Archivio per la categoria ‘Iran cristiani’

Il regime iraniano ha dissacrato la tomba del Reverendo Hossein Soodmand, pastore evangelico, condannato a morte nel dicembre del 1990 da Teheran con l’accusa di apostasia, per aver abbandonato l’Islam e aver abbracciato il cristianesimo.

A darne notizia e’ stata l’organizzazione “Articolo 18”, che promuove la libertà di fede nella Repubblica Islamica. Secondo le informazioni ricevute, la tomba del Reverendo si trovava presso Behesht-e Reza, il cimitero di Mashhad, la seconda città dell’Iran per grandezza.

La figlia del Reverendo Soodmand, che da anni vive in esilio in Europa, ha denunciato che la famiglia ha scoperto il terribile accaduto ad inizio dicembre 2019, quando come ogni anno si e’ recata al cimitero per rendere omaggio al pastore ucciso dal regime.

Hossein Soodmand decise di convertirsi dall’Islam al cristianesimo prima della Rivoluzione khomeinista del 1979. Con l’avvento del regime clericale, Hossein venne arrestato, torturato e spedito in isolamento per oltre un mese. Pochi mesi dopo l’arresto, Hossein venne mandato al patibolo e la sua esecuzione e’ la sola riconosciuta ufficialmente persino dal regime stesso.

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Parlando a Qom davanti ad una pletora di clerici sciiti, il Ministro dell’Intelligence iraniano Mahmoud Alavi ha ‘denunciato’ che “il cristianesimo si sta diffondendo”. Secondo Alavi, a converstirsi al cristianesimo sarebbero “persone ordinarie i cui lavori sono vendere panini o simili attivita’”

Considerando il fenomeno in atto, Alavi ritiene che l’Iran non abbia alternativa: e’ necessario convocare queste persone presso il Ministero dell’Intelligence e chiedere loro le ragioni della conversione. E’ necessario quindi dire loro che l’Islam e’ una religione di pace e fratellanza. Alavi quindi ha affermato che, ogni volta che questo e’ stato fatto, le persone interrogate hanno risposto che quello che vedevano erano solo discussioni tra i clerici (sottointendendo che, quello che serve, e’ la pace e la cordialita’ tra i clerici sciiti…).

Infine, Alavi ha rimarcato come sia fondamentale il ruolo della propaganda che deve servire sia come forma di educazione, sia come strumento per la crescita delle nuove generazioni (nelle peggiori forme praticamente dell’indottrinamento di massa). Questo allo scopo di “vaccinare” il popolo contro l’influenza nemica (ovvero la cultura Occidentale).

Ricordiamo che in Iran abbandonare l’Islam e’ un reato (“apostasia”) punibile, nei casi peggiori, con la condanna alla pena di morte. Sono sempre di piu’ pero’ in Iran le persone che abbandonano l’Islam per il cristianesimo, soprattutto per il cristianesimo evangelico. Ovviamente, con l’aumento delle conversioni, aumentano anche le repressioni.

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Almeno 114 cristiani arrestati nella Repubblica Islamica dell’Iran, in meno di un mese. E’ questo il dato terribile che e’ stato denunciato da Open Doors UK, sottolineando che si tratta di fedeli che hanno scelto di lasciare l’Islam, per abbracciare il cristianesimo.

Purtroppo, mentre nei Paesi ove viene rispettato lo Stato di Diritto la conversione e’ una cosa privata, parte del diritto del singolo a seguire la propria coscienza, in Iran e’ un peccato che puo’ – nei casi piu’ gravi – anche costare la pena capitale. L’abbandono dell’Islam, noto come apostasia, e’ considerato un peccato imperdonabile.

Secondo il Telepraph, gli arrestati sono stati accusati tutti di “proselitismo”, costretti a raccontare la loro attivita’ di fedeli cristiani e intimati ad abbandonare immediatamente la loro nuova fede per ritornare all’Islam.

Non solo: coloro che, dopo l’arresto sono stati rilasciati, sono stati informati che presto riceveranno una chiamata dal Ministero dell’Intelligence. Un Ministero che, per la cronaca, dipende direttamente dal Presidente iraniano Hassan Rouhani…

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Il regime iraniano ha negato le cure mediche a Ebrahim Firouzi, prigioniero politico, detenuto dal 2014 per esseresi convertito dall’Islam al Cristianesimo. Secondo quanto riportato da chi lo ha visitato, Firouzi – detenuto nel carcere di Rajaei Shahr, e’ affetto da infezioni ai denti che – considerato il dieniego di essere visitato da uno specialista – gli stanno oggi impendendo quasi di poter mangiare.

Firouzi e’ stato arrestato la prima volta nel 2010 e accusato dalla Corte Rivoluzionaria di Karaj di “propaganda contro lo Stato”. Rilasciato nel giugno del 2011, Firouzi e’ stato nuovamente arrestato un anno dopo, questa volta con l’accusa di “aver creato dei siti Internet per insegnare il Cristianesimo”.

Condannato ad un anno di carcere e due di esilio dal giudice Hassan Babaie, Firouzi ha deciso di fare ricorso contro la sentenza. Arrestato ancora nel 2014, Firouzi e’ stato sottoposto a duri interrogatori, fino ad essere costretto a rilasciare delle confessioni forzate. Accusato dal giudice Mohammad Moghiseh di aver “creato gruppi con l’intenzione di disturbare la sicurezza nazionale, Firouzi e’ stato condannato a cinque anni di carcere nell’aprile del 2015.

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Ci risiamo: un altro giovane iraniano, convertito dall’Islam al cristianesimo, e’ stato arrestato dagli agenti dell’intelligence. Il giovane, Abdol-Ali Pourmand (da convertito ha preso il nome di Elyas), e’ stato arrestato il 19 ottobre 2017, dopo essere stato convocato negli uffici dell’intelligence di Dezful.

In seguito all’arresto, Abdol-Ali Pormand e’ stato trasferito presso Ahwaz e ha potuto contattare la sua famiglia solamente dopo tre giorni. Nel frattempo, gli agenti del MOIS hanno perquisito la sua abitazione, confiscando delle Bibbie e dei CD contenenti altri testi cristiani.

Dalle notizie che arrivano dall’Iran a due settimane di distanza dall’arresto di Abdol-Ali Pourmand, il regime non ha ancora concesso al detenuto il diritto – riconosciuto anche dalle norme iraniane – ad avere un rappresentante legale.

In questo ultimo mese, altre tre cristiani convertiti sono stati arrestati presso Dezful. Dopo essere stati picchiati, ai fermati e’ stato detto di abbandonare la fede cristiana o di essere consapevoli che il rischio e’ quello di essere condannati a morte o ad abbandonare l’Iran.

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Riprendiamo un articolo pubblicato dal sito di Avvenire il 19 agosto scorso. Un pezzo che, colpevolmente, ci era sfuggito, intitolato “Iran, avamposto cristiano“. L’articolo, scritto da Anna Pozzi, intende promuovere l’uscita del testo “Iran. Guida storico-archeologica” delle edizioni Terrasanta, a firma di Elena Asero.

Con l’obiettivo di incoraggiare il lettore a comprare il testo – obiettivo legittimo – l’autrice dell’articolo inizia a descrivere un Iran inesistente: una specie di culla del cristianesimo in Medioriente ove, quotiamo il pezzo, “secondo fonti di Chiese evangeliche, il cristianesimo sarebbe la religione in più rapida crescita in Iran, con un ritmo del 19 per cento annuo e i cristiani sarebbero tra i 500 mila e il milione, in gran parte armeni, caldei e protestanti. “

Affermazione veritiera, peccato che non collegata alla parte più importante del discorso: le persecuzioni del regime iraniano contro i cristiani, particolarmente gli evangelici e primariamente contro i mussulmani che scelgono di abbandonare la loro fede per convertirsi al cristianesimo. Di tutto questo, drammaticamente e colpevolmente, nel pezzo non c’e’ minimamente traccia.

Sarebbe bastato alla Anna Pozzi, andarsi a fare una breve e facile ricerca su Google, per scoprire la verità in merito. Avrebbe scoperto che OpenDoors, classifica il livello di persecuzione dei cristiani in Iran come “extreme”, o che nelle carceri iraniane, in questo momento, ci sono almeno 90 cristiani detenuti per ragioni di fede (numero denunciato sia dalle Nazioni Unite, che dalla United States Commission on International Religious Freedom). Avrebbe scoperto la storia di Maryam Naghash Zargaran, detenuta iraniana arrestata per essersi convertita al cristianesimo, e che in nome della sua fede ha fatto giorni e giorni di sciopero della fame in carcere (No Pasdaran). Oppure avrebbe scoperto che, solamente qualche mese fa, Khamenei in persona ha accusato i cristiani evangelici di Karaj di lavorare per la CIA, allo scopo di sequestrargli le proprietà (No Pasdaran). Infine, avrebbe scoperto la figura del Pastore Ebrahim Firuzi, arrestato nel 2015 per motivi religiosi e condannato a cinque anni di carcere (Farsi Christian News Network). Potremmo andare avanti ancora molto, ma preferiamo fermarci per non annoiare i lettori.

Purtroppo, sia la Pozzi che Avvenire non hanno scelto di usare la Rete o altre fonti di informazione – ad esempio le Nazioni Unite – per scoprire lo stato dei cristiani nella Repubblica Islamica. Hanno preferito non sapere – o far finta di non sapere (che e’ peggio) – per poter vendere un libro in più. L’ennesimo silenzio assordante, sulle spalle di chi veramente in Iran porta la Croce…

P.S.: ultimo appunto per la Pozzi…l’Iran e’ un “monolite di fanatismo religioso e di politiche interne e internazionali oscurantiste e minacciose“. Non e’ solo descritto cosi troppo spesso…

 

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Egregio Ministro Minniti, Egregio Ministro Orlando, Eregio Ministro Alfano,

Scriviamo a Voi per sottoporvi il caso di Aideen Strandsson, attrice iraniana che, dopo essersi convertita dall’Islam al Cristianesimo, ha deciso di abbandonare la Repubblica Islamica per cercare un rifugio sicuro in Europa. Precisamente in Svezia.

Come Voi saprete benissimo, in Iran la conversione ad una fede diversa dall’Islam, e’ considerata un reato gravissimo, definito come apostasia e per questo e’ prevista anche la pena capitale.

Purtroppo, per ben due volte, le autorità di Stoccolma hanno respinto la richiesta di Aideen di ricevere asilo politico, non riconoscendo all’attrice iraniana il rischio di essere arrestata e impiccata. Per questo, Aideen ha deciso di raccontare ai media la sua storia, sperando di riuscire a salvarsi da un rimpatrio estremamente pericoloso (Christian Post).

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In una intervista rilasciata alla CBN, Aideen ha raccontato di essersi convertita al cristianesimo in Iran e di aver lasciato il Paese, proprio per i rischi che correva. Ha denunciato di aver raccontato la sua storia ai responsabili del Dipartimento Immigrazione in Svezia che, come suddetto, le hanno negato la residenza permanente nel Paese.

Aggiungiamo che, secondo Open Doors, il regime iraniano si trova all’ottavo posto, tra i Paesi che nel mondo perseguono i cristiani, con un livello di persecuzione definito come “extreme”. Solamente nel 2016, 193 cristiani sono finiti delle prigioni iraniane.

Per le ragioni esposte sopra, Egregi Ministri, Vi chiediamo di verificare le notizie diffuse dalla stampa internazionale e – se confermate – di concedere l’asilo politico ad Aideen Strandsson, la cui vita non può essere messa a rischio nel 2017, per delle scelte relative alla libertà di fede.

Libertà che fa parte dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Repubblica Italiana.

Cordialmente,

Collettivo No Pasdaran

L’intervista di Aideen Strandsson alla CBN

 

Alcune copertine dei film fatti da Aideen in Iran

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