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Risultato immagini per Mohammad Rasoulof

Una notizia terribile ci giunge dall’Iran: mentre la Magistratura libera migliaia di detenuti per l’emergenza Coronavirus scoppiata nelle prigioni della Repubblica Islamica, il regime ha deciso di convocare il regista Mohammad Rasoulof, per fargli scontare la pena ad un anno di detenzione a cui e’ stato condannato nel 2019 per “propaganda contro lo Stato” (per il contenuto dei suoi film).

Si tratta come suddetto, di una notizia che lascia senza parole, non solo per l’ingiustizia della condanna – determinata da ragioni politiche – ma anche per la tempistica scelta dalle autorità iraniane. Una tempistica che dimostra tutta la crudeltà di un regime, disposto a tutto per eliminare fisicamente i suoi critici.

Rasoulof e’ stato chiamato a sorpresa in carcere per scontare la sua pena, meno di una settimana dopo essere stato premiato a Berlino con l’Orso d’Oro per il film “There is No Evil”. Il premio e’ stato ritirato dalla figlia del regista iraniano, perché Teheran non ha permesso a Rasoulof di lasciare il Paese.

Ricordiamo infine che, nel novembre 2019, più di 200 rappresentanti dell’industria cinematografica iraniana, hanno firmato un pubblico appello per denunciare le censure imposte dal regime.

 

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Nel 2020, il Salone del Libro di Torino nominera’ l’Iran l’ospite d’onore. Ad annunciarlo e’ stato Amir-Masud Shahramia, direttore dell’Istituto Fiere Culturali iraniane, dopo un accordo raggiunto con l’ex Ministro della Cultura del Governo Letta, Massimo Bray. Come scrive La Stampa, la notizia e’ stata praticamente confermata dall’Italia, anche se non c’e’ ancora l’ufficializzazione.

Si tratta di una decisione che lascia sgomenti. Un premio ad un regime che opprime ogni forma di dissenso, incarcera artisti, perseguita i dissidenti e le loro famiglie, mette a morte gli omosessuali e ha in vigore leggi che considerano la donna un essere inferiore rispetto all’uomo. Ancora, come noto, si tratta del Paese che, per eccellenza, finanzia il terrorismo internazionale, togliendo risorse ad una popolazione ormai allo stremo e da mesi in piazza nonostante il rischio di finire sul patibolo.

Purtroppo la passione di Massimo Bray per l’Iran, risale a quando egli occupava la carica di Ministro. Sin dal 2013, infatti, Bray si e’ recato in Iran, con lo scopo di rafforzare le relazioni culturali tra Roma e Teheran. Nel corso delle sue visite nella Repubblica Islamica e nel corso dei rapporti con i rappresentanti del regime, Bray non ha mai espresso una sola condanna per gli abusi dei diritti umani e civili da parte dell’Iran. Finito il suo mandato governativo, Bray ha continuato a mantenere i legami con la Repubblica Islamica, fino ad arrivare – vergognosamente – alla scelta di nominare proprio l’Iran ospite d’onore del Salone del Libro 2020. L’ultima visita di Bray in Iran, tra le altre cose, risale proprio a luglio 2018.

Speriamo che il Ministro della Cultura Bonisoli intervenga immediatamente per impedire questo scempio, per evitare che l’Italia renda onore a chi – nonostante la grandezza culturale della sua storia – ha scelto di sostenere l’estremismo militare, religioso e politico.

iran bray