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Coronavirus in Iran, l'inchiesta della «Bbc»: i morti sono il ...

Il Dipartimento di Supervisione della Stampa del Ministero della Cultura e della Guida Islamica, ha deciso di revocare la licenza operativa al quotidiano economico Jahane Sanat, per aver pubblicato una intervista di un rappresentante della Task Force iraniana sul Coronavirus, in cui veniva denunciato che le autorità khomeiniste stavano ponendo la censura sui reali dati delle infezioni e dei decessi da Covid-19 nella Repubblica Islamica.

Nella intervista intitolata “non fidatevi delle statistiche Governative”, l’epidemiologo Mohammadreza Mahboufar affermava che i dati sul virus “sono stati sicuramente manipolati dall’inizio dell’epidemia”, denunciando che il Governo aveva censurato i primi casi di Covid-19, per ragioni politiche e di sicurezza.

L’editore del quotidiano iraniano Mohammadreza Saadi, ha dichiarato all’agenzia di stampa IRNA che, in seguito alla pubblicazione dell’intervista a Mahboufar, il quotidiano e’ stato temporaneamente sospeso e ancora non e’ noto quando potranno riprendere le pubblicazioni.

Ricordiamo che solamente la scorsa settimana la BBC Persian aveva pubblicato un pezzo, in cui veniva riportato che i morti per Coronavirus in Iran sarebbero almeno il triplo rispetto a quelli pubblicati dal regime (quindi oltre 40.000). Non solo, lo stesso Presidente iraniano Rouhani ha pubblicamente dichiarato che i contagiati per Covid-19 in Iran potrebbero aver addirittura superato già le 25 milioni di persone!

censura iran

Risultato immagini per Mohammad Rasoulof

Una notizia terribile ci giunge dall’Iran: mentre la Magistratura libera migliaia di detenuti per l’emergenza Coronavirus scoppiata nelle prigioni della Repubblica Islamica, il regime ha deciso di convocare il regista Mohammad Rasoulof, per fargli scontare la pena ad un anno di detenzione a cui e’ stato condannato nel 2019 per “propaganda contro lo Stato” (per il contenuto dei suoi film).

Si tratta come suddetto, di una notizia che lascia senza parole, non solo per l’ingiustizia della condanna – determinata da ragioni politiche – ma anche per la tempistica scelta dalle autorità iraniane. Una tempistica che dimostra tutta la crudeltà di un regime, disposto a tutto per eliminare fisicamente i suoi critici.

Rasoulof e’ stato chiamato a sorpresa in carcere per scontare la sua pena, meno di una settimana dopo essere stato premiato a Berlino con l’Orso d’Oro per il film “There is No Evil”. Il premio e’ stato ritirato dalla figlia del regista iraniano, perché Teheran non ha permesso a Rasoulof di lasciare il Paese.

Ricordiamo infine che, nel novembre 2019, più di 200 rappresentanti dell’industria cinematografica iraniana, hanno firmato un pubblico appello per denunciare le censure imposte dal regime.