Archivio per la categoria ‘Iran cristiani’

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Due detenuti iraniani di fede cristiana, Hadi Asgari e Afshar Naderi, hanno dichiarato lo sciopero della fame. La misura estrema della protesta è stata presa dai due detenuti, in considerazione dello stato pessimo della loro detenzione e della mancanza di adeguate cure mediche. I due, sono rinchiusi da oltre sei mesi nel carcere di Evin, senza neanche aver subito sinora un reale interrogatorio o aver avuto accesso ad un legale (Mohabat News).

Hadi Asgari e Afshar Naderi sono stati arrestati nell’agosto del 2016, durante un raid delle forze di sicurezza in un giardino private presso Firouzkouh. Con loro sono state arrestate altre tre persone, anche loro di fede cristiana. I cinque, tutti convertiti dall’Islam al cristianesimo, sono stati fermati mentre si erano riuniti per una preghiera. Nel giardino, quindi, le forze di sicurezza iraniane hanno trovato e confiscato anche tre Bibbie e materiale per la preghiera (Mohabat News).

In seguito al raid delle forze di sicurezza, il giardino è stato chiuso, impedendo allo stesso proprietario di accedervi. Le famiglie degli arrestati, quindi, temono che le autorità iraniane possano fabbricare delle prove contro i loro cari e costringerli a firmare delle confessioni forzate (Mohabat News).

Ricordiamo che in Iran, chiunque abbandoni l’Islam è accusato di apostasia e, nei casi più estremi, condannato a morte.

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Le proprietà della Chiesa evangelica iraniana Jam’at-e Rabbani presso la città di Karaj, note come i Giardini di Sharon, sono state sequestrate dal regime. Precisamente, sono state confiscate dalla una organizzazione, denominate “Centro di Attuazione dei Decreti dell’Imam”, controllata direttamente dall’Ayatollah Khamenei, Guida Suprema iraniana. Questa organizzazione è stata creata su ordine di Khomeini dopo la rivoluzione del 1979, allo scopo di confiscare tutte le proprietà appartenenti allo Shah. Con gli anni, però, il regime ha allargato il ruolo di questa organizzazione, permettendole di mettere in pratica dei veri e propri sequestri di proprietà in stile mafioso.

Ovviamente, neanche a dirlo, per agire il regime si è appoggiato sulla solita scusa: ha accusato gli appartenenti alla Jam’at-e Rabbani di essere legati alla Chiesa evangelica di Philadephia e di lavorare per la CIA. Tutte accuse rigettate direttamente dai vertici della Jam’at, ma confermate da un Tribunale Rivoluzionario il 21 luglio scorso, in un processo che si è svolto addirittura senza i rappresentanti della Chiesa stessa e senza alcun avvocato della difesa.

La Jam’at-e Rabbani è parte della Assemblea di Dio, raggruppamento di Chiese evangeliche penatacostali che, in tutto il mondo, raccoglie oltre 68 milioni di fedeli. In Iran, la sede centrale della Jam’at-e Rabbani si trova a Teheran, ma i suoi membri sono spesso soggetti ad arresti da parte del regime ed accuse di spionaggio. Questo perchè la maggior parte dei fedeli della Jam’at, sono mussulmani che hanno deciso di abbandonare l’Islam e convertirsi al cristianesimo. Una scelta che nella Repubblica Islamica è non solo vietata, ma punita con l’accusa di apostasia.

Per approfondire sulla persecuzione dei cristiani in Iran, vi preghiamo di  leggere questo paper: The Cost of Faith: Persecution of Christian Protestants and Converts in Iran

Iraniano cristiano frustato per blasfemia nel 2007

Iraniano cristiano frustato per blasfemia nel 2007

E’ prevista oggi l’inagurazione della vergognosa Fiera di Roma dedicata all’Iran. Una Fiera tutta riservata al regime khomeinista che, secondo le informazioni di stampa, vedrà addirittura la presenza odierna del Ministro Calenda per la giornata di inaugurazione (AGI). Nel video di presentazione della Fiera di Roma “solo Iran”, neanche a dirlo, non si fa minimamente menzione alla reale natura del regime e agli altissimi rischi di investimento in un Paese dove regna la corruzione e dominano le imprese controllate da Khamenei e i Pasdaran (Gaiaitalia.com).

C’è di peggio: mentre il Ministro Calenda si appresta ad esprimere parole di elogio ed incoraggiamento del business con l’Iran, a Teheran si sta per compiere l’ennesimo crimine contro i diritti umani. Secondo quanto riportano le agenzie, infatti, tre mussulmani convertiti al cristianesimo – Yaser Mosibzadeh, Saheb Fadayaee e Mohammed Reza Omidi – saranno presto frustati in pubblica piazza (Aina.org). I tre, infatti, sono stati arrestati a Rasht lo scorso Maggio e accusati di blasfemia. Condannati ad 80 frustate, i tre sono stati rilasciati su cauzione nell’attesa di subire la sentenza subita. Purtroppo, quell’attesa è terminata. Ricordiamo che secondo quanto riportato da Open USA’s World Watch List, il regime iraniano è il nono al mondo per repressione nei confronti dei cristiani.

Davanti a questi abusi criminali, resta silente anche l’Ambasciatore italiano a Teheran, Mauro Conciatori. Evidentemente Conciatori, assai impegnato a sottolineare le affinità culturali tra Italia e Iran, non riesce ad avere il tempo per vedere quanto succede intorno a lui nella Repubblica Islamica…Ci fa un pò paura l’idea che l’Ambasciatore Conciatori, veramente creda che il Paese che egli rappresenta, l’Italia, abbia qualcosa in comune con un regime che vela le donne, applica l’apartheid ai Baha’i, impicca i detenuti e frusta in pubblico chi abbandona l’Islam

 

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La detenuta iraniana Maryam (Nasim) Naghash Zargaran, imprigionata per essersi convertita dall’Islam al Cristianesimo, è stata trasferita nuovamente dall’ospedale al carcere di Evin. Maryam era stata ricoverata il 28 agosto scorso per gravi problemi di cuore. Il ricovero era arrivato solamente dopo una durissima protesta della detenuta stessa che, ormai disperata, aveva dichiarato per ben due volte lo sciopero della fame.

Ricordiamo che Maryam Zargaran è stata arrestata nel 2012 con l’accusa di apostasia, per aver scelto di abbandonare la fede mussulmana e convertirsi a quella cristiana. Nel 2013, quindi, Maryam è stata condannata dal giudice Mohammad Moghisseh a quattro anni di detenzione, con l’accusa di aver “messo a repentaglio la sicurezza nazionale”. Per mesi il regime le ha persino negate l’accesso ad un legale. Purtroppo la condanna è stata confermata dalla Corte d’Appello nel luglio del 2013. Paradossale che il regime accusi di mettere a repentaglio la sicurezza dell’Iran, una giovane donna che di mestiere faceva l’insegnante di musica per bambini….

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Maryam Zargaran è anche stata accusata dal regime iraniano di aver collaborato con il Pastore cristiano Saeed Abedini, in particolare di aver cercato di acquistare una proprietà al fine di costruirne un orfanotrofio per bambini. Ricordiamo che il Pastore iraniano-americano Saeed Abedini, arrestato nel 2013, è stato liberato da Teheran nel gennaio del 2016, come parte di uno scambio con gli Stati Uniti. Secondo le inchieste aviate dal Congresso Americano, la Presidenza Obama ha pagato all’Iran 400 milioni di dollari come riscatto.

Il pagamento (in euro e franchi svizzeri), come ormai provato, sarebbe avvenuto per mezzo di un aereo che, segretamente, sarebbe partito da Ginevra e atterrato in Iran con i soldi cash da consegnare al regime. Washington ha provato a giustificare questo pagamento come parte del rilascio di una serie di fondi iraniani congelati dagli Stati Uniti, in seguito alla presa degli ostaggi americani all’Ambasciata di Teheran nel 1979. Recentemente si è svolta una audizione in merito alla Commissione per i Servizi Finanziari del Congresso Americano, di cui vi proponiamo il video complete.

Per approfondire:

Hospitalized Christian Convert Ordered Back to Prison

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Il corpo di Maryam Naghash Zargaran è ormai giunto quasi allo stremo. Maryam, detenuta cristiana condannata a quattro anni di carcere, è arrivata al 23° giorno di sciopero della fame, in protesta contro quella che considera una detenzione illegale e inumana. In realtà, il regime iraniano ha condannato Maryam accusandola di rappresentare una “minaccia alla sicurezza nazionale”. In realtà, i Mullah  non perdonano a questa giovane donna di aver abbandonato l’Islam per abbracciare il cristianesimo.

Maryam ha dichiarato lo sciopero della fame il 5 luglio scorso e ha chiesto di essere rilasciata senza condizioni. I primi quattro giorni del suo rifiuto di alimentarsi, li ha passati insieme alla prigioniera politica Narges Mohammadi, anche lei in sciopero della fame in protesta contro il regime. Il 10 luglio, quindi, Maryam ha pubblicato una lettera dal titolo “è tempo di rompere il silenzio”, denunciando l’illegalità della sua detenzione e gli abusi dei diritti umani da parte di Teheran (Hrana).

Va ricordato che non si tratta del primo sciopero della fame dichiarato da Maryam: la coraggiosa prigioniera politica cristiana, aveva già rifiutato il cibo nel giugno scorso, ottenendo una breve licenza per tornare a casa dopo 10 giorni di protesta. Considerando anche il delicate stato di salute della detenuta, sembrava che il regime fosse disposto ad ammorbidire la sua posizione. Impressione, purtroppo, errata. Senza alcun preavviso, le autorità hanno deciso di riportarla ad Evin, senza garantirle nemmeno le cure mediche di cui ha bisogno. Aggiungiamo che Maryam soffre di un problema al cuore e che, in seguito ad una operazione effettuata a 9 anni, richiede dei costanti trattamenti medici.

Il medico legale che ha visitato in questi giorni Maryam, ha dato il suo parere favorevole al rilascio della prigioniera politica, per ragioni di salute. Nonostante tutto, il Procuratore Generale ha deciso di non tenere conto delle parole del medico e ha rifiutato ogni sorta di perdono.

Vi chiediamo denunciare il caso di Maryam e di firmare la petizione per la sua immediata scarcerazione: Go Petition

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La prigioniera politica Maryam Naghash Zargaran, arrestata per aver deciso di abbracciare il cristianesimo, sta male. Maryam soffre di forti dolori all’orecchio e di costanti vertigini.

Maryam, condannata a 4 anni di detenzione, si trova oggi presso il carcere di Evin. I medici del carcere hanno detto a Maryam che i suoi problemi di salute potranno essere risolti solamente per mezzo di una operazione. Purtroppo, il regime  ha negato alla prigioniera politica il rilascio per motivi di salute, al fine di essere ricoverata esternamente (Freedom Messenger).

Vogliamo ricordare che Maryam Naghash Zargaran e’ perseguitata dal regime sin dal 2011, quando ha deciso di abbandonare l’Islam. Il suo caso e’ direttamente legato a quello del Pastore iraniano-americano Saed Abedini, anche lui sino a poco tempo fa rinchiuso nelle carceri del regime.

In particolare, Teheran accusa Maryam di “apostasia” e di rappresentare una “minaccia contro la sicurezza nazionale”. Maryam era stata brevemente rilasciata nel 2015 sempre per motivi di salute, ma le forze di sicurezza l’avevano presto ricondotta nuovamente ad Evin, nonostante i trattamenti medici fossero ancora in corso.

Nella assurda sentenza di condanna verso Maryam Naghash Zargaran sta scritto: “La Corre considera gli atti commessi dalla prigioniera come parte dei piani dell’Inghilterra e la Palestina Occupata (ovvero Israele), per diffondere la cristianità’ in Iran, al fine di pervertire la società iraniana e allontanarla dall’Islam (Mohabat News).

Cose da Isis

Maryam saluta i genitori prima di tornare in carcere (Ottobre 2015)

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Il Pastore cristiano Youcef Nadarkhani è stato nuovamente arrestato dalle autorità del regime iraniane. L’arresto è avvenuto venerdi scorso e, insieme al Pastore Nadarkhani, è stata arrestata anche sua moglie Tina Pasandide Nadarkhani e altre tre fedeli cristiani.

Secondo quanto è stato reso noto dagli attivisti, Youcef e la moglie Tina sono stati interrogati per diverse ore, prima di essere rilasciati su cauzione. Della situazione degli altre tre arrestati, invece, non si sa nulla (Foreign Desk News).

Come noto, il Pastore Nadarkhani era stato arrestato la prima volta nell’Ottobre del 2009 e condannato a morte dopo essere stato accusato di apostasia da una Corte di Gilan, nella Provincia di Rasht. L’accusa di apostasia era stata decisa in considerazione della decisione di Youcef Nadarkhani di abbandonare l’Islam per abbracciare il Cristainesimo.

Il Pastore Nadarkhani è stato salvato dalla pena capitale solamente grazie alle pressioni internazionali. Pressioni che hanno costretto Teheran a liberare Nadarkhani una prima volta nel Settembre del 2012. Arrestato nuovamente nel Natale del 2012, Nadarkhani è stato quindi rilasciasto una seconda volta solamente nel Gennaio 2013 (CSW.org).

Ricordiamo che, mentre il mondo porta avanti l’appeasement verso Teheran, nelle carceri iraniani restano oltre 90 cristiani innocenti (No Pasdaran).