar soffre da oltre due anni di un disturbo bipolare, certificato da diversi dottori che l’hanno seguita. Nonostante le certificazioni, il regime iraniano ha deciso lo stesso di confermare l’arresto di Sahar e di rinchiuderla nel carcere di Gharchak, insieme ad altre sei ragazze che avevano provato a eludere il divieto (travestendosi da maschi, foto sotto). Ovviamente, la detenzione ha aggravato il disturbo mentale. Sahar e’ oggi ricoverata presso l’ospedale Motahhari, dove le sono state rilevate ustioni sul 90% del suo corpo. La sua condizione, quindi e’ considerata gravissima.

Recentemente la FIFA ha chiesto all’Iran di eliminare il blocco d’ingresso delle donne allo stadio, sottolineando che – se la richiesta non verra’ esaudita – ci saranno conseguenze rilevanti. Sotto un video di alcune coraggiose ragazze iraniane che, girando per la strada senza velo, denunciano il sistema di apartheid che Teheran impone alle donne.

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Saei Mollaei e’ il judoka iraniano che, dopo i recenti campionati del mondo in Giappone, ha deciso di non rientrare in Iran e di chiedere asilo politico in Germania.

La sua decisione e’ arrivata dopo che, per l’ennesima volta, il regime iraniano gli ha imposto il ritiro in semifinale, per impedirgli di incontrare l’atleta israeliano Sagi Muki (poi risultato il vincitore).

Ricordiamo che l’Iran non riconosce Israele e ne predica pubblicamente la distruzione. Per questo motivo, e’ vietato qualsiasi contatto tra israeliani e iraniani, soprattutto istituzionale, al fine di non riconoscere implicitamente l’esistenza stessa dello Stato ebraico.

In una intervista rilasciata dopo aver deciso di non tornare in Iran, Saeid Mollaei ha rivelato che, poco prima di iniziare la semifinale, ha ricevuto una chiamata direttamente dall’Iran, in cui gli veniva ordinato di ritirarsi dalla competizione. Alla richiesta, dopo mesi e mesi di allenamento, Saied e’ scoppiato in un grido di rabbia e lacrime, incredulo davanti all’ennesima occasione persa di vincere un oro. Purtroppo, come si vede nel video, Mollaei ha dovuto piegarsi alla decisione della Federazione Judo iraniana, non solo perche’ questa e’ la legge iraniana, ma anche perche’ ha temuto per l’incolumita’ della sua famiglia.

Nel video Mollaei ha anche ringraziato il Presidente della Federazione Judo Internazionale, perche’ lo ha aiutato ha trovare rifugio in Germania e gli ha garantito che partecipera’ alle Olimpiadi 2020 (che si terrano sempre in Giappone, a Tokyo), sotto la bandiera del Comitato Olimpico Internazionale. Finalmente, qualasiasi sara’ l’avversario che avra’ di fronte, Mollaei potra’ competere fino alla fine per vincere un oro.

E’ da rilevare, infine, una nota toccante: poco dopo la vittoria ai mondiali, Sagi Muki ha postato una foto su Instagram. Mollaei, dal suo profilo ufficiale, si e’ complimentato. Complimenti ai quali Muki ha risposto elogiando il collega iraniano e definendolo una ispirazione sia umana che sportiva (foto in alto).

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Un giornalista iraniano, partito da Teheran con la delegazione che ha accompagnato il Ministro Zarif in visita in Norvegia, Finlandia e Svezia, ha deciso di fuggire e chiedere asilo politico a Stoccolma.

Amir Tohid Fazel, giornalista dell’agenzia di stampa ultra conservatrice Mowj, e’ riuscito a uscire dal suo hotel in Svezia senza essere notato dalle guardie iraniane e ha chiesto alle autorita’ svedesi di essere accolto, perche’ a rischio di essere arrestato al suo ritorno in Iran. Secondo Fazel, infatti, durante la sua permanenza all’estero, le forze di sicurezza iraniane sono entrare in casa sua a Teheran, con un mandato di cattura.

Le ragioni di questo tentativo di arresto sono legate all’attivita’ giornalistica di Fazel: qualche tempo addietro, infatti, Fazel aveva pubblicato una lista di importanti personalita’ iraniane che sono in possesso di doppia cittadinanza (in Iran il doppio passaporto e’ vietato e diversi cittadini iraniani con doppia cittadinanza sono stati arrestati per motivi politici, in questi ultimi mesi. Tra loro, il ricercatore medico Ahmadreza Djalali). Fazel avrebbe ricevuto la lista dal parlamentare ultraconservatore Javad Karimi Ghodousi, estremo oppositore di Rouhani e Zarif.

L’Ufficio immigrazione svedese non ha ancora preso una decisione in merito al caso di Fazel. Questo non solo per le normali prassi burocratiche, ma anche perche’ c’e’ il sospetto che Fazel possa fare il doppio gioco, ovvero quello di denunciare il regime pur collaborando con l’intelligence iraniana, allo scopo di inflitrare la comunita’ di rifugiati iraniani presente in Svezia e passare informazioni a Teheran.

Ricordiamo che, appena qualche mese fa, il regime iraniano ha provato ad organizzare una serie di attentati contro gli oppositori al regime in Europa, provando a colpire in Paesi come Francia, Olanda e Albania. Attentati premedati direttamente nelle Ambasciate iraniane in Europa: per questo, dopo la denuncia dei potenziali attacchi, diplomatici iraniani sono stati espulsi da Parigi, Amsterdam, Vienna e Tirana (qui e’ stato addirittura cacciato l’Ambasciatore).

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Nuovamente condannato al carcere il coraggioso professore Sadegh Zibakalam, docente di Scienza Politica presso l’Universita’ di Teheran.

Questa volta, la denuncia del regime e’ scatata dopo un post Instagram del Professor Zibakalam, ove veniva denunciata la decisione del regime di assumere 300.000 clerici in piu’ per le regioni del Kurdistan iraniano e per l’area del Sistan e Baluchistan. Secondo Zibakalam, il budget impiegato per queste assunzioni, e’ superiore addirittura quello che viene destinato alla popolazione civile di queste tre povere regioni dell’Iran.

Apriti cielo: Zibakalam e’ stato denunciato e, qualche giorno fa, gli e’ arrivata la notizia della condanna ad un anno di detenzione per “aver diffuso bugie allo scopo di provocare pubbliche agitazioni”. Zibakalam ha annunciato che ricorrera’ in appello contro la sentenza.

Il Professor Zibakalam e’ molto noto in Iran e all’estero, per le sue coraggiose posizioni di critica al regime, su temi considerati molto delicati. Nel 2009, ad esempio, attacco’ duramente le repressioni contro le proteste popolari anti-Ahmadinejad. Altrettanto coraggiosamente, il Professor Zibakalam ha messo in dubbio l’utilita’ del programma nucleare iraniano e la posizione della Repubblica Islamica contro Israele, arrivando addirittura nel 2014 a riconoscere l’esistenza dello Stato ebraico, perche’ trattasi di uno Stato riconosciuto dalle Nazioni Unite (un tabu’ vero e proprio in Iran).

Per le sue posizioni anti-regime, Zibakalam e’ gia’ stato condannato ad una pena detentiva di 18 mesi, che e’ stata momentaneamente sospesa. A questi 18 mesi, quindi, ora si aggiunge l’anno di condanna per la critica all’assunzione dei nuovi clerici. Per il suo coraggio, nel 2018, il Professor Zibakalam ha vinto il premio “Freedom of Speech” del quotidiano tedesco Deutsche Welle.

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. به دنبال شکایت پلیس اخلاق و عفت عمومی، دادسرای فرهنگ و رسانه من را برای بازپرسی احضار کرد. من فکر کردم که حتما مطلبی گفته‌ام یا نوشته‌ام که دادستان احضارم کرده‌است. اما وقتی بازپرس که بسیار فرد مؤدبی بودند به من گفتند که پلیس حفاظت اخلاق از من شکایت کرده است، متحیر شدم. من چون درب اتاقم در دانشگاه را هیچ‌وقت قفل نمی‌کنم فکر کردم شاید پلیس آن‌جا چیزی پیدا کرده است، اما با کمال تعجب متوجه شدم که موضوع شکایت یکی از پست‌هایم در صفحه اینستاگرام است! جناب حجت‌الاسلام عبدالفتاح نواب، از مسئولین حوزه، چند وقت پیش فرموده بودند که برای تصدی بیش از ۶۰شغل تا سال۱۴۱۴ نیاز به ۳۰۰هزار روحانی داریم. ایشان این مشاغل را ازجمله نمایندگی‌های مقام معظم رهبری در دانشگاه‌ها، قوای مسلحه و سایر دستگاه‌های دولتی، امور آموزشی، پرورشی، مشاوره، راهنمایی و امثالهم ذکر کرده بودند. بنده در پست اینستاگرام برآورد کرده بودم که اگر این ۳۰۰هزار روحانی شاغل هر کدام حداقل ۲/۵میلیون تومان حقوق در ماه دریافت نمایند، ۹۰۰۰میلیارد تومان در سال می‌شود و برای نشان دادن ابعاد این هزینه آن را با بودجه سالیانه دو استان محروم کردستان و سیستان‌و‌بلوچستان و سازمان محیط‌زیست کشور مقایسه کرده بودم که به ترتیب ۶۰۰، ۳۵۰ و ۵۰۰میلیارد تومان است. بازپرسی در حدود یکساعت و نیم طول کشید و من عرض کردم منبع خبر جناب حجت‌الاسلام نواب بوده‌اند. در خصوص بودجه‌های محیط‌زیست و استان‌های سیستان‌و‌بلوچستان و کردستان هم می‌توان از سازمان برنامه‌و‌بودجه استعلام نمود. جناب بازپرس فرمودند که پلیس اخلاق معتقد است که طلاب ۲/۵میلیون تومان در ماه دریافت نمی‌کنند و شما مرتکب نشر اکاذیب شده اید. بنده هم پاسخ دادم مگر قرار است طلاب برای تصدی آن مشاغل استخدام شوند؟ قطعا روحانیونی که دست‌کم چندین سال در حوزه درس خوانده و معادل لیسانس یا بالاتر هستند برای تصدی آن مشاغل استخدام می‌شوند. اگر تردیدی هست می‌توان استعلام نمود که حقوق روحانیون شاغل چه میزان است. همان روز صبح اول وقت دادگاه تجدید نظرم درباره مصاحبه با رادیو آلمان پیرامون ناآرامی‌های دی‌ماه سال گذشته بود که در دادگاه بدوی جناب قاضی صلواتی به اتهام‌ «تشویش اذهان‌عمومی» و «تبلیغ علیه نظام» به ۱۸ماه حبس و دوسال محرومیت اجتماعی محکومم کرده بودند، اما شاه‌کار آن روز این بود که بعد از دادگاه تجدیدنظر و بازپرسی بایستی می‌رفتم پژوهشگاه حکمت و فلسفه و علوم انسانی وزارت علوم درخصوص «حقوق شهروندی» سخنرانی میکردم! جای عزیز نسین خالی که کمدی بودن زندگی را به نثر در می‌آورد. #زیباکلام

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Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ISNA, il Procuratore iraniano Mohammad Montazeri ha affermato che, il divieto di ingresso delle donne iraniane negli stadi, non e’ un problema che riguarda la FIFA.

La risposta del Procuratore iraniano arriva dopo la lettera inviata dal Presidente della FIFA Infantino alla Presidente della Federazione Calcistica iraniana, in cui ha chiesto di avere delle date certe per l’abolizione del divieto di ingresso delle donne negli stadi, nel rispetto della parita’ di genere e dei valori espressi nello statuto della FIFA.

Secondo lo statuto FIFA, se l’Iran rifiutera’ di conformarsi alle richieste internazionali, la FIFA potra’ sospendere l’Iran dalla Federazione Internazionale di Calcio, impedendo alla nazionale iraniana di prendere parte alle qualificazioni per la Coppa del Mondo del 2022 in Qatar.

Qui sotto il film “Offside” del regista iraniano Jafar Panahi, sulla proibizione del diritto delle donne di entrare negli stadi. Il film ha vinto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino del 2006. Oggi Panahi, dopo essere stato condannato al carcere, e’ costretto a non lavorare o farlo di nascosto, perche’ considerato pericoloso dal regime.